In quale Dio crediamo?
Le povere immagini di Dio
Autore: Adriana Zarri
Editore: La Piccola Editrice
Prima edizione: --/2007
Edizione corrente: --/2007
EAN-ISBN: 9788872583203
Pagine: 60
Rilegatura: brossura
Dimensioni: 12,5x16,5 cm
Prezzo di copertina: 4,00 Euro
Descrizione
Dio ci risulta poco amabile perché abbiamo di Lui false e povere immagini: un Dio filosofico, un Dio stoico, un Dio maschile, un Dio monolitico.
La meditazione di Adrianasi ferma con finezza sorprendente sulla realtà trinitaria del Dio di Gesù, una dimensione carica di sviluppi profondi e provocazioni profetiche e poetiche per capire la storia nel suo dinamismo vitale.
Note biografiche
Adriana Zarri, nata a S. Lazzaro di Savena nel 1919. Teologa, saggista, autrice di romanzi. Collabora con diversi periodici. Vive in forma monastica in un eremo del Canavese.
Estratto
ASSOLUTO E RELATIVO
L'universo è il primo altro, contenitore d ogni creatura all'interno del quale tutti sono e si muovono e, i viventi, vivono.
Tutti questi altri disseminati nel mondo, redenti e assunti dal Cristo vengono riportati in seno all'Altro di Dio: a quell'alterità che è l'obiectum del Padre.
Ma in questa sintesi al plurale, che alberga nel singolare Altro di Dio, niente scompare, niente va perduto.
Le creature assunte da Cristo nel Verbo non naufragano in Dio ma in lui navigano, ciascuna nella propria identità, perché il Dio trinitario è il supremo garante di ogni singolarità.
Non vi sembri - parlando a chi opera soprattutto nel Terzo Mondo - che allarghi i problemi in modo indebito.
È importante, per un uomo di fede, che gli interessi di tipo politico e sociale, vengano radicati nella teologia; e che il suo rapporto con l'altro abbia delle motivazioni più profonde.
Eppure ci sono tanti non credenti che operano con la stessa nostra dedizione e che non hanno questo radicamento teologico.
La loro dedizione vale forse di meno?
Se la dedizione c'è, Dio c'è; e credo che le cose si pongano nei medesimi termini quando ci si dedica all'altro, perché l'altro è stato assunto da Cristo, sia che me ne occupi io, sia che se ne occupi un non credente, sia che il credente lo sappia, sia che il non credente non lo sappia.
Questa ricapitolazione di Cristo che porta ogni uomo (ed animale e cosa) in seno al Padre, vale per tutti.
Ma ritorniamo a noi e all'ultima fondazione del nostro operare e rapportarci.
Il rapporto con l'altro è tanto importante perché anche Dio ha un rapporto con l'Altro: rapporto che è addirittura costitutivo delle Persone.
Abbiamo sempre parlato di Dio come Assoluto.
Ma, se la relazione è costitutiva delle persone, possiamo parlare di Dio come Relativo.
Se opponiamo assoluto a contingente, certo Dio - che contingente non è - è assolutamente assoluto; ma se opponiamo assoluto a relativo, Dio, le cui Persone sussistono e si identificano nel rapporto, non è più assoluto: anzi, essenzialmente, assolutamente relativo.
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