Inserzioni più recenti di Narrativa Italiana
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Autore: Mattia Tosi
Editore: La Riflessione - Davide Zedda Editore
Prima edizione: 07/2007
Edizione corrente: 07/2007
EAN-ISBN: 9788862110105
Pagine: 262
Prezzo di copertina: 13,00 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
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Descrizione
La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro.
Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare, Arthur Schopenhauer.
Alla fine non basterebbe una vita intera per comprendere il senso di un solo secondo dell'umana esistenza.
Nell'adolescenza, la certezza è solo un lontano miraggio.
È proprio per questo che Mattia lo vedremo ragazzino, più maturo di certi suoi coetanei di sicuro, diventare non un uomo, ma l'uomo che prende coscienza di non essere in balia del destino, bensì di esserne l'artefice.
Partirà alla ricerca di ciò che crede perduto e tornerà al punto di partenza, dopo tanti anni, rendendosi conto di non essere mai andato via, perché tutto ciò che ha sempre avuto l'ha accompagnato in quel solitario vagare.
Note biografiche
Mattia Tosi nasce a Cagliari nel 1973, in arte ICO.
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Autore: Neri Mietti Norega
Editore: Edizioni Angolo Manzoni
Prima edizione: 03/2009
Edizione corrente: 03/2009
EAN-ISBN: 9788862040495
Pagine: 160
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 15x21 cm
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
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Descrizione
In questi racconti, Neri Mietti Norega racconta le sue due Città "Napoli e Torino" - con umorismo non disgiunto dalla tenerezza.
Dai divertenti bozzetti del passato napoletano alle ricognizioni dell'Oltre Po torinese perlustrato rigorosamente a piedi non c'è soluzione di continuità, solo l'itinerario di un viaggio, per Caso, di sola andata.
«Qualcuno potrebbe pensare che io abbia dimenticato Napoli: questo no!
Il mio affetto è diviso equamente tra le due Città.
Josephine Baker, la venere nera degli anni trenta del secolo scorso, cantava: "J'ai deux amours: mon pays et Paris".
Parafrasando potrei dire: "J'ai deux amours: mon pays et Turin" ...
Nato nel 1921, rimasi a Napoli fino all'età di 28 anni, più che sufficienti per conservare della Città e dei suoi abitanti un ricordo indelebile, tuttavia la maggior parte della vita l'ho trascorsa a Torino.
È dal 1973 che abito in Borgo Po, ma ho imparato a "conoscerlo" solo dal 1996, quando, a 75 anni, lo Stato mi tolse il sigillo mandandomi in pensione »
Note biografiche
Neri Mietti Norega ha già pubblicato per i tipi della Edizioni Angolo Manzoni, nella Collana Caratteri Diversi, il volume 1921 Classe della vittoria. Vincere! E vinceremo! con la prefazione di Claudio Gorlier (2006) e, in Narrativa, I racconti del notaio Romolo Romani (2006).
Estratto
«Quante vicende nella vita umana sono dovute al caso?
Credo tante.
In effetti, gli avvenimenti più importanti, che hanno determinato mutamenti radicali nella mia vita, non sono dipesi da mia scelta.
Norberto Bobbio era convinto dell'importanza del caso nelle vicende umane: nella sua vita di filosofo e docente universitario non mancarono interventi determinanti del signor Caso (con l'iniziale maiuscola), come lui stesso ammette.
Mi sorprendo talvolta a pensare quale sarebbe stata la mia vita senza i numerosi interventi del signor Caso.
Meglio non pensare a questa ridda di supposizioni.
È andata così e tutto sommato posso dirmi soddisfatto e contento di essere in Piemonte »
«Il tram più moderno del dopoguerra, a carrelli, con porte automatiche, attraversava Napoli passando per il centro.
Quella mattina il tram era più affollato del solito ed i passeggeri particolarmente sordi all'implorazione del fattorino di andare avanti; al fattorino non rimase altra soluzione che lanciare al manovratore l'ordine perentorio: "Rafè, na fermata stantanea", prontamente eseguita dal manovratore.
Le ruote bloccate dai freni scivolarono sui binari in uno sprazzo di scintille e dopo pochi metri il tram si fermò.
I passeggeri per il principio di inerzia fecero tutti un passettino in avanti e le persone sul predellino riuscirono a salire in vettura».
«Giunsi a Torino nell'autunno del 1949.
Dopo aver assunto dettagliate informazioni sull'itinerario dal portiere dell'albergo, salii su un tram diretto al centro della città.
Ignoravo di dover chiedere la fermata suonando il campanello; fatto il conto delle fermate, come suggerito dal portiere dell'albergo, mi avvicinai all'uscita, ma la vettura passò oltre, senza fermarsi; il fattorino rispose alla mia protesta con un misterioso "ca possa 'l ciochin".
Mentre riflettevo sul significato di quelle parole (ciuchin, mi ha forse dato dell'asinello?), una voce alle mie spalle con tono gentilissimo domandò "cala cò chiel?".
Cercai di indovinare e gli dissi l'ora...»
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Autore: Alessandra Galdiero
Editore: MEF L'Autore Libri Firenze
Prima edizione: 11/2007
Edizione corrente: 11/2007
EAN-ISBN: 9788851714437
Pagine: 108
Prezzo di copertina: 9,50 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
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Descrizione
Due storie apparentemente distanti rievocano le stesse emozioni, riconducono alle stesse immagini, si intrecciano come certe parole ai silenzi, completando il paesaggio.
Non è che la vita reale intrisa di poesia e tormenti, di riflessioni e passione, ma è soprattutto il racconto di un amore ambivalente, quello etereo di una figlia verso sua madre, che viene ricordato attraverso la ripetizione di gesti e il desiderio di non perdersi nonostante l'assenza provocata dalla morte, e quello di un'adolescente per un ragazzo che le ha mostrato tutto ciò che spesso non si vede, ma si può percepire e respirare intorno a sé.
Note biografiche
Alessandra Galdiero nasce a Napoli nel 1980, si laurea in Scienze Politiche presso l'Orientale con una tesi in Filosofia su Hannah Arendt e le sue riflessioni sulla banalità del male e l'annullamento dell'identità umana nei campi di concentramento.
Il talento narrativo dell'autrice si fa vivo in tenera età e raggiunge in questo racconto maturità e concretezza.
La forza della scrittura vibrante e sinuosa, capace di coinvolgere ed emozionare, trascina il lettore in un vortice di passioni che lascia un segno delicato ma incisivo.
Questo è il suo primo romanzo a cui fa seguito ad Ritorno Andando, edizioni CSA 2008.
Per ulteriori informazioni su Alessandra Galdiero:
www.myspace.com/alessandragaldiero,
www.frammentivivi.splinder.com.
Per contatti alessandragaldiero@hotmail.it.
Estratto
Frammenti di tristezza che il tempo non consuma.
Gli amori veri non hanno mai una fine, anche se finiscono, possiedono in sé un segreto che li rende schiavi dell'eternità e lasciano il segno ad ogni loro passaggio, come la scia delle stelle comete, la puoi vedere solo per un attimo, ma se riesci a coglierla nel suo veloce andare e ce la fai ad aggrapparti a quella magnifica visione, la tua vita non smetterà mai di pulsare, di coinvolgerti, di amare.
Sapevo che prima o poi ci sarei riuscita, che avrei trovato il coraggio per dare un volto alla mia storia, ho intrecciato i silenzi, ho respirato a fondo l'odore del mare, anche se era mille miglia lontano da me ed ho dipinto il mio quadro, ho scritto la mia poesia, ho espresso il mio dolore, ho sorriso alla vita.
No, purtroppo tutto questo non me l'ero immaginato, speravo fosse così, credevo nella possibilità di un risveglio, l'unico risveglio che ho avuto però, è stata la consapevolezza di aver continuato ogni giorno in disparte, escludendomi dalla verità e dalla giustizia, ho osservato tutto con sospetto per non cadere nella trappola ed ho aggirato l'ostacolo fino a quando non ho capito che ritornavo sempre sui miei passi, a calcare la mia orma, a disperdermi nella mia ombra.
Sì, credevo fosse la mia anima, invece mi sbagliavo, era solo la proiezione del mio corpo in un cono di luce, mi ingannavo, fuori dalla mia coscienza, ma immersa comunque, paradossalmente dentro di me.
La prigionia, il letargo, non hanno fatto altro che amplificare ogni emozione, e, adesso non rinnego nulla, perché adesso ho capito che anche questa è passione, è coinvolgimento; ora so veramente quale sia il fondo, quello di certi sguardi, di certe tristezze, dei vecchi ricordi che si riciclano per sentire lo spavento e la tenerezza, il coinvolgimento, l'impossibilità di sentirsi traditi, per provare il sentimento che ci lascia un brivido, anche molto dopo essere andati controvento.
Forse adesso ancor più di prima ho bisogno del mio silenzio per esprimere la personalità incompresa che mi distingue, e forte di questa consapevolezza non mi calo più nell'andare del tempo, non mi abbandono più ad altri voleri, non mi lascio trasportare dal flusso della corrente e delle idee.
In questo preciso istante io non conosco altro che le mie riflessioni, le mie paure, e so come reagire, ma soprattutto sento di essere colpevole di tutto quello che è andato a ritroso nel percorso che mi conduceva sempre e inevitabilmente allo schianto finale, al disequilibrio, alla destabilizzazione.
Ora posso ancora farmi del male, ma questo privilegio lo lascio a me, solo io posso ferirmi, però con rispetto, senza autolesionismi.
Ormai sono diventata quello che sentivo, non più il suo riflesso, non ci sono più inganni, tormenti e inadeguatezze.
Quando anni fa ho iniziato a scrivere della mia vita l'ho fatto usando un nome che non era il mio, ma solo quello che inizialmente mia madre aveva scelto, prima di cambiare idea, ed ho raccontato ogni cosa, fino ai dettagli più intimi, con un distacco tale che sembrava non essermi mai appartenuto, l'ho fatto soprattutto per proteggermi, per difendere la mia stabilità, solo adesso mi sono resa conto che in questo modo non mi prendevo cura di me.
Ho ripreso in mano questi fogli, che per quanto coinvolgenti in fondo sono anche un po' maledetti, e senza neanche tentare di rileggerli, ho capito che era arrivato il momento di tirare fuori ogni tremito, ogni timore, mostrare a me stessa che in qualche modo io ce l'ho fatta, sono guarita dalla malattia, anche se ho pur sempre nostalgia di qualcosa e a volte mi manca l'aria.
Scrivo questa storia perché finalmente io la possa condividere con me stessa, non è una sfida, è semplicemente un regalo che mi faccio dopo essermi privata per molti anni della felicità e della sincerità che si muoveva da qualche parte nel fondo di me.
Eccomi qui nuda, senza pudore né vergogna...
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Autore: Piergiorgio Leaci
Editore: Prospettiva editrice
Prima edizione: --/2006
Edizione corrente: --/2006
EAN-ISBN: 9788874184316
Pagine: 98
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 14x21 cm
Prezzo di copertina: 8,00 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
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Descrizione
Fragole Caramellate con la Panna è un chiaro riferimento sessuale.
La storia si svolge interamente in Danimarca nel 1996.
Il protagonista, Wilem, ventuno anni, capelli rasati, anticonformista, a tratti cinico, abbandona l'Italia per uno scambio della propria Facoltà e si trasferisce ad Aarhus, dove entra in contatto con una nuova realtà popolata da personaggi inconsueti, semplici, che piuttosto che adattarsi a schemi usuali, conducono un'esistenza alienante all'insegna dell'alcol, droghe e sesso.
I locali notturni, i night-clubs, le allucinanti bevute, diventano il comune denominatore di folli esperienze portate all'estremo, le quali lo rendono consapevole della propria identità e dimensione: libertà, donne senza inibizioni e amicizia.
Non esiste una conclusione pratica o morale.
È il portarsi fuori delle regole perché dettate dalla massa.
È una violenta richiesta di libertà, gridata a denti stretti e di cui rimane alla fine solo un forte senso di auto-distruzione e solitudine.
Note biografiche
Piergiorgio Leaci insegna inglese, spagnolo e letteratura italiana nella Repubblica Ceca.
Ha pubblicato Onde stridule su mare di gomma (Prospettiva Editrice, 2000), Pazzo come Van Gogh (Prospettiva Editrice, 2005).
Visita il sito dell'autore.
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Autore: Alessandro Ghebreigziabiher
Editore: Intermezzi Editore
Prima edizione: 10/2008
Edizione corrente: 10/2008
EAN-ISBN: 9788890357619
Pagine: 252
Prezzo di copertina: 14,60 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
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Descrizione
L'intervallo è la storia di Mario, l'eroe del terzo millennio.
Il prescelto è un uomo qualunque, uno come tanti.
Solo qualcuno capace di vincere le proprie paure riuscendo a non fare pipì.
Mario vive a Roma ed è un esperto viziato.
La sua vita procede tranquilla, come un noioso film.
Ed è proprio nell'intervallo di uno di questi, al cinema, abbandonando gli amici per andare al bagno, che il nostro verrà catapultato in un'avventura rocambolesca, della quale si ritroverà inaspettatamente eroe riconosciuto.
Note biografiche
Alessandro Ghebreigziabiher, scrittore e narratore teatrale, è nato a Napoli nel 1968 e attualmente vive a Roma.
Tra le opere pubblicate,
Tramonto, racconto illustrato (Lapis Edizioni, 2002), premiato con il "White Ravens" nel 2003,
"Mondo giovane", raccolta di racconti (La Ginestra Editrice, 2006),
Il poeta, il santo e il navigatore, romanzo (Fermento Editore, 2006),
"Lo scrigno cosmopolita", un'antologia di storie e giochi dal mondo e dall'Italia (La Ginestra Editrice, 2007),
Tra la terra e l'acqua, racconto illustrato (Zampanera Editore, 2008).
Dal 2003 al 2006 ha collaborato con la rivista "Carta", di Roma, attraverso testi con attenzione a tematiche sociali.
Nel 2005 ha ideato il "Laboratorio interculturale di narrazione teatrale" e dal 2007 è il direttore artistico della Rassegna di narrazione teatrale "Il dono della diversità".
Sito dell'autore: www.alessandroghebreigziabiher.it .
Estratto
Malachia, fece Mario, ascolta, c'è una cosa che ancora non ho capito: perché il Baffo dice che la gente è in preda alla paura?
Il vecchio distolse lo sguardo, si guardò intorno e poi rispose: Ma non lo vedi da te?
Mario fece anch'egli una carrellata intorno a sé e vide.
Vide le labbra serrate e con i bordi verso il basso di una signora con la borsa della spesa.
E vide gli occhi spenti di un vigile che mandava via un venditore ambulante.
Vide le scarpe di una giovane ragazza camminare frenetiche senza permetterle di ammirare, anche solo per un istante, la meravigliosa piazza che stavano attraversando.
E vide un ragazzetto strimpellare la chitarra sugli scalini, a pochi metri da loro, senza farlo con la consapevolezza di essere nel posto giusto al momento giusto.
Vide un prete emergere dalla splendida chiesa di Santa Maria con il naso sospeso di chi esce da casa propria.
E vide un giovane bere alla fontanella come se non fosse un diritto ed un altro aspettare il suo turno come se non fosse un dovere.
Vide un vecchio scapigliato e con la barba bianca guardare ciò che vedeva lui.
Vide se stesso.
Ed ebbe paura.
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