Inserzioni più recenti di Poesia
Autore: Katia Debora Melis
Editore: Edizioni Nuovi Poeti
Prima edizione: 12/2008
Edizione corrente: 12/2008
EAN-ISBN: 9788896255094
Pagine: 64
Prezzo di copertina: 7,00 Euro
Argomento: Poesia
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Descrizione
Tema costante delle brevi e suggestive composizioni della raccolta è la ciclicità dell'esistenza, umana e non.
Il continuo annullarsi e ricostruirsi del sole che muore nell'Oceano e da esso rinasce puntuale.
La catarsi avviene con un ritorno alle origini; le origini si configurano sia come luoghi che infondono alla poetessa la forza di ricominciare ripulendosi di sovrastrutture a lei non più consone, sia come sentire viscerale e quindi innocente.
Note biografiche
Katia Debora Melis, nata a Milano il 4 luglio 1973, vive e lavora a Cagliari, dove insegna Materie letterarie e Latino.
Da anni impegnata nella libera ricerca in discipline sardologiche, ha all'attivo pubblicazioni su riviste, comunicazioni in seminari e convegni, accanto alla scrittura di poesie e racconti.
Presente in diverse antologie, ha già ottenuto molteplici riconoscimenti letterari.
Nel 2007 ha pubblicato la silloge Penombra.
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114 Haikù - Antologia internazionale
Curatore: Piètro Tartamèlla
Editore: Edizioni Angolo Manzoni
Prima edizione: 11/2008
Edizione corrente: 11/2008
EAN-ISBN: 9788862040419
Pagine: 112
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 15x21 cm
Formato: Testo a grandi caratteri, pubblicato in corpo 16. In italiano e inglese. Con accentazione ortoepica lineare.
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
Argomento: Poesia
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Descrizione
Solitùdine
come un fenicòttero
su di una gamba
Loneliness
Like a flamingo
On its leg
Istituto Tècnico per Geòmetri Galilèi
Scheyla Haghighi 2C Italia (Torino)
Insegnante Marìa Eleonòra Forno
Primo premio al concorso Cascina Macondo 2008
Note biografiche
Piètro Tartamèlla è nato in provincia di Palèrmo nel 1948.
Dal 1970 vive a Torino dove ha frequentato il corso di Lingua e Letteratura Stranièra alla Facolta di Lèttere e Filosofìa.
Ha ideato il Fuci, il Gianuhaikù, l'Ortohaikù, Shashaijin, Wasnahaijin Oicimani, il Corbèllo, il Misurale, la Poesìa Nomognòmica.
Ha promòsso molte iniziative per la diffusione dell'Haikù in Italia.
Lo insegna nelle scuòle ai bambini e agli adolescènti.
Ha fondato Cascina Macondo - Cèntro Nazionale per la Promozione della Lettura Creativa ad Alta Voce e Poètica Haikù.
Estratto
«Un uòmo che scrive cinque bellìssimi haikù in tutta la sua vita, è uno scrittore di haikù.
Se scrive dièci bellìssimi haikù è un maèstro di haikù».
Abbiamo preso alla lèttera ciò che diceva Matsuo Basho, perché ciò che conta è lui, l'haikù, pìccolo componimento capace di riversarci addòsso un mondo e una bellezza indefinita.
Gli haikù contenuti in Un sasso nella mano vàlgono la giòia di èssere lètti.
(dalla prefazione di Piètro Tartamèlla)
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Testo inglese a fronte
Autore: Samuel Taylor Coleridge
Traduttore: Piero Malvano
Illustratore: Gustave Doré
Editore: Edizioni Angolo Manzoni
Prima edizione: 11/2008
Edizione corrente: 11/2008
EAN-ISBN: 9788862040310
Pagine: 128
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 15x21 cm
Formato: Testo a grandi caratteri, pubblicato in corpo 16.
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
Argomento: Poesia
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Descrizione
La Ballata dell'Antico Marinaio, capolavoro della letteratura anglosassone, è un poemetto scritto nel 1798 e ripreso più volte da Coleridge.
Il poeta racconta un viaggio oceanico dalle coordinate storiche e geografiche reali (oltre l'equatore, fino all'Antartide, tra il tempo di Colombo e quello di Magellano) e tuttavia leggendario al pari della Navigatio sancti Brendani.
Come nel biblico Libro di Giona, il mare evocato è insieme oscura forza e luogo di metamorfosi, dalla morte alla vita.
Intelligenze angeliche, forze demoniche della filosofia neoplatonica, strane creature.
Il fascino immaginifico della Ballata prende così potentemente il lettore, che può fargli dimenticare la ricchezza anche speculativa dell'opera (è il problema religioso per eccellenza, quello dell'origine del Male, a esplodervi con potenza).
Un rischio da correre, per l'Autore, se "la fede poetica" è costituita - scrive Coleridge - dalla "volontaria sospensione dell'incredulità sul momento".
A un banchetto di nozze, un vecchio uomo di mare costringe un ospite ad ascoltare la sua terribile esperienza
Durante una traversata oceanica, aveva ucciso un albatro.
I compagni dapprima lo disapprovano, poi pensano che il suo gesto, come un sacrificio, abbia apportato un clima più benevolo, infine lo condannano e gli appendono al collo l'albatro come segno della sua colpa.
Ma sono divenuti anch'essi colpevoli.
La vendetta dell'albatro è terribile: assenza di vento, sete, visioni di creature spaventose e soprannaturali portano allo stremo l'equipaggio.
La nave si perde in un mare sconosciuto...
Solo l'amore incondizionato per la natura e tutti i viventi può salvare il genere umano.
Note biografiche
Nato nel Devonshire nel 1772, Samuel Taylor Coleridge (1772 1834) studiò a Cambridge, senza però riuscire a laurearsi.
Dopo una grave malattia divenne schiavo dell'oppio.
Critico, filosofo, "Poeta maledetto", autore di opere visionarie, viene considerato, insieme all'amico e poeta William Wordsworth, tra i fondatori del Romanticismo inglese.
Paul Gustave Doré (1832-1883), noto per le sue illustrazioni di grandi opere letterarie, tra le quali La Divina Commedia, è un pittore francese e un illustratore di straordinario valore.
Le sue incisioni rivelano un romanticismo epico e un grande virtuosismo tecnico.
Estratto
Nel cielo terso adesso il Sole
splendente si levava.
Sì, avevo ucciso il malo uccello
che la nebbia portava [ ]
Restiamo, giorno dopo giorno,
senz'alito né spinta,
fermi com'è, su un mar dipinto,
una nave dipinta.
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Autore: Domenico Lombardini
Editore: Prospettiva editrice
Prima edizione: --/2007
Edizione corrente: --/2007
EAN-ISBN: 9788874183968
Pagine: 80
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 14x21 cm
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
Argomento: Poesia
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Descrizione
La ricerca di una poesia civile, ovvero la continuità tra contesto storico-sociale ed esperienza poetica, è calcata sullo stilema pasoliniano: l'assenza di vere e proprio radici impone, per il tramite della poesia, la ricerca di una realtà alternativa.
Una giovane generazione, gli attuali venticinquenni, è stata prima violentata dal consumismo e ora osserva con inquietudine un futuro che non assomiglia in nulla alla promessa dei padri.
Questa generazione vive, in definitiva, alla giornata.
Dalla postfazione di Massimo Sannelli:
"Essere pasoliniani e nascere nel 1980 è quasi una contraddizione (ed è già radicalmente diverso dal mio stato di fratello lievemente maggiore, nato nel 1973).
Significa nascere, e porsi, cronologicamente oltre il fatto che Pasolini fosse nonno della generazione sfortunata (e di Dutschke, a nome di tutta la generazione, come rimane scritto in Trasumanar e organizzar).
E che cosa può significare il nome di Pasolini per chi è figlio dei nipoti del nonno ed è già nato all'interno della degradazione (antropologica e politica)? [...]"
Note biografiche
Domenico Lombardini è nato ad Albenga e si è laureato in scienze biologiche.
Accanto alla passione per i suoi studi, ha coltivato l'interesse per la letteratura e in particolare per la poesia, ed essendo stato un neofita è un autodidatta appassionato.
Ha pubblicato "Orizzonti capovolti" (Goldenpress, Genova), una raccolta di poesie neocrepuscolari.
Sue poesie sono presenti in antologie poetiche e in siti letterari come "La poesia e lo spirito" e in Pasolini.net.
Cura un blog di bioetica e scienze assieme a Davide Visigalli, suo grande amico biovisioni.wordpress.com.
Fra i suoi punti di riferimento, che si stagliano luminosi sull'incertezza della vita, l'amore e un'inesausta vitalità.
Si vive alla giornata deve la sua forma finale a Massimo Sannelli, poeta di Genova, che ha curato anche la postfazione della sìlloge.
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Autore: Piero Simoni
Editore: TA.TI. Edizioni
Prima edizione: 12/2008
Edizione corrente: 12/2008
EAN-ISBN: ---
Pagine: 72
Rilegatura: Filo di refe
Dimensioni: 14,8x21,0 cm
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
Argomento: Poesia
Indice
scompare a poco a poco
i grandi cipressi del paese
l'ombra dei cipressi del paese
l'infinito del mare dalla riva
nell'inverno il paese
il paese antico d'inverno
nell'aria l'odore dei camini
le fattucchiere ti hanno messo di mezzo
guardo il pullman
l'aria della città medicea
i vecchi platani di città
guardi il mare
il blu del mare la sera
le macchine dell'impianto industriale
il sole del mezzogiorno
nella zona industriale
la vestizione degli alberi
l'ultimo cielo
il vento festoso
la tenue vibrazione dei papaveri
il verde nuovo degli ulivi
con in braccio il tuo piccolo
negli orti poveri dei paesani
dall'autostrada veloce
sotto la pioggia alla terra
il silenzio
la strada sterrata di campagna
indugio la sera di maggio
le cime nuove dell'alloro
il verde nuovo e copioso
una parte di te è in me
certi vecchi
scompaiono uomini semplici
il cumulo disordinato delle scarpe da tennis
i fuochi in campagna
certi vecchi
la città la sera
ho invidiato
l'ora serale e solitaria in campagna
la stanza di Villa Triste
l'odore fienile di luglio
le cime dei cipressi
le piante sofferenti
ho visto vecchi malati al paese
nei lunghi pomeriggi d'estate
so di gente
ho vissuto con gente
so di gente truffata negli anni di lavoro
il bordo mercantile ventenne
cresce l'amore nell'anima
automobili con telecomando
i cipressi in campagna
i giorni sono come foglie
la pace della solitudine
i grilli di campagna
ritrovai in un foglietto
il rosso del sole fra i rami
ho visto giovani
l'odore di resina dei pini
il lavoro degli uomini
Note biografiche
Piero Simoni: nato a Livorno nel 1948, ha svolto inizialmente studi nautici, lavorando come marittimo, poi come operaio e impiegato a terra.
Dopo i trent'anni ha frequentato la facoltà di lettere a Pisa.
Ha pubblicato raccolte di poesia:
"I sassi che raccolgo", 1976, Edinord Editrice,
"Anomia" (da 2006), 2008, Edizioni Universum.
Nel 2008 vince Il Premio editoriale "L'Incontro" XIII edizione della Golden Press di Genova.
Ha svolto attività artistica con personali: 1976 Carrara; Bolzano; 1977 Arezzo. Collettive: 1977 Milano; 1978 un'altra Livorno, Livorno.
Nel 1979 aderisce alla "Mail art" ed è presente in numerose manifestazioni nazionali e internazionali.
Stampa con ciclostile "Al paese", un suo testo poetico sperimentale.
Nel 1980 si fa promotore della "Poesia postale" stampando in ciclostile un'antologia e una rivista di poeti marginali postali.
Con il 1984 chiude la sua attività postale , lavorando nei successivi anni privatamente, fino al 2008, e da quest'ultima data si ripresenta al pubblico.
Sposato e con una figlia, vive a Livorno e a Pienza.
Estratto
le macchine dell'impianto industriale
che hanno lavorato per anni
costituendo il pane
ma anche il dolore e la nenia degli operatori
vengono infine rottamate
gemendo e perdendo liquidi
dalla benna che le aggancia
le scuote e le solleva
sezionate già dal cannello
incassate poi su un camion
portate via
nella zona industriale
rimane compressa l'ultima casa di contadini
stonante
nella geometria lineare della razionalità
vuota e abbandonata
recintata come un animale ferito
ancora in piedi per chissà quale pendenza
teatro un giorno di sentimenti
e di altra vita lavorativa
quelli dell'efficienza
della produttività e della lampadina al neon
che ne sanno della luce del sole
scompaiono uomini semplici
inconoscibili dal male
con il saluto dei parenti
maestri di vita
scompaiono in silenzio
in piccole chiese di provincia
con il traffico incurante
so di gente
tornata in campagna
per amor della terra
in piena efficienza
morir poi per un male alle ossa
altri per un male al retto
ancora per il sangue malato
tutti anzitempo
sì da costellare la nostra via di campagna
in una memoria cimiteriale
con noi e chi è rimasto fortunati
occupati a tirare avanti
ho vissuto con gente
che ha lavorato una vita in officina
gomito a gomito
a saldare in ogni serbatoio
in ogni angolo d'impianto
andar poi in pensione
e morire poco dopo
uno dietro l'altro
quasi che non dovessero
separarsi mai
automobili con telecomando
televisori con multicanali
videoregistratori
cellulari con immagine
un mondo dinamico
quasi perfetto
poi un black out
per un banale incidente
ed allora al buio per ore
senza acqua
con treni e ascensori bloccati
ospedali in crisi
chiunque in difficoltà
in un attesa impotente
Recensione
La poetica del Simoni è essenziale ed icastica, frammentata, ma magicamente unita; tutto è ridotto al necessario e, senza elementi pletorici o giri di parole, colpisce direttamente il lettore provocando un brivido emozionale.
I sentimenti e le sensazioni del poeta non sono narrati e non appartengono a un passato che fu, ma si presentano come istantanee fotografiche che danno emozioni vere e presenti all'osservatore-lettore: pare, infatti, di vedere i vecchi platani, i cipressi, le distese vibranti di papaveri e sentire l'odore dei camini o il calore delle stufe a legna.
Ci sono anche immagini che parlano di sentimenti profondi e di affetti indefettibili, come quella di un pullman che si allontana, o quella del ritrovamento di un foglietto dalla scrittura ormai tremula, che rendono vivo e pulsante l'amore del poeta per la madre che solo fisicamente non è più con lui.
"Anomia", come il titolo lascia intuire, vuole essere una poetica di denuncia contro una società dove il progresso non solo ha violentato i paesaggi, ma ha profanato l'essere umano nei suoi valori primari e lo ha reso indifferente verso chi non è più in grado di produrre, ad esempio, gli anziani depositati negli ospizi e dimenticati dai figli perché non servono più.
Una società basata sulla logica del fare per possedere, piuttosto che su quella dell'essere, non piace al Simoni, che la osserva con acribia e grande attenzione, ma con voluto distacco preferisce allontanarsene per vivere a contatto con la natura e in un mondo dal sapore antico, ma vero.
Le riflessioni dell'autore sulla realtà dei tempi moderni non si impongono con faziosità, ma sono semplici descrizioni di ciò che non può non vedere: paesaggi deturpati, solitudine, lavoratori dai fisici usurati e malati dopo anni di duro lavoro in ambienti inquinati e malsani.
Leggendo queste poesie, una domanda sorge spontanea: quale benessere, quale sicurezza ha creato il progresso, se basta un niente, un banale incidente, un black out, a creare ovunque il caos a far saltare finti equilibri e porre l'uomo in un attesa impotente ?
Simoni non fa domande e non dà risposte agli altri, ma ha trovato una risposta per se stesso: vuole vivere amando e assaporando la bellezza di una vita semplice a contatto con la natura e, nella sua poesia, riesce a farci sentire questo grande amore.
Martina Maffi
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