Inserzioni più recenti di Letteratura
Dalla forma alla conoscenza per ardore
Autore: Francesco Medici
Editore: Stilo Editrice
Prima edizione: --/2007
Edizione corrente: --/2007
EAN-ISBN: 9788887781762
Pagine: 176
Dimensioni: 14x21 cm
Prezzo di copertina: 14,00 Euro
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Descrizione
Gli ermetici furono probabilmente i primi a raccogliere l'eredità di Leopardi
e a riflettere sulla sua lezione di sfida aperta alla modernità.
Francesco Medici indaga la presenza del Recanatese nella coscienza poetica e critica di Mario Luzi, con particolare riferimento alla prima produzione luziana da La barca (1935) a "Onore del vero" (1957).
Leopardi si rivela per Luzi un modello irrinunciabile da cui avviare una rifondazione della poesia a partire dalla sublimazione della vicissitudine nella forma, fino al suo stesso superamento in favore di una conoscenza animata dall'ardore della realtà.
Chiudono il volume un'intervista al poeta e una postfazione di Marco Beck.
Indice
Prefazione di Daniele Maria Pegorari
I. Leopardi nella critica Luziana
II. Il mondo da una barca
III. L'Ermetismo e la pericolosità di Leopardi
IV. L'Inferno, il Limbo e il Giardino di Armida
V. La Via Crucis del poeta
VI. Dal deserto alla scoperta del vero
VII. Leopardi o della modernità. Conversazione con Mario Luzi.
Postfazione di Marco Beck
Bibliografia essenziale
Note biografiche
Francesco Medici (Bari 1974) ha diviso finora la sua attività fra l'italianistica (con numerosi contributi su riviste militanti e accademiche) e l'arabistica.
È uno dei maggiori studiosi a livello internazionale dell'opera del poeta e pittore libanese Kahlil Gibran, di cui ha curato per le Edizioni San Paolo la traduzione dei drammi Lazzaro e il suo amore (2001) e Il cieco (2003), dei frammenti inediti La stanza del profeta (2004) e del suo capolavoro Il Profeta (2005 e 2006).
Per le Edizioni Giuseppe Laterza ha, inoltre, pubblicato la raccolta di acquerelli gibraniani Venti disegni (2006).
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Autore: Benjamin Fondane
Editore: Le Nubi Edizioni
Prima edizione: --/2007
Edizione corrente: --/2007
EAN-ISBN: 9788889616154
Pagine: 240
Dimensioni: 10,5x19,5 cm
Prezzo di copertina: 15,00 Euro
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Descrizione
Rimbaud la canaglia è un santo, un criminale, un visionario; Rimbaud la canaglia è condannato a vivere nella contraddizione.
L'inferno di Rimbaud è l'immagine speculare per esprimere l'ambivalenza dell'uomo e della natura.
Sapere cosa sia veramente l'uomo: ecco il problema che assilla Benjamin Fondane.
Attraverso Rimbaud, Fondane tenta di indagare tutte le antinomie etiche e metafisiche dell'individuo.
Per Fondane la rivolta è soltanto individuale, è la rivolta contro la morte, la sola conosciuta da Rimbaud.
Il saggio, finora inedito in italiano, rappresenta il primo sguardo di tipo filosofico su Rimbaud.
Target di lettori: Studiosi di poesia e letteratura francese, e di filosofia.
Note biografiche
Benjamin Wechsler nasce in Romania nel 1898 e muore nel 1944 ad Auschwitz.
Uomo dalle tre anime e dalle tre identità: ebrea, rumena, francese, alle quali corrispondono i suoi tre nomi: Wechsler, Fundoianu, Fondane.
Scrittore, poeta e filosofo esistenziale, saggista, drammaturgo e cineasta, i suoi scritti sono sofferti tentativi di restituire all'uomo una libertà perduta e una riflessione sul destino dello stesso.
Nel 1923 si trasferisce a Parigi, dove nel 1933 pubblica Rimbaud la canaglia.
Nel 1938 ottiene la cittadinanza francese, ma nel 1940 viene fatto prigioniero dai nazisti.
Ben presto viene rilasciato per motivi di salute e a quel punto ritorna, incurante dei pericoli relativi alla sua origine ebraica, nell'abitazione parigina.
Nel 1944 viene nuovamente arrestato dalla polizia francese e condotto nel campo di sterminio di Birkenau insieme alla sorella Lina, e con lei condividerà la sua tragica fine.
L'autore è al centro di un dibattito culturale vivace in Europa e in Israele, che sta portando in questi anni alla ripubblicazione delle sue opere in tutte le lingue.
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Storia critica e documenti
Autore: Enrico Tiozzo
Editore: Olschki
Prima edizione: --/2009
Edizione corrente: --/2009
EAN-ISBN: 9788822258175
Pagine: 366
Dimensioni: 17x24 cm
Prezzo di copertina: 34,00 Euro
Argomento: Letteratura
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Descrizione
Viene presentato per la prima volta tutto il materiale inedito contenuto nell'archivio privato dell'Accademia di Svezia, riguardante i candidati italiani al premio Nobel per la letteratura dal 1901 al 1957.
Le lettere di candidatura, i giudizi degli esperti, le motivazioni politiche, le simpatie personali, gli errori di valutazione vengono analizzati sulla base di documenti finora sconosciuti.
A corredo, l'elenco completo di tutti i candidati al premio e dei loro proponenti, documentazione preziosa per gli studiosi delle altre letterature europee.
Oggetto da oltre un secolo di vivo e costante interesse da parte degli studiosi di letteratura di tutto il mondo, il premio Nobel rimane però paradossalmente un terreno ancora inesplorato.
A rendere infatti difficile ogni serio tentativo di ricerca sono le disposizioni sulla segretezza fissate negli statuti della Fondazione Nobel e le difficoltà oggettive di accedere ai documenti nell'archivio privato dell'Accademia di Svezia.
Questa storia critica presenta per la prima volta tutta la documentazione dell'Accademia di Svezia relativa alle candidature italiane al premio dal 1901 al 1957, e fa luce, grazie ai documenti inediti, sui veri motivi che condussero al Nobel Carducci, la Deledda e Pirandello e su quelli che invece impedirono il successo di Fogazzaro, Bracco, Negri, Serao, Croce, Papini, Bacchelli, Moravia, Silone, e di tanti altri scrittori italiani di cui ancora si ignora che siano stati proposti per il Nobel.
L'opera presenta inoltre per la prima volta l'elenco completo degli scrittori di tutto il mondo candidati al premio fno al 1957 e dei loro proponenti, in un'analisi che comprende anche i premi a Quasimodo, Montale e Fo.
Note biografiche
Enrico Tiozzo (Roma, 1945) si è laureato in filosofia alla Sapienza e dal 1970, è docente di letteratura italiana all'Università di Göteborg, in Svezia.
Oltre a numerosi saggi sulla lirica svedese contemporanea (Espmark, Forssell, Frostenson) e a lavori sulle autobiografie italiane del Settecento e sui rapporti tra fascismo e letteratura.
È autore di uno studio critico sulla letteratura italiana di consumo del primo Novecento (Il romanzo blu. Temi, tempi e maestri della narrativa sentimentale italiana del primo Novecento, Roma, Aracne, 2004-2006, 5 voll.) che riattualizza la produzione di scrittori dimenticati come da Verona e Zuccoli.
La ricerca sul Nobel e la letteratura italiana stata preceduta da una serie di articoli apparsi su "Belfagor" tra il 2003 e il 2008.
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Autore: Francesco Petrarca
Curatore: Giuseppe Savoca
Editore: Olschki
Prima edizione: 10/2008
Edizione corrente: 10/2008
EAN-ISBN: 9788822257444
Pagine: 696
Rilegatura: rilegato in seta
Dimensioni: 17x24 cm
Prezzo di copertina: 70,00 Euro
Argomento: Letteratura
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Descrizione
Questa edizione fa registrare, nel confronto con i testi più accreditati, oltre 5200 differenze ortografiche, interpuntorie e sostanziali che interessano quasi la metà dei 7785 versi del Canzoniere.
Nelle note che chiudono per ogni componimento l'apparato, con una rilevante (e inedita anche in campo internazionale) innovazione tecnica e metodologica, vengono riprodotte oltre 900 sezioni e particolari dell'originale che mettono il lettore in grado di verificare la fondatezza delle osservazioni e decisioni ecdotiche dell'editore.
Note biografiche
Giuseppe Savoca professore di Letteratura e di Filologia italiane nell'Università di Catania.
Partito da interessi leopardiani - sempre coltivati negli anni e culminati nella monografia "Giacomo Leopardi" (1998, Marzorati-Editalia) - ha pubblicato studi su Parini, Verga, Tozzi, Gozzano, Svevo, Palazzeschi, Montale, Ungaretti, l'edizione critica (con Paino) delle poesie di Rebora, e altro sull'Otto/Novecento.
L'approfondimento dei problemi ermeneutici in direzione linguistica lo ha portato all'elaborazione di un personale metodo di analisi e lettura concordanziale dei testi (ora applicato alla filologia del Canzoniere petrarchesco), sostenuto da un originale modello lessicografico di concordanza computerizzata.
In quest'ambito, ha pubblicato per Olschki, nella collana "Strumenti di Lessicografia Letteraria Italiana" da lui fondata e diretta, oltre 25 volumi, ai quali si affianca un suo "Vocabolario della poesia italiana del Novecento" (1995, Zanichelli).
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Dal neoclassicismo ai nostri giorni
Autore: Odoardo Piscini
Editore: Edizioni Remo Sandron
Prima edizione: 03/2002
Edizione corrente: 03/2002
EAN-ISBN: 9788886204163
Pagine: 288
Rilegatura: brossura
Dimensioni: 14,5x20,5 cm
Prezzo di copertina: 13,50 Euro
Argomento: Consultazione, Letteratura
Il libro si può acquistare on-line solo sul sito dell'editore www.sandron.it
Descrizione
Il libro contiene un profilo didattico della letteratura italiana dell'Ottocento e del Novecento, dalla poetica neoclassica ai poeti e narratori del secondo Novecento; la trattazione è articolata in domande e risposte molto sintetiche, con evidenziatura in neretto dei passaggi essenziali, ed è integrata da una serie di complementi, anch'essi molto rapidi, che consentono un buon livello di approfondimento in varie direzioni.
Vari box contengono brevi espansioni della trattazione: schede su altri autori italiani o stranieri, su argomenti letterari, filosofici o linguistici; di ogni autore è proposta una essenziale nota bibliografica; molti brani di illustri critici completano le risposte; di varie opere sono riassunti la trama o i contenuti; sono riportate alcune strofe poetiche particolarmente significative.
Il volume è corredato da una serie di appendici.
La prima appendice illustra tutte le principali riviste letterarie e politiche italiane dei due secoli, dall'ottocentesca "L'antologia" alla tardo-novecentesca "Carte segrete".
Le altre appendici costituiscono materiali di esercitazione per le prove scritte di italiano dell'esame di maturità; in una sono raccolti esempi di analisi testuale della prima prova scritta; nella successiva si trovano esempi di test per la terza prova scritta, di tipo A, B e C; nell'ultima sono presentati alcuni percorsi di letteratura italiana, ossia tracce per tesine.
Infine il volume offre una ricca bibliografia di critica letteraria.
Una guida essenziale alla letteratura italiana contemporanea, utile a studenti superiori e universitari e a chiunque desideri orientarsi rapidamente nella materia.
Indice
Capitolo I - Il neoclassicismo
A. La poetica
B. Il neoclassicismo nelle arti
C. Il neoclassicismo in letteratura
Capitolo II - Vincenzo Monti
Capitolo III - Il romanticismo
A. La poetica e le origini
B. Il romanticismo in Italia
Capitolo IV - Ugo Foscolo
A. La vita
B. La personalità e la poetica
C. Le ultime lettere di Jacopo Ortis
D. I sonetti e le odi
E. Dei Sepolcri
F. Le Grazie
G. Il Foscolo critico e didimeo
Capitolo V - Giacomo Leopardi
A. La vita
B. Il pensiero e la poetica
C. Le canzoni e i primi idilli
D. Le Operette morali
E. I grandi idilli
F. Il ciclo di Aspasia e La ginestra
Capitolo VI - Alessandro Manzoni
A. La vita
B. La personalità e la poetica
C. Gli Inni sacri
D. Le tragedie e le odi
E. I Promessi Sposi
Capitolo VII - Letteratura risorgimentale e tardo-romantica
A. La letteratura romantico-risorgimentale
B. Il romanzo storico
C. Ippolito Nievo
D. Il secondo romanticismo
Capitolo VIII - I poeti dialettali
A. Carlo Porta
B. Giuseppe Gioacchino Belli
C. Giuseppe Giusti
Capitolo IX - La reazione in nome del realismo
A. La scapigliatura
B. Giosue Carducci
Capitolo X - Il verismo
A. Le origini e la poetica
B. Giovanni Verga
C. Altri scrittori veristi
D. Grazia Deledda
Capitolo XI - Il decadentismo
A. Antonio Fogazzaro
B. Genesi e poetica
C. Giovanni Pascoli
D. Gabriele D'Annunzio
Capitolo XII - Tendenze letterarie nell'età giolittiana
A. Il crepuscolarismo
B. Il futurismo
C. Le riviste fiorentine del primo novecento
Capitolo XIII - Luigi Pirandello
A. La vita
B. La poetica
C. La narrativa
D. Il teatro
Capitolo XIV - La poetica dell'inetto
A. Italo Svevo
B. Federico Tozzi
Capitolo XV - La nuova poesia
A. Dino Campana
B. L'ermetismo
C. Giuseppe Ungaretti
D. Eugenio Montale
E. Salvatore Quasimodo
F. Umberto Saba
G. Mario Luzi
H. Attilio Bertolucci
Capitolo XVI - La nuova narrativa
A. Alberto Moravia
B. Italo Calvino
C. Vasco Pratolini
D. Cesare Pavese
E. Carlo Emilio Gadda
F. Pier Paolo Pasolini
Capitolo XVII - Il Paradiso di Dante
A. La struttura del Paradiso
B. I personaggi e gli episodi
Appendici
Le principali riviste letterarie e politiche
Riviste dell'Ottocento
Riviste del primo Novecento
Riviste fra le due guerre
Riviste ufficiali del regime fascista
Il secondo dopoguerra
Prima prova scritta: esempi di analisi testuale
Test per la terza prova scritta
Tipologia A: Trattazione sintetica di argomenti
Tipologia B: Quesiti a risposta singola
Tipologia C: Quesiti a risposta multipla
Percorsi di letteratura italiana
Nota bibliografica
Indice dei nomi
Note biografiche
Laureato in Lettere antiche a Firenze, Odoardo Piscini ha insegnato per molti anni italiano e latino nei Licei statali.
È autore, oltre che di numerosi articoli su periodici, di testi didattici per la scuola media e per i licei: antologie, raccolte di versioni latine e greche, edizioni di classici, pubblicati da vari editori.
Ha anche collaborato, in qualità di redattore, al "Dizionario Sandron della lingua italiana", edito nel 1976.
È socio del Rotary Club di Empoli, di cui è stato Presidente nell'anno rotariano 1997-1998.
Estratto
Capitolo VIII
I poeti dialettali
A. Carlo Porta (Milano, 1775-1821)
La poesia satirica
La poesia satirica trova nella prima metà dell'Ottocento un terreno particolarmente favorevole in Italia, esercitandosi, col dar voce a una folla anonima di umili e derelitti, contro le angherie e i soprusi di padroni forestieri e nostrani, contro le dominazioni straniere, la politica delle grandi potenze e le strutture arcaiche di stati minori ormai in decadenza (Granducato di Toscana, Stato pontificio).
Muovendo all'insegna di quel realismo che è sotteso ad ogni esperienza poetica aperta al confronto con la realtà storica, anziché desiderosa di astrarsi in evasioni ideali o sentimentali, essa fiorisce con caratteri assai diversi da regione a regione, trovando nel dialetto il naturale e più immediato strumento linguistico.
(C. Torchio)
1. Quali furono gli eventi principali della vita del Porta?
Nasce il 15 giugno 1775 da Giuseppe e Violante Gottieri.
Il padre è funzionario della Tesoreria austriaca, benestante anche se non ricco.
A seguito della morte della madre, entra nel 1785 in un collegio di ex-gesuiti a Monza da cui esce nel 1792.
Per necessità deve interrompere gli studi di filosofia ed impiegarsi all'Intendenza di Finanza; nel 1798-99 viene trasferito a Venezia, dove entra in contatto con la grande tradizione teatrale e comica della città, esibendosi anche come attore.
All'arrivo dei Francesi, dà le dimissioni dall'amministrazione e fino al 1804 lavora presso privati
Le sue poesie dovevano già circolare, se nel 1800 viene ammesso all'Accademia Letteraria Milanese.
Nel 1805 è di nuovo impiegato statale, nell'Amministrazione dei fondi del debito pubblico, dove resta fino al 1820.
Nel 1806 sposa la vedova Vincenzina Prevosti, da cui avrà tre figli.
Muore, probabilmente per coma uricemico (soffriva di gotta da molti anni), il 5 gennaio 1821.
Nota bibliografica
Inaffidabili e incomplete le edizioni ottocentesche.
Edizione critica di tutte le poesie , a cura di D. Isella, La Nuova Italia, Firenze 1955 (ristampata da Mondadori, Milano 1975).
Pregevole anche l edizione a cura di C. Guarisco, Feltrinelli, Milano 1964, 2 voll.
2. Quali sono le sue più importanti poesie?
La nomina del cappellan (1819 circa), è un affresco sulla decadenza delle classi aristocratiche e clericali.
Contenuto de "La nomina del cappellan"
Il cappellano privato della marchesa Paola Cambiasi, «vunna [una] di prim damazz di Lombardia», era morto di una polmonite presa nel portare a spasso la Lilla, la cagnetta maltese che, nel palazzo Cambiasi, dopo la marchesa, «l'eva [era] la bestia de maggior riguard».
A questa notizia, si precipita tutta una folla di preti affamati e male in arnese.
Tutti si ritirano però di fronte al discorso che tiene loro un «camerleccaj [cameriere] dolz come un ors», elencando le umilianti e degradanti funzioni che li aspettano.
Alla fine restano in tre, troppo sciagurati per rinunciare, e ad uno di loro la Lilla tributa grandi feste: sarà costui il prescelto: aveva in tasca «tre o quatter fett de salamm de basletta [di scarto]», ed era al loro acuto odore che la cagna faceva festa.
Ninetta del verzee (1815), è il racconto autobiografico tenuto ad un cliente da una prostituta dell'allora malfamato quartiere del Verziere.
In una stanzetta squallida, la ragazza narra, «con la sua voce rauca e il suo cinico gergo da postribolo» (N. Sapegno) la storia di come fu sedotta e poi gettata sulla strada.
La critica marxista ha visto in questi 344 versi il capolavoro portiano: questo racconto, con la sua «violenta e tormentata impudicizia», assurge ad atto di denuncia sociale contro una letteratura disinteressata alla realtà, legata ai fantasmi mitologici (Monti) o al facile sentimentalismo a sfondo virtuoso e consolatorio.
Lament del Marchionn di gamb avert (1816).
Racconta le disavventure amorose di un povero ciabattino sciancato (di gamb avert), che viene circuito da una donna attraente e perfida.
Il ciabattino Melchiorre perde letteralmente la testa per questa donna che, dopo avergli spillato tutti i soldi e averlo tradito con altri uomini, gli fa trovare «netta la ca », la casa vuota di tutto, scappando con un amante giovane.
Il tema delle disavventure, amorose o d'altro genere, ridicole o patetiche, è presente anche ne "I desgrazzi de Giovannin Bongee" (1812): il sarto Giovannin s'imbatte nella ronda che lo libera solo dopo un inutile interrogatorio; salendo le scale di casa sua, trova un soldato francese che lo schernisce a proposito di sua moglie e lo prende a pugni; alla Scala, in un altra occasione, è vittima di un'altra disavventura coniugale.
Il povero sarto, insomma, finisce per avere sempre il danno e la beffa.
"Ona preghiera".
La nobildonna Fabia Fabroni di Fabriano (in dialetto "el fabrian" è il deretano voluminoso) è malamente caduta davanti alla chiesa di S. Gelso, suscitando l'applauso sguaiato degli accattoni sul sagrato.
Ma la religiosa dama li perdona, rivolgendo a Dio una preghiera che, dietro l'apparente umiltà, è un abisso di volgarità e di arroganza: «l'aulico e artificioso sfoggio verbale della damazza svela infatti tutto lo squallore intellettuale e morale» dell'aristocrazia, «grottescamente basata da secoli sull'ipocrisia, la superstizione religiosa, la presunzione» (D. Astengo).
3. Tracciamo un profilo di questo poeta.
Di educazione illuminista, aderì presto al romanticismo, di cui colse pienamente l'esigenza realistica «e di penetrante realismo animò la sua poesia satirica, allegramente beffarda verso le ingiustizie sociali, i pregiudizi e l'egoismo dei nobili, l'ipocrisia e l'ingordigia dei preti»
(F. Desiderio).
Al contrario di quanto avviene per questi parassiti sociali, il basso popolo milanese, pur incolto e rozzo, è visto con un «senso di compatimento fraterno degli umili, temperato nella bonarietà cordiale dell'ambrosiano e del piccolo borghese»
(M. Sansone).
In quest'ottica, il dialetto è l'insostituibile strumento di una espressività immediata, essenziale, priva di schermi retorici.
Forse ingannato da tanta semplicità, Attilio Momigliano (1909) definì il Porta «un popolano di genio», giudizio corretto da Dante Isella in un più probabile «uomo di studi regolari, anche se scolasticamente non conclusi».
Rompendo l'inveterata prevenzione contro tutto ciò che non sia scritto in aulico italiano, Gianfranco Contini ha colto in questo linguaggio, apparentemente ostico e antipoetico, una grande ricchezza espressiva («raffinatezza stilistica [...] non inferiore per esempio a quella d'un Folengo»), sottolineando il gioco fantasioso e spiritoso della rima: Contini segnala ad esempio la rima poetta / tetta ne "La nomina del cappellan"; ma si potrebbe aggiungere (anche solo nella traduzione del canto V dell'inferno di Dante) pedrioron (= baratro; ma propriamente "imbuto") in rima con mincion (minchione), oppure la terna Lanzellot / biott (nudo) / pancott (pappa).
Due giudizi
La forza, la semplicità, la naturalezza, mai fredda imitazione burocratica ecco ciò che colloca così in alto le poesie in vernacolo.
La mediocrità non vi è né tollerata né tollerabile, vantaggio che questa poesia perderebbe ben presto se mai si ricreassero per essa accademia e giornali letterari.
(Stendhal, 12 dicembre 1816)
La qualità fondamentale della sua poesia è la vitalità gagliarda e comunicativa.
Leggendo quelle pagine, dove ogni cosa è chiamata col suo nome, dove non ci sono attenuazioni od eufemismi eleganti, dove tutte le scene sono ritratte con una simpatia così spregiudicata e con una così franca bonomia che "anche quando la materia è satirica" quello che colpisce non è tanto lo sdegno quanto lo spontaneo accostarsi e immedesimarsi del poeta con il suo tema, si ripensa alla tempra sanguigna, cordiale e rumorosa di Rabelais.
(A. Momigliano)
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