Discorso e persecuzione

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L'eredità del passato nel meccanismo persecutorio

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Autore: Mario Pasquali

Editore: Prospettiva editrice

Prima edizione: 12/2008

Edizione corrente: 12/2008

EAN-ISBN: 9788874185306

Pagine: 186

Prezzo di copertina: 12,00 Euro

Argomento: Storia e Saggistica

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Descrizione
Spesso si associa la persecuzione a un sistema coordinato di restrizioni e torture messe in atto da un regime politico dittatoriale nei confronti di una minoranza.

Il totalitarismo e la violenza fisica, però, non sono condizioni necessarie e sufficienti, ma sono solo due caratteristiche del meccanismo persecutorio, che molto più spesso opera con la diffusione del luogo comune e dell'odio, generando diffidenza, paura e segregazione sociale.

Le democrazie moderne non sono immuni dall'oppressione che può svilupparsi e riprodursi attraverso non solo i mezzi di comunicazione e li linguaggio comune, ma anche tramite il discorso istituzionale che ne utilizza i concetti e le categorie escludenti.

Le inquietanti similitudini tra i sistemi persecutori del passato e quelli del presente rivelano la continua ricerca del capro espiatorio da parte delle diverse società umane come elemento di coesione e giustificazione della propria esistenza, soprattutto nei periodi di crisi sociale quando le certezze vacillano venendo sostituite dal pregiudizio.


Indice
INTRODUZIONE

PARTE PRIMA: IL MECCANISMO PERSECUTORIO

CAPITOLO 1 IL TOTALITARISMO NARRATIVO
1. Tante parole, tante paure
2. Intorpidimento
3. Bestialità
4. Pericoli

CAPITOLO 2 UNA DEFINIZIONE DI PERSECUZIONE
1. Impossibilità d'esprimersi
2. Accenno al mito (e all'aspetto esoterico del nazismo)
3. Nascondino
4. Essere, non essere e scelte di valore

CAPITOLO 3 CONFORMISMO E CONFORMITÀ
1. Punti di riferimento
2. Mal comune, mezzo gaudio
3. L'unione fa la forza
4. Impellenti necessità
5. Ribelli per scelta

CAPITOLO 4 LA DIFFUSIONE DEGLI STEREOTIPI PERSECUTORI
1. Parole in libertà
2. Tattiche
3. «Ho qui nelle mie mani »
4. Conversazioni di massa

CAPITOLO 5 PAROLE LEGITTIME
1. Lingua, linguaggio e comunicazione: una precisazione
2. Nel luogo e nel momento giusto
3. Alcune stranezze
4. Indeterminatezza

PARTE SECONDA: EREDITÀ DEL PASSATO

CAPITOLO 6 TEORIE SULL'OLOCAUSTO
1. L antisemitismo come causa sufficiente?
2. Il pericolo di essere uomini comuni
3. Seguire la scia

CAPITOLO 7 LA FABBRICA DELLE VITTIME
1. Oltremisura
2. Colpevoli
3. Avvertimenti

PARTE TERZA: ESISTENZE DIFFICILI

CAPITOLO 8 L'ALTRO
1. Il dubbio di sé
2. Un fantasma
3. Il confine che dà senso
4. Un problema
5. Il particolare che rende simili

CAPITOLO 9 I SIGNIFICATI DEL RAZZISMO
1. La paura della differenza
2. Incoerenze essenziali
3. Quattro parti, quattro livelli
4. Tutto cambia, tutto rimane uguale
5. Vecchie abitudini

CONCLUSIONE

BIBLIOGRAFIA


Note biografiche
Mario Pasquali è nato a Milano nel 1978.

Laureato in Scienze Politiche nel 2002 presso l'Università degli Studi di Milano.

Collabora con la testata giornalistica web La Voce d'Italia.


Estratto
Accettare il discorso degli altri, senza dubbi o remore di sorta, equivale ad accettare il fatto che qualcun altro possa pensare al proprio posto: se così deve essere allora ognuno può sentirsi in diritto di dire agli altri cosa è giusto e cosa è sbagliato, di dire loro cosa pensare e cosa non pensare, di imporre un unico punto di vista e un'unica morale, di porre, perciò, in essere una persecuzione.


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