CiakGoal
Il cinema nel pallone
Autore: Monica Rossi
Editore: Edizioni Interculturali
Prima edizione: 10/2007
Edizione corrente: 10/2007
EAN-ISBN: 8860310628
Pagine: 132
Rilegatura: filo refe
Dimensioni: 12x19 cm
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
Descrizione
L'auspicio è che questo libro, tra i più documentati nel suo genere, sia solo il primo di una lunga serie.
Perché la circostanza significherebbe stagioni nuove, più prolifiche, più ispirate, nel sinora conflittuale rapporto tra il calcio e il cinema italiano.
Il paradosso c'è, inutile negarlo.
Siamo il paese quattro volte campione del mondo, dominiamo per tecnica e passione, purtroppo anche per affarismo e malcostume, eppure la nostra cinematografia non sa (non vuole?) trasferire sul grande schermo le infinite suggestioni sprigionate da questo sport, da chi lo pratica, da chi lo guarda.
"Ciakgoal", grazie al puntiglio della sua autrice, è strumento utilissimo per nuotare in questo mare delle occasioni perdute, a parte qualche apprezzabile eccezione, con la certosina catalogazione delle opere, dagli anni trenta ai giorni nostri, con le analisi di chi il calcio lo ha frequentato o recitato.
Un testo per ottenere risposte, ma anche per riannodare qualche filo esistenziale.
Perché è vero, ci sono film belli e film brutti, ma certe sequenze, certi personaggi restano dentro a prescindere, marchiano momenti, stati d animo.
Per dire, uno come Paulo Roberto cotechino, centravanti di sfondamento non ha alcuna intenzione di abbandonare l'area piccola della nostra memoria.
E a noi, tutto sommato, non dispiace neanche un po'.
Indice
Pensieri in libertà
Una semplice storia
Interviste
Frammenti di ricerca
Note biografiche
Monica Rossi, insegnante, 40 anni, da 30 in simbiosi con il cinema, da 20 prigioniera del calcio a causa di marito e figli, tutti giocatori e divoratori di partite.
La passione per i film è sfociata nella collaborazione con «il Resto del Carlino», l'odio giovanile per il "football" si è tramutato in affetto guardando gli occhi dei suoi cari, intrisi di passione nel vedere passare davanti a loro un pallone...
Estratto
Alla fine dell'800 nascono le prime sale cinematografiche e le prime squadre di calcio.
Una partita dura 90 minuti, divisa in due tempi, più o meno come accade in un film.
Ogni partita racconta una storia, una storia di cui non si conosce il finale, come quelle tante storie che il cinema continua a raccontarci.
Assai simile è il fenomeno del divismo, e non è un caso che ex calciatori come Cantona e Jones siano diventati attori, altri come Raffaele Vallone e Massimo Bonetti lo erano diventati prima.
Beckam quanto resisterà?
Il calcio è sempre stato una fabbrica dei sogni, esattamente come il cinema...
Eppure il matrimonio tra lo sport più amato e diffuso e il grande schermo è meno facile di quanto si possa immaginare.
In Italia non si segnalano molti film sul calcio, anche se c'è molto calcio nei film.
Gli spunti sono quasi tutti comici, forse perché la passione per il pallone è un fenomeno di costume che si adatta perfettamente ai meccanismi della commedia, come nel caso delle schermaglie calcistico-sentimentali.
Il cinema d'autore ha sfiorato il calcio solo raramente, ricorrendo a memorie, ricordi e affettuose nostalgie, mentre la commedia all'italiana si è confrontata con un infinita galleria di arbitri cornuti, di allenatori nel pallone e presidenti rampanti.
Forse nessuno è riuscito a restituire il fenomeno calcio come elemento della vita quotidiana, il calcio della gente comune, quello amatoriale ad esempio, così ben rappresentato nel cinema Britannico.
Il tifo, in Italia solo oggetto di satira di bassa lega, in Gran Bretagna ha saputo ispirare un film delizioso come "Febbre 90°", per farci comprendere che il calcio può essere più di un semplice gioco.
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