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Zucchero e Peperoncino

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La storia vera di Shahzada, piccolo cavallo figlio del vento

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Autore: Barbara Miele

Editore: Edizioni Miele

Prima edizione: 07/2008

Edizione corrente: 07/2008

EAN-ISBN: 9788863320022

Pagine: 132

Rilegatura: brossura

Dimensioni: 12x20 cm

Prezzo di copertina: 11,00 Euro

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Descrizione
Sin dalla Notte dei Tempi, Uomo e Cavallo sono stati divisi da un sottile, invisibile, invalicabile muro.

La loro stessa natura - carnivoro e predatore il primo, erbivoro e preda il secondo - ne ha resa difficile comprensione e comunicazione.

Attraverso la storia vera di Shahzada, cavallo dal forte temperamento traumatizzato e incattivito da mani inesperte, Barbara Miele ci invita ad oltrepassare la soglia dell'"Universo Cavallo", a scoprire il meraviglioso mondo di questo nobile animale e ci dimostra che tolleranza, cura, rispetto ed amore guariscono anche le ferite più profonde.

Scritto sotto forma di romanzo, per arrivare anche a coloro che non praticano regolarmente l'equitazione, questo libro racconta del recupero di un animale traumatizzato ed incattivito.

Shahzada ha perso la fiducia nell'Essere Umano, che considera ormai come un nemico da combattere.

Una tappa dopo l'altra, in un lungo e tortuoso percorso di guarigione da traumi e ferite, la protagonista impara a decifrare i messaggi che il piccolo cavallo le invia, ne comprende la psicologia e trova il modo per interagire con lui.

Grazie a tolleranza, rispetto, comprensione, pazienza e buone nozioni tecniche la donna riesce a far breccia nel muro che Shahzada ha costruito intorno a lui fino a riconquistarne la fiducia e la cooperazione.

E, a chi sa ascoltare, osservare, capire il piccolo cavallo regalerà il suo immenso cuore.

Un libro per tutti coloro che hanno fatto del cavallo uno stile di vita, per chi pratica l'equitazione, per chi intende approfondire le proprie conoscenze sulla psicologia equina; ma anche per coloro che osservano questo nobile animale da lontano, con rispetto e timore, e che desiderano imparare a conoscerlo meglio


Note biografiche
Barbara Miele nasce a Lugano, in Svizzera nel 1970 e vive in provincia di Lecce dal 2001.

Da sempre amante dei cavalli, inizia a praticare l'equitazione all'età di otto anni.

Dal 1987 al 1989 frequenta la Scuola Svizzera per diventare Istruttore di Equitazione.

Ha praticato discipline equestri diverse: dal salto ostacoli alla monta western, dall'endurance agli attacchi.

Predilige però l'addestramento di giovani cavalli e la rieducazione di soggetti problematici.

Dopo aver studiato la psicologia equina si è appassionata a quella dell'Essere Umano, della quale sono fortemente impregnati i suoi precedenti libri Sara sarà - 2006 (semifinalista al Premio Lettarario "Penna d'Autore"), L'incognita se - 2007 (quarto posto al Premio Letterario "Le Notti Ritrovate") e Noi: due io - 2008


Estratto
La castrazione non modificò infatti i suoi comportamenti e Denise stessa, ormai conscia del pericolo che Shahzada poteva rappresentare per se stesso e per chi gli stava vicino, si avvicinava a lui con sempre maggiore timore fino al giorno in cui, a poco più di un mese dall'incidente, gettò definitivamente la spugna e venne a trovarmi.

"Devo prendere una decisione e ho due alternative" esordì esitante tamburellando con le dita sul tavolo della mia cucina "O lo prendi tu o lo faccio abbattere" mi annunciò mestamente.

Non ci pensai nemmeno un secondo.

"Lo prendo io" le risposi di getto.

Nessuna persona di buon senso avrebbe accettato l'acquisto di un cavallo in quelle condizioni e io stessa non ero affatto convinta che Shahzada fosse ancora recuperabile.

Ricordavo però ancora molto chiaramente il nostro primo incontro, quello durante il quale avevo così fortemente sentito lo spirito in quel giovane puledro ed un'energia positiva intensa era circolata a doppio senso tra noi.

Sapevo che lo sventurato stallone era in fondo all'animo molto diverso dal cavallo che ora tutti temevano e non mi sarei mai perdonata di non avergli dato una possibilità.

Sì, dovevo almeno provarci.

Volevo provarci.

Con tutte le mie forze.


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La curva dei silenzi

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il caso Senna

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Archivio NuoviLibri.It

Autore: Nicola Santoro

Editore: Di Renzo Editore

Prima edizione: --/1999

Edizione corrente: --/1999

EAN-ISBN: 9788886044981
Pagine: 256

Prezzo di copertina: 12,39 Euro

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Descrizione
L'Autore ha trasformato in romanzo un processo: quello svoltosi per la morte di un grande personaggio dello sport,
Ayrton Senna.

È materia incandescente quella che scivola tra le pagine de La Curva dei Silenzi, perché è ancora viva e forse lo resterà per sempre.

Così come lo stesso Ayrton è vivo nel ricordo di tutti e lo resterà per sempre.

Ma forse non è lo sport così simile a un romanzo?

E non lo sono ugualmente i suoi protagonisti?

Dunque, come si fa a scrivere un romanzo di un romanzo, a dare spessore, e magari raccontare daccapo personaggi di cui tutti sanno e sui quali ognuno di noi ha un parere preciso, talvolta incrollabile?


Note biografiche
Nicola Santoro, pubblicista, saggista, autore televisivo e consulente editoriale, collabora con importanti aziende multimediali in qualità di addetto al settore ricerca e sviluppo.


Estratto
Se fosse morto qualcun altro tutto sarebbe stato dimenticato in fretta, ma è morto Lui e la morte di Ayrton Senna non si dimentica.

Senna faceva sempre notizia, figuriamoci il processo.

Il brasiliano non è stato solo un grande pilota automobilistico, forse il più grande, ma un mito contemporaneo capace di affascinare milioni di persone di tutte le età e di tutte le estrazioni, anche lontane dal mondo delle corse.

La sua morte, inspiegabile, inaspettata, improvvisa, giunta alla guida della vettura migliore del mondiale mentre stava per vincere l'ennesimo Gran Premio, in un momento in cui sembrava ormai prossima la sua consacrazione a pilota principe dell'automobilismo, non ha fatto altro che trasformare definitivamente in mito l'unico pilota capace di vivere la sua leggenda.


Recensione
di Daniele Trombetti

Pubblicata su www.quellicheiltreno.com.

Era un primo maggio come tanti altri.

A casa degli zii in campagna.

Evento diverso quel primo maggio lo viveva solamente perché in televisione (quando ancora in tv si poteva guardare tutto liberamente) c'era il gran premio di San Marino.

Un ricordo vago di mio padre con le mani tra i capelli e gli occhi lucidi.

Basta nient'altro.

Il primo maggio moriva Ayrton Senna, vero grande campione, grandissimo uomo.

Nicola Santoro fu l'inviato speciale di molti quotidiani, radio e la rivista Rombo al processo Senna.

Un vero e proprio processo all'italiana, dove si vuole per forza scoprire il colpevole, ma che come ogni processo italiano finisce a "tarallucci e vino".

L'autore dei suoi appunti, interviste, articoli ne fa un bel libro, un romanzo verità che racconta giorno per giorno il lunghissimo processo che vedeva i responsabili della pista, i dirigenti, tecnici della williams renault, ingegneri e altri, inquisiti per omicidio colposo.

Tutti indagati nessun colpevole.

La fine la sappiamo tutti.

Nessun colpevole, Senna il campione non sbagliò, il piantone dello sterzo cedette bruscamente, ma nessuno è colpevole.

Il libro scorre bene, fino a quando non si incontrano quelle pagine piene zeppe di dati tecnici, telemetrie, rilevamenti che potrebbero far luce sulla morte di un modello di generazioni future.

Incidente o complotto?

Guasto tecnico o errore di uno dei migliori piloti del mondo?

Nelle pagine di questo "giallo" della storia moderna, sono riportati scatole nere che spariscono e poi riappaiono, immagini di camera car misteriosamente tagliate poco prima dell'impatto, strane limature sul piantone dello sterzo, personaggi e fatti strani.

I dettagli sono "un'arma letale" che permettono al lettore di farsi la propria idea sugli avvenimenti.

Io la mia idea me la sono fatta, dopo tanti anni dall'accaduto ho scoperto anche dei lati oscuri di un personaggio incredibile come Ayrton.

Alcuni passaggi del libro mi sono veramente piaciuti, hanno dato un tocco finale ad un libro veramente bello.

",,,Ma se i tifosi sono con il pilota, il pilota non è con i tifosi: è chiuso nel tempio.
Un tempio circondato da cancelli di tre metri, che nasconde i suoi adepti per non esporli a chissà quali sguardi o, più realisticamente, per coltivare un business dove paghi quel che vedi.
Non importa cosa.
Se vedi paghi."

oppure
"...in molti lavorano per farlo andare ma alla fine va da solo a vivere la propria avventura, inesorabilmente solo con la sua tuta, i suoi guanti, il suo casco e, sopratutto, i suoi limiti.
Non è un pazzo che rischia la vita per soldi, successo,fama: è l'unico a vivere un'emozione indescrivibile.
È il protagonista di un'esperienza irripetibile."

Il ricordo del pilota, il momento di tristezza davanti alla statua inerme di Senna, la fatica e la stanchezza di un lavoro, quello del giornalista, molte volte fatto di sacrifici e paghe ridotte.


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