Inserzioni più recenti di Narrativa Italiana
Autore: Minnie Minoprio
Editore: Terre sommerse
Prima edizione: 12/2006
Edizione corrente: 12/2006
EAN-ISBN: --
Pagine: 106
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
Descrizione
Due racconti: "Benvenuti a bordo!" e "La mamma".
Il primo è la divertente storia del viaggio di una donna in tarda età, costretta ad una crociera di piacere da tre figli opportunisti che decidono di scaricarla in vista delle vacanze estive.
Si sviluppa una trama fatta di situazioni impreviste raccontate con ironia e humor, attraverso le quali la situazione prende una piega inaspettata ed approda ad un finale colpo di scena.
Il secondo racconto è il breve quanto inaspettato excursus di accadimenti che si trova ad affrontare un figlio che tenta di dare degna sepoltura alla madre, deceduta in paese straniero.
Amara ironia della vita alle prese con imprevedibili burocrazie legali.
Note biografiche
Minnie Minoprio, nata a Londra nel 1942, dopo essersi diplomata all'Arts Educational School e all'Accademia di Danza Classica, debutta quindicenne con Tommy Steel al Teatro Colosseo di Londra in "Cinderella" di Rogers Hammerstein.
Seguono molte partecipazioni in teatro e con compagnie stabili inglesi (Coventry, Nottingham, Windsor) e studi di canto lirico.
Incontra nel '59, Walter Chiari, ed è subito scelta come soubrettina per la rivista italiana "Io e la margherita" dove svolge il ruolo di giovane co-protagonista.
Seguono altri lavori teatrali e cinematografici sino all'incontro con Garinei e Giovannini che la scritturano per il ruolo di "Bonita" in "Ciao Rudy" con Marcello Mastroianni.
Inizia nel 1966 un sodalizio con jazzisti romani e per 4 anni ha modo di cantare in cabaret, e concerti con i migliori musicisti del settore (Roman New Orleans Jazz Band, Basso e Valdambrini Quartet, Big Band di Angelo Pocho Gatti, Carlo Loffredo, New Dixieland Sound di Marcello Rosa, etc.)
Appare al Teatro Quirino di Roma in "Buongiorno blues, come va ?" di Maurizio Costanzo, ed è protagonista di concerti all'Accademia Filarmonica romana, alla radio ed in televisione in innumerevoli occasioni, talvolta con lo pseudonimo di Magnolia Lee.
È considerata la più autentica interprete del jazz blues tradizionale in Italia, ma la sua versatilità le permette di partecipare a spettacoli di musica leggera, operetta e disco-music, incidendo 5 albums e più di 15 singoli.
Negli anni '70, infatti, giunge ad una grande popolarità interpretando in una sigla televisiva il personaggio di una gattina svampita.
Sulla scia di questa improvvisa fama, Minnie appare sempre più spesso in shows personali, spettacoli TV, ed in teatro.
Dal 1996 si dedica ai concerti di jazz esibendosi con i migliori gruppi nazionali e da alcuni anni al "Cotton Club" di Roma con il suo quartetto Swing.
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Autore: Daniele Vecchiotti
Editore: Las Vegas edizioni
Prima edizione: 06/2008
Edizione corrente: 06/2008
EAN-ISBN: 9788895744056
Pagine: 304
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
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Descrizione
Un ventenne con un unico problema: l'impossibilità di opporsi alle aspettative degli altri e agli eventi che bussano alla sua porta.
Una madre fermamente intenzionata a trasformarlo in una scrittrice di romanzi rosa.
Un direttore editoriale di libri pornografici gay convinto che il denaro non abbia preferenze di genere.
Un amico-cicerone secondo il quale "siamo tutti bisessuali, omosessuali a parte".
E, a sparger pepe su questo mondo al maschile, la seducente femminilità delle ballerine di lap dance nello strip bar sotto casa.
Un viaggio panoramico nel sesso e nelle sue possibili varianti, dedicato a chi ha la sensazione di vivere la vita di un perfetto estraneo.
Che cosa c'entra in tutto questo Agnetha Fältskog?
Beh, di questi tempi tutto può tornare utile.
Anche gli Abba.
Note biografiche
Daniele Vecchiotti è nato a Genova nel 1974.
Ha pubblicato due racconti nell'antologia Men on men 4, Mondadori, 2005.
Il suo sito è all'indirizzo www.danielevecchiotti.it.
Il cosmo secondo Agnetha è il suo romanzo d esordio.
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Storia di una vita antica
Autore: Valeria Faillaci
Editore: Terre sommerse
Prima edizione: 04/2004
Edizione corrente: 04/2004
EAN-ISBN: 90468889874139
Pagine: 200
Rilegatura: Filo refe
Dimensioni: 12x15 cm
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
Descrizione
Romanzo breve a sfondo storico.
Le tumultuose vicende di vita di una donna vissuta nel '600, raccontate come ritratto interiore della protagonista e della sua numerosa famiglia.
Il lato avventuroso e nello stesso tempo sentimentale del racconto può interessare gli adulti di varie fasce d'età.
Il racconto si vale di un linguaggio non banale, che riesce a rendere i fatti e i vissuti interiori con emozione e sentimento.
Le vicende narrate sono il racconto su vari livelli dei destini individuali e collettivi dei personaggi, che intrecciandosi delineano il tema e le motivazioni della vita della protagonista.
Al piano storico si sovrappongono quello personale e quotidiano, e ad essi quello psicologico e sovrapersonale, rendendo alla fine tutti partecipi, consapevolmente o no, di una necessità superiore che si rivela a tratti con il fascino del mistero.
Note biografiche
Valeria Faillaci è anche autrice di poesia.
Ha pubblicato nel 1989 un foglio di poesie dal titolo "Voci di altri luoghi" e sta per essere pubblicata la raccolta di versi "La Palma e il Minotauro".
Cura, inoltre, la rivista di arte e cultura "Corus", ove ha pubblicato numerosi articoli.
Questo è il suo primo romanzo.
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Autore: Fabio Furnari
Editore: Terre sommerse
Prima edizione: 04/2004
Edizione corrente: 04/2004
EAN-ISBN: 90468889874120
Pagine: 170
Rilegatura: Filo refe
Dimensioni: 12x15cm
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
Descrizione
Tre racconti: "Non ricordo", "Melino", "Il sogno".
I temi che variano dal fantastico, all'introspettivo, al sociale, sono trattati con partecipazione sensibile e a tratti autobiografica.
Tematiche dirette a varie fasce d'età.
Per coloro che intendono soffermarsi sui ricordi importanti della vita, per riflettere su quei particolari momenti che richiedono analisi e cambiamento, senza perdere la capacità di usare la fantasia.
Attraverso la rivisitazione dei ricordi e dei luoghi della vita, ogni racconto è la ricerca di se stessi, delle proprie immagini interiori, in grado di rivelarci la nostra parte nascosta e più autentica.
Dal ricordo, al sogno alla visione, tutto concorre a tracciare il significato più intimo dell'esistenza per ritrovarne il senso.
Note biografiche
Fabio Furnari, nato ad Enna il 27.8.1963, ha inciso 4 album come cantautore: Tra il papa e l'imperatore (1987), La mano destra (1992), Qualche notte dormo (1997), Cavalieri e soldati (2003).
È fondatore e direttore della rivista di arte e cultura "Corus", sulla quale ha pubblicato numerosi articoli.
È presidente dell'Associazione no-profit "Terre Sommerse", con la quale oltre a promuovere l'attività di nuovi artisti nei vari settori dell'arte, svolge attività a favore dell'infanzia nelle zone di guerra e per il reinserimento degli ex detenuti nel mondo del lavoro.
Sta per essere pubblicata una sua raccolta di poesie dal titolo "Le parole unite".
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Autore: Alessandra Galdiero
Editore: CSA
Prima edizione: 04/2008
Edizione corrente: 04/2008
EAN-ISBN: 9788895030401
Pagine: 94
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
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Descrizione
Ritorno Andando è il secondo romanzo di Alessandra Galdiero, successivo ad Attraverso i miei occhi.
Un libro intenso, che si muove nelle profondità, che fa riflettere e osservare la realtà con occhi diversi.
Un cammino dentro di sé, con la testa rivolta verso il passato, ma con una proiezione verso quello che si incontrerà andando avanti.
Parole fragili che imprimono la loro forza, passione, dolcezza, amore e rabbia si intrecciano per dar vita ad un romanzo psicologico interessante e accattivante.
"Sono io che proietto la mia ombra, è il mio corpo, eppure a volte mi spaventa, come se all'improvviso non mi rendessi conto della mia presenza.
È un'astrazione da sé, un viaggio lontano, ed io mi sento irriconoscibile, per niente familiare persino al mio sguardo".
Il viaggio imposto e cercato attraverso sentimenti, sensazioni, percezioni.
La disperata e affannosa ricerca del proprio pensiero nella vita che si dispiega davanti agli occhi.
Racconti attraversati da paure, riflessioni,emozioni; pensieri che rotolano sul declino scosceso dell'analisi del sé attraverso le esperienze.
Un romanzo intenso e appagante che fa riflettere sui mille colori dell'anima umana, che si manifesta partendo dai sensi.
Note biografiche
Alessandra Galdiero nasce a Napoli nel 1980, si laurea in Scienze Politiche presso l'Orientale con una tesi in Filosofia su Hannah Arendt e le sue riflessioni sulla banalità del male e l'annullamento dell'identità umana nei campi di concentramento.
Il talento narrativo dell'autrice si fa vivo in tenera età e raggiunge in questo racconto maturità e concretezza.
La forza della scrittura vibrante e sinuosa, capace di coinvolgere ed emozionare, trascina il lettore in un vortice di passioni che lascia un segno delicato ma incisivo.
Questo è il suo secondo romanzo che fa seguito ad Attraverso i miei occhi, edizioni MEF L'Autore Libri Firenze 2007.
Per ulteriori informazioni su Alessandra Galdiero:
www.myspace.com/alessandragaldiero,
www.frammentivivi.splinder.com.
Per contatti alessandragaldiero@hotmail.it.
Estratto
Torno da me, per me, rivolto il cassetto, rigiro i pensieri, e sono fogli accartocciati, vecchi momenti polverosi e inadatti a questo secolo, come quando mi dicevano che per natura ero incline a vivere un altro tempo.
Forse mi hanno tarpato le ali, forse comunque non avrei saputo volare, forse dopotutto è meglio non complicarsi in strane idee e accettare per vero quello che non so, ma non mi illudo neppure di sapere.
Le parole si interrogano, le cadenze pure, ma non si ferma la voce, non si inclina la testa verso il battito perverso del passato, così come non si protende verso l'ignoto la mia volontà.
Ho un preciso piano nella testa che si diletta a prendersi gioco di me, quando dovrei essere io il suo artefice, il suo inventore perverso, invece non ho forza che azzardi a sfidare la mia incomprensibilità e mi trovo in un filone complesso di identità intrecciate che dissimulano dal resto.
Trovo difficile inoltrarmi in questo sentiero percorso già per migliaia di giorni, percorso non tanto arido né troppo ostile all'uomo, né tanto meno a me, ma adesso, in questo attimo, che non ha inizio né fine per una sua specifica natura ribelle, io non so gestire questo corpo per proiettarmi al di là di tutto, liberandomi da pesanti coinvolgimenti conflittuali.
Non sono abituata alle situazioni evidentemente facili da gestire, non lo sono dalla nascita per qualche strano sortilegio che ha voluto rendere poche certezze e poche carezze alla mia esistenza, ma a volte questa magia viene infranta e non so più trovare la giusta ispirazione per dirigermi verso un paesaggio piuttosto che un altro.
Sono infranta nella mente e nella memoria anch'io in quei momenti, ma nonostante tutto non trovo mai rifugio in nulla che possa proteggermi, se non il silenzio tenero e prolungato delle mie mani che producono una sensazione piacevole ed eterea di calore.
Non so se tutto questo mi basta, probabilmente la mia mente pretenderebbe di più di un sogno virtuale o di una concezione limitata della mia percezione, ma forse in quei frangenti riesco a vivere in maniera molto più presente e migliore di quando vivo per davvero.
È una sensazione strana, per certi versi ridicola, la mia, ma se il dolore, l'insoddisfazione, la delusione, lo sconforto e il desiderio ossessivo, mi provocano tutto questo, preferisco i miei momenti di non equilibrio a quelli che sembrano radicati e lucidi, ma poi non rendono sentimenti né emozioni.
Proprio allora io riesco a produrre armonia e certezze nel mio animo, posso nutrirmi di respiri e coinvolgimenti che mi bastano per quando non ne ho, per quando non ne posso fare a meno, un po' come quando trattengo il fiato mentre faccio l'amore con lui, ed è sublime, quasi irreale, speciale, la bellezza da sogno.
In quegli attimi io non lo guardo, posso chiudere gli occhi e sentirmi dentro, fino in fondo, e poi quando arrivo al buio inafferrabile che è nei meandri, quando sembra che non ci sia più niente, quando c'è quell'abbandono totale che sembra sopraggiunga la morte, vedo lui, non più me stessa e so che è quella la vita.
Spesso credo che la mia fantasia abbia spiazzato pensieri concreti, che il mio contatto con tutto quello che mi circonda non avvenga attraverso i miei sensi, ma attraverso un passaggio diverso che mi pone dinanzi al mio istinto romantico e crudele, quello che mi fa sentire parte di ogni cosa, che mi fa confluire nel mare, che mi fa inoltrare ovunque con il vento, che mi fa percepire ogni sensazione con uno stato d animo affine a ciò che apparentemente non è evidente.
Mi sento in simbiosi con ogni cosa che sia umana e universale, mi trovo riflessa e partecipe, travolta e nutrita di odori di pelle differente dalla mia.
Tutta questa mia proiezione non porta a nulla se non ad un'astrazione tipica di chi ama deliberatamente l'amore.
E se uso troppo spesso questa parola è perché nonostante a me piaccia dilettarmi con discorsi, frasi e lettere, non trovo un altra maniera per esprimere, per identificare e per spiegare l'amore.
Per certe cose non c'è altro modo se non il contatto diretto.
Perché poi quando io rido, sorrido, accenno una smorfia di condivisione, sono sempre fraintesa, così come quando piango.
Mi convinco che sia normale.
Non c'è interpretazione per il proprio vivere.
Mi fischiano le orecchie, mi giro intorno, non guardo, mi sento, ritrovo un accenno di senso, mi perdo di nuovo e capisco che sarà per un vuoto istantaneo nel cervello se mi fischiano le orecchie, ma poi mi accorgo che avviene proprio quando creo le migliori intenzioni, quindi non ha senso neanche questo, come tutto quello che sono riuscita solo a sfiorare fino a qui.
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