Electronic paintings

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Autore: Wim Wenders

Traduttore: Maria Serena Sapegno

Editore: Edizioni Socrates

Prima edizione: 06/1993

Edizione corrente: 06/1993

EAN-ISBN: 9788872020012

Pagine: 132

Rilegatura: Cartonata con plastificazione opaca

Dimensioni: 25x30 cm

Prezzo di copertina: 46,50 Euro

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Descrizione
Dopo la grande attenzione suscitata da Una volta, il libro di Wim Wenders fotografo e narratore, le Edizioni Socrates fanno ora conoscere il Wenders pittore.

Ben 35 "electronic paintings" (8 dei quali esposti con grande successo alla Biennale di Venezia) che costituiscono la parte centrale del volume e rappresentano la più ampia, ricca e inedita documentazione a livello internazionale finora esposta o pubblicata di questo lavori del regista.

Paesaggi, volti, bambini, città, apparizioni affascinanti: risultato di invenzione ed elaborazione elettronica che Wenders ha "dipinto" durante la lavorazione del suo film "Fino alla fine del mondo".

L'occhio e la poesia del regista tedesco si ritrovano in queste straordinarie immagini "elettroniche" dai colori vividi, esaltati da una presentazione tipografica di alto livello.

Completano il volume bilingue (inglese e italiano), prestigioso e di grande formato, 27 acquerelli, disegni, collages e incisioni che Wim Wenders ha realizzato tra il 1963 e il 1980 e che arricchiscono la conoscenza del suo ormai mitico "sguardo".

Non solo una documentazione assolutamente inedita del suo primo interesse per la pittura, ma anche una ulteriore chiave per penetrare nel mondo di un autore poliedrico e assolutamente fondamentale per la comprensione della contemporaneità.

Da segnalare in apertura del libro un saggio di grande respiro di Achille Bonito Oliva, che ci introduce al fascino inconfondibile del cinema di Wim Wenders.


Indice
L'inviato speciale (nella realtà)

Special correspondent (in reality)

Achille Bonito Oliva

Electronic Paintings

Wim Wenders

Tavole/Plates

Electronic Paintigs

Tavole/Plates

Altri lavori/Other works

Note biografiche/Biographical Notes

Mostre/Exhibitions

Elenco delle opere/List of works


Note biografiche
Wim Wenders è indubbiamente il regista più famoso del "nuovo cinema tedesco".

Venerato dai cinéphiles ("Nel corso del tempo" - "Alice nelle città" - "Lo stato delle cose"), dopo la lunga esperienza americana Paris, Texas) si è imposto all'attenzione del grande pubblico.

Wim Wenders, per l'innovazione del linguaggio cinematografico e per la tensione morale che anima i suoi personaggi, è diventato uno dei Maestri incontrastati del cinema contemporaneo ("Il cielo sopra Berlino" - "Fino alla fine del mondo" - "Buena Vista Social Club"), consacrato anche dai Festival di tutto il mondo Cannes, Venezia, Berlino)


Estratto
Le nostre immagini furono tutte riportate su nastro ad alta definizione quindi sottoposte ad un procedimento digitale, alcune di esse anche per oltre un centinaio di generazioni di effetti differenti.

Sean Naughton ed io sottoponemmo queste immagini ad ogni possibile manipolazione, utilizzando paint-box, matte-box, correttori cromatici ed ogni altro trucco immaginabile.

Partivamo da un idea: il cervello nel sonno funziona in modo misterioso, cacofonico, incontrollato e autoregolato, per metà profezia visionaria o poesia.

9788872020012bis.jpgCosì tentammo di liberare allo stesso modo il mezzo elettronici per scoprire cosa avrebbero fatto tutti i milioni di pixel di ciascuna immagine una volta che fossero stati messi in libertà, oppure se si potessero controllare nello stesso modo spontaneo in cui un pittore può usare i suoi pennelli o i gessetti i colori.


Nel corso di questa avventura arrivammo lentamente a capire il meccanismo interno del procedimento digitale e dopo un certo periodo di frustrazione, dopo insuccessi e delusioni, finalmente lo schermo ad alta definizione iniziò a mostrarci immagini straordinarie: in colori vivaci e con incredibile brillantezza e definizione, ecco apparire le stesse immagini con cui avevamo iniziato, ma esse avevano acquisito una qualità del tutto particolare e unica. [ ]

Eravamo orgogliosi di aver prodotto un'opera pionieristica e di a aver mostrato come il video ad alta definizione offra ampie possibilità di espressione artistica che possono certamente arricchire il cinema e che potranno divenire il linguaggio per immagini del Duemila. [ ]


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La terra di Tinarea

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Autore: Ines Cilione

Editore: Laruffa Editore

Prima edizione: 12/2007

Edizione corrente: 12/2007

EAN-ISBN: 9788872213472

Pagine: 261

Prezzo di copertina: 12,00 Euro


Descrizione
Una catastrofe imminente.

Un antico Regno in pericolo.

Un Re fanciullo, un drappello di impavidi eroi e un Vecchio saggio alla ricerca della salvezza e della verità.

Un'avventura entusiasmante che vi terrà col fiato sospeso fino all'ultima pagina.


Note biografiche
Ines Cilione è nata a Reggio Calabria nel 1976.

Coltiva da sempre l'interesse per la scrittura;

"La terra di Tinarea" è il primo libro pubblicato dall'autrice.


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Un'allucinazione fiamminga

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Il Morgante Maggiore raccontato da Manganelli

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Autore: Giorgio Manganelli

Editore: Edizioni Socrates

Prima edizione: 11/2006

Edizione corrente: 11/2006

EAN-ISBN: 9788872020296

Pagine: 288

Rilegatura: brossura

Dimensioni: 13,5x20,5 cm

Prezzo di copertina: 12,00 Euro

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Descrizione
Se Calvino è stato a lungo suggestionato dall Orlando Furioso, Manganelli lo è stato, e altrettanto a lungo, dal Morgante Maggiore, il primo grande poema epico e cavalleresco italiano.

Luigi Pulci lo scrisse verso la fine del Quattrocento in un linguaggio pirotecnico che vira spesso in direzione del comico e del paradossale, e l'autore di "Hilarotragoedia" fu sempre affascinato dalla sublimità con cui i motivi "eroici" vengono continuamente rovesciati nel riso e nell'espressione popolare.

Un'allucinazione fiamminga, interamente inedito, è la sapiente selezione di versi e il raffinato, vorticoso commento che Manganelli propose per un programma radiofonico della Rai, al principio degli anni Settanta: un viaggio epico, comico e colto insieme al paladino Orlando e al gigantesco Morgante che si converte al cristianesimo, a Rinaldo e al mago Malagigi, a re Carlo e a Gano il traditore, attraverso tutte le loro fantasmagoriche vicende di guerre e amori, furori e nobiltà, portentosi duelli e pantagrueliche mangiate.

Un imperdibile, raffinatissimo gioiello inedito dell'epica cavalleresca e comica raccontata da Giorgio Manganelli.


Indice
MANGANELLI E IL "MORGANTE": UNA LUNGA STORIA DI ALLUCINAZIONI E FELICITA'
di Graziella Pulce

NOTA AL TESTO

UN'ALLUCINAZIONE FIAMMINGA
Il "Morgante Maggiore" raccontato da Manganelli

PRESENTAZIONE

PRIMA PUNTATA
Cantare I

SECONDA PUNTATA
Cantare II
Cantare III

TERZA PUNTATA
Cantare IV
Cantare V
Cantare VI

QUARTA PUNTATA
Cantare VII
Cantare VIII
Cantare IX

QUINTA PUNTATA
Cantare X
Cantare XI

SESTA PUNTATA
Cantare XII
Cantare XIII
Cantare XIV
Cantare XV

SETTIMA PUNTATA
Cantare XVI
Cantare XVII

OTTAVA PUNTATA
Cantare XVIII

NONA PUNTATA
Cantare XIX

DECIMA PUNTATA
Cantare XX
Cantare XXI

UNDICESIMA PUNTATA
Cantare XXII
Cantare XXIII
Cantare XIV

DODICESIMA PUNTATA
Cantare XXV

TREDICESIMA PUNTATA
Cantare XXVI

QUATTORDICESIMA PUNTATA
Cantare XXVII

QUINDICESIMA PUNTATA
Cantare XXVII
Cantare XXVIII


Note biografiche
Giorgio Manganelli (1922-1990) è considerato il più grande critico letterario italiano del secondo Novecento, ma fu anche narratore, traduttore, corrispondente, visionario.

La sua opera più celebre, Centuria, gli valse nel 1980 il premio Viareggio.

Appartenne al Gruppo 63, tradusse Poe su invito di Calvino, scrisse La letteratura come menzogna, Pinocchio: un libro parallelo, ""Angosce di stile".


Estratto
Siamo a Firenze, alla fine del '400, una città di borghi bui e duri, minacciosi cantoni, merlature, case dalle finestre anguste, buone per un mortale agguato di frecce, ma da qualche anno quali e quante belle chiese, mercati e folle disordinate e un po canagliesche.

Se ci guarderemo attorno, da qualche parte sotto un edicola di San Giovanni, tra i banchetti dei rivenduglioli del contado, vedremo il primo protagonista di questa storia, il cantafavole.

Ne incontreremo più d'uno.

Chi parla delle guerre di Firenze e Lucca e Pisa, chi ripete una qualche fola vecchia di secoli.

Una favola d'amore come Florio e Bianciflore, come il paladino Orlando e Alda la bella.

Da quanti secoli Orlando, "Roland di Francia", è morto nelle gole di Roncisvalle tradito da Gano?

Forse da sei secoli, forse da sempre ma non v'è borgo di Francia, d Italia, di Spagna, d'Inghilterra nel quale non si sia tempestato e furoreggiato e pianto per il più bel paladino del mondo.

E quel Gano di Maganza malnato traditore.

Ma perché non toglierlo di mezzo subito, alla prima trama?

Cos'è della razza di Giuda? Che può morire solo dopo aver perpetrato il suo irreparabile delitto.

E quel Carlo Magno ma non è, diciamo, un po troppo ingenuo, un dabbene, magari un gran Re, ma perché non è di mano più ferma, lui che ne ha viste mai tante.

Eh, si sa Carlo è vecchietto, vorrebbe tutti d'accordo, al male lui non ci pensa.

Per questo il poveretto dovrà un giorno strapparsi la barba e piangere lacrime inutili.

Per secoli, in tutti i dialetti d Europa, in rime rozze e calde, le storie dei paladini furono la bella letteratura dei poveri.

Una fiaba di amori, di audacie, di tradimenti, c'è qualcosa di più bello al mondo?


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Memorie mediterranee

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Viaggi in Spagna, Marocco, Costantinopoli e Sicilia

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Autore: Edmondo De Amicis

Editore: Edizioni Socrates

Prima edizione: 11/2006

Edizione corrente: 11/2006

EAN-ISBN: 9788872020272

Pagine: 375

Rilegatura: brossura

Dimensioni: 13,5x20,5 cm

Prezzo di copertina: 16,00 Euro

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Descrizione
Memorie mediterranee è una selezione delle più belle pagine di viaggio di questo autore appassionato e coltissimo, spiritoso e acuto, capace di affascinare il lettore raccontandogli quanto sia semplice trovare una donna per la notte negli alberghi di Istanbul spacciandosi per un pittore in cerca di modelle, o descrivendo gli sguardi furtivi delle odalische dietro le paratie degli harem e il destino crudele e insensato degli eunuchi.

Alla loro figura nobile e tragica di difensori della passione carnale a cui essi non potranno mai accostarsi, il giovane autore dedica pagine ardenti e memorabili.

Di Fez e Istanbul, del Marocco, di Cipro e delle isole greche, Edmondo De Amicis restituisce un immagine viva e vera, esotica e ammaliante.

Questo libro, arricchito da tavole dell'epoca firmate da Cesare Biseo per l'edizione francese dei testi deamicisiani, si offre infatti anche come una guida ineguagliabile e puntuale dei quartieri e dei monumenti, dei colori e delle attività da svolgere giorno per giorno in terre di cui permane ancora intatto il fascino e l'incanto.

Memorie mediterranee è un libro che affascinerà chiunque ami l'esotismo del Medioriente, di luoghi favoleggiati come Istanbul, le isole greche e il Marocco: per chi viaggia, dunque, ma anche per chi è appassionato di quelle terre e culture oggi così al centro dell'attenzione generale.

Le tavole illustrate di Cesare Biseo rendono il libro ricco e prezioso anche per coloro che sono rapiti dall'iconografia di quei luoghi, ed Edmondo De Amicis è uno dei nomi della letteratura italiana più cari al grande pubblico.


Indice
IL MONDO COME BOZZETTO. DE AMICIS PROSATORE IN VIAGGIO
di Emanuele Trevi

NOTA AL TESTO

MEMORIE MEDITERRANEE

TESTI TRATTI DA "SPAGNA" (1873)
Barcellona
Saragozza
Madrid
Cadice

TESTI TRATTI DA "MAROCCO" (1876)
Tangeri
Fez

9788872020272bis.jpg TESTI TRATTI DA "COSTANTINOPOLI" (1878)
L'arrivo
Cinque ore dopo
Il ponte
Stanbul
All'albergo
Galata
Il gran bazar
I cani
Gli eunuchi
Gl'italiani
La cucina
Maometto
I greci
Gli ebrei
Il bagno
Santa Sofia
Le turche
Gli ultimi giorni

TESTI TRATTI DA "RICORDI DI UN VIAGGIO IN SICILIA" (1908)
Messina
Palermo

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
A cura di Nefeli Misuraca


Note biografiche
Edmondo De Amicis (1846-1908) è l'autore di Cuore, uno dei libri italiani più letti di tutti i tempi, ed è stato tra i fondatori del Partito Socialista Italiano.

Patriota fervente e uomo di ardente impegno civile, fu una punta di diamante della generazione che portò all'unità d'Italia e uno tra i più grandi nomi della letteratura di viaggio dell'Ottocento.

Si ricordano, tra i suoi reportage di viaggio, quelli dedicati alla Spagna (1873), all'Olanda (1874), al Marocco (1876) e a Costantinopoli (1878) da cui è tratto questo libro.


Estratto
Era una mattina piovosa di febbraio, e mancava un'ora al levar del sole.

Mia madre mi accompagnò fin sul pianerottolo, ripetendomi in fretta tutti i consigli che mi soleva dare da un mese, poi mi gettò le braccia al collo, diede in uno scoppio di pianto, e disparve.

Io rimasi un momento là col cuore stretto, guardando la porta quasi sul punto di gridare: Apri! Non parto più! Resto con te! poi mi cacciai giù.per le scale, come un ladro inseguito.

Quando fui nella, strada, mi parve che tra me e casa mia si fossero già stese le onde del mare, e alzate le cime dei Pirenei; ma benché da tanto tempo aspettassi quel giorno con impazienza febbrile, non ero punto allegro.

Incontrai alla svoltata d'una strada un medico mio amico che andava all'ospedale, e ch'io non aveva visto da più d'un mese; mi domandò: "Dove vai?" "In Spagna," risposi.

Non mi voleva credere, tanto il mio viso accigliato e melanconico era lontano dall'annunziare un viaggio di piacere.

Per tutta la strada, da Torino a Genova, non pensai che a mia madre, alla mia camera che
restava vuota, alla mia biblioteca, alle care abitudini della mia vita alle quali davo un addio per molti mesi.

Ma Genova, la vista del mare, i giardini dell'Acquasola e la compagnia di Anton Giulio Barrili, mi restituirono la serenità e l'allegrezza.

Ricordo che mentre stavo per scender nella barca che mi doveva condurre al bastimento, mi fu data una lettera da un fattorino d'albergo, nella quale non erano che queste parole: «Tristi notizie di Spagna. La condizione di un italiano a Madrid, in tempi di lotta contro il Re, sarebbe pericolosa. Persisti a partire?».

Saltai nella barca, e via.


Note
La collana Paralipomeni, diretta da Simone Barillari, raccoglie le opere minori dei più grandi autori della letteratura italiana: testi d'occasione, scritti incompiuti, articoli di giornale e corrispondenze di viaggio, excursus saggistici, diari ed epistolari.

Ogni volume della collana è arricchito da illustrazioni e apparati critici, riproduzioni d'epoca e pagine autografe che restituiscono a questi testi l'importanza e la fragranza originarie, facendone piccoli gioielli per gli appassionati della letteratura e del libro.

Nei più grandi autori certi improvvisi bagliori del talento si aprono in luoghi incalcolati e spontanei: spesso l'immagine che svela un romanzo è stata offerta quasi come un indizio in un brano di critica letteraria, e nel controluce della lettera a un amico è capitato spesso di distinguere la filigrana di un personaggio; e quante volte l'ossessione per un tema dominante e il taglio di un pensiero sono stati orditi dentro un diario di appunti o in un racconto rimasto poi in ombra, quante volte l'effetto di certi giri di frase e ritmature della prosa è stato provato prima, quasi con noncuranza, nell'articolo di un giornale o nella corrispondenza di un viaggio.

In questi luoghi imprevisti e apparentemente minori ogni grande autore ha sempre disseminato, per volontà o per occasione, importanti segni di sé, inconfutabili frammenti del diamante: piccole parti come miniature del tutto.


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Le solite storie

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Autore: Marcello Cantoni

Editore: Prospettiva editrice

Prima edizione: 01/2008

Edizione corrente: 01/2008

EAN-ISBN: 9788874184514

Pagine: 98

Rilegatura: brossura

Dimensioni: 20x21 cm

Prezzo di copertina: 10,00 Euro

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Descrizione
Le Solite Storie hanno in comune una passione.

Passione sopra le righe, disperata, commovente, passione spesso inadatta ad un mondo con poco slancio per i dettagli e poca fantasia per le invenzioni.

Le Storie sono Solite perché umane, Solite perché in bilico, Solite perché.

Quando una donna come quella decide di alzarsi per andare in bagno, il mondo trattiene il fiato, o almeno a me piaceva vederla così.

Lei aveva classe e io con quella barba di tre giorni non dovevo aver fatto una bella impressione.

In ogni caso decisi di agire.

Chiesi alla mia penna uno sforzo di fantasia, cercai di ricordare come si faceva a riunire in poche frasi il turbinio di un sentimento.

Sul foglio le parole cominciarono a correre leggere come ballerine di tango e poco prima che lei tornasse feci in tempo a finire e ad infilare il biglietto sotto il suo bicchiere.

Ancora oggi non ricordo cosa scrissi esattamente, ma ricordo l'espressione del suo viso di fronte a quel regalo.


Note biografiche
Marcello A. Cantoni è nato nel 1976 a Milano.

Attore e regista, scrive per il cinema e il teatro.


Estratto
LUCE

Angelo mio,
ti scrivo da qui, dove anche oggi un altro giorno si è lasciato consumare.

Se i miei calcoli sono esatti e la mia mente ancora viva, questa dovrebbe essere la lettera numero quattrocento, visto che dallo stesso numero di giorni mi trovo qui e visto che non c'è stato calare del sole, senza che io prendessi in mano la mia penna per parlare con te.

Gia, parlare! Una volta mi sembrava così indispensabile la tua voce, mi allarmavo quando restavi in silenzio lasciandomi solo con i miei pensieri.

E adesso pensare a tutto questo mi fa sorridere.

Da queste parti, infatti, il silenzio è come una spiaggia assolata su cui distendersi per farsi guarire dal sole.

È un regalo prezioso che nessuno ti fa mai.

Qui, di parole ce ne sono tante e quasi tutte inutili.

Parole di topi in gabbia, che si ammazzano a morsi per un pezzo di formaggio troppo piccolo per tutti.

Solo la notte trovo un po' di pace.

Il buio mi fa libero.

Libero di immaginare.

Cammino avanti e indietro e progetto le giornate.

All'inizio è difficile, ma poi chiudendo gli occhi riesco anche a vederle, come al cinema.

Sono vestito bene, rasato di fresco e l'aria intorno a me è quella soffice dei primi giorni di primavera, cammino per la città guardandomi in giro, vedo costruzioni mai notate prima, cambio direzione, m'infilo in strade deserte che portano a piazze piene di persone.

Mi piace quella città e mi piace non avere fretta.

Ho voglia di un caffè!

Mi siedo al tavolino di un bar, il cameriere è gentile, gli lascerò una bella mancia.

Poi alzo lo sguardo e ti vedo seduta al tavolo a fianco, bella e vestita di verde, mentre sfogli una rivista.


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