«Io sono la Calabria»
Autore: Domenico Gallo
Editore: Laruffa Editore
Prima edizione: 11/2007
Edizione corrente: 11/2007
EAN-ISBN: 9788872213421
Pagine: 157
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
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Descrizione
Il suo canto dell'anima, la spiritualità, la sofferta esistenza, l'Amore per la sua terra.
Mia Martini. «Io sono la Calabria» è un approfondito e appassionato saggio biografico sulla grande artista calabrese.
La vicenda umana e artistica di Mia Martini alla luce della sua calabresità.
Un ampio capitolo sulla storia della sua vita, corredato da un elenco puntuale di tutta la sua discografia, mettendo in evidenza ed approfondendo gli eventi (il trasferimento dalla Calabria; la dolorosa esperienza del carcere; l'amore con Ivano Fossati; le calunnie; la debilitazione e la prematura scomparsa) e le tappe artistiche (la prima vittoria al festival di Viareggio; il grande successo popolare con Piccolo Uomo e Minuetto; il primo strabiliante album, Oltre la collina; i premi in Italia e all estero; la sterminata produzione musicale; le partecipazioni al festival di Sanremo) che hanno fatto di lei una delle più grandi interpreti della musica italiana.
L'autore, attraverso sottolineature significative, fa emergere tutte le sfaccettature della complessa ed affascinante personalità di Mimì.
Il libro contiene l'elenco completo della sua discografia italiana, in vinile e in CD, dei Dvd da lei registrati, della bibliografia in volume e numerose foto inedite.
Note biografiche
Domenico Gallo, laureato in filosofia, è studioso e collezionista di tutta la produzione artistica della Martini. (e-mail domenicogallo_000@fastwebnet.it)
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Il cinema nel pallone
Autore: Monica Rossi
Editore: Edizioni Interculturali
Prima edizione: 10/2007
Edizione corrente: 10/2007
EAN-ISBN: 8860310628
Pagine: 132
Rilegatura: filo refe
Dimensioni: 12x19 cm
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
Descrizione
L'auspicio è che questo libro, tra i più documentati nel suo genere, sia solo il primo di una lunga serie.
Perché la circostanza significherebbe stagioni nuove, più prolifiche, più ispirate, nel sinora conflittuale rapporto tra il calcio e il cinema italiano.
Il paradosso c'è, inutile negarlo.
Siamo il paese quattro volte campione del mondo, dominiamo per tecnica e passione, purtroppo anche per affarismo e malcostume, eppure la nostra cinematografia non sa (non vuole?) trasferire sul grande schermo le infinite suggestioni sprigionate da questo sport, da chi lo pratica, da chi lo guarda.
"Ciakgoal", grazie al puntiglio della sua autrice, è strumento utilissimo per nuotare in questo mare delle occasioni perdute, a parte qualche apprezzabile eccezione, con la certosina catalogazione delle opere, dagli anni trenta ai giorni nostri, con le analisi di chi il calcio lo ha frequentato o recitato.
Un testo per ottenere risposte, ma anche per riannodare qualche filo esistenziale.
Perché è vero, ci sono film belli e film brutti, ma certe sequenze, certi personaggi restano dentro a prescindere, marchiano momenti, stati d animo.
Per dire, uno come Paulo Roberto cotechino, centravanti di sfondamento non ha alcuna intenzione di abbandonare l'area piccola della nostra memoria.
E a noi, tutto sommato, non dispiace neanche un po'.
Indice
Pensieri in libertà
Una semplice storia
Interviste
Frammenti di ricerca
Note biografiche
Monica Rossi, insegnante, 40 anni, da 30 in simbiosi con il cinema, da 20 prigioniera del calcio a causa di marito e figli, tutti giocatori e divoratori di partite.
La passione per i film è sfociata nella collaborazione con «il Resto del Carlino», l'odio giovanile per il "football" si è tramutato in affetto guardando gli occhi dei suoi cari, intrisi di passione nel vedere passare davanti a loro un pallone...
Estratto
Alla fine dell'800 nascono le prime sale cinematografiche e le prime squadre di calcio.
Una partita dura 90 minuti, divisa in due tempi, più o meno come accade in un film.
Ogni partita racconta una storia, una storia di cui non si conosce il finale, come quelle tante storie che il cinema continua a raccontarci.
Assai simile è il fenomeno del divismo, e non è un caso che ex calciatori come Cantona e Jones siano diventati attori, altri come Raffaele Vallone e Massimo Bonetti lo erano diventati prima.
Beckam quanto resisterà?
Il calcio è sempre stato una fabbrica dei sogni, esattamente come il cinema...
Eppure il matrimonio tra lo sport più amato e diffuso e il grande schermo è meno facile di quanto si possa immaginare.
In Italia non si segnalano molti film sul calcio, anche se c'è molto calcio nei film.
Gli spunti sono quasi tutti comici, forse perché la passione per il pallone è un fenomeno di costume che si adatta perfettamente ai meccanismi della commedia, come nel caso delle schermaglie calcistico-sentimentali.
Il cinema d'autore ha sfiorato il calcio solo raramente, ricorrendo a memorie, ricordi e affettuose nostalgie, mentre la commedia all'italiana si è confrontata con un infinita galleria di arbitri cornuti, di allenatori nel pallone e presidenti rampanti.
Forse nessuno è riuscito a restituire il fenomeno calcio come elemento della vita quotidiana, il calcio della gente comune, quello amatoriale ad esempio, così ben rappresentato nel cinema Britannico.
Il tifo, in Italia solo oggetto di satira di bassa lega, in Gran Bretagna ha saputo ispirare un film delizioso come "Febbre 90°", per farci comprendere che il calcio può essere più di un semplice gioco.
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Autore: Emanuela Tomasini, Andrea d'Addario
Editore: Edizioni Interculturali
Prima edizione: 11/2007
Edizione corrente: 11/2207
EAN-ISBN: 8860310636
Pagine: 120
Rilegatura: filo refe
Dimensioni: 12x19 cm
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
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Descrizione
Nulla di più chiaro, appunto del fatto che è talmente chiaro da risultare oscuro.
Si tratta dei diversi punti di vista che da sempre distinguono gli universi paralleli e interagenti chiamati comunemente "uomo" e "donna".
Indice
Scherzi della notte
La strategia
Lucy
La cavia
La parola magica
Così t'impari
Sei un mostro!
Il semaforo di via della Libertà
Appena in tempo
I gemelli del gol
Nottataccia?
Il bacio
L'orso
La caciara
Note biografiche
Emanuela Tomasini è nata e vive a Roma.
Scrive romanzi, sceneggiature e testi di canzoni.
Nel 2007 ha pubblicato il romanzo "La conquista dei mari su un tappeto" (Serarcangeli).
Andrea d'Addario, avvocato, lavora a Roma.
Con la stessa casa editrice ha pubblicato Avrò un infarto (2005).
Estratto
Quando iniziò ad albeggiare, lui era già vestito in completo scuro, seduto, con le mani sulle ginocchia, ai piedi del letto già rifatto.
Aveva già fatto colazione con un caffè freddo bevuto in cucina.
Con molta calma continuò ad aspettare che arrivassero le nove.
Solo allora si incamminò con passo sicuro verso la chiesa.
Mi perdoni, padre, perché ho peccato.
Apri il tuo cuore al Signore, figliolo.
Mi scusi padre, ma lei, lei è padre Alberto Maria Tranquilli? .
Si figliolo, sono io.
Ci conosciamo?
Non personalmente, ma ho tanto sentito parlare di lei.
Qui nel quartiere si dice che lei sia un santo.
E tu dai retta a tutto quello che senti in giro?
Ascolta il tuo cuore e confida in Dio.
Sa come si dice "vox populi vox dei".
Sono soltanto l'ultimo servo di Dio e a lui affido tutto me stesso.
Mi scusi padre.
Sono qui perché volevo chiederle: lei crede che in questo momento Dio mi stia ascoltando?
Certamente, ti sta ascoltando tramite me.
Ne è sicuro?
Perché avrei alcune cose da dirgli.
Non aver timore, saprà ascoltarti.
Le dispiace se mi rivolgo direttamente a lui?
Sarebbe più facile per me.
Figliolo, Dio ti ascolta.
Grazie.
Allora inizierei.
Vedi Dio, se tu fossi davvero quello che dici di essere, dovresti impedire che accadano certe cose.
Tu lo sai meglio di me com è il mondo: amore, amicizia, solidarietà e rispetto sono soltanto parole ormai vecchie, inflazionate.
Chiunque le dice almeno mille volte al giorno: le senti in chiesa, nei comizi, a scuola, al telegiornale.
Ovunque non si fa altro che ascoltarle.
Ma tu puoi dire veramente che almeno un uomo, un solo uomo su questa terra, ne conosca il vero significato?
No, non puoi nemmeno tu.
Sai perché?
Perché sono parole vuote, prive di qualsiasi significato tanto sono false, ipocrite: non c'è amore, non c'è amicizia, non c'è solidarietà, non c'è rispetto.
Non hai saputo insegnarci il loro significato.
Hai sbagliato: ti sei fidato dell uomo.
Hai lasciato che il Male dilagasse.
Ma si può fare un errore più grande di questo?
Posso capire che lo faccia un essere umano, ma tu sei Dio, perdio!
Già, l'essere umano, ma che bisogno avevi di creare l'essere umano?
Cos'è: ti sentivi solo?
Avevi bisogno di sudditi?
Pensavi di dover completare un opera già perfetta?
È per questo che ci hai fatto a tua immagine e somiglianza?
Ma forse il tuo peccato lo hai commesso ancora prima: tu non sei affatto onnipotente.
Perché se tu lo fossi veramente, mi devi proprio spiegare che ragione avevi di creare anche il Male.
Non dirmi che ti serviva comunque per poterlo battere e confermare così la tua onnipotenza perché, se cosi fosse, l'esito della guerra avrebbe dovuto essere scontato visto che tu dovresti essere il Bene e lui nient'altro che una tua creatura da poter annientare quando credi
E allora, sai che ti dico?
Ho capito che non sono io che ho peccato, ma tu!
Però ora sorge un grande problema: io posso chiederti perdono se sbaglio, invece tu a chi lo chiedi?
È troppo facile chiedere perdono a se stesso, anche perché saresti certamente comprensivo e non ti infliggeresti una pena giusta, adeguata al peccato.
Te la sei studiata bene la faccenda, complimenti solo che ora io ho capito.
Ho capito tutto e ho trovato la soluzione: è molto più semplice di quanto anche tu possa immaginare! ...
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Novelle giallorosse
Autore: Fulvio Stinchelli
Editore: Edizioni Interculturali
Prima edizione: 12/2007
Edizione corrente: 12/2007
EAN-ISBN: 8860310962
Pagine: 160
Rilegatura: filo refe
Dimensioni: 12x19 cm
Prezzo di copertina: 9,00 Euro
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Descrizione
Per presentare Fulvio Stinchelli e le sue "Mille e una Roma" cominciamo dalla copertina.
Escogitata dall'elegante fantasia grafica di Vittorio Mogetta, è una facciata che dice molto: mille Rome, almeno nel progetto (sempre a Dio piacendo), cui far tanto di cappello, secondo quello stile 'vieux jeu' al quale l'autore è tenacemente avvinto.
La copertina, però, non dice tutto.
Per saperne di più, ci si dovrà avventurare per i vicoli, le piazze, le grandi e piccole strade della vecchia e della nuova Roma.
Roma, per Stinchelli, è una e bina.
Una è la 'Alma Mater' che da millenni stupisce il mondo; l'altra è la magica, amata, bestemmiata e pianta, oggi compiutamente rappresentata da Francesco Totti e compagni.
Da due a mille il passo è breve, almeno nella proterva immaginazione dell'Autore.
Ma chi è in fondo questo Stinchelli?
Giornalista di lungo corso, scriba ostinato, o poligrafo perverso, come ama definirsi?
Il professore - come lo chiama la plebe abbietta e buffona -, è soprattutto un romanista convinto, anzi, inguaribile.
"Mille e una Roma", per mille novelle in giallorosso, è dunque il titolo giustapposto a un percorso narrativo che, uscendo dallo stradario capitolino, mette le ali a ricordi e sogni.
Jorge Luis Borges ci assicura che ricordi e sogni sono la stessa cosa.
Una chiave, questa, che consigliamo ai lettori di Mille e una Roma.
Titolo un tantino presuntuoso?
Indubbiamente, ma è pur vero che quanti, nei tempi, hanno osato affrontare il tema "Roma" un simile peccato hanno dovuto pur compierlo.
In varia misura e con diversi esiti.
Quanto al nostro Stinchelli, la misura scelta è un sorriso a fior di labbra e, soprattutto, il cappello in mano.
Indice
Prima novella - Via Properzio 27
Seconda novella - Miracolo a Milano
Terza novella - Una lucciola è tornata
Quarta novella - Calcio, amore e architettura
Quinta novella - Quattro amici al bar
Sesta novella - Il Barone parlante
Settima novella - Quei giorni, quei gol...
Ottava novella - Al posto di Nando
Nona novella - Un esilio indimenticabile
Decima novella - Roma, Roma, Roma
Unidicesima novella - Via delle Muratte e dintorni
Dodicesima novella - È ritornato Mario
Tredicesima novella - Il paradiso di Vittorio
Quattordicesima novella - Micol & Rosario
Note biografiche
Fulvio Stinchelli è nato, tempo addietro, a Roma, nel Borgo che non c'è più.
Giornalista, ha vissuto (sempre 'au dessus de ses moyens'), scrivendo.
Espatriò, ma poi ritornò: per amore di Roma e della Roma.
Battezzato in San Pietro, è amicissimo degli Ebrei, che reputa i più affidabili testimoni de quel po' che resta dell'autentica Romanità.
Estratto
"Il regalo del signor Secondo arrivò puntuale quel 12 novembre 1928, ma l'attesa di Ninetta, quanto alla femminuccia, venne delusa.
Era nato un maschio, ma siccome nel frattempo l'AS Roma, con Attilio capitano, aveva preso il posto della Fortitudo, nel cuore di Borgo, e presto l'avrebbe preso in quello della Città tutta, il signor Secondo se la cavò cambiando i colori dell'abito della bambola.
Da rossoblu diventò giallorosso.
Quella bambola, Ninetta non l'avrebbe mai più abbandonata.
Le fa tuttora compagnia in un fresco angolino del Campo Verano".
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Autore: Fausto Burdino
Editore: CSA
Prima edizione: 12/2007
Edizione corrente: 12/2007
EAN-ISBN: 9788895030067
Pagine: 144
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
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Descrizione
Una degna vita vissuta intensamente.
Un granello di sabbia del deserto nell'immensità dell'universo lungo la via del viaggio.
Il bene diffuso in ogni angolo della terra, Giuseppe è Giuseppe, uomo straordinario.
L'incedere decoroso tra le contorte strade della vita, ostacolando il nichilismo con il buon senso.
L'anonimato di una esistenza lontana dai riflettori della notorietà, alla ricerca costante di un sorriso nei gangli della complessità umana.
Al termine della commedia la sua anima riscopre la vera essenza del suo essere.
Note biografiche
Un rivolo, la sua tersa sorgente, il suo corso attraverso forre e verdi vallate, e poi alla fine immettersi nel grande fiume, perdersi in esso, diluire la sua storia con quella di centinaia di emissari.
Così nel viaggio letterario di Fausto Burdino nato a Girifalco e residente a Crotone, dove scrive le passioni della poesia.
Lo spirito impalpabile del passato segue i sussurri, i soffi di quel narrare vago, domestico che diviene 'cifra' nel momento in cui si immette nel grande fiume della storia.
La sorgente, la bellezza incontaminata delle Serre calabresi, l'approdo metropolitano, la ricerca nel passato, il koiné, il linguaggio comune, come unica prova delle proprie radici, unico ponte per traslare il presente e sognare nel già avvenuto, i fragili germogli del futuro.
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