Inserzioni più recenti di Narrativa Italiana
Non tutti i sogni muoiono all'alba
Autore: Cecilia Omaggio
Editore: Edizioni Miele
Prima edizione: 10/2008
Edizione corrente: 10/2008
EAN-ISBN: 9788863320053
Pagine: 112
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 11x16 cm
Prezzo di copertina: 9,60 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione
Otto racconti di un viaggio rinnovato periodicamente, un "viaggio-evocazione", un "viaggio-fuga" verso un'illusione di umanità, dove l'Io narrante si confronta con la storia di altrettante donne e insegue ricordi, emozioni, esperienze reali alla ricerca di sé e del suo posto nella società, alla ricerca delle sue radici più autentiche e profonde.
Indice
Introduzione
Parole per Cesare
Maria Elisa
Moana
Silenzio
Amare chi non c'è
La statua crollata
Pensieri
In ultima analisi
Note biografiche
Cecilia Omaggio è originaria di Lecce, e attualmente vive a Gallarate (Co).
Laureata in pedagogia con indirizzo psico-pedagogico, ha per diversi anni operato come animatrice in una cooperativa socio-culturale di Lecce.
In collaborazione con il Prof. G. Blasich ha pubblicato un lavoro di ricerca d'ambiente e di integrazione per ragazzi diversamente abili.
Ha pubblicato con Mandese Editore, Taranto "Il ciliegio innamorato".
Docente di ruolo nella scuola media statale di secondo grado, continua la sua attività di ricerca orientata verso le nuove forme del racconto e dell'espressività creativa all'interno della scuola e nel territorio.
Estratto
Alla finestra del mio cuore ho visto crollare la statua del grande dittatore.
È caduta d'un sol colpo sull'asfalto e l'ho vista disgregarsi in mille pezzi.
Non so che sensazione ho provato...mi sentivo uno dei contadini della novella libertà a Bronte.
Chi mi avrebbe dato ordini, chi mi avrebbe deriso in pubblico, chi mi avrebbe trovato ignorante in geografia, chi mi avrebbe detto "Sei grassa!"...?!
Io vivevo di queste offese per stare con lui.
Io aspettavo con ansia i suoi voleri per renderlo felice...
Ma io, dov'ero?
Io, che oggi guardo quei frantumi e istintivamente vorrei metterli insieme e ristabilire quell'equilibrio insolito e offensivo per tutti, ma vitale per la mia insicurezza affettiva.
Io, dov'ero?
.....
Sono in cucina assorta nei miei pensieri e nei ricordi, mi alzo dalla sedia quasi in trance; ci vuole un buon caffè, di quelli forti, che "spaccano" lo stomaco e annullano il disgusto precedente.
Accendo il fornello, metto su la macchinetta e mi risiedo, aspettando che sia pronto.
La mente va...
Un acre odore di bruciato si diffonde per la stanza, la macchinetta del caffè borbotta e il suo liquido nero fuoriesce senza sosta consumandosi in mille bollicine sul fuoco del fornello.
L'odore così intenso ha l'effetto dei sali per riprendere conoscenza.
Mi trascino verso la credenza, prendo la tazzina, la riempio del liquido denso e mi avvio verso lo studio.
Ho molto lavoro da finire, il mio capo questa volta urlerà...
Davanti alla macchina da scrivere il foglio bianco ispira più immagini vissute che fredde parole nere di articoli, nei quali non credo troppo.
E...sono in viaggio...
.
Si vede bene solo con il cuore
Autore: Maria Susanna Majoli
Editore: Edizioni Miele
Prima edizione: 10/2008
Edizione corrente: 10/2008
EAN-ISBN: 9788863320046
Pagine: 180
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 12x20 cm
Prezzo di copertina: 13,00 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione
Chiara è una donna di oggi, una moderna madre di famiglia che lavora e che, dopo la classica crisi di mezza età, decide di cambiare vita.
Incontra allora, dietro le quinte del Festival di Cannes, il suo "principe azzurro" e insegue questo amore in un dono totale di se stessa, al di là di ogni limite o ragione.
È un'intensa storia d'amore che, a poco a poco, superando ogni difficoltà o sofferenza, porta non solo all'amore illimitato per un uomo, ma anche alla scoperta dell'Amore Universale.
Con questo romanzo Maria Susanna Majoli propone al pubblico un esempio di vita interessante e diverso, ricco di valori positivi e profondi.
Oltre ogni limite è un invito alla riflessione e alla scoperta di una scelta esistenziale lontana dagli schemi tradizionali e rivolta invece all'ascolto del cuore, dell'intuizione e dei sentimenti.
Note biografiche
Maria Susanna Majoli vive con la famiglia a Roma, dove svolge l'attività di interprete di conferenza Free Lance, collaborando con prestigiosi Enti Nazionali e Internazionali.
Estratto
...Corri, corri, corri, sei sfinita ma devi continuare a correre; soffri, soffri, soffri, continui a soffrire perché ti manca il coraggio di scegliere.
Dentro di te, una filastrocca, tutti i giorni, sussurrata da un Angelo, piano piano, all'orecchio:
"Tanto un giorno arriverà,
il tuo Principe ti bacierà
e lontano ti porterà.
Il suo Amore ti offrirà,
il tuo cuore libererà,
il suo regno tuo sarà".
Ci credi, fino in fondo.
Ogni giorno di più, questa certezza non si indebolisce mai.
È poco ma sicuro: è così e così sarà.
Tiri avanti come puoi,sfinita.
Il tempo passa.
E tu corri.
Non sei più Donna.
Sei solo una che corre.
Finché un giorno, un'estate, dopo più di dieci anni di corsa ininterrotta, di sofferenza indescrivibile, di assenza di ogni comunicazione, dietro il tuo muro, ti capita una fortuna straordinaria:
TI FERMI.
.
Autore: Elena Maneo
Editore: Kimerik Edizioni
Prima edizione: 10/2008
Edizione corrente: 10/2008
EAN-ISBN: 9788860962546
Pagine: 130
Rilegatura: Carta avorio 100g - Copertina cartoncino con plastificazione opaca
Dimensioni: 15x21 cm
Prezzo di copertina: 8,00 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione
Elena Maneo è al suo terzo appuntamento editoriale.
In questa nuova serie di racconti si conferma una scrittrice matura e originalissima.
Tra le altre, ritornano le avventure della surreale combriccola capitanata da Sara e dal suo amato ed inquietante Lucius.
Ancora una volta resteremo incollati e divertiti a leggere le vicissitudini di questi personaggi, di cui ci si innamora al primo sguardo, e resteremo inevitabilmente sorpresi dalla facilità con cui l'autrice riesce a svolgere una trama straordinaria e al tempo stesso familiare.
Le sue storie, infatti, ci afferrano e ci trascinano nella loro dimensione, costringendoci ad ammettere di non volere più venirne fuori.
La scrittura è, come sempre, fluida, scorrevolissima, varia e mai monotona.
Una scrittrice che merita assolutamente di essere letta.
Indice
Prefazione
Il mondo di Melì
Sara e la luna magica
Un fiore sull'altare
Thurisaz - La runa magica
Cincittà Leed
Note biografiche
La mia biografia, il parlare di me, che posso dire...
Beh innanzitutto che sono nata a Venezia 35 anni fa il 26 Febbraio del 1971, e adoro la mia città come il pane appena sfornato.
Al contrario del mio amato celebre scrittore Sir Arthur Conan Doyle, il quale ha avuto una vita movimentata, la mia è tranquilla, semplice.
La mia passione per Sherlock Holmes e per Doyle è nata all'età di vent'anni circa.
Avevo appena subito una terribile molestia da parte del mio fidanzato (ormai ex-fidanzato) e, come molte persone in preda a un esaurimento nervoso, pensai a come farla finita: gettandomi sotto un treno in corsa, buttandomi dal quinto piano di un palazzo, o imbottirmi di droga e morire di overdose.
L'unico atto che feci è stato catapultarmi dentro una libreria.
Presi il primo libro che trovai a un prezzo economico. Era 'Il segno dei quattro', di Sir Arthur Conan Doyle.
Quello che mi colpì del personaggio fu una frase: 'Dopo aver eliminato l'impossibile, ciò che rimane, per quanto improbabile, deve essere la verità'.
Ho un sacco di materiale su Sherlock Holmes: film, apocrifi, riviste, souvenir acquistati allo Sherlock Holmes Museum di Londra e allo Sherlock Holmes memorabilia.
Mi manca solo di visitare la città natale dello scrittore: Edimburgo.
E mi manca l'iscrizione a uno studio di Holmes di Firenze, l'associazione italiana sherlockiana.
So che vi fanno parte persone illustri come: Enrico Solito e Alessandra Calanchi.
Ma lo farò; per amore del mio grande detective di Baker Street, farò queste due cose.
Mi piace viaggiare e andare al cinema.
Mi piace leggere e scrivere, e quando scrivo, lo faccio ascoltando della musica.
La passione per la scrittura mi è venuta da piccola, da quando ho subito un'orribile reprimenda da parte della mia maestra di scuola elementare (noterete la nota nel mio racconto in Adrian, nel volume Piccoli racconti), non avevo risposto a una semplice domanda come: 'Che forma ha L'Italia?'
La mia vergogna nel vedere la maestra togliersi uno stivale e confrontarlo con la carta geografica, davanti a tutta la classe, è stata enorme.
Qualcosa è scattato dentro di me.
Volevo fare qualcosa per sentirmi intelligente.
Così ho scritto dei raccontini infantili su maestre possedute dall'uomo nero, e ho scoperto che mi piace scrivere.
Non ho mai pensato di pubblicare un mio libro, ma l'ho desiderato.
Ho due fratelli, di cui il maggiore è sposato e mi ha dato la gioia di diventare zia: Giulia, di tre mesi.
Ho una fortuna sfacciata nel gioco del lotto e alle slot-machine.
Conduco una vita tranquilla e talvolta noiosa.
A volte vado al Bingo (Beh, lo ammetto, forse il vizio del gioco un po' ce l'ho).
A volte vado a trovare mia nipote e da qualche giorno ho iniziato a scrivere il mio secondo volume.
E spero che, un giorno, anche questo sia destinato alla pubblicazione.
Libri pubblicati:
La creatura non ha lacrime
Piccoli racconti
Il mondo di Melì e altri racconti
Estratto
Lo zio Maurice
La scuola elementare Pian Caval di Cavalletta era come tutte le altre: alta, rettangolare, recintata da un piccolo parco.
Nel giardino c'erano due altalene e uno scivolo vecchio e un po' rugginoso ai lati.
Alcuni escrementi di piccioni ornavano i parapetti delle larghe e alte finestre.
La maggior parte delle finestre erano aperte per far entrare un po' di quell'aria dolce primaverile.
E per i bambini di terza era una giornata speciale.
Sarebbero entrati anche loro, ma solo per rispondere all'appello e per le raccomandazioni del preside Fabiol.
E, ovviamente, tutti erano presenti.
Per la gita lo erano tutti.
In fondo alla strada alberata, un pullman blu attendeva di portarli via da quaderni, penne, campanelle dell'intervallo e dal preside.
Aspettava per accompagnarli in un museo fuori città.
E loro avrebbero goduto della vista d'opere di grandi e famosi pittori e sculture fatte da veri maestri d'arte.
Poi avrebbero scattato fotografi e e mangiato un panino all'aperto.
Selena desiderò di appartenere a quella classe.
Lei frequentava la seconda A e le dispiaceva perché non poteva andare in escursione.
Solo dalla terza in poi organizzavano viaggi per gli allievi.
Solo a loro era permesso di fare scampagnate.
Non era giusto!
Anche quelli di prima e seconda meritavano di fare gite, non erano poi tanto piccoli.
Era appena arrivata col minibus della scuola e già voleva ripartire.
Vedere tutte quelle facce felici e sorrisi splendenti, la rendeva nervosa.
Era così gelosa!
Si afferrò un ricciolo nero e se lo portò alle labbra.
I suoi vestiti di cotone erano chiari e profumavano di lavanda.
Le scarpe sportive la facevano sentire una ballerina di danza classica, e la collana appesa al collo come una regina.
Suonò la campanella, e Selena si avviò verso l'entrata della scuola strascinandosi la cartella di seconda mano che sua nonna aveva acquistato in un negozio dell'usato.
La nonna era tutta la sua famiglia.
I suoi genitori erano morti in un incidente e non aveva fratelli o sorelle.
Per quanto ne sapeva, non aveva nemmeno zii, né zie.
Non aveva nessun altro parente al mondo, nemmeno un cugino.
L'unico parente era nonna Margherita.
Era una donna molto anziana, buona, generosa, gentile e sincera.
Era la nonna migliore del mondo.
Ad esempio, la nonna di Carmen, la sua compagna di banco, era la strega malvagia delle favole.
La sgridava sempre, e non le regalava mai dolci.
E quindi si sentiva fortunata ad avere come nonna una fata.
Oltre che buona, era anche bella, con i capelli argentei e lunghi fino al collo.
Gli occhi verdolini sempre luminosi.
E la pelle del viso, anche se grinzosa, era liscia coma la seta.
Però da qualche giorno la nonna si sentiva stanca e debole.
Si lamentava di dolori al torace e alle gambe.
Si alzava dal letto solo per preparare la colazione e la cena, perché a pranzo Selena mangiava alla mensa della scuola, e solamente il sabato e la domenica consumava il pasto a casa.
Nonna Margherita superava la settantina da un po' e quindi era l'età.
Oppure era solo una forma influenzale.
Non solo i bambini si beccavano la febbre, anche le anziane signore.
Ma la nonna di febbre non ne aveva, e quindi doveva per forza trattarsi dell'età.
A nonna Margherita piaceva cucinare e si sforzava troppo, ecco cos'era!
Aveva forzato troppo il suo vecchio corpo nella cucina e nelle faccende di casa.
A passo lento, camminò con la schiena impettita lungo il corridoio interminabile.
Era lunghissimo, con aule che si affacciavano a destra e a sinistra.
Quelli di prima spesso ascoltavano la loro maestra pensando al cibo in cucina che presto sarebbe diventato un ospite del loro giovane stomaco.
Quelli di seconda chiedevano caramelle alla maestra o al maestro, e quelli di terza, beh, era ancora in seconda, e se fosse stata promossa, il prossimo anno lo avrebbe scoperto.
Nell'entrare in classe, incontrò due sue compagne e le salutò.
Poi prese posto in aula e tirò fuori dalla cartella tutta la sua cancelleria.
Un'altra giornata piena pensò.
Usciva tutti i pomeriggi alle quattro e mezza.
Perché si doveva andare a scuola per cinque giorni di seguito?
Non bastava due volte la settimana?
Fortuna che c'erano ben tre ricreazioni, altrimenti sarebbe morta per lo stress.
All'ora del primo intervallo, uscì in giardino e cercò un angolo tranquillo dove potesse raccogliere fiori nel piccolo prato ben coltivato della scuola.
Il giardiniere doveva essere una gran brava persona.
Una volta l'aveva intravisto attraverso la finestra dell'aula.
Era un uomo pelato, alto, magro, con due braccia forti e muscolose.
E indossava sempre una tuta azzurro chiaro, quando si occupava della flora.
- Ciao!
Selena si girò e vide Martina, una della prima B.
Era più alta e più grassa di lei, anche se aveva un anno in meno.
I capelli castano scuroerano accorciati sui lati, e una treccia le scendeva sulla spalla.
- Ciao - ricambiò Selena.
- Che fai? La solita raccolta di fiori per tua nonna? La maestra è troppo buona a farteli tenere in classe.
Aveva ragione. La sua maestra era la migliore della scuola, e le permetteva di tenere i fiori sotto il banco, perché era al corrente che lei viveva solo con la nonna.
E poi non era il tipo da privare una cosa così romantica.
E Selena sapeva che non era tempo sprecato, perché sua nonna brillava di gioia quando la vedeva tornare da scuola con un mazzolino di fiori.
- Ma che ne sai della mia maestra? Non sei nella mia classe, tu.
Martina alzò le spalle, poi le chiese: - Come sta tua nonna?
- Si sente tanto stanca - rispose Selena.
- Allora muore.
A quelle parole orribili, Selena diede uno spintone all'amica che finì col piangere.
.
Autore: Samuele Saleri
Editore: Kimerik Edizioni
Prima edizione: 10/2008
Edizione corrente: 10/2008
EAN-ISBN: 9788860962720
Pagine: 170
Rilegatura: Carta avorio 100g - Copertina cartoncino con plastificazione esterna opaca
Dimensioni: 15x21 cm
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione
In un tempo indefinito in cui regna il buio totale, ciò che resta della specie umana è costretta a vivere sotto terra, vicino al nuovo sole, vicino al nucleo.
Su questo mondo manifatturato, congeniato, di stortura e di adattamento, incombe il pericolo che il nucleo si spenga e tutto intorno a esso scompaia.
Ma il dottore scienziato, Passo Del Pordoi Cima Coppi, ha in tasca lo scopo di tutti gli esseri viventi: continuare a vivere.
Ha la chiave per il proseguo della specie: lo Scarigas, localizzatore di flatulenza.
La nuova energia prodotta dagli esseri viventi, fornirà l'eternità alla specie umana, diventando così parte inscindibile dell'universo.
Tutti si dovranno impegnare per rigenerare il nucleo e la gente dovrà capire che l'unico modo per salvarsi è unirsi allo sforzo rigenerativo.
Il deus ex machina però dovrà fare i conti prima con lo scetticismo generale che la nuova rivelazione produrrà tra le persone e poi con il Divino Beltrami che occuperà con il terrore e saldamente, il centro del palcoscenico della vita.
È un libro surreale.
Una lettura esilarante ma a tratti feroce, dove l'intento di ridere e far ridere, quando l'argomento potrebbe e dovrebbe far piangere, costituisce un connotato forte.
Indice
Prefazione
Sono testimone dei fatti avvenuti...
La conferenza
La conferenza - Parte seconda
N.3
Dalla fecondazione alla fabbrica
La fabbrica
Il tritatutto
Uno che dorme
Ribelli
Storie
Il funerale
L'informatore
La missione
Note biografiche
Samuele Saleri è nato a Brescia il 27/12/1979.
Frequenta il terzo anno della facoltà di Scienze Umanistiche a Bergamo.
Dal Gennaio del 2002 al gennaio 2005 ha lavorato in Uganda nella regione del Karamoja come volontario espatriato tramite un O.N.G di Brescia, lo SVI (servizio volontario internazionale) per un progetto di sviluppo rurale e agricolo.
Durante questo soggiorno ha scritto Il pianeta degli scorreggioni.
Attualmente lavora per una cooperativa sociale che segue i disabili.
Estratto
Sono testimone dei fatti avvenuti, non c'è bisogno di dire altro.
La trippa è stomaco di bovino macellato che, ridotto in strisce sottili e preparato in vari modi, costituisce una vivanda squisita e sugosa.
Il tipico sapore di interiora piaceva a tal punto da racchiudere il significato di un'epoca: l'epoca della trippa.
L'epoca della trippa è finita, è passata.
Così come sono passati gli esseri venuti dallo spazio, conosciuti come gli alieni politici che cercarono di conquistare il mondo.
Una guerra di scarso interesse fra uomini ha poi prodotto delle macchine intelligenti che in tre occasioni tentarono di sostituirsi agli umani.
È mancato proprio un pelo.
Tutte le volte, grazie a dio, o a chi per esso, usciva sempre un Harrison o uno Steven che alle macchine glielo metteva in... chiaro!
L'epoca delle lacrime di coccodrillo ha anticipato solo di poco quello che sarebbe poi successo durante l'epopea delle risate dei mandrilli.
Una glaciazione totale, una parziale, tre meteoriti sventati, uno atterrato, e quattro eruzioni di tutti i vulcani del mondo hanno tenuto occupati per un po' gli abitanti del pianeta.
Quando poi c'è stato tempo per guardare il sole, con gli uccellini che cinguettavano e i fiori che crescevano liberi nei prati, è arrivata una guerra totale fra uomini che ha fatto esplodere tutto.
Il sole se né è andato, la luna lo ha seguito e il buio è arrivato.
L'aria è diventa una radiazione irrespirabile e l'acqua così acida che la soda caustica a confronto sembrava succo di pera preparato al momento.
Cosa darei ora per farmi una pera o una papera; dipende dalle esigenze!
Purtroppo io non ho mai visto una pera, ma so della sua esistenza grazie ai dati, che raccolti in grandi faldoni, ci hanno raccontato il passato come un grande sogno mai esistito.
Eppure c'era.
Eppure ci siamo ancora.
Nonostante tutto, il genere umano non ha lasciato questo mondo.
Ci siamo solo trasferiti un po' più in basso, mille e non più mille chilometri sotto terra.
Vicini al nuovo sole, vicini al nucleo.
È da lì che prendiamo tutta l'energia per mandare avanti ciò che resta del pianeta e dei suoi abitanti.
Tutto quello che serve in quest'epoca ultra moderna viene da lì.
No, non ci siamo fermati.
Abbiamo continuato l'evoluzione della specie, solo con alcune varianti: non si mangia più, ci si alimenta con sintesi chimiche in pastiglie e strani miscugli transgenici di vegetali e molluschi.
I vermi prosperavano non essendoci più pesci.
Aria e acqua arrivano tramite un semplice ma complicato sistema di filtraggio.
Naturalmente non mancano case, strade, bar, industrie, televisioni, radio, droghe, puttane... abbiamo portato tutto l'essenziale da sopra a sotto.
Se poi arriva uno e ti chiede: quanti anni hai? si potrebbe rispondere con placida timidezza centocinquanta, dato che la longevità media di un essere comune è di circa centottatatré anni, dati ricavati della sempre nostra commoventissima Istat.
Ma, se non si crepa mai, uno ha anche il diritto di chiedersi dove li metti tutti questi pensionati.
Non c è problema, perché è il problema che ti dà la soluzione: fra tre mesi esatti il nucleo si spegnerà e con esso tutto quello che gli ruota intorno.
Per esempio l'uomo.
Il presidente del mondo l'anno scorso ha indetto una iperconferenza nella quale ha fatto l'annuncio: Esseri umani, di ogni specie umana, guardatevi intorno.
Lasciate andare la mente e sognate, perché tutto questo un giorno finirà.
Quel giorno è fra sette anni a partire da ora.
Tutti ascoltarono increduli, incapaci di razionalizzare le parole di quel proclamo con velleità poetiche.
Il genere umano apprendeva così, da un dottore senza cura, il tumore maligno.
La cosa era stata programmata prima di essere diffusa: il tal giorno tutti avrebbero deglutito la pastiglietta che uccide.
Il dolore di una fine lenta lo avremmo saltato; nell''aldilà con simpatia grazie all'eutanasia.
Ovviamente c'era chi non credeva a questa storia e diceva che era tutta uninvenzione, ma le pilloline erano già esaurite.
La vita di ognuno accelerava verso la fine, il normale corso si era trasformato in un normale corso di sbattimento di palle.
Parecchi erano i gesti di follia di massa, linciaggi, appropriazioni indebite, violenze d ogni genere.
Il delirio saliva al potere, forse c'era sempre stato, il resto non aveva più senso.
Sapevamo tutti d'essere animali in via d'estinzione e non volevamo accettarlo.
Infatti, nonostante tutto... non si sa mai.
Magari c'era qualche forma d'energia alternativa sconosciuta che avrebbe potuto cambiare le cose, salvare il mondo, salvare l'uomo.
Gli scienziati come mosche bianche erano intoccabili, rappresentavano l'unica speranza.
Dire scienziato o chemioterapia era la stessa cosa.
Riconoscibili dal tipico vestito a lenzuolo gironzolavano con in mano dei "localizzatori" nella speranza di localizzare una qualsiasi energia utile, una minima forza per trasformare la fine dei giochi in una nuova generazione in grado di abitare la terra.
E fu proprio in uno di quei pazzi giorni che gli sentii dire: «Dobbiamo ripetere di nuovo tutto da capo, c'è qualcosa che non torna, tu mi hai detto tutto quello che ricordi?»
«Sììì, tutto! Sai che è più di un anno che quando restiamo soli tu mi fai la stessa domanda... mi aspetti anche fuori dei cessi dei bar!»
«Allora forse non ti rendi conto... e poi che volgarità!»
«?»
«Sei una donna, prova a dire toilette!»
«Che palle. Un cesso è un cesso. Comunque, mi rendo conto benissimo. Ho la situazione ben chiara in testa. Se così non fosse ti avrei risparmiato l'imminente tragedia di vedere la fine».
«Cosa intendi?»
«Ti facevo fuori prima! Ne ho le caviglie piene; non potremo fare anche noi come tutti e godercela? Forse tu non capisci bene la situazione, è più di un anno che».
Aveva ragione lei, infatti, erano passati due anni da quella volta che li vidi per strada: il dottor scienziato Passo Del Pordoi Cima Coppi conosciuto da tutti come Del e sua moglie Gran Premiata Di Monza (ora in Cima Coppi) chiamata da tutti per circostanze poco deduttive Premiata1.
Erano circa le due di notte e non mi ricordo la data.
Camminavano con i loro bei localizzatori in mano, quando Del a un tratto cominciò prima a urlare di gioia, poi a piangere disperato.
Aveva localizzato qualcosa che gli era sfuggito in pochi secondi.
Un segnale energetico forte, sconosciuto; un fenomeno evoluzionistico mai considerato prima.
Ancora oggi, ed è effettivamente passato un anno, o forse due, lo scienziato cerca di risalire alla fonte di quel segnale, tormentando la povera moglie che pur non potendone più, svogliatamente, lo asseconda.
.
![]()
Autore: Monica Caira Monticelli
Editore: La Riflessione - Davide Zedda Editore
Prima edizione: 11/2007
Edizione corrente: 11/2007
EAN-ISBN: 9788862110556
Pagine: 138
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione
Pietra è nata e cresciuta in una famiglia poverissima, nella bassa Ciociaria.
La sua vita scorre tranquilla, tra lavori domestici, amicizie e primi amori.
La seconda guerra mondiale irrompe nella valle spazzando via ogni sicurezza, ma è una tragedia familiare che incide in maniera determinante sulla protagonista.
Mentre il mondo si sta faticosamente rimettendo in piedi, Pietra è costretta ad abbandonare il luogo in cui è cresciuta e si trova da sola a dover ricostruire la propria esistenza.
Il desiderio di riscatto la porta a prendere una strada sconosciuta ma pericolosa, facendole scoprire lati di sé che non avrebbe mai immaginato.
L'autrice esplora il rapporto che ci può essere tra una persona ed un evento che modifica improvvisamente ed irrimediabilmente il tranquillo scorrere dei propri giorni.
L'istinto di sopravvivenza porta inesorabilmente a un adattamento, ma a che prezzo?
Cosa è giusto sacrificare?
Se non concedi nulla, nulla avrai in cambio.
Nessuna attenuante per le cause.
Sullo sfondo, il ritratto del paese, fiero delle proprie tradizioni, con i propri personaggi tipici e le inevitabili contraddizioni.
Una piccola parte di mondo sconvolta e trasformata dal conflitto.
Note biografiche
Monica Caira Monticelli nasce nel 1966.
Vive ad Atina, piccola cittadina della Ciociaria, dove ha scelto di rientrare dopo interessanti e prestigiose esperienze lavorative avute a Napoli e a Roma.
È sposata ed ha due figli.
Avvocato, è attualmente alle dipendenze di una struttura pubblica.
La morale di Pietra è il suo primo romanzo.
.