Fantascienza e Fantasy: Ottobre 2008

Lockwood

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Autore: Nicole Fincato, Marco Guidara

Editore: Kimerik Edizioni

Prima edizione: 10/2008

Edizione corrente: 10/2008

EAN-ISBN: 9788860962645

Pagine: 128

Rilegatura: Carta avorio 100gr - Copertina cartoncino con plastificazione esterna lucida

Dimensioni: 15x21 cm

Prezzo di copertina: 10,00 Euro

Argomento: Fantascienza e Fantasy

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Descrizione
Un fantasy originale e surreale, un mondo immaginario vivificato da esseri "magici e fatati"che sfidano le forze della natura, una natura selvaggia e inesplorata, pur di portare a compimento la loro missione.

Il ritmo è incalzante: queste piccole creature (fate, ninfe, driadi...) hanno un importante incarico e una enorme responsabilità: salvare la loro terra, Lockwood, dalle minacce esterne, da una natura che sembra essersi ribellata a se stessa, sovvertendo l'ordine originario del pianeta.

Non sarà facile ripristinare l'equilibrio naturale, molti saranno i nemici da affrontare e combattere, molti gli amici che purtroppo, troveranno la morte lungo il cammino, ma la salvezza della propria terra è l'unica cosa che davvero conti.

La descrizione dei paesaggi e dei piccoli protagonisti, è curata nei dettagli, la prosa energica ed accurata fa sì che questa trasposizione fantastica assuma connotati umani e morali: queste creature soffrono, gioiscono, amano e lottano per affermare la propria unicità e per portare avanti gli ideali in cui credono.

Purtroppo, come spesso accade nella quotidianità, l'apparenza è ingannevole e i buoni propositi soccombono all'impatto con la dura realtà.

Non è una fiaba, non c'è un lieto fine per i nostri eroi, c'è solo l'amarezza di una Natura che deve scendere a compromessi pur di rimanere in vita, che è costretta a soccombere al nuovo equilibrio generato dalle continue e insistenti pressioni del mondo esterno.


Note biografiche
Nicole Fincato nasce a Mestre nell'aprile del 1979.

Accanita lettrice di romanzi gotici e fantasy, scrive il primo libro all'età di 14 anni ma il suo esordio nell'ambiente letterario, si ha solo nel 2007 con la pubblicazione di Inno all'abuso (Edito dalla Uni service).


Marco Guidara nasce a Genova nell'ottobre del 1982.

Laureando in Scienze psicologiche della personalità e delle reazioni interpersonali, è appassionato e ideatore di ambientazioni fantastiche, giochi di ruolo e di strategia.

Si sono conosciuti alla facoltà di psicologia di Padova e i loro comuni interessi, li hanno portati ad una prolifica produzione di trame e racconti.

Lockwood rappresenta la loro prima pubblicazione.


Estratto
Enki era nuovamente sgattaiolato fuori dalla colonia per aggirarsi sulla superficie.

Mancava poco al tramonto anche se su Lockwood il buio non scendeva mai completamente; durante la notte, quando il più piccolo e luminoso dei due soli lasciava il cielo, una tenue luce rossastra colorava la foresta.

Quello era il momento migliore per uscire allo scoperto ed aggirarsi furtivo fra le fronde senza che la luce accecante del giorno, gli ferisse gli occhi.

Enki apparteneva alla razza degli Elfi e viveva sottoterra perciò era abituato all'oscurità nella quale si sentiva perfettamente a suo agio.

Il suo aspetto era feroce, aveva lucidi e profondissimi occhi interamente neri, lunghi capelli intrecciati dello stesso colore e scaglie argentate che gli decoravano la pelle grigio azzurra.

Indossava un corto gonnellino fatto di sottili scaglie metalliche e portava una spada che lo identificava come appartenente alla casta dei Guerrieri.

Mentre si muoveva guardingo fra le fronde evitando accuratamente le insidie della selva, gli parve di vedere un luccichio fra gli alberi.

Si acquattò fra i cespugli e rimase immobile, in attesa, scrutando la vegetazione davanti a sé finché non fu certo che il pericolo, di qualunque cosa si fosse trattato, fosse svanito e solo allora si azzardò a muoversi restando carponi sul terreno muschioso.

Girò lentamente attorno al tronco di un enorme albero nodoso poi improvvisamente qualcosa lo colpì.

Enki si gettò a terra, rotolò sull'erba nuovamente al riparo dell'albero per allontanarsi dal pericolo ed avere così il tempo di impugnare la spada.

Scattò in piedi e rimase attonito a guardare la figuretta colorata che galleggiava a mezz'aria: si era scontrato con una fata dei boschi.

La fata era più piccola della sua mano, aveva capelli azzurri, occhi verdi luminosissimi ed un vestitino fatto di petali e foglie intrecciate.

Le sue ali avevano tutte le sfumature dell'azzurro, dal blu intenso, al verde, passando per il turchese ed i colori parevano muoversi e vibrare fin quasi a mescolarsi fra loro.

Non era certo la prima volta che Enki vedeva una fata, le aveva guardate spesso svolazzare fra i fiori o aggirarsi fra i rami quando durante il suo turno usciva con la squadra a raccogliere cibo, ma non ne aveva mai osservata una così da vicino.

Solitamente quegli esserini colorati avevano timore della sua gente e fuggivano non appena ci si avvicinava loro; questa invece non sembrava avere alcuna paura di lui, anzi gli sorrideva.

Enki tese la mano lentamente perché la fata vi si posasse e lei, dopo averci pensato un attimo, atterrò dolcemente sul suo palmo.

"Sono Ryll" disse con una vocetta squillante, poi aggiunse "Dove andavi così di soppiatto?"

"Mi chiamo Enki" rispose l'elfo "Stavo andando alla pozza a vedere le acquatiche..." poi arrossì e la sua pelle assunse un colore violetto che fece ridere la fata.

"Mi era sembrato di vedere qualcosa di strano fra i rami" riprese "per questo mi ero acquattato e non ti ho visto arrivare..."

"Cos'hai visto?" chiese Ryll allarmata facendosi improvvisamente molto seria, ma durò solo un istante, poi tornò a sorridere non appena Enki rispose che non lo sapeva, che forse si era ingannato.

"Ti accompagno alla pozza" disse la fata.

Insieme proseguirono fra la vegetazione fino ad un'ampia radura dove sovrastato da rocce tondeggianti e circondato da un tappeto di muschio odoroso, si trovava il laghetto.

Era lo stesso laghetto dove la colonia di Enki andava a procurarsi l'acqua ma gli elfi si muovevano di notte e quasi sempre in gruppo cosicché le ninfe, anche qualora non fossero state addormentate si sarebbero nascoste al loro arrivo.

Enki si celò dietro un cespuglio, chiuse la mano a sei dita intorno alla fata senza tuttavia stringere troppo perché svolazzando non rivelasse la loro posizione.

Ryll protestò debolmente ed Enki si portò un dito alle labbra per indicarle di fare silenzio, poi se la posò su una spalla.

La fata ripiegò le ali ed appoggiò entrambe le mani sulle scaglie d'argento.

Sembravano petali di fiori metallici, erano coriacee eppure flessibili e così lucide che Ryll poteva vederci il proprio riflesso.

Osservò meglio il suo nuovo amico mentre costui era impegnato a guardare le ninfe.

Una fila di placchette metalliche era disposta sopra le sue spalle, altre gli decoravano il petto ed il centro della schiena come una sottile corazza che proteggeva la colonna vertebrale.

File di scaglie erano disposte sopra le nocche, sul dorso delle mani, lungo i piedi e sul viso dove formavano un arco sottile sotto gli occhi, lì dove iniziavano le guance.

Davanti a loro, inginocchiata sulla riva del lago, stava un'unica ninfa con i lunghi capelli biondi che le spiovevano tutto intorno.

Contemplava l'acqua sotto di sé, come se fissasse la propria immagine, voltando loro le spalle.

La ninfa rimase immobile per parecchio tempo poi improvvisamente si lasciò sfuggire un gemito e rabbrividì come per un'improvvisa folata di vento benché l'aria fosse calda e ferma.

Un attimo dopo si lasciò scivolare nell'acqua e scomparve alla vista.

Ryll ed Enki attesero ma la ninfa non ricomparve.

"Ho una brutta sensazione" disse Ryll dopo un po'.


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