Inserzioni più recenti di Narrativa Italiana
Viaggi in Spagna, Marocco, Costantinopoli e Sicilia
Autore: Edmondo De Amicis
Editore: Edizioni Socrates
Prima edizione: 11/2006
Edizione corrente: 11/2006
EAN-ISBN: 9788872020272
Pagine: 375
Rilegatura: brossura
Dimensioni: 13,5x20,5 cm
Prezzo di copertina: 16,00 Euro
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Descrizione
Memorie mediterranee è una selezione delle più belle pagine di viaggio di questo autore appassionato e coltissimo, spiritoso e acuto, capace di affascinare il lettore raccontandogli quanto sia semplice trovare una donna per la notte negli alberghi di Istanbul spacciandosi per un pittore in cerca di modelle, o descrivendo gli sguardi furtivi delle odalische dietro le paratie degli harem e il destino crudele e insensato degli eunuchi.
Alla loro figura nobile e tragica di difensori della passione carnale a cui essi non potranno mai accostarsi, il giovane autore dedica pagine ardenti e memorabili.
Di Fez e Istanbul, del Marocco, di Cipro e delle isole greche, Edmondo De Amicis restituisce un immagine viva e vera, esotica e ammaliante.
Questo libro, arricchito da tavole dell'epoca firmate da Cesare Biseo per l'edizione francese dei testi deamicisiani, si offre infatti anche come una guida ineguagliabile e puntuale dei quartieri e dei monumenti, dei colori e delle attività da svolgere giorno per giorno in terre di cui permane ancora intatto il fascino e l'incanto.
Memorie mediterranee è un libro che affascinerà chiunque ami l'esotismo del Medioriente, di luoghi favoleggiati come Istanbul, le isole greche e il Marocco: per chi viaggia, dunque, ma anche per chi è appassionato di quelle terre e culture oggi così al centro dell'attenzione generale.
Le tavole illustrate di Cesare Biseo rendono il libro ricco e prezioso anche per coloro che sono rapiti dall'iconografia di quei luoghi, ed Edmondo De Amicis è uno dei nomi della letteratura italiana più cari al grande pubblico.
Indice
IL MONDO COME BOZZETTO. DE AMICIS PROSATORE IN VIAGGIO
di Emanuele Trevi
NOTA AL TESTO
MEMORIE MEDITERRANEE
TESTI TRATTI DA "SPAGNA" (1873)
Barcellona
Saragozza
Madrid
Cadice
TESTI TRATTI DA "MAROCCO" (1876)
Tangeri
Fez
TESTI TRATTI DA "COSTANTINOPOLI" (1878)
L'arrivo
Cinque ore dopo
Il ponte
Stanbul
All'albergo
Galata
Il gran bazar
I cani
Gli eunuchi
Gl'italiani
La cucina
Maometto
I greci
Gli ebrei
Il bagno
Santa Sofia
Le turche
Gli ultimi giorni
TESTI TRATTI DA "RICORDI DI UN VIAGGIO IN SICILIA" (1908)
Messina
Palermo
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
A cura di Nefeli Misuraca
Note biografiche
Edmondo De Amicis (1846-1908) è l'autore di Cuore, uno dei libri italiani più letti di tutti i tempi, ed è stato tra i fondatori del Partito Socialista Italiano.
Patriota fervente e uomo di ardente impegno civile, fu una punta di diamante della generazione che portò all'unità d'Italia e uno tra i più grandi nomi della letteratura di viaggio dell'Ottocento.
Si ricordano, tra i suoi reportage di viaggio, quelli dedicati alla Spagna (1873), all'Olanda (1874), al Marocco (1876) e a Costantinopoli (1878) da cui è tratto questo libro.
Estratto
Era una mattina piovosa di febbraio, e mancava un'ora al levar del sole.
Mia madre mi accompagnò fin sul pianerottolo, ripetendomi in fretta tutti i consigli che mi soleva dare da un mese, poi mi gettò le braccia al collo, diede in uno scoppio di pianto, e disparve.
Io rimasi un momento là col cuore stretto, guardando la porta quasi sul punto di gridare: Apri! Non parto più! Resto con te! poi mi cacciai giù.per le scale, come un ladro inseguito.
Quando fui nella, strada, mi parve che tra me e casa mia si fossero già stese le onde del mare, e alzate le cime dei Pirenei; ma benché da tanto tempo aspettassi quel giorno con impazienza febbrile, non ero punto allegro.
Incontrai alla svoltata d'una strada un medico mio amico che andava all'ospedale, e ch'io non aveva visto da più d'un mese; mi domandò: "Dove vai?" "In Spagna," risposi.
Non mi voleva credere, tanto il mio viso accigliato e melanconico era lontano dall'annunziare un viaggio di piacere.
Per tutta la strada, da Torino a Genova, non pensai che a mia madre, alla mia camera che
restava vuota, alla mia biblioteca, alle care abitudini della mia vita alle quali davo un addio per molti mesi.
Ma Genova, la vista del mare, i giardini dell'Acquasola e la compagnia di Anton Giulio Barrili, mi restituirono la serenità e l'allegrezza.
Ricordo che mentre stavo per scender nella barca che mi doveva condurre al bastimento, mi fu data una lettera da un fattorino d'albergo, nella quale non erano che queste parole: «Tristi notizie di Spagna. La condizione di un italiano a Madrid, in tempi di lotta contro il Re, sarebbe pericolosa. Persisti a partire?».
Saltai nella barca, e via.
Note
La collana Paralipomeni, diretta da Simone Barillari, raccoglie le opere minori dei più grandi autori della letteratura italiana: testi d'occasione, scritti incompiuti, articoli di giornale e corrispondenze di viaggio, excursus saggistici, diari ed epistolari.
Ogni volume della collana è arricchito da illustrazioni e apparati critici, riproduzioni d'epoca e pagine autografe che restituiscono a questi testi l'importanza e la fragranza originarie, facendone piccoli gioielli per gli appassionati della letteratura e del libro.
Nei più grandi autori certi improvvisi bagliori del talento si aprono in luoghi incalcolati e spontanei: spesso l'immagine che svela un romanzo è stata offerta quasi come un indizio in un brano di critica letteraria, e nel controluce della lettera a un amico è capitato spesso di distinguere la filigrana di un personaggio; e quante volte l'ossessione per un tema dominante e il taglio di un pensiero sono stati orditi dentro un diario di appunti o in un racconto rimasto poi in ombra, quante volte l'effetto di certi giri di frase e ritmature della prosa è stato provato prima, quasi con noncuranza, nell'articolo di un giornale o nella corrispondenza di un viaggio.
In questi luoghi imprevisti e apparentemente minori ogni grande autore ha sempre disseminato, per volontà o per occasione, importanti segni di sé, inconfutabili frammenti del diamante: piccole parti come miniature del tutto.
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Autore: Marcello Cantoni
Editore: Prospettiva editrice
Prima edizione: 01/2008
Edizione corrente: 01/2008
EAN-ISBN: 9788874184514
Pagine: 98
Rilegatura: brossura
Dimensioni: 20x21 cm
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
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Descrizione
Le Solite Storie hanno in comune una passione.
Passione sopra le righe, disperata, commovente, passione spesso inadatta ad un mondo con poco slancio per i dettagli e poca fantasia per le invenzioni.
Le Storie sono Solite perché umane, Solite perché in bilico, Solite perché.
Quando una donna come quella decide di alzarsi per andare in bagno, il mondo trattiene il fiato, o almeno a me piaceva vederla così.
Lei aveva classe e io con quella barba di tre giorni non dovevo aver fatto una bella impressione.
In ogni caso decisi di agire.
Chiesi alla mia penna uno sforzo di fantasia, cercai di ricordare come si faceva a riunire in poche frasi il turbinio di un sentimento.
Sul foglio le parole cominciarono a correre leggere come ballerine di tango e poco prima che lei tornasse feci in tempo a finire e ad infilare il biglietto sotto il suo bicchiere.
Ancora oggi non ricordo cosa scrissi esattamente, ma ricordo l'espressione del suo viso di fronte a quel regalo.
Note biografiche
Marcello A. Cantoni è nato nel 1976 a Milano.
Attore e regista, scrive per il cinema e il teatro.
Estratto
LUCE
Angelo mio,
ti scrivo da qui, dove anche oggi un altro giorno si è lasciato consumare.
Se i miei calcoli sono esatti e la mia mente ancora viva, questa dovrebbe essere la lettera numero quattrocento, visto che dallo stesso numero di giorni mi trovo qui e visto che non c'è stato calare del sole, senza che io prendessi in mano la mia penna per parlare con te.
Gia, parlare! Una volta mi sembrava così indispensabile la tua voce, mi allarmavo quando restavi in silenzio lasciandomi solo con i miei pensieri.
E adesso pensare a tutto questo mi fa sorridere.
Da queste parti, infatti, il silenzio è come una spiaggia assolata su cui distendersi per farsi guarire dal sole.
È un regalo prezioso che nessuno ti fa mai.
Qui, di parole ce ne sono tante e quasi tutte inutili.
Parole di topi in gabbia, che si ammazzano a morsi per un pezzo di formaggio troppo piccolo per tutti.
Solo la notte trovo un po' di pace.
Il buio mi fa libero.
Libero di immaginare.
Cammino avanti e indietro e progetto le giornate.
All'inizio è difficile, ma poi chiudendo gli occhi riesco anche a vederle, come al cinema.
Sono vestito bene, rasato di fresco e l'aria intorno a me è quella soffice dei primi giorni di primavera, cammino per la città guardandomi in giro, vedo costruzioni mai notate prima, cambio direzione, m'infilo in strade deserte che portano a piazze piene di persone.
Mi piace quella città e mi piace non avere fretta.
Ho voglia di un caffè!
Mi siedo al tavolino di un bar, il cameriere è gentile, gli lascerò una bella mancia.
Poi alzo lo sguardo e ti vedo seduta al tavolo a fianco, bella e vestita di verde, mentre sfogli una rivista.
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Autore: Simona Grazzini
Editore: Alberti Editori
Prima edizione: 05/2007
Edizione corrente: 05/2007
EAN-ISBN: 9788889664414
Pagine: 64
Rilegatura: filo refe
Dimensioni: 14,0x21,5 cm
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
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Descrizione
Temi trattati: solitudine, attacchi di panico, amore.
Credo che la cosa più semplice per capire dove voglio arrivare sia partire da oggi, in questo instante e di getto scrivere dei quindici anni appena trascorsi, dove si collocano la mia evoluzione, il mio risveglio.
Da una semplice e comune vita, si può trarre il giovamento di un intera esistenza, perché vivere come dei sonnambuli credendo di capire, di comprendere, è come perdere la nostra identità, e perdersi nei vicoli del mondo, noi sconosciuti tra gli sconosciuti.
Tutto crea un inizio, un'energia in movimento che non trova mai pace, la ricerca della felicità, la ricerca delle tante risposte, che albergano nel nostro cuore.
Nella realtà non è tutto così complicato come ce lo creiamo, la semplicità risiede nel nostro cuore, e quasi sempre lì coabitano tutte le risposte cercate e mai ascoltate.
Imparare a soffermarsi per vedere con occhi nuovi, capire, ascoltare, prima noi stessi e di conseguenza gli altri.
Ho commesso gli errori di tanti, ho creduto di essere nel giusto,perché era la strada più semplice per essere compresa da chi mi circondava, la mia è una vita semplice, e nello stesso tempo una voce interiore mi dice che scrivere di questa vita che penso semplice, sia ora importante, forse non so per chi, per me?
Per chi sa ascoltare, capire, per chi si rivede in queste righe, comunque scriverne non può danneggiare nessuno
Note biografiche
Simona Grazzini è nata ad Arezzo dove vive e lavora.
La strada di un destino è la sua opera d esordio.
Estratto
È la millesima volta che ricomincio a scrivere, e la cosa mi fa assolutamente sorridere, perché mi viene in mente chi mi ha sempre detto che mai sarei riuscita semplicemente a iniziare
Questo desiderio ormai lo serbo da quasi 15 anni, perché quando si sente il bisogno di comunicare qualcosa d importante, quando il bisogno di riportare su carta quei pensieri che parteggiano il percorso della vita si fa impellente, lo puoi solo assecondare, dargli sfogo perché in quello che si riesce a comunicare esiste l'amore universale di parlare al cuore di chi riuscirà ad ascoltare e comprendere.
Quante complicazioni rivestono la nostra vita, quanti attimi, momenti persi a ricercare giustificazioni incomprensibili perfino a noi stessi.
Lo farò, lo dirò, si verificherà se.
Si perde la cognizione delle piccole cose importanti, retorica quando pensiamo a come vivono i bambini, gli istinti primari che li guidano nel vivere "sembra tutto troppo semplice così" come lo imposto, ma vi giuro che non è poi così complicato da vivere.
Un giorno in cui tutto dovrebbe essere solo dimenticato, tutto va storto, un'escalation di disastri che segna un ritmo il quale sembra non aver fine.
E mi domando ora tu dove sei?
Forse assorto in chissà quale pensiero, o sorridendo a chissà quale battuta.
L'unica cosa certa, è che non sei con me, e forse oggi è stato meglio.
Ti saresti avvelenato la giornata con me.
Ma che bestiale cazzata ho detto.
Certo che ti avrei voluto vicino a me, magari riuscivi anche a strappare la mia proverbiale ironia che mi aiuta ad affrontare le pessime giornate.
Invece oggi non ho avuto nemmeno il piacere di una tua semplice parola.
Giornata infame.
Spero lo stesso che per te sia stata migliore, ti regalo allora tutti i sorrisi che oggi non ho fatto.
Ti regalo la pace che oggi non ho avuto, e il mio affetto più sincero, che non si altera mai nemmeno nelle difficoltà, sintomo che il mio amore per te trova spazio sempre e comunque.
Dolce notte amore mio, do un po' di riposo alle mie palpebre stanche, il mio cuore gridava il tuo nome ed io non ho potuto non assecondarlo.
Ti amo.
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Mi chiamo Giulia e questa è la mia vita.
Ho impiegato ben quindici anni per brandire in mano una parte del mio trascorso, per cercare di riprenderne le briglia, ero come un cavallo imbizzarrito, che galoppa senza meta, sembra fuggire impetuoso da tutto quanto lo circonda, ricercando un destino che si spera clemente.
Credo di aver impiegato tanto per cercare di costruire la donna che sentivo dentro, e ancora devo farne di strada.
Anche se il più delle volte è stato difficile e doloroso rialzarsi e proseguire, ogni istante è stato pieno di significato.
Se crediamo di dare la colpa agli altri del nostro cammino difficile, ci raccontiamo una marea di cazzate!!
Tutto quello che scegliamo di fare, di percorrere, è quasi sempre frutto del nostro io interiore, è lui che ci spinge a ricercarci, con prove e sacrifici, ma non ci dobbiamo aspettare di essere premiati con la realizzazione dei nostri desideri, sarebbe già importante e fondamentale riuscire a trarne insegnamento anche dalle sofferenze e ringraziare perché in quella sofferenza abbiamo capito chi abita in noi, di cosa siamo fatti, la sofferenza ci apre nuove visuali ci fa vedere cose che altrimenti non vedremo mai, se siamo fortunati troviamo il nostro cammino
COSA SIGNIFICA MORIRE ???
La prima vera sofferenza l'ho avuta a sette anni, credo che un bambino riesca a percepire meglio di altri la morte.
Io a quell'età stavo perdendo una delle persone più importanti della mia vita.
Nessuno ti prepara da piccolo a capire cosa significa morire, ti ci trovi e non riesci a comprendere perché una persona che ti ama così tanto, sia costretta poi a lasciarti, per sempre, e il per sempre diventa un termine - per te piccolo - incomprensibile, ma forse meglio di altri riesci a canalizzare quel dolore; un bimbo anche nella sofferenza dimostra la propria forza, e riesce a non perdere mai davvero chi ama, ma ne serba la percezione, usando la magia dell'innocenza che lo anima.
Così è stato per me, mentre tutti intorno piangevano, si disperavano, tutto mi vorticava intorno come un uragano, mi sentivo come una spettatrice assente di un film che non avevo scelto di vedere.
Mi ricordo che il giorno del funerale mi sono avvicinata al letto di mia nonna, e la guardavo distesa e marmorea, ero stupita da come la morte trasformava un essere prima pieno di vita, in una statua di cera.
Nella mia assoluta ingenuità sentivo il dolore di tutti i presenti, ma non percepivo il mio e per la prima volta mi sentivo in colpa perché non ero partecipe di quel dolore.
Mi sono sempre chiesta chi in quel giorno fosse il vero mostro, se la morte che si era portata via una delle persone più belle che avrei mai conosciuto, oppure le tante persone che mi domandavano perché non piangessi!!
Piangi piccola, mi dicevano, ti sentirai meglio.
Non capivano che io non piangevo semplicemente perché per me quella persona non era veramente morta e non lo è tutt'ora, vivrà eterna nella mia memoria.
Primo vero insegnamento: non possiamo possedere l'eternità, anche se in verità baratteremo la nostra anima per assicurarcela, ma possiamo rimanere indelebili nel cuore di chi ci ha amato, se siamo stati capaci di farci amare!!
È questa la vera eternità .
Se ho menzionato mia nonna con tale veemenza, è semplicemente perché la sua figura è stata per me alla stregua di una madre.
Mi accorgo ora però, che l'avevo talmente idealizzata da piccola, da non rendermi conto che anche lei era stata semplicemente una donna con le debolezze di un essere umano, ricostruendo oggi, dietro le immagini menzionate da chi era vissuto con lei, posso dire di amarla ancora di più, perché ciò che aveva tentato di trasmettermi, era assolutamente il frutto della sua crescita sincera.
Da piccoli si ha in ogni caso l'esigenza di idealizzare qualcuno, e se siamo fortunati questa persona getterà le giuste basi del nostro vivere.
È da lei che ho imparato ad amare e rispettare gli altri, ho conosciuto l'altruismo che non vanta il desiderio di essere compensato, con lei ho imparato che l'amore getta sempre le radici più solide per crescere, riparata da tutte le intemperie della vita; è grazie a questo che sono riuscita a risalire la china, anche quando questa era impervia.
Il particolare più importante che fa parte del mio modo di vivere, parte dalla mia voglia di comprendere le persone, ne sento il bisogno perché in ognuno di noi esiste l'intera umanità, che io non voglio ignorare.
Tante sono le volte in cui mi sorprendo, parlando con perfetti sconosciuti, a cercare nell'inflessione della voce, nei gesti, nel bagliore degli occhi, carpire una parte della loro personalità, mi trovo ad immaginare le loro vite
Chi sarei io al loro posto?
È come lasciare che il vissuto di altri penetri nella tua vita, e in un certo senso la riscriva.
Questa attenzione ha reso la mia ricerca non sempre facile, irta di salite, perché cercare di capire gli altri pregiudica grande impegno, significa mettere in discussione se stessi, correre dei rischi, che non sempre hanno un prezzo giusto.
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Autore: Claudio Forti
Editore: Di Renzo Editore
Prima edizione: 01/2008
Edizione corrente: 01/2008
EAN-ISBN: 9788883231971
Pagine: 188
Prezzo di copertina: 12,50 Euro
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Descrizione
Sarka prende le mosse dal pianeta parallelo di Second Life e indugia a lungo sulle atmosfere virtuali di questo mondo incredibile eppure raggiungibile con qualsiasi computer, affrontando argomenti e pensieri comuni a tutti noi.
Il tempo che scorre impietoso, l'esigenza di continuare a sognare pur avendo già passato da un pezzo l'età dei progetti e dei folli amori, il bisogno di conferme che noi stessi non siamo in grado di darci: tutto questo e altro ancora è Sarka.
Ma prima di tutto Sarka è una grande storia d'amore, in cui il cuore e il cervello di Marco, affermato architetto, si affrontano, alla ricerca di un equilibrio, forse impossibile.
E il fascino di Sarka, stupenda creatura boema, impareggiabile creatrice di sensuali atmosfere, segnerà - definitivamente - il confine che separa il sogno dalla realtà.
Note biografiche
Claudio Forti nasce come medico ma si dedica ormai a tempo pieno al teatro.
Ha scritto tredici lavori teatrali (Edmund Kean, Truthful, Mary Frankenstein, L'uomo dei sogni), rappresentati da compagnie nazionali in importanti teatri italiani.
È inoltre autore di tre libretti d'opera, in particolare Salvo D'Acquisto, con musica di A. Fortunato, presentata sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il Premio letterario internazionale "Firenze-Europa" e il Premio "I fiumi", e le sue opere sono state selezionate per le rassegne "Il nome della Prosa" a Roma, "G. Totola" a Verona e "Prove d'Autore" a Torino.
Nel 2007 ha ricevuto il Premio Unesco.
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Autore: Ferdinando Balzarro
Editore: Prospettiva editrice
Prima edizione: 12/2007
Edizione corrente: 12/2007
EAN-ISBN: 9788874184682
Pagine: 96
Rilegatura: filo refe
Dimensioni: 20x21 cm
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
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Descrizione
L'attrazione fatale tra un affermato professionista e una giovane dagli ipnotici occhi verdi è il pretesto per una riflessione attenta e disinibita sul rapporto di coppia.
L'amore si rivela forza devastante alla quale non ci si può sottrarre, rendendo i protagonisti prigionieri del sentimento, e delle contrapposte versioni dei fatti.
Sullo sfondo, dai toni scuri e conturbanti, si delineano confini quanto mai offuscati tra bene e male, verità e menzogna, fedeltà e tradimento.
Il pensiero fluente delle prime pagine diventa confessione incalzante nel corso del romanzo, processo catartico nel quale tutto è amore (anche il dolore e l'orrore) che si serve delle parole per liberare l'animo e condividere con il lettore, grandemente coinvolto, il peso della debolezza e del disprezzo di sé.
I sussurri delle prime pagine si tramutano in grida, fino all'epilogo tragico quanto inaspettato.
Note biografiche
Ferdinando Balzarro nasce a Piacenza il 01/01/44 ma da sempre vive a Bologna.
Laureato in scienze motorie, molto famoso in Italia e all'estero quale maestro di arti marziali e recordman mondiale di paracadutismo acrobatico, si è recentemente imposto come scrittore grazie ai suoi romanzi di grande impatto emotivo: dopo l'esordio con l'autobiografico Bagliore (2001), pubblica Il Sangue e l'Anima (premio speciale Fucecchio 2002), il surreale e ipnotico Plenilunio (2003), Il Solista (2003), Sabbia (2004), Punto vitale (Vincitore del premio Carver 2005), Lupo (2006).
Estratto
Questa sarà l'ultima volta!
Ma come faccio a sapere se questa volta sarà l'ultima?
Una voce dall'interno?
Un grido dal profondo delle viscere?
O solo un lamento proveniente dagli strati sovrapposti e precari della coscienza?
Qualche cosa di forte o di impalpabile e metafisico ce ne fornirà l'inequivocabile prova?
Spazzerà via ogni residuo dubbio?
Ovvero si tratterà di semplici sentori o vaghi presagi o torbide premonizioni?
Un confuso travaglio di palpiti, rimescolii incessanti d'ipotesi una più astrusa dell'altra ma pur sempre possibili e concretizzabili di qui a poco, di qui a pochi giorni, oppure dovranno trascorrere mesi o addirittura anni?
Sì, anni.
Tanti anni scivoleranno e molte vite si estingueranno per rinascere sotto altre forme e con altri intenti e nuovi istinti e diversi destini salvo il solito, quello che tutti ci attende, quello che ogni essere dal più biologicamente arretrato al più evoluto teme e rifugge e mantiene lontano da sé con ogni mezzo, adottando ogni possibile astuzia, o espediente, o cura, o fasulla superstizione, o incrollabile fede.
Maledetta morte sempre pronta a strappare germogli e sradicare alberi e mietere fiori e disperderne nel nulla il profumo, così dolce e puro, così innocente da indurre al pianto.
Pianto di bambini senza più madre e madri che hanno perduto i figli, laggiù sotto le macerie della guerra o nel fondo del buio mare, o dentro le cliniche dai corridoi disinfettati e tante stanze intorno e tanta insostenibile pena stratificata lungo le pareti, distesa sopra i letti bianchi allineati come bare.
Oh se questa troppo, troppo solida carne potesse disfarsi, squagliarsi e sciogliersi in rugiada.
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