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Autore: Giovanni Giovannini
Editore: Edizioni Remo Sandron
Prima edizione: --/1965
Edizione corrente: --/2000
EAN-ISBN: 9788886204217
Pagine: 352
Rilegatura: brossura
Dimensioni: 14,5x20,5 cm
Prezzo di copertina: 13,50 Euro
Il libro si può acquistare on-line solo sul sito dell'editore www.sandron.it
Descrizione
Compendio di storia della filosofia da Kant all'esistenzialismo, sia ateo sia religioso.
L'esposizione, particolarmente chiara ed efficace, aiuta a comprendere una disciplina che per il suo rigore logico e linguistico è per tradizione piuttosto impegnativa per gli studenti.
La trattazione è organizzata per gruppi di domande e risposte, presentate secondo una successione logica che aiuta a penetrare il pensiero di ogni filosofo nel suo svolgimento organico e a verificarne l'interna coerenza.
Le risposte sono completate da numerosi passi tratti dalle opere dei filosofi: un modo per favorire la conoscenza diretta del pensiero degli autori.
La visione di ogni filosofo è ulteriormente chiarita attraverso vari Confronti con i pensatori e le scuole precedenti, che costituiscono anche occasioni di riflessione sui vari problemi filosofici e sulle soluzioni proposte nel corso della storia del pensiero.
Il volume è destinato agli studenti dell'ultimo anno delle Scuole superiori, ma è una valida guida anche per esami universitari, test, concorsi e per chiunque sia interessato allo studio della filosofia contemporanea.
Indice
Capitolo I - Il Criticismo kantiano
Preliminari: Criticismo - Razionalismo - Empirismo - Rivoluzione copernicana
I tre gradi della conoscenza (Critica della Ragion Pura)
La moralità (Critica della Ragion Pratica)
La finalità della natura e la finalità del bello (Critica del Giudizio)
Confronti
Capitolo II - L'idealismo post-kantiano
L'Idealismo post-kantiano
L'Idealismo etico soggettivo di Giovanni Amedeo Fichte
Confronti
L'Idealismo estetico oggettivo di Federico Guglielmo Schelling
Confronti
L'Idealismo logico di Giorgio Hegel
Confronti
Capitolo III - L'opposizione all'idealismo
L'opposizione all'Idealismo
L'opposizione realistica di Federico Herbart
Confronti
L'opposizione volontaristica di Arturo Schopenhauer
Confronti
La sinistra hegeliana: l'umanismo integrale di Ludovico Feuerbach
Confronti
La sinistra hegeliana: il materialismo storico e il socialismo scientifico di Carlo Marxe di Federico Engels
Confronti
Capitolo IV - Il Risorgimento italiano
Il Risorgimento italiano
La filosofia dell'esperienza di Pasquale Galluppi
Confronti
La filosofia dell'essere ideale di Antonio Rosmini
Confronti
L'ontologismo di Vincenzo Gioberti
Confronti
Capitolo V - Il Positivismo
Il Positivismo
Il sociologismo di Augusto Comte
Confronti
L'utilitarismo di Geremia Bentham
Confronti
L'associazione di Giovanni Stuart Mill
Confronti
L'evoluzionismo di Erberto Spencer
Confronti
Il ritmo indistinto-distinto di Roberto Ardigò
Confronti
Capitolo VI - La reazione al Positivismo: Spiritualismo francese e trasmutazione dei valori di Nietzsche
La reazione al Positivismo: Spiritualismo francese
Il contingentismo di Emilio Boutroux
Confronti
L'intuizionismo di Enrico Bergson
Confronti
Il volontarismo di Maurizio Blondel
Confronti
L'oltreuomo di Federico Nietzsche
Confronti
Capitolo VII - Il Pragmatismo
Il Pragmatismo
Il migliorismo di Guglielmo James
Confronti
Lo strumentalismo di Giovanni Dewey
Confronti
Capitolo VIII - Il Neo-Idealismo italiano
Lo storicismo di Benedetto Croce
Confronti
L'attualismo di Giovanni Gentile
Confronti
Capitolo IX - Gli orientamenti ed i problemi del pensiero contemporaneo
Gli orientamenti ed i problemi del pensiero contemporaneo
La fenomenologia di Edmondo Husserl
Confronti
L'esistenzialismo
La vita religiosa di Severino Kierkegaard
Confronti
Il nulla di Martino Heidegger
Confronti
La trascendenza di Carlo Jaspers
Confronti
La nausea di Gian Paolo Sartre
Confronti
L'empirismo mistico di Gabriele Marcel
Confronti
Il movimento Neoscolastico
Lo Spiritualismo cristiano
Indice analitico
Note biografiche
Docente e poi Preside nei Licei statali, Giovanni Giovannini è un prolifico ed eclettico autore di pubblicazioni scolastiche, soprattutto per le scuole secondarie superiori.
Ha firmato grammatiche, antologie e diversi dei testi parascolastici della Sandron: Questionari e Sintesi di storia, filosofia, pedagogia.
Ha collaborato al Dizionario Sandron della lingua italiana e al Dizionario fondamentale della lingua italiana.
Umanista di vastissima cultura, sa interpretare con rara sensibilità le esigenze dei lettori più giovani riuscendo a spiegare con chiarezza ed efficacia anche gli argomenti più complessi.
Estratto
L'Idealismo logico di Giorgio Hegel
34. Quale critica Hegel rivolge a Fichte?
Hegel afferma che l'Io puro di Fichte è un infinita tendenza morale, un divenire senza termine che non trova mai appagamento, e lo paragona ad una semiretta di cui si conosce l'inizio (lo stesso Io puro) ma non la conclusione.
35. Quale critica Hegel rivolge a Schelling?
Hegel afferma che l'assoluto di Schelling, in quanto identità di natura e spirito, è unità indifferenziata, priva di determinazioni, come «notte, in cui tutte le vacche sono nere», e perciò tale da non poter spiegare la varietà del reale; e lo paragona ad un punto che è indifferente ad ogni direzione, perché in esso sono assorbite tutte le differenziazioni.
36. A che cosa paragona Hegel il proprio sistema filosofico?
Hegel paragona il proprio sistema ad un processo circolare, che raggiunge il suo termine in quella stessa realtà (il Pensiero) da cui inizia, processo in cui si ritrovano l'unità e lo sviluppo.
Contrapporre alla conoscenza distinta e compiuta una razza di sapere, per cui nell'Assoluto tutto è uno, oppure gabellare l'Assoluto per la notte nella quale, come si suol dire, tutte le vacche sono nere, tutto ciò è l'ingenuità di una conoscenza fatua.
Il vero è il divenire di se stesso, il vincolo che presuppone e ha all'inizio la propria fine come proprio scopo, e che solo mediante l'attuazione e mediante la propria fine è effettuale.
Il vero è l'intero.
Ma l'intero è soltanto l'essenza che si completa mediante il suo sviluppo. Dell'Assoluto devesi dire che esso è essenzialmente Resultato, che solo alla fine è ciò che è in verità; e proprio in ciò consiste la sua natura, nell'essere effettualità, soggetto, o svolgimento di se stesso.
(La Fenomenologia dello Spirito)
37. Qual è, secondo Hegel, il principio unico, fondamento di tutta la realtà?
Secondo Hegel principio di ogni cosa è la Ragione, o Assoluto, o Idea, da cui tutto deriva mediante determinazioni, il mondo della natura e il mondo dello spirito.
Anzi, tutte le manifestazioni del mondo materiale, vegetale, animale e umano non sono create né hanno origine o procedono da questa Ragione preesistente; è questa Ragione stessa che procede e si attua nelle singole cose le quali sono il modo con cui essa si rende visibile.
La Ragione perciò è il principio immanente di tutta la realtà, e la realtà non è che la Ragione immanente in atto e svolgimento.
La Ragione è intesa come unità che contiene tutto il reale, tutte le possibilità e distinzioni (cfr. l'essere di Parmenide), ma non è unità statica, bensì dinamica perché si attua divenendo tutti gli esseri finiti, tanto che il mondo è un momento del suo divenire (cfr. il divenire di Eraclito).
38. Che cosa significa Idea nella concezione filosofica di Hegel?
"L'Idea", da non confondersi con l'idea che è fenomeno del pensiero individuale, è la stessa esplicazione della Ragione nel suo attuarsi dalla sua posizione immediata e inconscia fino all'autocoscienza.
In altre parole, la Ragione diviene dialetticamente come Idea che si pone, si contrappone e si supera raggiungendo, con la sintesi, lo stesso punto di partenza, ma in una superiore unità armonica.
Naturalmente questo significato è ben diverso da quello attribuito da Platone alle sue idee, che sono concepite come esemplari universali ed eterni, trascendenti, perché esistenti in un mondo ben lontano dal nostro sensibile, al quale partecipano la loro essenza mediante l'intervento del Demiurgo.
Nella filosofia successiva l'idea esprime qualsiasi contenuto di coscienza; il Razionalismo parla di idee innate, che si trovano nello spirito umano fino dalla nascita e corrispondono al mondo esterno; secondo l'Empirismo invece non esistono idee innate e le idee, nel senso di semplici rappresentazioni sensibili, derivano dall'esperienza.
Secondo Kant poi le idee sono le forme a priori della ragione mediante le quali l'uomo vorrebbe costruire scientificamente la metafisica; ma ciò non è possibile per mancanza del contenuto e perciò esse sono soltanto principi regolativi (vedi 1,28).
39. Perché secondo Hegel Logica e metafisica si identificano?
La Ragione si manifesta nelle singole cose ed è principio immanente di tutta la realtà: perciò l'attuarsi della realtà non è altro che l'attuarsi del pensiero: di conseguenza la logica, che è lo svolgersi del pensiero, si identifica con la metafisica, che è l'essenza della realtà.
Le categorie non sono più, come secondo Kant, modo di pensare, ma modo di essere della realtà perché sono forme di un processo che è contemporaneamente del pensiero (logica) e dell'essere (metafisica).
La logica consiste con la metafisica, con la scienza delle cose date in pensieri, i quali pensieri perciò appunto sono stati considerati come esprimenti le essenze delle cose.
(Enciclopedia delle Scienze filosofiche)
40. Che cosa significa l'espressione hegeliana «Ciò che è razionale, è reale; ciò che è reale, è razionale»?
Questa formula significa che la Ragione (razionale) è reale perché si attua nella realtà, in forme concrete; e che tutto ciò che esiste (reale) è manifestazione concreta della Ragione.
In altre parole, nella realtà non c'è posto per qualcosa che non sia pensiero, ed ogni fatto che si manifesta ha la ragione del suo sorgere: non esiste contrasto e nemmeno differenza tra la Ragione e la realtà, e ciò che accade è giusto, è logico, è naturale che accada.
La filosofia, poiché è lo scandaglio del razionale, appunto perciò è la comprensione del presente e del reale; non la ricerca d'un al di là, che sa Dio dove dovrebbe essere, o del quale, nel fatto, si sa ben dire dov'è, cioè nell'errore di un unilaterale, vuoto raziocinamento.
Ciò che è razionale è reale; e ciò che è reale è razionale.
(Filosofia del Diritto)
41. Perché la concezione di Hegel è ottimistica?
L'ottimismo della concezione di Hegel è la conseguenza della identità di Pensiero (logica) ed Essere (metafisica); tutta la realtà, infatti è manifestazione della Ragione ed è penetrata dalla Ragione.
Perciò tutto ciò che accade è razionale ed è bene che accada: l'essere e il dover essere coincidono e tutto è positivo, tutto è bene perché il male (l'irrazionale) non esiste.
La Ragione passa da un bene inferiore ad uno superiore e solo in questo senso il bene inferiore potrebbe essere considerato male; ma, d'altra parte, esso non ha realtà ed è provvisorio perché assorbito nel bene superiore.
42. Che cos'è la dialettica?
È il processo attraverso il quale si attua la Ragione.
Tale processo o sviluppo è triadico, cioè costituito di tre momenti: tesi (affermazione), antitesi (contrapposizione), sintesi (superamento del contrasto e unificazione dei due opposti in una determinazione superiore), in cui i primi due, presi isolatamente, sono astratti e si completano solo nella loro fusione, nella loro sintesi (terzo momento), con la quale si raggiunge una realtà superiore.
E ogni sintesi è provvisoria: perciò essa diventa tesi di un successivo processo triadico, in un ritmo eterno, che di volta in volta concretizza una sempre più completa unità con un ascendere costante fino a che, in una sintesi suprema, la Ragione raggiunge la piena autocoscienza.
L'unico punto, per raggiungere il procedimento scientifico, è la conoscenza di questa proposizione logica, che il negativo è insieme positivo, ossia che quello che si contraddice non si risolve nello zero, nel nulla astratto, ma si risolve essenzialmente solo nella negazione del suo contenuto particolare, vale a dire che una tale negazione non è una negazione qualunque, ma la negazione di quella cosa determinata che si risolve ed è perciò negazione determinata.
Cotesta negazione è un nuovo concetto, ma un concetto che è superiore e più ricco che non il precedente.
Essa è infatti divenuta più ricca di quel tanto ch'è costituito dalla negazione, o dall'opposto di quel concetto.
Contiene dunque il concetto precedente, ma contiene anche di più, ed è l'unità di quel concetto e del suo opposto.
(Scienza della Logica)
43. Perché la logica di Hegel è diversa dalla logica aristotelica?
Questo sviluppo della Ragione implica dunque la coincidenza degli opposti, già affermata da Eraclito, Cusano, Bruno, per cui ogni essere è come il punto di coincidenza fra il non essere più e il non essere ancora.
Ad esempio, il nostro io è nel suo momento presente, ma conserva ciò che è stato e non è più (il proprio passato) ed ha in sé ciò che non è ancora (il proprio avvenire).
In questo modo Hegel rifiuta la logica aristotelica fondata sul principio di identità (A = A) e di non contraddizione (A non = non-A) perché la realtà è divenire e quindi A implica il non-A, cioè il suo opposto, in una sintesi superiore in cui entrambi sono unificati.
Il divenire della Ragione si identifica col divenire del Reale (per la identità di logica e metafisica) per cui Hegel può parlare di logica del concreto in contrapposizione alla logica dell'astratto affermata da Aristotele.
La logica di Aristotele è astratta perché astrae dal contenuto e quindi, inevitabilmente, è distaccata dalla vita; la logica di Hegel invece è concreta perché è coscienza della realtà nel suo perenne divenire.
44. Quali sono i tre momenti attraverso i quali la Ragione diviene?
La Ragione si attua, nel suo divenire, in Idea (tesi), Natura (antitesi), Spirito (sintesi), tre momenti che sono fuori del tempo e non hanno perciò successione cronologica, ma soltanto logica, perché sono immanenti alla stessa Ragione e tali rimangono.
a) L'Idea è l'Idea in sé nella sua indeterminatezza, contenente virtualmente in sé ogni realtà, prima che si manifesti come fatto; quindi rappresenta la pensabilità del reale ed è puro pensiero che per attuarsi deve esteriorizzarsi, uscire fuori di sé facendosi Natura.
L'Idea è oggetto della logica.
b) La Natura, o Idea fuori di sé, è l'esteriorizzarsi dell'Idea, che si distende nello spazio e nel tempo e si concretizza nei vari esseri, e che da semplice possibilità diventa realtà.
La Natura è in antitesi con l'Idea, perché essa è l'Idea che, uscendo fuori di sé, diventa altro da sé, contrapponendosi a se stessa e, mentre l'Idea rappresenta l'essere, la Natura è il non-essere.
La Natura è oggetto della Filosofia della Natura.
c) Lo Spirito, o Idea che ritorna in sé, è la sintesi in cui l'Idea si riconosce nella Natura, che considera come suo sviluppo e diventa così consapevole di se stessa attuando il suo divenire, in cui si conciliano l'essere della tesi e il non-essere dell'antitesi.
Lo Spirito è oggetto della Filosofia dello Spirito.
La scienza si divide in tre parti:
1ª La logica, scienza dell'Idea in e per se stessa.
2ª La Filosofia della Natura come scienza dell'Idea nel suo essere altro.
3ª La Filosofia dello Spirito, come idea la quale ritorna in sé fuori del suo essere altro.
Le distinzioni delle scienze filosofiche particolari sono soltanto le determinazioni dell'Idea stessa ed è questa soltanto che si rappresenta negli elementi distinti.
Nella Natura non vi è un altro dall'Idea, che venga conosciuto; essa è l'Idea nella forma della sua alienazione, così come nello Spirito vi è l'Idea stessa in quanto è per sé e diviene in sé e per sé.
Una qualsiasi di queste determinazioni, nelle quali l'Idea appare, è un momento di transizione; perciò la singola scienza deve tanto riconoscere il suo contenuto come oggetto esistente, quanto riconoscere in esso il suo passaggio in un cerchio più alto.
(Enciclopedia delle Scienze filosofiche)
45. Qual è la triade fondamentale della Natura?
La triade fondamentale attraverso la quale la Natura si attua è costituita da Meccanica (tesi), Fisica (antitesi), Organica (sintesi).
a) La Meccanica, che è la Natura in sé, considera la natura nella sua esteriorità, come massa informe e inanimata, regolata solo da rapporti quantitativi.
b) La Fisica, che è la Natura per sé, considera le proprietà dei corpi sotto l'aspetto qualitativo.
c) L'Organica, che è la Natura in sé e per sé, riunisce la materia, propria della meccanica, e le qualità, proprie della fisica, in organismo vivente nel quale si passa dal mondo naturale a quello spirituale e si ha la prima affermazione della libertà.
46. Quali sono i tre momenti dello Spirito?
I momenti attraverso i quali si esprime lo Spirito sono lo Spirito soggettivo (tesi), lo Spirito oggettivo (antitesi) e lo Spirito assoluto (sintesi).
a) Lo Spirito soggettivo è lo spirito individuale, finito e limitato (cfr. l io empirico di Fichte).
b) Lo Spirito oggettivo è lo spirito individuale in relazione ad altri spiriti individuali, da cui deriva la vita in comune che comporta limitazione della propria libertà.
c) Lo Spirito assoluto è lo spirito infinito e libero (absolutus, sciolto da ogni limite) che riassume in sé ogni realtà concreta.
In esso soggettivo e oggettivo si riuniscono consapevolmente, assumendo la legge universale come propria legge costitutiva e come principio del proprio operare nella libertà.
Il concetto dello Spirito ha la sua realtà nello Spirito.
Che questa realtà consista nella identità con quel concetto come sapere dell'Idea assoluta, è cosa che implica necessariamente che l'intelligenza libera in sé sia liberata nella sua realtà e portata a quel concetto, per essere la forma degna di esso.
Lo Spirito soggettivo e lo Spirito oggettivo debbono essere considerati come la via attraverso la quale si va formando questo aspetto della realtà.
Lo Spirito assoluto è identità eternamente in sé ed in sé ritornante e ritornata; è la sostanza una ed universale in quanto spirituale.
(Enciclopedia delle Scienze filosofiche)
47. Qual è la triade fondamentale dello Spirito soggettivo?
La triade fondamentale attraverso la quale lo Spirito soggettivo si attua è Antropologia (tesi), Fenomenologia (antitesi), Psicologia (sintesi).
a) L'Antropologia considera l'individuo costituito di corpo ed anima e capace di conoscere e di sentire.
b) La Fenomenologia considera l'individuo che giunge a riflettere su se stesso divenendo consapevole della propria universalità in quanto manifestazione della Ragione.
c) La Psicologia considera l'individuo come soggetto che sa e vuole essere libero e che tende ad attuare questa libertà attraverso il conoscere e l agire.
48. Qual è la triade dello Spirito oggettivo?
Lo Spirito oggettivo, per conciliare la libertà individuale dei singoli io, si dialettizza in Diritto (tesi), Moralità (antitesi), Eticità (sintesi).
a) Il Diritto è il complesso delle norme che regolano i rapporti tra gli individui assicurando ad ognuno la libertà entro i limiti in cui tale libertà non violi la libertà degli altri.
Queste norme concrete sono imposte e quindi conducono soltanto alla legalità senza implicare l'intima adesione della coscienza.
b) La Moralità implica l'interiorizzazione della legge universale e la subordinazione volontaria della volontà al dovere e quindi, come tale, si presenta in antitesi al Diritto.
Ma la Moralità non assegna un fine specifico all'azione e non dice quale sia il dovere degli uomini e che cosa essi debbano fare; in altre parole, essa è priva di contenuto concreto.
c) L'Eticità concilia il Diritto e la Moralità perché promuove l'obbedienza alle leggi dello Stato (concretezza) in modo tale che esse non vengano considerate come un obbligo imposto dall'esterno, ma vengano consapevolmente accettate in quanto corrispondenti all'intima spiritualità (interiorizzazione).
Il bene, che qui è il fine universale, deve non restare semplicemente nel mio interno, ma anche realizzarsi.
La volontà soggettiva, cioè, esige che il suo interno, ossia il suo fine, consegua esistenza interna, che, quindi, il bene debba essere compiuto nell'esistenza esterna.
La moralità e il momento precedente del diritto sono due astrazioni, la cui verità è solamente l'eticità.
(Filosofia del Diritto)
49. In quale triade si attua l'Eticità?
L'Eticità si concretizza attraverso la triade delle tre fondamentali istituzioni: Famiglia (tesi), Società civile (antitesi), Stato (sintesi).
a) La Famiglia è costituita da vari individui che, oltre ad essere uniti da legami di sangue, cioè istintivi e naturali, sono legati spiritualmente da reciproco amore al di là di ogni forma di egoismo.
b) La Società civile è costituita da un insieme di famiglie distinte in classi sociali e in gruppi secondo attività e interessi.
Essa, che costituisce la collettività, si presenta in forma antitetica alla Famiglia, che rappresenta invece l'individualità.
c) Lo Stato è la sintesi di Famiglia e Società, perché rappresenta la volontà universale che riassume e dà valore alle singole volontà individuali.
Esso è individualità rispetto agli altri Stati ed è collettività rispetto ai cittadini.
Lo Stato è l'incarnazione della Ragione e in esso, perciò, i singoli individui attuano la loro vera libertà, identificando i loro fini particolari con lo Spirito universale.
Lo Stato è lo spirito nel quale ha luogo la prodigiosa unione dell'autonomia della individualità e della sostanzialità universale.
Il diritto dello Stato è, quindi, più alto degli altri gradi: è la libertà nella sua concreta formazione, la quale cede, ancora, soltanto alla suprema assoluta verità dello Spirito universale.
Lo Stato, in quanto è la realtà della volontà sostanziale, è il razionale in sé e per sé.
Quest'unità sostanziale è fine a se stessa, assoluto, immoto, nel quale la libertà giunge al suo diritto supremo, così come questo scopo finale ha il più alto diritto, di fronte ai singoli, il cui dovere supremo è di essere componenti dello Stato.
(Filosofia del Diritto)
50. Come concepisce Hegel la Storia?
La Storia è lo svolgimento di tutti gli Stati, in ciascuno dei quali si incarna la Ragione.
Ognuno di essi lotta contro gli altri per conservare la propria indipendenza: in tal modo la guerra è giustificata come mezzo di civiltà e di progresso.
Con la guerra si attua la storia del mondo che è sviluppo e affermazione sempre più larga e completa della Ragione.
Ogni conflitto di popoli e di Stati si conclude col trionfo del più forte, con la vittoria di quello che più e meglio incarna la Ragione e che diventa il popolo eletto, il popolo guida.
Ma quando la sua energia spirituale è esaurita, esso sparisce dalle scene della storia consegnando la fiaccola del progresso ad un altro popolo più giovane che, nel suo fervore di affermazione, esprime meglio la Ragione.
Naturalmente Hegel vede nel popolo germanico il popolo perfetto, destinato ad avere il predominio sugli altri, quale successore ed erede della civiltà orientale, greca e romana.
E questo il nazionalismo di Hegel che si ricollega col pangermanesimo di Fichte.
L'unica idea ch'essa porti con sé, è la semplice idea della Ragione, che cioè la Ragione domina il mondo, che dunque anche nella storia universale le cose sono andate razionalmente.
Questo convincimento e riconoscimento è un presupposto, in riguardo alla storia come tale.
Il razionale è ciò che è in sé e per sé, ciò da cui ogni cosa attinge il suo valore.
Dà a se stesso forme svariate; in nessuna si presenta più chiaramente come fine, che in quella onde lo spirito esplica e manifesta se stesso nelle molteplici forme che chiamiamo popoli.
Si deve portare nello studio della storia la credenza e l'idea che il mondo del volere non è in balia del caso, che nelle vicende dei popoli un fine ultimo è sovrano, che nella storia universale c'è la Ragione, non la ragione di un singolo soggetto, ma la Ragione divina assoluta.
(Lezioni di Filosofia della Storia)
51. Che cos'è l'astuzia della Ragione?
E il procedere della Ragione che attua i suoi fini universali.
Gli individui, specialmente quelli eccezionali, ed i popoli lottano, contendono fra loro, illudendosi di agire per mire e interessi particolari, ma essi sono strumento della Ragione, e le loro passioni, spesso ambiziose, servono, senza che essi se ne rendano conto, ad attuare fini che trascendono i loro scopi contingenti.
Naturalmente, secondo questa concezione, l'autonomia e il valore dell'individuo sono annullati e l'ottimismo generale del sistema (vedi 11,41) mal si concilia con questa netta svalutazione della personalità umana.
52. Qual è la triade dello Spirito assoluto?
Lo Spirito assoluto tende a raggiungere la sua piena autocoscienza nelle forme dell'Arte (tesi), della Religione (antitesi) e della Filosofia (sintesi).
a) Nell'Arte lo Spirito Assoluto (infinito) si rende visibile nel finito, rappresentandosi e contemplandosi in una forma particolare e sensibile.
La forma di questo sapere è, in quanto immediata da una parte, un dirompersi di un opera di esistenza esterna e comune, nel soggetto che produce l'opera e in quello che la contempla e l'adora; dall'altra parte, essa è l'intuizione concreta e la rappresentazione dello Spirito assoluto in sé come dell'ideale.
(Enciclopedia delle Scienze filosofiche)
b) Nella Religione lo Spirito assoluto si rivela a se stesso mediante la rappresentazione dei suoi attributi.
Secondo Hegel la religione assoluta è il Cristianesimo, perché nella Trinità divina si ritrovano i tre momenti dialettici dell'Idea: Idea in sé (Padre), Idea fuori di sé (Figlio), Idea che ritorna in sé (Spirito Santo).
L'arte bella ha il suo futuro nella Religione vera.
Il contenuto limitato dell'idea trapassa in sé e per sé nella universalità, che è identica con la forma infinita; l'intuizione, il sapere immediato, legato alla sensibilità trapassa nel sapere che si media in sé, in un esistenza, che è essa stessa il sapere, nella Rivelazione.
Nel concetto della vera Religione è riposto essenzialmente che essa sia rivelata, e cioè rivelata da Dio.
(Enciclopedia delle Scienze filosofiche)
c) Nella Filosofia vengono superati i due momenti astratti di Arte e Religione.
In questa sintesi lo Spirito assoluto non si contempla nelle forme sensibili, o si rivela a se stesso nelle rappresentazioni, ma prende coscienza di sé come Ragione universale e si pensa come Pensiero logico e dialettico, libero da ogni limitazione.
Questa scienza è come tale l'unità dell'Arte e della Religione.
L'Arte, che ha per forma l'intuizione estrinseca e perciò la produzione soggettiva e la disgregazione del contenuto sostanziale in molte forme indipendenti, si raccoglie nella totalità della Religione; e questa, della quale è propria una rappresentazione che procede disgiungendo e mediante ciò che ha disgiunto, non solo viene connessa in un tutto nella Filosofia, ma anche viene in essa unificata in una semplice intuizione spirituale e con ciò elevata al pensiero autocosciente.
Questo sapere è perciò il concetto e questo concetto è l'Idea che pensa se stessa, la verità che sa, la logicità nel senso che essa è l'universalità inverata nel contenuto concreto come nella sua realtà.
(Enciclopedia delle Scienze filosofiche)
53. Perché il sistema filosofico di Hegel si chiama Idealismo logico o panlogismo?
Il sistema di Hegel si chiama Idealismo logico o panlogismo (da pan = tutto e logos = pensiero) perché è una dottrina secondo la quale tutta la realtà è pensiero, ossia Ragione.
Infatti la Ragione dialetticamente si determina e diventa tutti gli esseri finiti manifestandosi come mondo materiale, vegetale, animale e umano: perciò la Ragione è il principio immanente di tutto il reale che, necessariamente, è espressione di essa (vedi 11,37).
54. Perché, secondo Hegel, la filosofia si identifica con la storia della filosofia?
Con la Filosofia (la sintesi dello Spirito assoluto) la Ragione acquista piena coscienza di sé, e quindi della sua storia attuata mediante il suo sviluppo dialettico.
Tale processo dialettico, che si e manifestato attraverso i vari sistemi filosofici succedutisi nel tempo, è la storia della filosofia.
Perciò la filosofia (il pensarsi cosciente della Ragione) si identifica con la storia della filosofia (lo sviluppo dialettico della Ragione).
55. Come si potrebbe definire l'Idealismo logico di Hegel?
L'Idealismo di Hegel si potrebbe definire come: a) monismo immanentistico (una sola realtà, la Ragione, che si fa, diventa le singole cose); b) razionalismo universale (tutto il reale è manifestazione della Ragione e quindi è razionalità in atto con assoluta esclusione dell'irrazionale); c) spiritualismo (la Ragione è attività pensante, spirituale: di conseguenza, tutte le cose, manifestazioni di tale Ragione, sono spirituali).
Confronti
Con Platone
Secondo Platone la dialettica è salire attraverso i vari gradi della conoscenza fino ai principi della verità, cioè alle idee; secondo Hegel invece la dialettica è lo sviluppo della Ragione mediante il ritmo triadico.
Con Aristotele
1) Secondo Aristotele Pensiero e Realtà sono nettamente separati e distinti; secondo Hegel invece Pensiero e Realtà si identificano (identità di logica e metafisica).
2) La logica di Aristotele si avvale del principio di identità e di non contraddizione; quella di Hegel invece è coincidenza degli opposti (la sintesi concilia la tesi e l'antitesi).
3) La logica di Aristotele è la logica dell'astratto perché astrae dal contenuto e quindi è distaccata dalla vita; quella di Hegel invece è la logica del concreto perché la Ragione si identifica col Reale (per la identità di logica e metafisica).
Con Eraclito, Cusano, Bruno
Il principio della coincidenza degli opposti già affermato da Eraclito, Cusano e Bruno si ritrova nella dialettica hegeliana.
Con Spinoza
La concezione monistica di Spinoza ammette la realtà contenuta in Dio (panteismo); quella monistica di Hegel ammette la Ragione immanente nella realtà (panlogismo).
Con l'Illuminismo
L'illuminismo rinnega la storia ed afferma il cosmopolitismo (gli uomini sono cittadini dell'unica patria, che è il mondo al di sopra di tutte le distinzioni di stirpe e di civiltà); Hegel invece rivendica il valore della storia e della nazionalità.
Con Kant
1) Kant afferma la separazione fra fenomeno e noumeno; Hegel supera tale dualismo nell'unità di Pensiero ed Essere.
2) Secondo Kant nelle antinomie della dialettica trascendentale tesi e antitesi si escludono reciprocamente; secondo la dialettica hegeliana tesi e antitesi si conciliano nella sintesi.
3) Secondo Kant la dialettica è l'attività sofistica della ragione: nella sua pretesa di conoscere la metafisica; secondo Hegel la dialettica è lo sviluppo della Ragione nel suo attuarsi mediante tesi, antitesi e sintesi.
4) La morale di Kant è formale perché è fondata esclusivamente sul dovere senza che sia indicato il contenuto dell'azione; secondo Hegel invece l'etica indica anche il contenuto dell'azione: l'obbedienza alle leggi dello Stato, che rappresenta il bene concreto da conseguire.
Con Fichte
Lo sviluppo dialettico dell'Io, secondo Fichte, è un divenire senza termine che non si conclude mai (semiretta); il processo dialettico della Ragione di Hegel è invece circolare, perché raggiunge il suo termine in quella stessa realtà (il Pensiero) da cui inizia.
Con Schelling
L'assoluto di Schelling, in quanto unità indifferenziata di natura e spirito, è privo di determinazioni e non può spiegare la varietà del reale; invece la Ragione di Hegel si determina nella realtà che assume il carattere ben definito di razionalità.
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Autore: Renzo Sicco, Fabio Arrivas
Editore: Edizioni Angolo Manzoni
Prima edizione: 09/2008
Edizione corrente: 09/2008
EAN-ISBN: 9788862040334
Pagine: 160
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 15x21 cm
Formato: Testo a grandi caratteri, pubblicato in corpo 16. Stampa "Double face/Due libri in uno"; un titolo da una faccia e, rivoltando il volume, uno dall'altra.
Prezzo di copertina: 11,00 Euro
Argomento: Libri per Bambini e Ragazzi, Musica, Cinema e Teatro, Consultazione
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Descrizione
Prima Faccia: La Costituzione in dieci colori
Il testo dello spettacolo di Assemblea Teatro La Costituzione in dieci colori, di Renzo Sicco e Fabio Arrivas .
Il palco del teatro come ponte ideale tra istituzioni e giovani cittadini: ragazzi e insegnanti, attori e rappresentanti delle istituzioni, insieme a parlare della Repubblica, della Costituzione, a formare una comunità condivisa.
Da qui ha inizio il nostro viaggio!
Assemblea Teatro, Teatro Stabile di Innovazione, ha raccolto l' invito del Comitato Resistenza e Costituzione e ha pensato a dieci colori, a dieci colpi di pennello per disegnare le tracce fondamentali, gli articoli che aprono la Carta.
I dieci colori parlano attraverso la voce di un ragazzo scanzonato, brillante, divertente come spesso accade a quell'età, ma altresì distratto negli studi, più attento al calcio e alla musica.
Si confronta con la madre che, non solo lo invita studiare, ma lo aiuta ad entrare nelle parole della Costituzione, nei suoi, ancora vivi, colori.
Seconda Faccia: La Costituzione della Repubblica italiana
Il testo completo della Costituzione con una nota introduttiva di Livio Pepino.
La Costituzione italiana: carta fondamentale di assoluta attualità e non fossile giuridico come alcuni vorrebbero
Si vuole raccontare ai ragazzi come la Costituzione sia uno strumento con cui si costituisce un progetto di vita in comune, sotto forma di patto tra tutte le forze in campo.
La Costituzione stabilisce come si decide insieme, sulla base di quali regole.
Essa rappresenta limiti e confini delle possibilità; indica vie e strade per percorrerle.
Dieci colori vogliono, a 60 anni da un momento fondamentale per noi italiani, lucidare quelle parole che ancora, come una lampada di Aladino, offrono indicazioni e coraggio di andare avanti facendo diventare realtà quotidiana articoli che sono patrimonio culturale e politico della Nazione.
La Costituzione in dieci colori è dunque un modo per riflettere e ripensare la storia di questi sessant'anni, ed è al tempo stesso un abc dei valori vitali della Repubblica.
Note biografiche
Non basta certo dire che Renzo Sicco è regista e autore, non solo teatrale.
Da trent'anni (1977) è in Assemblea Teatro.
Dal 1989 la dirige.
L'ha portata all'estero, prima in Europa poi oltre Oceano.
Con lui Assemblea è diventata (2005) Teatro Stabile di Innovazione.
Ha scritto e allestito oltre cinquanta spettacoli.
Ha inventato "Insolito" come sigla delle sue stagioni, inteso in senso artistico e spaziale, portando prepotentemente il teatro in luoghi splendidi, misconosciuti, impensati: miniere, castelli, forti.
Instancabile lettore e amante della conversazione, ha coltivato rapporti personali e amicali con grandi della narrativa, che spesso hanno "creato" per Assemblea Teatro.
Per Edizioni Angolo Manzoni, è autore di numerosi testi teatrali, di uno dei testi di Archeologia dell'assenza (oltre che della sua versione scenica), di Radici profonde e La Costituzione in dieci colori con Fabio Arrivas; di Nato per volare; dei racconti de" I cieli su Torino" e di Sotto i cieli del mondo.
Note
La costituzione italiana, pubblicata a grandi caratteri è finalmente leggibile da tutti, perché tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni
Senza se, senza ma, senza barriere.
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Dal neoclassicismo ai nostri giorni
Autore: Odoardo Piscini
Editore: Edizioni Remo Sandron
Prima edizione: 03/2002
Edizione corrente: 03/2002
EAN-ISBN: 9788886204163
Pagine: 288
Rilegatura: brossura
Dimensioni: 14,5x20,5 cm
Prezzo di copertina: 13,50 Euro
Argomento: Consultazione, Letteratura
Il libro si può acquistare on-line solo sul sito dell'editore www.sandron.it
Descrizione
Il libro contiene un profilo didattico della letteratura italiana dell'Ottocento e del Novecento, dalla poetica neoclassica ai poeti e narratori del secondo Novecento; la trattazione è articolata in domande e risposte molto sintetiche, con evidenziatura in neretto dei passaggi essenziali, ed è integrata da una serie di complementi, anch'essi molto rapidi, che consentono un buon livello di approfondimento in varie direzioni.
Vari box contengono brevi espansioni della trattazione: schede su altri autori italiani o stranieri, su argomenti letterari, filosofici o linguistici; di ogni autore è proposta una essenziale nota bibliografica; molti brani di illustri critici completano le risposte; di varie opere sono riassunti la trama o i contenuti; sono riportate alcune strofe poetiche particolarmente significative.
Il volume è corredato da una serie di appendici.
La prima appendice illustra tutte le principali riviste letterarie e politiche italiane dei due secoli, dall'ottocentesca "L'antologia" alla tardo-novecentesca "Carte segrete".
Le altre appendici costituiscono materiali di esercitazione per le prove scritte di italiano dell'esame di maturità; in una sono raccolti esempi di analisi testuale della prima prova scritta; nella successiva si trovano esempi di test per la terza prova scritta, di tipo A, B e C; nell'ultima sono presentati alcuni percorsi di letteratura italiana, ossia tracce per tesine.
Infine il volume offre una ricca bibliografia di critica letteraria.
Una guida essenziale alla letteratura italiana contemporanea, utile a studenti superiori e universitari e a chiunque desideri orientarsi rapidamente nella materia.
Indice
Capitolo I - Il neoclassicismo
A. La poetica
B. Il neoclassicismo nelle arti
C. Il neoclassicismo in letteratura
Capitolo II - Vincenzo Monti
Capitolo III - Il romanticismo
A. La poetica e le origini
B. Il romanticismo in Italia
Capitolo IV - Ugo Foscolo
A. La vita
B. La personalità e la poetica
C. Le ultime lettere di Jacopo Ortis
D. I sonetti e le odi
E. Dei Sepolcri
F. Le Grazie
G. Il Foscolo critico e didimeo
Capitolo V - Giacomo Leopardi
A. La vita
B. Il pensiero e la poetica
C. Le canzoni e i primi idilli
D. Le Operette morali
E. I grandi idilli
F. Il ciclo di Aspasia e La ginestra
Capitolo VI - Alessandro Manzoni
A. La vita
B. La personalità e la poetica
C. Gli Inni sacri
D. Le tragedie e le odi
E. I Promessi Sposi
Capitolo VII - Letteratura risorgimentale e tardo-romantica
A. La letteratura romantico-risorgimentale
B. Il romanzo storico
C. Ippolito Nievo
D. Il secondo romanticismo
Capitolo VIII - I poeti dialettali
A. Carlo Porta
B. Giuseppe Gioacchino Belli
C. Giuseppe Giusti
Capitolo IX - La reazione in nome del realismo
A. La scapigliatura
B. Giosue Carducci
Capitolo X - Il verismo
A. Le origini e la poetica
B. Giovanni Verga
C. Altri scrittori veristi
D. Grazia Deledda
Capitolo XI - Il decadentismo
A. Antonio Fogazzaro
B. Genesi e poetica
C. Giovanni Pascoli
D. Gabriele D'Annunzio
Capitolo XII - Tendenze letterarie nell'età giolittiana
A. Il crepuscolarismo
B. Il futurismo
C. Le riviste fiorentine del primo novecento
Capitolo XIII - Luigi Pirandello
A. La vita
B. La poetica
C. La narrativa
D. Il teatro
Capitolo XIV - La poetica dell'inetto
A. Italo Svevo
B. Federico Tozzi
Capitolo XV - La nuova poesia
A. Dino Campana
B. L'ermetismo
C. Giuseppe Ungaretti
D. Eugenio Montale
E. Salvatore Quasimodo
F. Umberto Saba
G. Mario Luzi
H. Attilio Bertolucci
Capitolo XVI - La nuova narrativa
A. Alberto Moravia
B. Italo Calvino
C. Vasco Pratolini
D. Cesare Pavese
E. Carlo Emilio Gadda
F. Pier Paolo Pasolini
Capitolo XVII - Il Paradiso di Dante
A. La struttura del Paradiso
B. I personaggi e gli episodi
Appendici
Le principali riviste letterarie e politiche
Riviste dell'Ottocento
Riviste del primo Novecento
Riviste fra le due guerre
Riviste ufficiali del regime fascista
Il secondo dopoguerra
Prima prova scritta: esempi di analisi testuale
Test per la terza prova scritta
Tipologia A: Trattazione sintetica di argomenti
Tipologia B: Quesiti a risposta singola
Tipologia C: Quesiti a risposta multipla
Percorsi di letteratura italiana
Nota bibliografica
Indice dei nomi
Note biografiche
Laureato in Lettere antiche a Firenze, Odoardo Piscini ha insegnato per molti anni italiano e latino nei Licei statali.
È autore, oltre che di numerosi articoli su periodici, di testi didattici per la scuola media e per i licei: antologie, raccolte di versioni latine e greche, edizioni di classici, pubblicati da vari editori.
Ha anche collaborato, in qualità di redattore, al "Dizionario Sandron della lingua italiana", edito nel 1976.
È socio del Rotary Club di Empoli, di cui è stato Presidente nell'anno rotariano 1997-1998.
Estratto
Capitolo VIII
I poeti dialettali
A. Carlo Porta (Milano, 1775-1821)
La poesia satirica
La poesia satirica trova nella prima metà dell'Ottocento un terreno particolarmente favorevole in Italia, esercitandosi, col dar voce a una folla anonima di umili e derelitti, contro le angherie e i soprusi di padroni forestieri e nostrani, contro le dominazioni straniere, la politica delle grandi potenze e le strutture arcaiche di stati minori ormai in decadenza (Granducato di Toscana, Stato pontificio).
Muovendo all'insegna di quel realismo che è sotteso ad ogni esperienza poetica aperta al confronto con la realtà storica, anziché desiderosa di astrarsi in evasioni ideali o sentimentali, essa fiorisce con caratteri assai diversi da regione a regione, trovando nel dialetto il naturale e più immediato strumento linguistico.
(C. Torchio)
1. Quali furono gli eventi principali della vita del Porta?
Nasce il 15 giugno 1775 da Giuseppe e Violante Gottieri.
Il padre è funzionario della Tesoreria austriaca, benestante anche se non ricco.
A seguito della morte della madre, entra nel 1785 in un collegio di ex-gesuiti a Monza da cui esce nel 1792.
Per necessità deve interrompere gli studi di filosofia ed impiegarsi all'Intendenza di Finanza; nel 1798-99 viene trasferito a Venezia, dove entra in contatto con la grande tradizione teatrale e comica della città, esibendosi anche come attore.
All'arrivo dei Francesi, dà le dimissioni dall'amministrazione e fino al 1804 lavora presso privati
Le sue poesie dovevano già circolare, se nel 1800 viene ammesso all'Accademia Letteraria Milanese.
Nel 1805 è di nuovo impiegato statale, nell'Amministrazione dei fondi del debito pubblico, dove resta fino al 1820.
Nel 1806 sposa la vedova Vincenzina Prevosti, da cui avrà tre figli.
Muore, probabilmente per coma uricemico (soffriva di gotta da molti anni), il 5 gennaio 1821.
Nota bibliografica
Inaffidabili e incomplete le edizioni ottocentesche.
Edizione critica di tutte le poesie , a cura di D. Isella, La Nuova Italia, Firenze 1955 (ristampata da Mondadori, Milano 1975).
Pregevole anche l edizione a cura di C. Guarisco, Feltrinelli, Milano 1964, 2 voll.
2. Quali sono le sue più importanti poesie?
La nomina del cappellan (1819 circa), è un affresco sulla decadenza delle classi aristocratiche e clericali.
Contenuto de "La nomina del cappellan"
Il cappellano privato della marchesa Paola Cambiasi, «vunna [una] di prim damazz di Lombardia», era morto di una polmonite presa nel portare a spasso la Lilla, la cagnetta maltese che, nel palazzo Cambiasi, dopo la marchesa, «l'eva [era] la bestia de maggior riguard».
A questa notizia, si precipita tutta una folla di preti affamati e male in arnese.
Tutti si ritirano però di fronte al discorso che tiene loro un «camerleccaj [cameriere] dolz come un ors», elencando le umilianti e degradanti funzioni che li aspettano.
Alla fine restano in tre, troppo sciagurati per rinunciare, e ad uno di loro la Lilla tributa grandi feste: sarà costui il prescelto: aveva in tasca «tre o quatter fett de salamm de basletta [di scarto]», ed era al loro acuto odore che la cagna faceva festa.
Ninetta del verzee (1815), è il racconto autobiografico tenuto ad un cliente da una prostituta dell'allora malfamato quartiere del Verziere.
In una stanzetta squallida, la ragazza narra, «con la sua voce rauca e il suo cinico gergo da postribolo» (N. Sapegno) la storia di come fu sedotta e poi gettata sulla strada.
La critica marxista ha visto in questi 344 versi il capolavoro portiano: questo racconto, con la sua «violenta e tormentata impudicizia», assurge ad atto di denuncia sociale contro una letteratura disinteressata alla realtà, legata ai fantasmi mitologici (Monti) o al facile sentimentalismo a sfondo virtuoso e consolatorio.
Lament del Marchionn di gamb avert (1816).
Racconta le disavventure amorose di un povero ciabattino sciancato (di gamb avert), che viene circuito da una donna attraente e perfida.
Il ciabattino Melchiorre perde letteralmente la testa per questa donna che, dopo avergli spillato tutti i soldi e averlo tradito con altri uomini, gli fa trovare «netta la ca », la casa vuota di tutto, scappando con un amante giovane.
Il tema delle disavventure, amorose o d'altro genere, ridicole o patetiche, è presente anche ne "I desgrazzi de Giovannin Bongee" (1812): il sarto Giovannin s'imbatte nella ronda che lo libera solo dopo un inutile interrogatorio; salendo le scale di casa sua, trova un soldato francese che lo schernisce a proposito di sua moglie e lo prende a pugni; alla Scala, in un altra occasione, è vittima di un'altra disavventura coniugale.
Il povero sarto, insomma, finisce per avere sempre il danno e la beffa.
"Ona preghiera".
La nobildonna Fabia Fabroni di Fabriano (in dialetto "el fabrian" è il deretano voluminoso) è malamente caduta davanti alla chiesa di S. Gelso, suscitando l'applauso sguaiato degli accattoni sul sagrato.
Ma la religiosa dama li perdona, rivolgendo a Dio una preghiera che, dietro l'apparente umiltà, è un abisso di volgarità e di arroganza: «l'aulico e artificioso sfoggio verbale della damazza svela infatti tutto lo squallore intellettuale e morale» dell'aristocrazia, «grottescamente basata da secoli sull'ipocrisia, la superstizione religiosa, la presunzione» (D. Astengo).
3. Tracciamo un profilo di questo poeta.
Di educazione illuminista, aderì presto al romanticismo, di cui colse pienamente l'esigenza realistica «e di penetrante realismo animò la sua poesia satirica, allegramente beffarda verso le ingiustizie sociali, i pregiudizi e l'egoismo dei nobili, l'ipocrisia e l'ingordigia dei preti»
(F. Desiderio).
Al contrario di quanto avviene per questi parassiti sociali, il basso popolo milanese, pur incolto e rozzo, è visto con un «senso di compatimento fraterno degli umili, temperato nella bonarietà cordiale dell'ambrosiano e del piccolo borghese»
(M. Sansone).
In quest'ottica, il dialetto è l'insostituibile strumento di una espressività immediata, essenziale, priva di schermi retorici.
Forse ingannato da tanta semplicità, Attilio Momigliano (1909) definì il Porta «un popolano di genio», giudizio corretto da Dante Isella in un più probabile «uomo di studi regolari, anche se scolasticamente non conclusi».
Rompendo l'inveterata prevenzione contro tutto ciò che non sia scritto in aulico italiano, Gianfranco Contini ha colto in questo linguaggio, apparentemente ostico e antipoetico, una grande ricchezza espressiva («raffinatezza stilistica [...] non inferiore per esempio a quella d'un Folengo»), sottolineando il gioco fantasioso e spiritoso della rima: Contini segnala ad esempio la rima poetta / tetta ne "La nomina del cappellan"; ma si potrebbe aggiungere (anche solo nella traduzione del canto V dell'inferno di Dante) pedrioron (= baratro; ma propriamente "imbuto") in rima con mincion (minchione), oppure la terna Lanzellot / biott (nudo) / pancott (pappa).
Due giudizi
La forza, la semplicità, la naturalezza, mai fredda imitazione burocratica ecco ciò che colloca così in alto le poesie in vernacolo.
La mediocrità non vi è né tollerata né tollerabile, vantaggio che questa poesia perderebbe ben presto se mai si ricreassero per essa accademia e giornali letterari.
(Stendhal, 12 dicembre 1816)
La qualità fondamentale della sua poesia è la vitalità gagliarda e comunicativa.
Leggendo quelle pagine, dove ogni cosa è chiamata col suo nome, dove non ci sono attenuazioni od eufemismi eleganti, dove tutte le scene sono ritratte con una simpatia così spregiudicata e con una così franca bonomia che "anche quando la materia è satirica" quello che colpisce non è tanto lo sdegno quanto lo spontaneo accostarsi e immedesimarsi del poeta con il suo tema, si ripensa alla tempra sanguigna, cordiale e rumorosa di Rabelais.
(A. Momigliano)
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Collana Professionale "Il Quadrifoglio"
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Autore: Autori Vari
Curatore: Giuseppe Amendola
Editore: RIREA
Prima edizione: --/1987
Edizione corrente: --/2007 (18ª edizione)
EAN-ISBN: 9788885333628
Pagine: 612
Dimensioni: 17x24 cm
Prezzo di copertina: 68,00 Euro
Argomento: Consultazione
Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione
Vince la qualità.
Due le scelte di fondo da sempre nel DNA di questo libro che oggi festeggia i suoi primi vent'anni al fianco di chi deve sostenere l'esame per Commercialista:
- aggiornarlo integralmente ogni anno
- affidarne la realizzazione a Professionisti qualificati.
Il "Temi Dottori", primo manuale del suo genere e negli anni diventato un must, seguita ad essere il testo più scelto ed imitato; vanta ben due cause per plagio vinte contro due grandi editori.
L'unico con le pratiche Sintesi Impressive dei Temi effettivamente assegnati in 37 sedi d'esame: Ancona, Camerino, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Università della Calabria, Catania, Firenze, Foggia, Genova, Lecce, Macerata, Messina, Milano (Bicocca, Bocconi, Cattolica), Modena-Reggio Emilia, Napoli (Federico II, Parthenope), Novara, Padova, Palermo, Parma, Perugia, Pescara, Pisa, Roma (Luiss,S apienza, Tor Vergata), Torino, Trento, Udine, Urbino, Venezia, Verona.
Svolgimento e commento delle tracce effettivamente estratte.
Novità commentate delle Riforme e della Normativa.
Note biografiche
Giuseppe Amendola, laureato all'Università di Roma "La Sapienza" con 110 e lode e iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma.
È titolare di uno studio in Roma di consulenza societaria, contabile e fiscale ed ha incarichi in qualità di Revisore Contabile e di Curatore Fallimentare e CTU presso il Tribunale Fallimentare di Roma, Civitavecchia e Velletri.
Esperienza decennale con particolare riferimento al contenzioso tributario e al settore "No Profit".
Per alcuni anni ha svolto l'attività di Responsabile Amministrativo presso un'azienda controllata da una società quotata alla Borsa di Milano.
Collabora da alcuni anni con una società di Revisione in qualità di consulente esterno.
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...revisione aziendale nel senso più ampio di "scienza del valore"...
Autore: Giuseppe Previti Flesca
Editore: RIREA
Prima edizione: 05/2008
Edizione corrente: 05/2008
EAN-ISBN: 9788885333833
Pagine: 560
Prezzo di copertina: 70,00 Euro
Descrizione
L'attribuzione di valore ai beni economici impegna da sempre sia gli ingegneri che gli economisti.
Spesso però le competenze proprie di dette categorie non risultano sufficientemente integrate.
Occorre perciò che chi si occupa di stime compia i dovuti sforzi per acquisire e dominare i concetti complementari di cui è povero.
Questo manuale, che esce non casualmente nella prestigiosa collana "RIREA Summa Economica", si avvale dell'esperienza pluriennale ed intersettoriale dell'Autore per assistere chi si accinge ad un approfondimento in questo senso.
Creazione e misurazione del valore dei beni economici produttivi sono qui affrontate nell'ottica del revisore aziendale, che vede in esse due facce della stessa medaglia.
Revisione aziendale intesa nel senso più ampio di "scienza del valore", a differenza di altre revisioni amministrative aventi contenuto diverso e più limitato come quella contabile, fiscale, di bilancio o quelle che si occupano di aspetti peculiari o parziali.
Insieme scienza ed arte che devono essere armonizzate dal revisore in modo da pervenire ad un risultato dimostrabile, equo e convincente.
In ambito amministrativo, e senza alcuna pretesa di invadere campi altrui che si occupano con piena legittimazione di revisioni, il valore dei beni economici è forse l'argomento più delicato per le molteplici implicazioni che lo caratterizzano: tecniche ed economiche ma anche psicologiche, soggettive, collettive, ordinamentali, etc.
Note biografiche
Giuseppe Previti Flesca è Ingegnere collaudatore di OO.PP e Dottore Commercialista Revisore.
È professore di economia aziendale in congedo con medaglia d'oro della LUISS, dove è stato titolare della prima cattedra italiana di revisione aziendale ed ha diretto l'Istituito di Studi Aziendali.
Ha insegnato anche ragioneria, analisi dei costi, economia degli impianti industriali ed analisi di bilancio; è autore di decine di lavori.
È stato ingegnere responsabile di un'importante cartiera con due stabilimenti, ingegnere-capo vicario dell'Ufficio tecnico dell'Enpas con il compito di coordinare e/o dirigere lavori edili complessi per centinaia di miliardi di lire, per sette anni dirigente capo servizio di una finanziaria di partecipazioni con compiti di consigliere o sindaco nelle oltre 40 partecipate.
Per quindici anni direttore generale ed amministratore delegato della Società Italiana di Revisioni Aziendali, ha sempre svolto dal 1956 ad oggi la libera professione sia di progettista e direttore dei lavori, sia di consulente direzionale di strategie e politiche aziendali (in particolare gli aspetti di economia, contabilità, finanza ed organizzazione di azienda in ambiente turbolento o sotto inflazione).
Ha assolto direttamente più di 1500 revisioni finalizzate sia alla quantificazione del merito di credito (ordinario e speciale) per conto di alcuni fra i più prestigiosi istituti e/o banche, sia alla diagnosi completa aziendale ed alle successive prognosi e terapia; sia, infine, alla selezione degli investimenti.
Ad oggi opera nel Volontariato sotto egida ONU per lo sviluppo economico di paesi emergenti.
Giuseppe Previti Flesca può senza dubbio essere qualificato come uno dei maggiori esperti italiani del valore e con la sua prima revisione aziendale risalente al 1958 è oggi il più anziano revisore aziendale d'Italia.
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