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Un Tempo chiamato Vita

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Autore: Silvana Stremiz

Editore: Edizioni del Poggio

Prima edizione: 02/2008

Edizione corrente: 02/2008

EAN-ISBN: 9788889008201

Pagine: 112

Rilegatura: Brossura

Dimensioni: 15x21 cm

Prezzo di copertina: 12,00 Euro

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Descrizione
Questo eccezionale libro è l'ultima fatica letteraria di una grande poetessa.

Lei non si definisce né poetessa, né scrittrice, ma imprime su carta le sue emozioni, da questo nascono le sue poesie.

Emozioni che si fanno leggere e che finiscono con il coinvolgere chi le legge.

Silvana Stremiz, una poetessa d'animo, le cui movenze leggiadre sanno attraversare i venti del vivere cogliendone la ricchezza, donandocene poi un frutto raro, le sue parole spontanee e sincere.

Fioriscono nel suo animo poesie che nobilitano i sentimenti talvolta trascurati e abusati da troppa abitudine nel viverli, e come piccole perle melodiose si accendono ai nostri occhi colmi di rinnovato valore.

Ogni uomo è universo unico, ma nelle parole di Silvana Stremiz è celato il sentiero che congiunge i cuori, il sentiero della consapevolezza che la vita è preziosa, sempre.


Indice
Presentazione Collana

Prefazione Giustino Iannitelli

Prefazione Cleonice Parisi

POESIE
Un Tempo chiamato vita

I colori della vita

"Cogli l'attimo" disse un saggio

La Carezza del Dolore

Ho paura... non ho paura

Una dolce follia

Ad occhi chiusi

Tu che spietato arrivi (morte)

Vivrai per questo e per molto di più

Ti vorrei ancora qua

Follemente Viviamo

Una vecchia Passione

Oltre la montagna

Piccolo

A volte nella vita

La vita è qualcosa di indescrivibile

Tu ami la tua terra

Un amore finisce

Parole

Tutto perché hai vissuto

Mi manchi

Mamma

Se. Ma.

Il treno della vita

TU Figlio

Il tuo Tramonto

Che corsa la vita

Ti Odio. (la morte)

Burattini senza fili

Quel domani che non c'è

Guarda

Una grande storia

Avresti potuto

Una verità

Rimpiango

Voglio una bugia

Il terremoto 6 Maggio 1976

Il rimorso

La Fine

Le mille sfumature della vita

L'Amore è

Tenero è

Da mamma ti dico

Aforismi e considerazioni personali


Note biografiche
Silvana Stremiz, nata in Canada nella città di Port Arthur (provincia dell Ontario) nel 1960, da genitori italiani (friulani), emigrati all'estero per lavoro.

Si trasferisce in Italia in età adolescenziale.

Si sposa, ha quattro figli.

Caparbia, tenace, volenterosa, con profonda sensibilità celata a tutti e ancor di più a chi lei ama.

Pubblica il suo primo libro nel maggio 2007, intitolato La vita con i miei occhi, un libro che trova molti consensi.

È presente in alcune antologie poetiche.

Pubblica il suo secondo libro nel novembre 2007 insieme ad un altra scrittrice, Cleonice Parisi, e intitolato "L'altra me".

Si classifica 11ª al Concorso Internazionale di poesia Wille Prader 2007.


Estratto
Ci sarà un tempo,
quello per sognare.
Ci sarà un tempo
quello per realizzare.

Ci sarà un tempo
per il silenzio,
un silenzio
che farà male.

Ci sarà un tempo,
quello delle parole.
Parole che romperanno
il silenzio.

Ci sarà un tempo
per le lacrime.

Lacrime col sapore amaro
lacrime dolci come il miele.

Ci sarà il tempo
in cui tutto inizia.

Uno in cui tutto finisce.

Ci sarà un tempo
di speranza:
di speranze deluse,
di speranze future.

Ci sarà un tempo
passato, quello dei ricordi.

Uno presente per vivere.

Uno futuro per sognare.

C'è un tempo
che è infinito,
quello di chi vive
che non conosce il suo tempo.

Un tempo che si chiama Vita.


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Le chiavi perdute

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Libere emozioni, prigioniere in scrigni d'uomo

9788889664483.jpg

Autore: Alberto Bruni

Editore: Alberti Editori

Prima edizione: 12/2007

Edizione corrente: 12/2007

EAN-ISBN: 9788889664483

Pagine: 130

Rilegatura: filo refe

Dimensioni: 14,0x21,5 cm

Prezzo di copertina: 10,00 Euro


Descrizione
"Le chiavi perdute" è una silloge di liriche improntata sulle emozioni allo stato puro, in grado di sprigionare immagini poetiche, armoniose in un connubio di sentimenti, ambiente, natura che conducono "verso dopo verso" alla scoperta dell'animo del poeta.

Immediatezza, spontaneità, musicalità fanno sì che la loro lettura generi ricordi, sensazioni, emozioni passate e presenti, ritrovando un po' di se stessi nelle poesie che compongono questa raccolta.


Note biografiche
Alberto Bruni nasce a Città di Castello (PG) nel Settembre del '64, ma da sempre vive ad Arezzo.

Gli studi scientifici ed una Laurea in Economia segneranno la sua vita lavorativa: si è sempre occupato di Amministrazione Finanza & Controllo per gruppi di aziende toscane.

Ha insegnato per tre anni Strategia e Politica Aziendale presso l'Università di Siena, pubblicando numerosi articoli e saggi su temi di management e gestione aziendale.

Trova nella poesia e nelle parole un bisogno di interiorità che giornate piene di numeri e cifre non riescono a dargli.


Estratto
A PIEDI NUDI

L'immaginario sfugge,
corre veloce davanti a noi:
arriva per primo al traguardo voluto,
per primo raggiunge la meta cercata.

Ci porta al guinzaglio,
creando un elastico
tra i nostri respiri
pilotando i sogni
con brusche sterzate.

Si trascinano i passi
e non c'è curiosità, ne eccitazione
per la strada percorsa;
si appoggiano i piedi
su lastre di marmo
dure fredde e silenziose.

Si perde il sapore, il profumo
e il rumore dell'erba.


UN PAGLIACCIO DEL CIRCO

Rincorrersi dietro finte realtà
che sembrano appartenerti,
essere tue;
in cui credi di saperti muovere
ma che ad ogni passo
ti trascinano lontano.

Lontano da ciò che realmente sei,
dall'aria di cui necessitano
i tuoi sensi, i tuoi giorni.

È una fuga in avanti
dal sorriso forzato,
di cui apprezzi tutto
ma niente condividi.

Mi sento un pagliaccio del circo
che a fine spettacolo
si toglie il trucco:
un vestito di spicchi e colori
mi difende
nascondendo agli altri
tutto me stesso.

Ecco le chiavi del mio camerino.


VECCHIE LETTERE

Le tue vecchie lettere
sono sempre lì
sparse in mezzo ai libri.

È più di un anno ormai
che non trovano pace
e il loro sguardo mi inquieta un po'.

Da allora non le ho più lette,
sono come i vecchi amici
che non voglio più frequentare
per non dover spiegare.

Leggerle adesso, no.

Significherebbe togliere loro
la carica di bene
che tuttora trasportano;
riaprirle adesso sarebbe come tradirle,
annientarle, metterle davanti
a speranze illuse e vittorie perse.

Voglio che riposino quiete
in questo disordine,
compiaciute di aver raggiunto
la loro missione.

Riposate

Che la realtà
non vi trasformi mai
in parole poco importanti,
lapidi di un vecchio castello
decadente e disabitato.


PIANGI SE VUOI

Conosco abbastanza di questi momenti,
abbastanza da leggere dentro ai tuoi occhi
il disperato strazio che vive con te.

Non dire niente,
ma piangi se vuoi;
sfoga le urla dell'impotenza
libera le voci che rimbombano domande
senza offrirti risposte.

Non lasciare che il tuo sguardo
si perda nell'infinito,
dietro la montagna;
ma guarda la strada che stai percorrendo.
Infiniti misteri, straordinarie bellezze
sono ad un passo da te.

Cogli l'essenza di questo sentiero
e lasciane traccia, testimonianza,
perché chi voglia seguirti
conosca di te ogni minimo passo.
E quando altre orme ti accompagneranno
respira forte e non sarai più sola.

Bagna i tuoi polsi con la forza
che ti scorre dentro:
tieni strette le tue emozioni,
i tuoi sentimenti,
sono tutto ciò che hai.
Loro ti illumineranno il cammino
e più niente dovrai temere.


ORIZZONTE

Quando guardo il mare
immagino il mondo
che non conosco:

io sulla riva,
al di là, l'orizzonte
sipario di meraviglie:

sono qui e lo sento,
mi accorgo che è molto distante da me.

Eppure è così familiare
proprio come il rumore
delle timide onde
che si presentano umili
al cospetto dei miei sandali.

Vorrei adesso abbracciare
colei che indosserà il mio destino.

Alla mia destra
un sole si spenge,
lasciando per scia
il profumo delle sue vesti.


CAMINO

La cenere nasce dal legno rovente,
in equilibrio precario
sugli alari di questo camino.

Fili di fiamme appaiono
all'improvviso e danno tepore;
guardandoli penso alla vita.

Forse anche noi custodiamo
un equilibrio instabile,
ed i nostri giorni vivono

di mille fiammelle
che ci riscaldano, che spesso
ci bruciano i sensi.

Ed è un lento consumarsi,
un'inesauribile trasformazione:

il tempo e la fiamma
ci rendono meno rigidi
e da legno diventiamo cenere.

In questo focolare
che è il nostro tempo
io voglio esaurirmi,

fino all'ultima pagliuzza;
certo ed illuso che la mia fiamma
abbia riscaldato il cuore di qualcuno.


COMPLEANNI

La nostra vecchiaia
non è fatta di tempo,
di calendari,
ma di emozioni vissute,
di sentimenti incontrati.

Vorrei festeggiare i miei compleanni
ricevendo in dono
sorrisi sinceri.


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