Margarita Hesse

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Autore: Manfredo Kempff

Traduttore: Antonio Vigilante

Editore: Edizioni Idea

Prima edizione: 01/2008

Edizione corrente: 01/2008

EAN-ISBN: 9788890302237

Pagine: 206

Rilegatura: brossura

Dimensioni: 12x18 cm

Prezzo di copertina: 15,00 Euro

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Descrizione
In un ambiente machista, conservatore e ipocrita, Margarita Hesse incarna una donna che si confronta con i pregiudizi e le ipocrisie della società e del potere.

Scandalizza tutta la città quando, come delirando, comincia a raccontare pubblicamente e con indifferenza i suoi amori adulteri con un uomo molto in vista, Tomas del Riego.

L'ambizione senza scrupoli dei politici, le loro infedeltà, il rigetto della classe politica da parte della popolazione, i sollevamenti militari, le congiure di palazzo, fanno di Margarita Hesse un libro avvincente che riproduce aspetti dell'atmosfera politica e sociale latinoamericana in tempi non ancora lontani.

Margarita Hesse è un libro di sottile psicologia e ironia nell'esplorare il ruolo possibile o reale delle donne in politica e dietro la politica.


Note biografiche
Manfredo Kempff Suarez è nato a Santa Cruz de la Sierra (Bolivia) nel 1945.

Gran parte della sua attività professionale è stata dedicata alla diplomazia e al giornalismo.

Tra le varie mansioni diplomatiche all'estero, è stato ambasciatore della Bolivia in Spagna e in Uruguay.

Inoltre, ha ricoperto importanti incarichi di governo, tra cui vice ministro degli Esteri e Ministro dell'Informazione nel suo paese.

Margarita Hesse è il suo secondo romanzo, pubblicato nel 1996 e in una seconda edizione nel 2001, dopo il grande successo che "Luna de locos" ha riscosso in tutta l'America latina.

Questa seconda opera, con i suoi particolari risvolti psicologici e politici, ha consacrato le qualità creative e letterarie dell'autore.


Estratto
Primo quaderno

Non so perché scrivo oggi, nella solitudine in cui mi sono ritirato.

Forse è una confessione giudiziale, una lettera alla mia famiglia, una prova nel caso fossi assassinato o, semplicemente, il mio testamento.

Forse non è niente di quel che suppongo e quando avrò finito di scrivere questi ricordi che mi mortificano, li butterò nel cestino della spazzatura.

Solo Dio sa che sarà di questi paragrafi e solo Lui sa che sarà di me, ateo fino a ieri.

Sono Tomas del Riego, un uomo che ebbe tutto e che è stato rovinato dalle impertinenze di una donna che lo ha fatto perdere.

Lei si chiama Margarita Hesse e nonostante tutto il male che mi ha fatto, apparentemente per un arteriosclerosi o una nevrosi o per un rancore nato dallo scoprire che le sono stato infedele con una ragazza che ha la metà della sua età, va dicendo ai quattro venti che mi ama.

E così racconta a tutti che è la mia amante e mi svergogna pubblicamente parlando delle mie intimità che da settimane costituiscono un pettegolezzo quotidiano.

Chiaramente, la conosce tutta la città, e quando dico «tutta» mi riferisco, naturalmente, a tutti coloro che si trovano al suo livello sociale e al mio.

Mi viene a cercare nel piccolo appartamento dove mi sono recluso, totalmente solo, senza nemmeno un maggiordomo, e io non la ricevo perché ho paura di ulteriori scandali.

Margarita mi parla, senza muoversi dalla porta, dicendomi che tutto quello che è successo tra lei e me è derivato dagli intrighi delle sue odiose amiche e di gente cattiva, che lei sa che hanno voluto uccidermi per colpa sua, e chiede che la perdoni.

Sostiene anche che lei non ha mai svelato il nostro amore, che devo andare a vivere a casa sua, oppure che potremmo scappare a Parigi, Madrid, o dove voglio, con tutti i suoi milioni.

Mi dice, persino, che se amo un altra, è disposta a perdonarmi e che darà dei soldi a quella tipa affinché non mi infastidisca e se ne vada per sempre.

Stranamente, è gelosa di una sconosciuta ma non di mia moglie.

Non le rispondo niente e resto seduto a terra appoggiato alla porta, ascoltando, incredulo, le divagazioni di questa donna, che fu così discreta, così colta, così delicata, e che, improvvisamente, si è convertita nell'essere più pericoloso che una mente malata possa creare.

Dopo anni in cui siamo stati amanti, ho perso il mio focolare, mi hanno buttato fuori del mio posto di ministro e il mio studio, che era così prestigioso e redditizio, si è convertito in un antro di fantasmi, dove non appare più nessuno.

Ed è persino possibile che finisca in galera se arrivassero ad accusarmi di averla voluta assassinare.

Io che non ho mai potuto uccidere nemmeno uno scarafaggio!


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