Lettere a Mefistofele

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Autore: Diego Scarca

Editore: Edizioni Angolo Manzoni

Prima edizione: 11/2008

Edizione corrente: 11/2008

EAN-ISBN: 9788862040303

Pagine: 180

Rilegatura: Brossura

Dimensioni: 11,5x19,5 cm

Prezzo di copertina: 12,00 Euro

Argomento: Narrativa Italiana

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Descrizione
Diego Scarca non è nuovo alle provocazioni di tipo letterario.

Dopo il romanzo Scherzo parigino e il volume di poesie Architetture del vuoto usciti per i tipi della Edizioni Angolo Manzoni, con Lettere a Mefistofele si sforza di reinterpretare in chiave moderna il romanzo epistolare, piegandolo alle esigenze di una complessa e a tratti sconcertante polifonia.

Undici mittenti per un solo destinatario.

Undici personaggi in cerca di una trama.

Scrivono tutti a Mefistofele e quest'ultimo quasi non risponde.

Dall'allieva insolente e arrogante che gli dà dell'inetto al collega che lo copre di elogi sperticati.

Dai parenti stretti agli amici di lunga data in vena di ricordi.

Dall'editore che gli pubblicherà un romanzo a una certa Madame de (il doppio di Mefistofele?) che si diverte a procurargli incubi di ogni genere

C'è chi fa il giro del mondo in questo romanzo e chi si isola dal mondo, soggiornando su un Appennino tosco-emiliano che ha ben poco di assolato.

Chi è prodigo di consigli quando Mefistofele è malato, chi vorrebbe assisterlo ma non può, chi non se la sente perché

Pura finzione.


Note biografiche
Diego Scarca, nato a Pinerolo (Torino) nel 1959, è docente di letteratura francese all'Università del Piemonte Orientale "A. Avogadro".

È autore di diversi studi critici tra cui "L albero della civiltà. Primitivismo e utopia in Francia tra Sette e Ottocento" (Ginevra, Slatkine, 1990) e "Agli antipodi dell'Occidente. Letteratura di viaggio e antropologia. 1789-1815" (Parigi, Champion, 1995).

Scherzo parigino (2006) è il suo primo romanzo.

In seguito Scarca ha pubblicato, nella collana Poesia, la silloge Architetture del vuoto e, nel 2008, il romanzo Lettere a Mefistofele.


Estratto
6 ottobre

In termini di economia erotica difficilmente gli uomini si ingannano.

Sanno qual è la schiena dalla quale trarranno una ricarica alle loro pile nervose esaurite.

Se gli uomini frequentano le donne, se si riducono a pagare le sgualdrine, se si abbassano a strisciare per terra e a imitare le posture di un cane pur di toccare un corpo femminile, lo fanno solo per interesse.

Perché sanno che dal contatto con quel corpo otterranno una ricarica che li aiuterà a vivere.

Perché così diventano baldanzosi.

Affrontano la giornata da schiavi, che devono condurre, a cuor leggero.

Sorridono persino al superiore che li ha mortificati il giorno prima.

Delle rimostranze delle mogli, di cui si erano scordati, se ne infischiano.

Vivrebbero dieci anni senza luce in casa pur di poter tornare a toccare quel corpo elettrico almeno una volta alla settimana.

Guido


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