Manuale tecnico del pianista concertista

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Autore: Piero Rattalino

Editore: Zecchini Editore

Prima edizione: 11/2007

Edizione corrente: 11/2007

EAN-ISBN: 9788887203608

Pagine: 174

Dimensioni: 17x24 cm

Prezzo di copertina: 17,00 Euro

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Descrizione
Si dice e si ripete oggi comunemente che nel pubblico della musica classica il naturale ricambio generazionale sta diventando problematico e che questo fenomeno colpisce particolarmente il concerto da camera e il recital, mentre è un po' meno preoccupante per il concerto sinfonico e per il teatro.

Gettare per ciò la croce sulla scuola, sui giornali, sulle televisioni, sui politici, come si usa, serve però soltanto ad eludere il problema di fondo, che riguarda sì la scuola, i giornali, le televisioni, i politici, ma anche, e molto, i musicisti, sia compositori che interpreti.

La critica della prima metà del Novecento dibatté a lungo e accanitamente il problema dell'interpretazione musicale, il più spesso in modo astrattamente filosofico e con una conoscenza del fenomeno assai rudimentale o addirittura del tutto assente.

Separando concettualmente il campo dell'arte e il campo della tecnica si cercò di rinserrare l'interprete nell'uno o nell'altro, con il risultato compromissorio di riconoscere alla fine in lui il tecnico al quale non doveva mancare, sebbene fosse di secondaria importanza, un certo quid artistico.

Questa concezione della figura dell'interprete venne elaborata teoreticamente mentre i compositori tendevano a loro volta a limitare progressivamente il campo di autonomia dell'interprete e a vedere in lui il tecnico o tutt'al più l'artigiano che con sensibilità e accortezza trasformava in suono ciò che il creatore aveva fissato come segno sulla carta.

Dal processo creativo e dal processo riproduttivo restava però escluso il pubblico, filosofia ed estetica marciavano per conto loro senza il supporto della sociologia.


Note biografiche
Piero Rattalino ha studiato pianoforte con Carlo Vidusso e composizione con Luigi Perrachio, diplomandosi nel conservatorio di Parma, rispettivamente, nel 1949 e nel 1953.

Ha insegnato in vari conservatori; dal 1964 al 1996 è stato titolare di pianoforte nel conservatorio di Milano.

Insegna pianoforte nell'Accademia di Imola e drammaturgia musicale nell'Università di Trieste.

È stato direttore artistico al Comunale di Bologna, del Carlo Felice di Genova, del Regio di Torino.

È stato direttore artistico del Teatro Massimo Bellini di Catania.

È stato inoltre consulente artistico del Festival Verdi di Parma ed attualmente lo è presso il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo.

Ha pubblicato numerosi libri, tra cui Storia del pianoforte, Da Clementi a Pollini, "Il concerto per pianoforte e orchestra", "Le grandi scuole pianistiche", "Pianisti e fortisti", "Piano recital", "Gli elementi fondamentali del linguaggio musicale", Le forme e generi della musica, monografie sulle Sonate per pianoforte di Beethoven, su Chopin, su Liszt, e per Zecchini Editore: il romanzo-saggio "Memoriale di Pura Siccome", Schumann. Robert & Clara, La vera storia di Amadeus e altri racconti, Sergej Prokofiev. La vita, la poetica, lo stile ed è autore dei libri della collana "Grandi Pianisti".

Collabora con la rivista MUSICA.


Estratto
I compositori si resero tuttavia conto del fatto che questo modo di procedere li stava portando in un vicolo cieco e riuscirono negli ultimi decenni del secolo a rivedere le posizioni consolidate e a superarle.

Anche gli interpreti, aiutati in ciò dai risultati ottenuti dalla ricerca filologica, stanno mettendo in forse i canoni del secolo passato; ma la transizione dalle vecchie certezze a certezze nuove non si è ancora compiuta, e tanto meno si è compiuta nel campo della didattica.

Il Manuale tecnico del pianista concertista intende appunto esaminare in modo non dottrinario ma pragmatico ciò che sta accadendo nella vita musicale e inserire nel gioco, accanto ai temi tradizionali del rapporto con il testo e con lo strumento, il tema basilare del rapporto con il pubblico, della comunicazione.

Le prospettive che si aprono per i giovani, siano essi concertisti nel senso tradizionale e limitativo del termine o nel senso di operatori culturali che si avvalgono di forme miste e irrituali di rapporto con il pubblico, stanno rapidamente mutando: è dunque il caso di cominciare a rifletterci sopra senza basarsi né su vecchi né su nuovi dogmatismi.


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Autore: Paola Saracino

Editore: RIREA

Prima edizione: 02/2008

Edizione corrente: 02/2008

EAN-ISBN: 9788885333765

Pagine: 110

Prezzo di copertina: 10,00 Euro


Descrizione
Quaderno Monografico Rirea n. 59

L'idea di una ricerca a carattere storico sulla Governance nell'azienda Comune di Milano tra il secolo XI e XII nasce dalla piena condivisione del pensiero di De Roover circa l'oggetto di indagine della storia della ragioneria; lo storico infatti afferma che la storia della ragioneria, oltre ad indagare le origini dei conti, deve anche occuparsi della struttura e amministrazione delle aziende del passato al fine di analizzarne la direzione o governo, la gestione, il controllo e la programmazione.

La presente ricerca storica assume come quadro teorico di riferimento alcuni assiomi che vengono delineati riprendendo anche alcuni cenni dottrinali.

Il primo assioma è rappresentato dal Comune nella sua caratterizzazione aziendale e ben si può parlare di Comune di Milano come azienda a partire dal secolo XI.

Il secondo assioma è costituito dal concetto di governance.

Negli studi economico aziendali e si sono individuati gli embrioni di una governance interna, esterna ed interistituzionale nel Comune di Milano di epoca medioevale.

Il terzo assioma riguarda il filone storico degli studi di economia aziendale con l'individuazione del Comune di Milano come uno dei primi Comuni in Italia che già dal secolo XI presenta quegli elementi di economicità, elettività, rappresentatività, organizzazione, struttura giuridica che solo molti secoli dopo gli studiosi hanno individuato come elementi caratteristici della governance aziendale.

L'esame di una raccolta di atti del Comune di Milano tra i secoli XI e XIII, sebbene frammentaria e lacunosa, ha consentito di ricostruire la nascita ed il successivo consolidamento della Governance nel Comune lombardo; sono stati quindi analizzati gli organi della Governance comunale, individuando figure estremamente attuali quali ad esempio gli amministratori indipendenti, gli assessori, gli stakeholders a testimonianza che tempo storico, tempo presente e tempo futuro sono presenti e si fondono in tutti i fenomeni aziendali.

La maggior parte dei documenti originali dell'epoca sono andati perduti nei numerosi incendi che hanno distrutto parte della memoria storica di Milano e con essa dell'amministrazione contabile del Comune medioevale; sono tuttavia sopravvissuti indizi e riferimenti a quello che doveva essere il sistema contabile del Comune di Milano e che Zerbi indica come sistema lombardo o metodo tabulare, caratterizzato da elementi che Zerbi stesso individua come fondamentali per comprendere il metodo della partita doppia.

Infine rimane Milano, una città che incomincia ad emergere in tutta la sua importanza fin dal Medioevo e malgrado le influenze culturali derivanti dalle occupazioni spagnole, francesi, austriache, ha sempre mantenuto e mantiene ancora questa vitale capacità di governance.


Note biografiche
Paola Saracino è professore associato di Ragioneria Generale ed Applicata, docente di Bilancio e Principi contabili, Bilancio Consolidato e Principi Contabili Internazionali, Programmazione e Controllo negfli Enti Locali presso la Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca.

È componente del Comitato Scientifico del Centro Studi Aziendali del medesimo Ateneo e componente del
comitato editoriale delle riviste "Mecosan" ed "Il controllo nelle società e negli enti".

È socio Aidea, Sidrea e Sisr.

È autore e coautore di diverse pubblicazioni fra le quali si ricordano: Cash accounting sistem according to IAS/IFRS (Giuffrè), La contabilità generale e i processi amministrativi nel sistema amministrativo integrato (Giuffrè), Evoluzione del controllo di gestione nel Comune (Giuffrè), La pianificazione strategica ed il controllo di gestione nella sanità (Il Sole 24 Ore), Configurable Enterprise Accounting-C.E.A (Giuffrè).


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Arte dei Trombettisti e Timpanisti

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Tentativo di introduzione alla Arte eroico-musicale dei trombettisti e dei timpanisti, per una migliore assimilazione della medesima descritta dal punto di vista storico, teorico e pratico e spiegata con esempi.

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Editore: Zecchini Editore

Autore: Johann Ernst Altenburg

Traduttore: Tranquillo P. Forza

Prima edizione: 01/1795

Edizione corrente: 11/2007

EAN-ISBN: 9788887203622

Pagine: 178

Prezzo di copertina: 20,00 Euro

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Descrizione
Il trattato sull'arte dei trombettisti e dei timpanisti di Altenburg (1795) costituisce una pietra miliare nello studio della tromba.

Esso fornisce una descrizione organica ed unica del mondo della tromba nel periodo barocco visto con gli occhi di chi ne sta vivendo l'irreversibile trasformazione.

Il lettore trova in quest'opera informazioni sulla tromba dalle sue origini fino al XVIII secolo; sui trombettisti; sulla teoria della musica riferita alla tromba; sul metodo di insegnamento tutt'ora valido; sullo stile d'esecuzione della musica barocca con relativi brani esemplificativi ed infine sulla relazione tra trombe e timpani.

Altenburg si sofferma anche sugli aspetti normativi e sociali del mondo della tromba legandoli ai cambiamenti in atto al termine del periodo barocco.

Egli riafferma il ruolo fondamentale delle corporazioni e del Privilegio Imperiale, descrivendoli in modo assai completo e fornendo inoltre informazioni dettagliate sui diritti e doveri dei trombettisti; sui loro requisiti fisici e morali; sul comportamento e abbigliamento richiesto sul lavoro e fuori; sulla retribuzione e dotazione.

Queste informazioni per-mettono al lettore di comprendere la solidità della struttura delle corporazioni dei trombettisti del Sacro Romano Impero.

Il traduttore di quest'opera ha aggiunto alcune illustrazioni.

I dipinti offrono al lettore l'opportunità di vedere le trombe e i timpani con gli occhi degli artisti del passato, mentre le foto mostrano originali o copie di tali strumenti.

Egli si augura che questa traduzione porti ad una maggiore comprensione dell'importanza di questo trattato ed avvicini i giovani musicisti alla riscoperta della musica antica su strumenti d epoca.


Note biografiche
Johann Ernst Altenburg (1734 - 1801), compositore, trombettista e organista tedesco.


Tranquillo P. Forza (Traduttore)
Nato ad Arzignano (Vicenza) 233 anni dopo Altenburg.

Diplomatosi in tromba, musica corale e direzione di coro, composizione e strumentazione per banda ha studiato tromba naturale presso la "Schola Cantorum Basiliensis" sotto la guida di Edward H. Tarr.

È autore del trattato "Il bocchino nei labiofoni" edito da Editions Bim.

È fondatore del "Dittamondo Ensemble" con il quale ha inciso il Cd "Alio Modo per Velut Luna" contenente il Concerto a 7 clarini e timpani tratto dal presente testo di Altenburg.

Insegna tromba naturale nel corso di laurea in strumenti antichi presso il Conservatorio di Musica di Vicenza Arrigo Pedrollo.


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Autore: Benedetta Barbagallo

Editore: RIREA

Prima edizione: 02/2008

Edizione corrente: 02/2008

EAN-ISBN: 9788885333758

Pagine: 48

Prezzo di copertina: 10,00 Euro


Descrizione
Quaderno Monografico Rirea n. 60

Il presente contributo affronta le problematiche legate alla corporate governance delle società di servizio pubblico locale inquadrando il tema nell'ambito del più generale processo di aziendalizzazione degli enti territoriali, chiamati oggi ad agire nella duplice veste di azionisti e di garanti degli interessi della collettività locale.

Alla luce del complesso scenario di riferimento, lo studio approfondisce, dapprima, i contributi della dottrina economico-aziendale in merito alla implementazione di nuovi sistemi operativi indirizzati a incidere sul funzionamento della Pubblica Amministrazione in un'ottica di modernizzazione, di recupero di efficienza e di un servizio migliore per i cittadini.

Il lavoro analizza, nel prosieguo, il ruolo dell'ente territoriale - nella rinnovata veste di Comune-holding - all'interno del processo di outsourcing dei servizi pubblici locali evidenziando le modalità attraverso le quali i nuovi assetti istituzionali proposti dalla riforma del diritto societario abbiano trovato concreta applicazione nelle aziende pubbliche.

Nel corso dell'analisi svolta, infine, si sono valutate le opportunità offerte dai nuovi sistemi di governo societario, al fine di individuare quale, tra le diverse alternative di corporate governance, sia maggiormente in grado di minimizzare i rischi gestionali, finanziari, operativi delle società di servizio pubblico locale.


Note biografiche
Benedetta Barbagallo è dottoranda di ricerca in Economia Aziendale (ciclo XXI) presso la Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Foggia ed è cultore di Economia delle Aziende e delle Amministrazioni Pubbliche presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Roma Tre.


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Pittori Piuttosto Pittoreschi

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Autore: Massimo Zanicchi

Editore: Giraldi Editore

Prima edizione: 10/2007

Edizione corrente: 10/2007

EAN-ISBN: 9788861550858

Pagine: 189

Prezzo di copertina: 12,50 Euro

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Descrizione
Pittori Piuttosto Pittoreschi è composto di venti storie vere, verosimili e sfacciatamente false.

Vuole essere un omaggio e, al tempo stesso, una rivisitazione di eventi legati alla vita ed alle opere di alcuni dei grandi maestri della pittura mondiale.

I racconti che compongono la raccolta creano un turbinio di generi in cui il dramma va a braccetto con il sarcasmo, ed il cinismo con la malinconia.

Al lettore sono garantiti momenti di divertimento alternati a riflessioni sulla caducità umana.

L'insuccesso, la vecchiaia, la malattia, la follia e la morte sono alcune delle tematiche trattate sempre con un tono lieve agevolato da una scrittura scorrevole.

Protagonista assoluto della antologia è

Vincent Van Gogh, spalla nel racconto di apertura, principale attore di quello di chiusura e figura che torna a far capolino in alcune delle altre storie.

Ciascun racconto prende spunto dalla biografia dell'artista che ne è protagonista.

Ogni storia, infatti, è ambientata nei luoghi e si svolge nell'epoca in cui il pittore citato ha realmente vissuto.

Ligabue, perciò, non può che aggirarsi per la pianura padana, Van Gogh, nel racconto Lobo-tomia, si mozza il famoso orecchio nella casa gialla di Arles, e Rembrandt dipinge le proprie opere monumentali nell'Amsterdam del diciassettesimo secolo.

Le trame dei racconti spaziano dalla verosimiglianza ad una falsità credibile, al lettore quindi viene sempre instillato il dubbio che ciò che sta leggendo possa essere veramente accaduto.


Indice
Prefazione di Iva Zanicchi

Due parole prima di cominciare

Incontri ravvicinati di un certo tipo

Letto ventinove

Le belve della pianura Padana

Lobo-tomia

Nel laghetto delle ninfee

Il ritrattista sui generis

Il titolatore

Viva la mela

Le ultime parole famose

Il Cristo giallo e la signora Gauguin

Un'insolita staffetta

Faccia da ronda

Un nano gentiluomo

A volte ritornano?

Incompiuta ma gioconda

L'hooligan ante litteram

Il ragazzo con le orecchie da pirla

Scomposizioni

Consigli pratici

Un girasole reciso

Ringraziamenti


Note biografiche
Massimo Zanicchi, nasce alle porte di Milano, dove risiede.

Laureato in giurisprudenza, è socio fondatore dell'associazione culturale Quintomiglio e collabora con la rivista locale "Sud Est Milano".

Con i suoi racconti, alcuni dei quali tratti anche da Pittori Piuttosto Pittoreschi, ha vinto diversi premi tra i quali il secondo posto al concorso nazionale "Ruba un raggio di sole per l'inverno" (tema: Il punto) organizzato dall'associazione ARTEA di Città di Castello (Perugia).

Pittori Piuttosto Pittoreschi è il suo primo libro, ma ha già in cantiere, con Silvano Scaruffi, un nuovo titolo: "Write Club", che sarà pubblicato da Giraldi.


Copertina dipinta da Giulia Marzani e Valentina Marzani, artiste diplomate alla Accademia delle Belle Arti di Milano.


Estratto
Due parole prima di cominciare.

Pittori Piuttosto Pittoreschi è composto di storie vere, verosimili e sfacciatamente false.

Vuole essere un omaggio ed al tempo stesso una rivisitazione di eventi legati alla vita ed alle opere di alcuni artisti i cui quadri ho avuto la fortuna di poter ammirare dal vivo.

La scelta di scrivere racconti che prendano spunto dalle vicende umane ed artistiche di pittori famosi può essere esplicata con un curioso aneddoto riguardante Vincent Van Gogh.

Correva l'anno millenovecentotrentacinque quando il MOMA, il museo di arte moderna di New York, ospitò la prima esposizione di opere del famoso artista olandese negli Stati Uniti.

La fama del pittore, ormai morto da quarantacinque anni nel completo anonimato, era in costante e vertiginosa ascesa.

Hugh Troy, giovane artista americano, meravigliato dalla grande affluenza di pubblico e dal clamore suscitato dalla mostra, ebbe una trovata geniale.

Era convinto che la gran parte dei visitatori fosse attirata maggiormente dai dettagli curiosi della vita del pittore piuttosto che dal valore dalle sue opere.

Per levarsi lo sfizio di dimostrare la correttezza della propria intuizione ricorse ad uno stratagemma grottesco.

Procuratosi un trancio di carne confezionò un finto orecchio e lo adagiò in una vetrinetta dal fondo di velluto blu.

Concluse il lavoro sistemando alla base dell'espositore la seguente didascalia: Questo è l'orecchio che Vincent Van Gogh si tagliò ed offrì ad una prostituta francese il 24 Dicembre 1888.

Gli organizzatori accolsero con entusiasmo la bizzarra trovata esponendola in una posizione privilegiata.

Il finto orecchio, in breve, divenne paradossalmente l'opera con più folla al proprio cospetto.

Suscitò uno scompiglio tale da costringere la direzione del MOMA a rimuovere l'artefatto stesso.

Da questo breve episodio si può evincere quale interesse siano in grado di attirare le vicende umane di coloro che hanno giocato un ruolo primario, o meno, nella storia della pittura.

Van Gogh può rappresentare il caso più eclatante, tuttavia, se si scava a fondo nella vita di coloro che hanno lasciato un segno tangibile nel mondo dell'arte qualche aneddoto curioso lo si può rintracciare.

In generale, il discorso varrebbe per la vita di chiunque.

La differenza è insita nel fatto che l'eco dell'esistenza di noi esseri qualunque si smorza con maggiore velocità e difficilmente riesce a captare l'interesse dei più.


Recensione
di Massimiliano Marconi
Sul sito www.poetika.it

Una circonferenza perfetta - o, se preferite, un magistrale "O" di Giotto - incornicia i venti racconti scritti da Massimo Zanicchi e riuniti sotto il "titolo strampalato" (cito dalla prefazione di "zia" Iva Zanicchi) di "Pittori Piuttosto Pittoreschi": una personalissima galleria che inizia e finisce con due efficaci ritratti colti allo zenith e al nadir della parabola artistica di un genio di nome Vincent Van Gogh.

Cronologicamente parlando, invece, la raccolta spazia dal XV Secolo, svelando un Leonardo da Vinci amareggiato e un po' deluso per la sua incapacità di portare a termine quell'effigie di donna che lo "fissa incompleta con il suo sorriso sornione", e arriva fino al XX Secolo, dove un Andy Warhol in vena di confidenze si sbilancia in suggerimenti e consigli rivolti a giovani pittori impazienti di raggiungere il successo, affinché facciano tesoro della sua esperienza.

E anche in questo caso il cerchio si chiude: sia Leonardo che Warhol si sono infatti cimentati con la rappresentazione dell'Ultima Cena.

Apro una piccola parentesi dedicata a chi ha già letto il libro: se vi viene da obiettare che il cerchio temporale è sbagliato, che il pittore a noi più vicino di cui scrive Zanicchi non è Warhol bensì Keith Haring, ebbene, andate a rileggervi il racconto "Letto ventinove"!

Dalla penna dell'autore stesso veniamo a sapere che questo volume raccoglie "storie vere, verosimili e sfacciatamente false", ma poco importa se ciò che ci viene svelato delle ossessioni di Ligabue o delle stravaganze di Dalì abbia o meno un fondo di verità; se davvero c'è stato chi, suo malgrado, ha fatto a pezzi un proprio ritratto firmato "Vincent" o se veramente, nell'Amsterdam del tempo, esisteva un tariffario in base al quale era possibile farsi ritrarre da un lunatico Rembrandt...

Ciò che conta davvero è che tutti e venti i racconti sono scritti tenendo in massima considerazione luoghi e date dell'effettiva biografia dei vari artisti e con uno stile estremamente piacevole e coinvolgente.

Massimo Zanicchi si svela un abilissimo tessitore di trame, capace di spaziare tranquillamente in generi tanto diversi fra loro, quanto le personalità dei pittori oggetto dei vari racconti: assistiamo così a dei veri e propri drammi, ma sempre venati di sottile ironia; a quadri teneramente malinconici o sottilmente cinici, in un mix sempre accattivante e originale, sostenuto da una scrittura brillante e scorrevole.

Aggiungo una breve nota sul titolo.

Mi ha molto colpito la scelta di quei tre termini, di quelle tre "P" iniziali così scoppiettanti.

Una scelta inusuale, che non poteva passare inosservata.

Doveva esserci qualcosa dietro...

Non so quanto possa avvicinarmi al vero, ma l'ho interpretata come una sorta di dedica occulta, di velato omaggio a qualcuno che, nel proprio lavoro, (al pari di Massimo) ha sempre mostrato un amore smisurato per le arti visive, tanto da mischiare spesso cinema e pittura, con effetti straordinari: Pier Paolo Pasolini.


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