Morire è un attimo.

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L'indagine del maggiore Aldo Morosini nell'Eritrea italiana

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Autore: Giorgio Ballario

Editore: Edizioni Angolo Manzoni

Prima edizione: 05/2008

Edizione corrente: 05/2008

EAN-ISBN: 9788862040235

Pagine: 224

Rilegatura: Brossura

Dimensioni: 14x22 cm

Prezzo di copertina: 14,00 Euro


Descrizione
Eritrea, 1935.

Mentre crescono le tensioni internazionali e l'Italia mussoliniana si prepara alla guerra con l'Abissinia, nella città di Massaua vengono commessi due omicidi.

Un noto imprenditore cittadino e un impiegato di banca vengono trovati decapitati.

I sospetti si concentrano su agenti del Negus Hailé Selassié, coinvolti nelle settimane precedenti in sanguinosi scontri di frontiera con le truppe italiane.

Ma il maggiore Aldo Morosini, dell'Arma dei Carabinieri, non è per nulla convinto di questa versione.

Malgrado la ricomparsa di un vecchio amore, che ridesta in lui una fiamma mai sopita, cerca con testardaggine altre piste investigative.

E, con l'aiuto del fedele sottufficiale Barbagallo e dello scium-basci Tesfaghì, segue le tracce di una vecchia scimitarra e di una foto ingiallita dal tempo.

Indizi che faranno riemergere dal passato una torbida vicenda di interessi e tradimenti.

E costringeranno Morosini a inseguire l'assassino nell'infernale deserto della Dancalia e sui rigogliosi altopiani di Cheren e Asmara.


Note biografiche
Giorgio Ballario è nato a Torino nel 1964.

Giornalista, ha lavorato per l'agenzia di stampa Agi, è stato corrispondente per svariati quotidiani nazionali e redattore del settimanale Il Borghese.

Dal 1999 lavora a La Stampa, dove si è occupato di cronaca nera e giudiziaria. "Morire è un attimo" è il suo primo romanzo.

giorgio.ballario@gmail.com è il suo indirizzo di posta elettronica.


Estratto
«...Quel 10 marzo 1935 la Città Vecchia appariva più animata del solito.

Negli ultimi tempi l'rrivo di navi dalla madrepatria - soprattutto convogli militari - si era intensificato, ma l'imminente attracco del "Genova" era considerato il vero avvenimento della settimana.

Tutto merito della famosa compagnia di varietà di Pippo Lanzafame, che aveva scelto Massaua come prima tappa della sua tournée nelle colonie.

Il capocomico, gli attori e le ballerine erano attesi con impazienza dalla buona società italiana in Eritrea, che in verità non aveva molte occasioni di assistere a spettacoli mondani.

Dopo un paio d'esibizioni a Massaua, Lanzafame e i suoi avrebbero preso le valigie per poi proseguire fino a L'Asmara, dove il varietà sarebbe rimasto in cartellone per un intera settimana, sul palcoscenico dell'omonimo teatro, di fianco alla Casa del Fascio».


Recensione
Nessuno scrittore italiano, al contrario di quanto è avvenuto in Francia o in Inghilterra, ha mai trovato che l'Africa italiana fosse sfondo o soggetto efficace e profondo, che si potesse leggere in un controluce così estremo e così forte il mutare del nostro Paese.

Per questo è significativo che ora Giorgio Ballario, come ha fatto in questo sodo, incalzante "noir" eritreo, scopra che lì c'erano uomini, vicende, atmosfere, storie.

E abbia scelto per ambientarle, con acuta percezione storica, il momento in cui il ronfante colonialismo crispino e savoiardo sta per lasciar il posto all'epopea di faccetta nera, ricomposizione tardiva e consensuale della vergogna di Abba Garima (Domenico Quirico)":


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