Inserzioni più recenti di Narrativa Italiana

Gioie e pene dell'umana vita

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(Micro Opra Omnia)

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Autore: Nicolò Inzana

Editore: Terre sommerse

Prima edizione: 06/2006

Edizione corrente: 06/2006

EAN-ISBN: 9788889874082

Pagine: 152

Dimensioni: 15x21 cm

Prezzo di copertina: 13,00 Euro


Descrizione
La vita, anche una sola è già un grande contenuto che si movimenta nella gioia e nel dolore, in una incessante resistenza all'incontrollabile smarrimento sia fisico che mentale, e allora diventa una questione di stile: poetizzante.

Una scrittura poetizzante che ci riporta indietro nel tempo quando cercavamo di interpretare il quid poetico di noti personaggi romantici.

In queste righe però non ci sono interrogativi oscuri ma una postura d'animo che va semplicemente ascoltata.


Note biografiche
Nicolò Inzana è nato il primo Ottobre 1926 a Piazza Armerina, cittadina dell'entroterra siciliano in provincia di Enna, ove risiede.

Laureatosi in Giurisprudenza, per la prematura morte del padre fu obbligato a rinunciare alla professionalità notarile cui aspirava, dedicandosi pertanto a diversi già ricorrenti settori industriali.

Dalle circostanze del suo passato - quali invero motivano le presenti - manifesta nei suoi scritti ora in forma di prosa ora in pur di classicheggiante poesia - una patologica critica di talune intime negatività incontrate nel corso della sua vita con espressionismo eterogeneo.

Nell'anno 1978, ricorrendo il concorso del quarto Premio Internazionale di Poesia, gli fu assegnato il diploma Giglio d'Oro Città di Firenze e, partecipando ai concorsi indetti dalla FENACOM 50 E PIÙ - quali di norma si svolgono a Riva del Garda nell'autunno di ogni anno - gli sono stati assegnati i premi Farfalla d'Argento a partire dall'anno 2003 all'anno 2006.

Dello stesso autore Il viaggio di una vita e I poetizzanti versi e la prosa della mia ultima senile età sull'umana vita..


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La curva dei silenzi

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il caso Senna

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Archivio NuoviLibri.It

Autore: Nicola Santoro

Editore: Di Renzo Editore

Prima edizione: --/1999

Edizione corrente: --/1999

EAN-ISBN: 9788886044981
Pagine: 256

Prezzo di copertina: 12,39 Euro

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Descrizione
L'Autore ha trasformato in romanzo un processo: quello svoltosi per la morte di un grande personaggio dello sport,
Ayrton Senna.

È materia incandescente quella che scivola tra le pagine de La Curva dei Silenzi, perché è ancora viva e forse lo resterà per sempre.

Così come lo stesso Ayrton è vivo nel ricordo di tutti e lo resterà per sempre.

Ma forse non è lo sport così simile a un romanzo?

E non lo sono ugualmente i suoi protagonisti?

Dunque, come si fa a scrivere un romanzo di un romanzo, a dare spessore, e magari raccontare daccapo personaggi di cui tutti sanno e sui quali ognuno di noi ha un parere preciso, talvolta incrollabile?


Note biografiche
Nicola Santoro, pubblicista, saggista, autore televisivo e consulente editoriale, collabora con importanti aziende multimediali in qualità di addetto al settore ricerca e sviluppo.


Estratto
Se fosse morto qualcun altro tutto sarebbe stato dimenticato in fretta, ma è morto Lui e la morte di Ayrton Senna non si dimentica.

Senna faceva sempre notizia, figuriamoci il processo.

Il brasiliano non è stato solo un grande pilota automobilistico, forse il più grande, ma un mito contemporaneo capace di affascinare milioni di persone di tutte le età e di tutte le estrazioni, anche lontane dal mondo delle corse.

La sua morte, inspiegabile, inaspettata, improvvisa, giunta alla guida della vettura migliore del mondiale mentre stava per vincere l'ennesimo Gran Premio, in un momento in cui sembrava ormai prossima la sua consacrazione a pilota principe dell'automobilismo, non ha fatto altro che trasformare definitivamente in mito l'unico pilota capace di vivere la sua leggenda.


Recensione
di Daniele Trombetti

Pubblicata su www.quellicheiltreno.com.

Era un primo maggio come tanti altri.

A casa degli zii in campagna.

Evento diverso quel primo maggio lo viveva solamente perché in televisione (quando ancora in tv si poteva guardare tutto liberamente) c'era il gran premio di San Marino.

Un ricordo vago di mio padre con le mani tra i capelli e gli occhi lucidi.

Basta nient'altro.

Il primo maggio moriva Ayrton Senna, vero grande campione, grandissimo uomo.

Nicola Santoro fu l'inviato speciale di molti quotidiani, radio e la rivista Rombo al processo Senna.

Un vero e proprio processo all'italiana, dove si vuole per forza scoprire il colpevole, ma che come ogni processo italiano finisce a "tarallucci e vino".

L'autore dei suoi appunti, interviste, articoli ne fa un bel libro, un romanzo verità che racconta giorno per giorno il lunghissimo processo che vedeva i responsabili della pista, i dirigenti, tecnici della williams renault, ingegneri e altri, inquisiti per omicidio colposo.

Tutti indagati nessun colpevole.

La fine la sappiamo tutti.

Nessun colpevole, Senna il campione non sbagliò, il piantone dello sterzo cedette bruscamente, ma nessuno è colpevole.

Il libro scorre bene, fino a quando non si incontrano quelle pagine piene zeppe di dati tecnici, telemetrie, rilevamenti che potrebbero far luce sulla morte di un modello di generazioni future.

Incidente o complotto?

Guasto tecnico o errore di uno dei migliori piloti del mondo?

Nelle pagine di questo "giallo" della storia moderna, sono riportati scatole nere che spariscono e poi riappaiono, immagini di camera car misteriosamente tagliate poco prima dell'impatto, strane limature sul piantone dello sterzo, personaggi e fatti strani.

I dettagli sono "un'arma letale" che permettono al lettore di farsi la propria idea sugli avvenimenti.

Io la mia idea me la sono fatta, dopo tanti anni dall'accaduto ho scoperto anche dei lati oscuri di un personaggio incredibile come Ayrton.

Alcuni passaggi del libro mi sono veramente piaciuti, hanno dato un tocco finale ad un libro veramente bello.

",,,Ma se i tifosi sono con il pilota, il pilota non è con i tifosi: è chiuso nel tempio.
Un tempio circondato da cancelli di tre metri, che nasconde i suoi adepti per non esporli a chissà quali sguardi o, più realisticamente, per coltivare un business dove paghi quel che vedi.
Non importa cosa.
Se vedi paghi."

oppure
"...in molti lavorano per farlo andare ma alla fine va da solo a vivere la propria avventura, inesorabilmente solo con la sua tuta, i suoi guanti, il suo casco e, sopratutto, i suoi limiti.
Non è un pazzo che rischia la vita per soldi, successo,fama: è l'unico a vivere un'emozione indescrivibile.
È il protagonista di un'esperienza irripetibile."

Il ricordo del pilota, il momento di tristezza davanti alla statua inerme di Senna, la fatica e la stanchezza di un lavoro, quello del giornalista, molte volte fatto di sacrifici e paghe ridotte.


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La vita che forse

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la rinascita

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Autore: Chiara del Soldato

Editore: Prospettiva Editrice

Prima edizione: --/2006

Edizione corrente: --/2006

EAN-ISBN: 9788874184231

Pagine: 310

Rilegatura: cartoncino

Dimensioni: 21x15 cm

Prezzo di copertina: 10 Euro

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Descrizione
Stella e Donato stanno tornando a casa in auto dopo una bellissima serata.

È notte fonda.

Con loro due amici.

Poi una gran luce e la vita di tutti cambia.

È Stella a raccontare tra ricordi e nostalgie la caduta nella disperazione, i sensi di colpa, il terrore di non avere la forza necessaria per stare accanto all'uomo che ama; un baratro, da cui le parrà impossibile e ingiusto risollevarsi. un baratro dal quale l'amore la salverà.


Note biografiche
Chiara Del Soldato, nata a Grosseto, è docente di italiano e Latino al L.Scientifico di Rieti. nel '99 vince il Pr.Lett. Naz. Città di Cimitile ( nA) con il suo primo romanzo "Jader" (Guida ed.).

Nel 2002 pubblica con Prospettiva Magia di un'idea, finalista al Pr. Lett. naz. Carver.

Nel 2004 con la stessa casa ed. pubblica una raccolta di racconti sull'adolescenza I colori dell'anima.

Nel 2006 ancora con Prospettiva esce il romanzo La vita che forse, già finalista come inedito al Pr. Intern. Mondolibro 2000. ora vincitore del Pr. Let. Naz Carlo Cassola- Città di Grosseto.


Estratto
Sono pochi giorni che è successo questo, ma sembra un secolo: mi pare che nessun momento sia stato vissuto da me con questa consapevolezza e mi sento un'energia dentro, che cozza con la mia indolenza di sempre......stamani, nel guardarmi allo specchio, dopo l'oblio del sonno, mi sono riconosciuta.

Ho detto: questa sono io. non perché fossi contenta del mio viso, sempre troppo pallido; ero, per così dire, contenta di ritrovare una persona familiare, che amo così com'è, con le sue certezze minate, le debolezze, le delusioni, i vuoti e i pieni.

Pacchetto completo.

Rieccomi, mi sono detta: io ci sono.


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Esterno estivo.

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Autore: Massimiliano Coccia

Editore: Terre sommerse

Prima edizione: 06/2007

Edizione corrente: 06/2007

EAN-ISBN: 9788889874219

Pagine: 110

Rilegatura: Brossura

Dimensioni: 15x21 cm

Prezzo di copertina: 12,00 Euro


Descrizione
"Esterno estivo" racconta il tempo delle emozioni attraverso quelle che possiamo definire le complicazioni sentimentali dei cuori; l'adolescenza allora, o il ricordo di questa fase del nostro crescere fra gli altri, diventano la cornice ideale di storie in movimento come in una pellicola d'un film in bianco e nero, dove s'incontrano i luoghi di un quartiere d'una Roma popolare e lì, lungo le strade dell'Alberone, di Lungotevere, qualcosa accade.

Il libro procede dopo i tre racconti con l'intensità stilistica di lettere scritte per fermare il tempo delle emozioni e del ricordare.

Ci sono amori che non diventano storie d'amore ma dell'amore conservano quella freschezza incontaminata, ci sono grandi storie d'amore che restano oltre le persone che amano.

Qui c'è l'anima, la riflessione su ciò che è stato, sulla capacità dell'amore di travolgere e stravolgere la vita; lettere come petali che s'aprono rivolti al sole per far respirare l'essenza tutta d'una rosa di sentimenti.


Note biografiche
Massimiliano Coccia vive e scrive a Roma, città nella quale è nato nel 1985.

Si avvicina al mondo del giornalismo e della politica mentre frequenta il Liceo e realizza molti progetti per l'arte, la creatività studentesca, l'edilizia scolastica e i contesti periferici.

Comincia nel 2005 la collaborazione con molte testate giornalistiche, come "Zai.net", "Democrazia e Legalità", "Quinto Stato", "Corus Cafè" ed "Il Manifesto".

Nel Giugno del 2006 è uscito il suo primo libro per Edizioni Alegre, "Gli occhi di Piero - Storia di Piero Bruno, un ragazzo degli anni 70".

Nel giugno del 2007 è uscito per la casa editrice Terre sommerse, "Esterno estivo", una raccolta di racconti, in cui sperimenta l'unione di racconti, lettere e poesia.

Per questo libro ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti,

Nel mese di febbraio del 2008 presso il teatro "Lo Spazio.it" a Roma ha debuttato la riduzione teatrale de "Gli Occhi di Piero", di cui ne cura la sceneggiatura.

Fa parte della direzione artistica del Centro Sociale Villaggio Globale.


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L'inafferrabile Weltanschauung del pesce rosso

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Autore: Fabrizio Gabrielli

Editore: Prospettiva Editrice

Prima edizione: 04/2008

Edizione corrente: 04/2008

EAN-ISBN: 9788874185351

Pagine: 202

Rilegatura: brossura

Dimensioni: 14x20 cm

Prezzo di copertina: 10,00 Euro

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Descrizione
Al Pesce Rosso, quando ho tempo, racconto una storia.

Lui, quando ha tempo, interrompe l'inutile girovagare e si ferma ad ascoltarmi.

Dopo tre secondi le ha già dimenticate, è vero.

Ma ogni volta, nell'intervallo tra una tabula rasa e l'altra, è come se il mondo fosse tutto in quella bolla.

Questa è L'inafferrabile Weltanschauung del pesce rosso.


Indice
Tre secondi (Loosin memory)

Un altro giorno, un altra notte...un altra volta

Suonatori

Agenore ed il dolce del mattino

L'isolotto

Al buio.

Centoparole

Mario (Ossia un elogio all'inutilità)

Quizàs, quizàs, quizàs

Finger lies

Vuoi vivere con me?

The sweetest thing

Sfuggevole è la fortuna sopra ogni altra cosa

Il giorno delle nozze (degli altri)

Mezza patata

Dietro la porta...

La Chapelière

Centoparole 2

Istantanee

Sacher

Audaces fortuna iuvat

Centoparole 3

Physique du role

Millecinquecentosessantuno

Mucchie

Lei è qui per me

Centoparole 4

C'è sempre una prima volta

Quel confine che t'aspetta

Felice

Le gambe di Michele

Il peperone

Occhi

Il mister

Ar derby cor bozzo

C'è solo un capitano (Quei 15 metri...)

Corri, Abidele!

Se la coppa con le orecchie...

Il goal mangiato

La mano de Dios

Marco e Mirco

La finale col cugino di città (ovvero di una coppa, un bel paio di baffi e di quant'altro)


Note biografiche
Si chiama Fabrizio Gabrielli , si vocifera.

Nella quotidianità guida, fa la spesa, dorme, si è arrabbiato e si arrabbierà, litiga, si è innamorato, sogna tanto, paga i parcheggi "poco", compra le sigarette "troppe", si esalta e si avvilisce con inusitata rapidità.

Scrive preferibilmente nelle notti di luna piena e mare calmo, adora la buona cucina ed i viaggi in auto, con una particolare predilezione per le soste in autogrill, soprattutto quelle gratuite, senza motivo apparente.

Per il sol gusto di fermarsi.

Pensa che Civitavecchia sia un bel posto per scrivere e di cui scrivere.

Lui, ad heavy rotation con l'alternarsi delle stagioni, vive per quelle strade, cammina per quel lungomare, odia ed ama ed odia a ritmi alterni i suoi concittadini.

Giallorosso per volere divino, assaggiAutore convinto e coinquilino del foodblog Monolocale In Centro, ora che è passato nella parte meno divertente dei venti s'è anche fatto più carino.

Che ci crediate o meno.


Estratto
Da "La Chapelière"

[...]Eccolo Monsieur Guillaume, le sue rughe e i modi gentili, sedersi sulla poltrona e prendere tra le mani l'atlante rilegato in pelle, passarci sopra una mano per togliere la polvere ma non con atteggiamento seccato, quanto più con la bambinesca gioia della scoperta di un documento ripescato dal baratro dell'oblio, di Dio e delle genti.

Ripercorreva col dito il percorso che aveva compiuto, e Madame Pericard lo guardava estasiata, prima di mostrargli il bianco del salone e rallegrarsi dell'entusiasmo del marito, che la prendeva in braccio sollevandola, prima di rivolgersi verso di me e lasci che le regali questa, signora.

La porti a suo marito, con i migliori ringraziamenti di Monsieur Guillaume.

Bertrand odiava Guillaume, e detestava anche i suoi regali.

Pensando di fargli torto, tracannò tutta d'un fiato quella bottiglia, la sera stessa, lamentandosi per giunta, perché quel vino sa di sella di cavallo e legno marcio, si vede che il lavoro che gli ho fatto lo schifa, perché neanche all'osteria ti danno un vino di merda come questo, ed io effettivamente che dico "certo che sì, sa proprio di tappo".

E poi ci deve essere un motivo se te l'ha dato a te, se non mi sbaglio aveva un sacco di bottiglie poggiate nell'angolo del salone, io dico perché non te le bevi quelle bottiglie e le lasci a marcire lì?

Forse perché almeno quando devi fare un regalo disprezzante hai sempre a portata di mano la soluzione, questo dico io!

Il giorno dopo, quella bottiglia con su scritto Pomerol l'avevo messa sul davanzale, con dentro un fiore di campo che la piccola Madelaine m'aveva portato, di ritorno da scuola.

Madame Pericard e consorte non erano affatto rimasti delusi dal lavoro, anzi, prese a chiamarmi più spesso, sempre a ridosso di un ritorno di Monsieur Guillaume.

Ed io accorrevo, felice, perché alla fine della fiera mi davano un bel po' di franchi e poi Madame Pericard era davvero affabile, spesso mi invitava a chiacchierare e lasciar stare per un attimo le faccende.

Che se poi vi dovessi dire, non era una di quelle che chiamano la cameriera per starsi a sollazzare, anzi m aiutava e si piegava "almeno fino quando poté" e ramazzava e mi diceva che era forse anche un modo per non sentirsi sempre sola, avere qualcuno con cui parlare e bere il tè e, niente, stare insieme.

Ho assistito a mille ritorni di Monsieur Guillaume, con il bavero del cappotto alzato o i primi bottoni della camicia slacciati, ma sempre col sorriso di felicità di Madame Pericard.

Una volta, di ritorno dalla capitale, Guillaume estrasse da una busta a fiorellini una cappelliera, di cuoio, bellissima.

Nel periodo natalizio, nelle vetrine strabordanti di dolciumi di Rue Goulissant, se ne vedono di dorate ed argentate, plissettate e brillanti, addobbate con fiocchi e rametti di vischio,ed al loro interno non ci sono che panettoni di Milano e pandori veronesi, bottiglie eleganti di Borgogna e cioccolati d oltremare.

Chapelières, le chiamano, ma ne hanno solo la forma [...]


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