La fattoria di Attilio

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Filastrocche, Ricettine di nonna Teresa, Novelline a sorpresa, e in più... colorami tu!

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Autore: Adriana Materassi

Editore: Alberti Editori

Prima edizione: 04/2007

Edizione corrente: 04/2007

EAN-ISBN: 9788889664377

Pagine: 50

Rilegatura: filo refe

Dimensioni: 14,0x21,5 cm

Prezzo di copertina: 6,50 Euro

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Descrizione
La fattoria di Attilio è un libro dalle molteplici sfaccettature: contiene infatti una breve raccolta di filastrocche aventi come tema "La fattoria", nonché varie ricettine sfiziose e tre novelline tutte da gustare.

I protagonisti sono vegetali (carciofi, cipolle, patate, finocchi, pomodori, carote ) personaggi simpatici che sapranno farsi amare dai bambini e apprezzare anche come alimenti, magari cucinati utilizzando le piccole ricette sotto forma di filastrocche.


Note biografiche
Adriana Materassi è nata nel 1954 a Vicchio (FI) dove vive.

Lavora come collaboratrice scolastica presso una scuola dell'infanzia di Borgo San Lorenzo (FI).


Estratto
ATTILIO IL CONTADINO

Stamattina il buon Attilio,
non appena il sole è sorto,
ha comprato un visibilio
di semente per l'orto
che coltiva con amore
con la figlia del fattore.
Già quest'anno, ci scommetto,
ha raccolto nel carretto
100 chili di patate,
10 tipi d insalate
e ha sbarbato dalle zolle
20 porri e 3 cipolle!
In allegra
compagnia
degli amici
della
fattoria.


SAMUELE IL CONIGLIO

Samuele, in fattoria,
è il più vispo che ci sia.
Quando Attilio non lo vede,
se sapeste che succede :
quel monello fa i dispetti
agli amici coniglietti,
ruba i semi nel solaio
poi s'infila nel pollaio,
mette in moto le zampine
e rincorre le galline!
Pacioccon di un contadino!
Mentre riempi il carrettino,
ti fai prender per le
mele dal coniglio
Samuele che da
dietro, sulle
ruote,
ti rosicchia le
carote!!!


IL FINOCCHIO

Ho un profumo delicato,
sono un tipo raffinato.
Il mio candido panciotto
puoi mangiarlo crudo
o cotto,
perché io sono
il finocchio
e se tu mi mordi
scrocchio!


IL POMODORO

Sono un pomo rosso rosso
perché corro a più non posso,
come un mago del menù,
son contorno, son ragù.
Dal tegame della zia
faccio un salto in
pizzeria, ti saluto dal
brasato, poi
mi tuffo
nel passato
per finire in
questo
coro:
Viva la
pappa
al pomodoro !


LA CAROTA

Sotto quest'anima dura dura
c'è una semplice creatura.
Costo poco perché, dice,
che son solo una radice,
ma se tu mi mangi spesso,
nuda e cruda o con
il lesso, ti
risparmio
la puntura
e ti rifò
l'abbronzatura!
Vedi? Anch'io sono
importante
e il coniglio Samuele
è un mio grande
spasimante!


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Le chiavi perdute

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Libere emozioni, prigioniere in scrigni d'uomo

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Autore: Alberto Bruni

Editore: Alberti Editori

Prima edizione: 12/2007

Edizione corrente: 12/2007

EAN-ISBN: 9788889664483

Pagine: 130

Rilegatura: filo refe

Dimensioni: 14,0x21,5 cm

Prezzo di copertina: 10,00 Euro


Descrizione
"Le chiavi perdute" è una silloge di liriche improntata sulle emozioni allo stato puro, in grado di sprigionare immagini poetiche, armoniose in un connubio di sentimenti, ambiente, natura che conducono "verso dopo verso" alla scoperta dell'animo del poeta.

Immediatezza, spontaneità, musicalità fanno sì che la loro lettura generi ricordi, sensazioni, emozioni passate e presenti, ritrovando un po' di se stessi nelle poesie che compongono questa raccolta.


Note biografiche
Alberto Bruni nasce a Città di Castello (PG) nel Settembre del '64, ma da sempre vive ad Arezzo.

Gli studi scientifici ed una Laurea in Economia segneranno la sua vita lavorativa: si è sempre occupato di Amministrazione Finanza & Controllo per gruppi di aziende toscane.

Ha insegnato per tre anni Strategia e Politica Aziendale presso l'Università di Siena, pubblicando numerosi articoli e saggi su temi di management e gestione aziendale.

Trova nella poesia e nelle parole un bisogno di interiorità che giornate piene di numeri e cifre non riescono a dargli.


Estratto
A PIEDI NUDI

L'immaginario sfugge,
corre veloce davanti a noi:
arriva per primo al traguardo voluto,
per primo raggiunge la meta cercata.

Ci porta al guinzaglio,
creando un elastico
tra i nostri respiri
pilotando i sogni
con brusche sterzate.

Si trascinano i passi
e non c'è curiosità, ne eccitazione
per la strada percorsa;
si appoggiano i piedi
su lastre di marmo
dure fredde e silenziose.

Si perde il sapore, il profumo
e il rumore dell'erba.


UN PAGLIACCIO DEL CIRCO

Rincorrersi dietro finte realtà
che sembrano appartenerti,
essere tue;
in cui credi di saperti muovere
ma che ad ogni passo
ti trascinano lontano.

Lontano da ciò che realmente sei,
dall'aria di cui necessitano
i tuoi sensi, i tuoi giorni.

È una fuga in avanti
dal sorriso forzato,
di cui apprezzi tutto
ma niente condividi.

Mi sento un pagliaccio del circo
che a fine spettacolo
si toglie il trucco:
un vestito di spicchi e colori
mi difende
nascondendo agli altri
tutto me stesso.

Ecco le chiavi del mio camerino.


VECCHIE LETTERE

Le tue vecchie lettere
sono sempre lì
sparse in mezzo ai libri.

È più di un anno ormai
che non trovano pace
e il loro sguardo mi inquieta un po'.

Da allora non le ho più lette,
sono come i vecchi amici
che non voglio più frequentare
per non dover spiegare.

Leggerle adesso, no.

Significherebbe togliere loro
la carica di bene
che tuttora trasportano;
riaprirle adesso sarebbe come tradirle,
annientarle, metterle davanti
a speranze illuse e vittorie perse.

Voglio che riposino quiete
in questo disordine,
compiaciute di aver raggiunto
la loro missione.

Riposate

Che la realtà
non vi trasformi mai
in parole poco importanti,
lapidi di un vecchio castello
decadente e disabitato.


PIANGI SE VUOI

Conosco abbastanza di questi momenti,
abbastanza da leggere dentro ai tuoi occhi
il disperato strazio che vive con te.

Non dire niente,
ma piangi se vuoi;
sfoga le urla dell'impotenza
libera le voci che rimbombano domande
senza offrirti risposte.

Non lasciare che il tuo sguardo
si perda nell'infinito,
dietro la montagna;
ma guarda la strada che stai percorrendo.
Infiniti misteri, straordinarie bellezze
sono ad un passo da te.

Cogli l'essenza di questo sentiero
e lasciane traccia, testimonianza,
perché chi voglia seguirti
conosca di te ogni minimo passo.
E quando altre orme ti accompagneranno
respira forte e non sarai più sola.

Bagna i tuoi polsi con la forza
che ti scorre dentro:
tieni strette le tue emozioni,
i tuoi sentimenti,
sono tutto ciò che hai.
Loro ti illumineranno il cammino
e più niente dovrai temere.


ORIZZONTE

Quando guardo il mare
immagino il mondo
che non conosco:

io sulla riva,
al di là, l'orizzonte
sipario di meraviglie:

sono qui e lo sento,
mi accorgo che è molto distante da me.

Eppure è così familiare
proprio come il rumore
delle timide onde
che si presentano umili
al cospetto dei miei sandali.

Vorrei adesso abbracciare
colei che indosserà il mio destino.

Alla mia destra
un sole si spenge,
lasciando per scia
il profumo delle sue vesti.


CAMINO

La cenere nasce dal legno rovente,
in equilibrio precario
sugli alari di questo camino.

Fili di fiamme appaiono
all'improvviso e danno tepore;
guardandoli penso alla vita.

Forse anche noi custodiamo
un equilibrio instabile,
ed i nostri giorni vivono

di mille fiammelle
che ci riscaldano, che spesso
ci bruciano i sensi.

Ed è un lento consumarsi,
un'inesauribile trasformazione:

il tempo e la fiamma
ci rendono meno rigidi
e da legno diventiamo cenere.

In questo focolare
che è il nostro tempo
io voglio esaurirmi,

fino all'ultima pagliuzza;
certo ed illuso che la mia fiamma
abbia riscaldato il cuore di qualcuno.


COMPLEANNI

La nostra vecchiaia
non è fatta di tempo,
di calendari,
ma di emozioni vissute,
di sentimenti incontrati.

Vorrei festeggiare i miei compleanni
ricevendo in dono
sorrisi sinceri.


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La strada di un destino

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9788889664414.jpg

Autore: Simona Grazzini

Editore: Alberti Editori

Prima edizione: 05/2007

Edizione corrente: 05/2007

EAN-ISBN: 9788889664414

Pagine: 64

Rilegatura: filo refe

Dimensioni: 14,0x21,5 cm

Prezzo di copertina: 10,00 Euro

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Descrizione
Temi trattati: solitudine, attacchi di panico, amore.

Credo che la cosa più semplice per capire dove voglio arrivare sia partire da oggi, in questo instante e di getto scrivere dei quindici anni appena trascorsi, dove si collocano la mia evoluzione, il mio risveglio.

Da una semplice e comune vita, si può trarre il giovamento di un intera esistenza, perché vivere come dei sonnambuli credendo di capire, di comprendere, è come perdere la nostra identità, e perdersi nei vicoli del mondo, noi sconosciuti tra gli sconosciuti.

Tutto crea un inizio, un'energia in movimento che non trova mai pace, la ricerca della felicità, la ricerca delle tante risposte, che albergano nel nostro cuore.

Nella realtà non è tutto così complicato come ce lo creiamo, la semplicità risiede nel nostro cuore, e quasi sempre lì coabitano tutte le risposte cercate e mai ascoltate.

Imparare a soffermarsi per vedere con occhi nuovi, capire, ascoltare, prima noi stessi e di conseguenza gli altri.

Ho commesso gli errori di tanti, ho creduto di essere nel giusto,perché era la strada più semplice per essere compresa da chi mi circondava, la mia è una vita semplice, e nello stesso tempo una voce interiore mi dice che scrivere di questa vita che penso semplice, sia ora importante, forse non so per chi, per me?

Per chi sa ascoltare, capire, per chi si rivede in queste righe, comunque scriverne non può danneggiare nessuno


Note biografiche
Simona Grazzini è nata ad Arezzo dove vive e lavora.

La strada di un destino è la sua opera d esordio.


Estratto
È la millesima volta che ricomincio a scrivere, e la cosa mi fa assolutamente sorridere, perché mi viene in mente chi mi ha sempre detto che mai sarei riuscita semplicemente a iniziare

Questo desiderio ormai lo serbo da quasi 15 anni, perché quando si sente il bisogno di comunicare qualcosa d importante, quando il bisogno di riportare su carta quei pensieri che parteggiano il percorso della vita si fa impellente, lo puoi solo assecondare, dargli sfogo perché in quello che si riesce a comunicare esiste l'amore universale di parlare al cuore di chi riuscirà ad ascoltare e comprendere.

Quante complicazioni rivestono la nostra vita, quanti attimi, momenti persi a ricercare giustificazioni incomprensibili perfino a noi stessi.

Lo farò, lo dirò, si verificherà se.

Si perde la cognizione delle piccole cose importanti, retorica quando pensiamo a come vivono i bambini, gli istinti primari che li guidano nel vivere "sembra tutto troppo semplice così" come lo imposto, ma vi giuro che non è poi così complicato da vivere.

Un giorno in cui tutto dovrebbe essere solo dimenticato, tutto va storto, un'escalation di disastri che segna un ritmo il quale sembra non aver fine.

E mi domando ora tu dove sei?

Forse assorto in chissà quale pensiero, o sorridendo a chissà quale battuta.

L'unica cosa certa, è che non sei con me, e forse oggi è stato meglio.

Ti saresti avvelenato la giornata con me.

Ma che bestiale cazzata ho detto.

Certo che ti avrei voluto vicino a me, magari riuscivi anche a strappare la mia proverbiale ironia che mi aiuta ad affrontare le pessime giornate.

Invece oggi non ho avuto nemmeno il piacere di una tua semplice parola.

Giornata infame.

Spero lo stesso che per te sia stata migliore, ti regalo allora tutti i sorrisi che oggi non ho fatto.

Ti regalo la pace che oggi non ho avuto, e il mio affetto più sincero, che non si altera mai nemmeno nelle difficoltà, sintomo che il mio amore per te trova spazio sempre e comunque.

Dolce notte amore mio, do un po' di riposo alle mie palpebre stanche, il mio cuore gridava il tuo nome ed io non ho potuto non assecondarlo.

Ti amo.


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Mi chiamo Giulia e questa è la mia vita.

Ho impiegato ben quindici anni per brandire in mano una parte del mio trascorso, per cercare di riprenderne le briglia, ero come un cavallo imbizzarrito, che galoppa senza meta, sembra fuggire impetuoso da tutto quanto lo circonda, ricercando un destino che si spera clemente.

Credo di aver impiegato tanto per cercare di costruire la donna che sentivo dentro, e ancora devo farne di strada.

Anche se il più delle volte è stato difficile e doloroso rialzarsi e proseguire, ogni istante è stato pieno di significato.

Se crediamo di dare la colpa agli altri del nostro cammino difficile, ci raccontiamo una marea di cazzate!!

Tutto quello che scegliamo di fare, di percorrere, è quasi sempre frutto del nostro io interiore, è lui che ci spinge a ricercarci, con prove e sacrifici, ma non ci dobbiamo aspettare di essere premiati con la realizzazione dei nostri desideri, sarebbe già importante e fondamentale riuscire a trarne insegnamento anche dalle sofferenze e ringraziare perché in quella sofferenza abbiamo capito chi abita in noi, di cosa siamo fatti, la sofferenza ci apre nuove visuali ci fa vedere cose che altrimenti non vedremo mai, se siamo fortunati troviamo il nostro cammino


COSA SIGNIFICA MORIRE ???

La prima vera sofferenza l'ho avuta a sette anni, credo che un bambino riesca a percepire meglio di altri la morte.

Io a quell'età stavo perdendo una delle persone più importanti della mia vita.

Nessuno ti prepara da piccolo a capire cosa significa morire, ti ci trovi e non riesci a comprendere perché una persona che ti ama così tanto, sia costretta poi a lasciarti, per sempre, e il per sempre diventa un termine - per te piccolo - incomprensibile, ma forse meglio di altri riesci a canalizzare quel dolore; un bimbo anche nella sofferenza dimostra la propria forza, e riesce a non perdere mai davvero chi ama, ma ne serba la percezione, usando la magia dell'innocenza che lo anima.

Così è stato per me, mentre tutti intorno piangevano, si disperavano, tutto mi vorticava intorno come un uragano, mi sentivo come una spettatrice assente di un film che non avevo scelto di vedere.

Mi ricordo che il giorno del funerale mi sono avvicinata al letto di mia nonna, e la guardavo distesa e marmorea, ero stupita da come la morte trasformava un essere prima pieno di vita, in una statua di cera.

Nella mia assoluta ingenuità sentivo il dolore di tutti i presenti, ma non percepivo il mio e per la prima volta mi sentivo in colpa perché non ero partecipe di quel dolore.

Mi sono sempre chiesta chi in quel giorno fosse il vero mostro, se la morte che si era portata via una delle persone più belle che avrei mai conosciuto, oppure le tante persone che mi domandavano perché non piangessi!!

Piangi piccola, mi dicevano, ti sentirai meglio.

Non capivano che io non piangevo semplicemente perché per me quella persona non era veramente morta e non lo è tutt'ora, vivrà eterna nella mia memoria.

Primo vero insegnamento: non possiamo possedere l'eternità, anche se in verità baratteremo la nostra anima per assicurarcela, ma possiamo rimanere indelebili nel cuore di chi ci ha amato, se siamo stati capaci di farci amare!!

È questa la vera eternità .

Se ho menzionato mia nonna con tale veemenza, è semplicemente perché la sua figura è stata per me alla stregua di una madre.

Mi accorgo ora però, che l'avevo talmente idealizzata da piccola, da non rendermi conto che anche lei era stata semplicemente una donna con le debolezze di un essere umano, ricostruendo oggi, dietro le immagini menzionate da chi era vissuto con lei, posso dire di amarla ancora di più, perché ciò che aveva tentato di trasmettermi, era assolutamente il frutto della sua crescita sincera.

Da piccoli si ha in ogni caso l'esigenza di idealizzare qualcuno, e se siamo fortunati questa persona getterà le giuste basi del nostro vivere.

È da lei che ho imparato ad amare e rispettare gli altri, ho conosciuto l'altruismo che non vanta il desiderio di essere compensato, con lei ho imparato che l'amore getta sempre le radici più solide per crescere, riparata da tutte le intemperie della vita; è grazie a questo che sono riuscita a risalire la china, anche quando questa era impervia.

Il particolare più importante che fa parte del mio modo di vivere, parte dalla mia voglia di comprendere le persone, ne sento il bisogno perché in ognuno di noi esiste l'intera umanità, che io non voglio ignorare.

Tante sono le volte in cui mi sorprendo, parlando con perfetti sconosciuti, a cercare nell'inflessione della voce, nei gesti, nel bagliore degli occhi, carpire una parte della loro personalità, mi trovo ad immaginare le loro vite

Chi sarei io al loro posto?

È come lasciare che il vissuto di altri penetri nella tua vita, e in un certo senso la riscriva.

Questa attenzione ha reso la mia ricerca non sempre facile, irta di salite, perché cercare di capire gli altri pregiudica grande impegno, significa mettere in discussione se stessi, correre dei rischi, che non sempre hanno un prezzo giusto.


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La mia musica

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Autore: Philip Glass

Traduttore: Leda Spiller

Editore: Edizioni Socrates

Prima edizione: 11/1993

Edizione corrente: 11/1993

EAN-ISBN: 9788872020036

Pagine: 424

Rilegatura: Cartonata con sovracoperta

Dimensioni: 16x24 cm

Prezzo di copertina: 40,00 Euro

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Descrizione
Un viaggio affascinante, ricco di informazioni inedite e sorprendenti, nell'avventura musicale più fertile del XX secolo, raccontato in prima persona da Philip Glass.

Il suo protagonistra, Philip Glass, racconta in un linguaggio appassionato la sua storia personale nella cornice strordinaria degli anni '60 e '70 con i suoi "eroi" Julian Beck, Allen GinsbergAllen Ginsberg, Bob Wilson.

Questo "diario" di ampio respiro, arricchito di uno splendido commento fotografico, ci guida lungo il percorso musicale di Philip Glass attraverso le sue Opere più famose: la tritologia "Einstein on the Beach", "Satyaragraha" e "Akhnaten", completa dei tre libretti e di notazioni musicali facilmente accessibili e pure stimolanti anche per i palati più fini.


Indice
Premessa di Philip Glass

Introduzione di Robert T. Jones

La mia musica

Apprendistato

Einstein on the Beach

Satyagraha

Akhnaten

Altre composizioni

L'unicità di Philip Glass

Saggio di Germano Celant

Profilo biografico

Catalogo delle composizioni

Discografia

Bibliografia

Indice dei nomi, titoli e luoghi


Note biografiche
9788872020036bis.jpgPhilip Glass è uno dei Maestri della musica colta contemporanea, il compositore americano più interessante e multiforme degli ultimi anni.

Partito insieme a Steve Reich e Terry Riley dalla rivoluzione della musica "minimalista", ha sempre felicemente perseguito la ricerca di una sonorità "coinvolgente" e di facile ascolto.

Di qui le fertili e imprevedibili contaminazioni con teatro, opera, cinema, "divi" pop e rock come Brian Eno, David Bowie e Laurie Anderson.

Molte colonne sonore sono state scritte da Glass, a cominciare (1981-83) da quella per il "Koyaanisqatsi" di Godfrey Reggio, il primo documentario della serie Qatsi di cui Glass curò anche le successive colonne sonore, continuando con "Mishima: A Life in Four Chapters" (1985) di Paul Schrader e "Kundun" (1997) di Martin Scorsese.

Ha fatto anche una breve apparizione come attore nel film "The Truman Show "(1998). "The Hours" (Stephen Daldry, 2002), "Taking Lives" (2004), "The Fog of War" (Errol Morris, 2003), e "L'illusionista" (Neil Burger, 2006) sono tra i film più famosi in cui la colonna sonora contiene pezzi di Glass, sia di repertorio che nuovi.

La colonna sonora di "Diario di uno scandalo" (2007) ha ricevuto la nomination agli Oscar.


Estratto
Parigi - Apprendistato

L'ho detto più volte che sono diventato compositore d'opera per caso.

Non mi ero mai riproposto di diventarlo, e ancora oggi uso la parola "opera" con una certa riluttanza.

Negli anni '50, quando ero allievo della scuola di musica, studiavo con zelo il repertorio lirico tradizionale e frequentavo regolarmente il vecchio Metropolitan nella 39a Strada a Broadway, dove, su nel loggione, per 50 cents si poteva seguire uno spartito.

L'ascolto era perfetto, da lì, ma per vedere bisognava sporgersi in avanti e sforzarsi di guardare giù: una posizione non solo scomoda, ma anche decisamente pericolosa.

Da questa prospettiva limite ascoltai "e, in un modo o nell'altro, vidi anche" un numero infinito di opere, sia vecchi cavalli di battaglia che cose più moderne: per esempio il modernissimo (tale, almeno, era considerato allora) Wozzeck.

Erano frequentazioni obbligate, che dovevano servire ad affinare la mia educazione.

Ero mille miglia lontano dal pensare che un giorno avrei potuto scrivere un'opera io stesso, e tanto meno che avrei trascorso la maggior parte dei miei anni maturi e comporre per il teatro.

Avevo trentanove anni quando, di punto in bianco, con "Einstein on the Beach", mi ritrovai di fatto a lavorare nei teatri lirici.

L'Einstein fu presto seguito da altre due opere ("Satyagraha" e "Akhnaten"), che insieme formarono una trilogia di ritratti teatrali in musica di grandi personaggi che in particolari momenti hanno monopolizzato la mia attenzione.

Ero diventato un compositore d'opera.

Ora nello scrivere di queste prime tre opere "ritratto", mi sembra che uno degli aspetti più interessanti della loro creazione sia proprio la sequenza degli "avvenimenti fortuiti" che mi hanno fatto approdare alla lirica.

Per questo, nonostante la mia intenzione di scrivere solo di queste mie opere, credo che dovrò invece cominciare la mia storia almeno da dieci anni prima, dal tempo del mio primo lavoro in campo teatrale a Parigi, verso la metà degli anni 60.


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Sarka

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Autore: Claudio Forti

Editore: Di Renzo Editore

Prima edizione: 01/2008

Edizione corrente: 01/2008

EAN-ISBN: 9788883231971

Pagine: 188

Prezzo di copertina: 12,50 Euro

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Descrizione
Sarka prende le mosse dal pianeta parallelo di Second Life e indugia a lungo sulle atmosfere virtuali di questo mondo incredibile eppure raggiungibile con qualsiasi computer, affrontando argomenti e pensieri comuni a tutti noi.

Il tempo che scorre impietoso, l'esigenza di continuare a sognare pur avendo già passato da un pezzo l'età dei progetti e dei folli amori, il bisogno di conferme che noi stessi non siamo in grado di darci: tutto questo e altro ancora è Sarka.

Ma prima di tutto Sarka è una grande storia d'amore, in cui il cuore e il cervello di Marco, affermato architetto, si affrontano, alla ricerca di un equilibrio, forse impossibile.

E il fascino di Sarka, stupenda creatura boema, impareggiabile creatrice di sensuali atmosfere, segnerà - definitivamente - il confine che separa il sogno dalla realtà.


Note biografiche
Claudio Forti nasce come medico ma si dedica ormai a tempo pieno al teatro.

Ha scritto tredici lavori teatrali (Edmund Kean, Truthful, Mary Frankenstein, L'uomo dei sogni), rappresentati da compagnie nazionali in importanti teatri italiani.

È inoltre autore di tre libretti d'opera, in particolare Salvo D'Acquisto, con musica di A. Fortunato, presentata sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il Premio letterario internazionale "Firenze-Europa" e il Premio "I fiumi", e le sue opere sono state selezionate per le rassegne "Il nome della Prosa" a Roma, "G. Totola" a Verona e "Prove d'Autore" a Torino.

Nel 2007 ha ricevuto il Premio Unesco.


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