Autore: Wim Wenders
Traduttore: Ornella Zaggia, Eileen Romano
Editore: Edizioni Socrates
Prima edizione: 11/1993
Edizione corrente: 03/1994
EAN-ISBN: 9788872020029
Pagine: 446
Rilegatura: Cartonata con sovracoperta
Dimensioni: 16x24 cm
Prezzo di copertina: 49,00 Euro
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Descrizione breve
Oltre 60 "storie" raccontate attraverso l'alternarsi dinamico di parola e immagine.
Una lettura avvincente e un'avventura visuale esaltante che non escludono un successivo desiderio di tornare a rileggere la prosa singolare di questo "regista intellettuale" e di godere di ciascuna fotografia (il Beaubourg di Parigi, la Biennale di Venezia, il Guggenheim di New York hanno già ampiamente celebrato l'"occhio fotografico" di Wenders).
Le 60 "storie", introdotte dalla formula conciliatrice della memoria "Una volta", che è anche titolo del libro, sono un viaggio straordinario attraverso i paesi più distanti e un incontro vivo con personaggi del calibro di Godard, Kurosawa, Handke, Scorsese, Coppola.
Da un intervista a Wim Wenders sulla rivista CITY Magazine , New York, gennaio 2002
«L'idea iniziale venne dal mio editore italiano, Fabrizio Pozzilli.
Sfortunatamente non è più tra noi.
Era un grande uomo, e io devo a lui e alla sua perseveranza questo libro.
Fin dal momento in cui diede un'occhiata alle centinaia di foto ammassate alla rinfusa nel mio archivio, tentò instancabilmente di convincermi che se ne poteva fare un libro, non solo fotografico, ma di foto e delle loro storie.
Insistette così tanto che alla fine mi sedetti e passai in rassegna tutte le foto e scelsi quelle collegate in qualche modo a una storia.
Lentamente si formò l'idea che queste storie avevano qualcosa in comune e che tutte cominciavano con la formula "una volta".
Questa espressione aveva una doppia interpretazione: c'era una volta e solo una volta .
Entrambe sono componenti essenziali del mio concetto di fotografia.»
Indice
Visionari di quello che c'è
Prefazione di Daniele Del Giudice
"To shoot pictures..."
Introduzione di Wim Wenders
Una volta
Viaggio tra immagini, parole e città
Intervista di Leonetta Bentivoglio
Note biografiche e filmografia
Bibliografia
Indice dei nomi, luoghi, titoli e cose
Note biografiche
Wim Wenders è indubbiamente il regista più famoso del "nuovo cinema tedesco".
Venerato dai cinéphiles ("Nel corso del tempo" - "Alice nelle città" - "Lo stato delle cose"), dopo la lunga esperienza americana Paris, Texas) si è imposto all'attenzione del grande pubblico.
Wim Wenders, per l'innovazione del linguaggio cinematografico e per la tensione morale che anima i suoi personaggi, è diventato uno dei Maestri incontrastati del cinema contemporaneo ("Il cielo sopra Berlino" - "Fino alla fine del mondo" - "Buena Vista Social Club"), consacrato anche dai Festival di tutto il mondo Cannes, Venezia, Berlino)
Estratto
To shoot pictures
Sparare fotografie .
Quello del fotografare è un atto nel tempo,
nel quale qualcosa viene strappato al suo momento
e trasferito in una diversa forma di continuità.
Si pensa sempre
Che ciò che viene strappato al tempo
Si trovi davanti alla macchina fotografica.
Ma non è del tutto vero.
Fotografare è infatti
un atto bidirezionale:
in avanti
e all'indietro.
Certo, si procede anche all'indietro.
Il paragone non è poi tanto stravagante.
Come il cacciatore appoggia il suo fucile,
mira alla selvaggina davanti a lui,
preme il grilletto,
e quando parte il proiettile
viene spinto all'indietro dal contraccolpo, così anche il fotografo viene risospinto
verso se stesso
premendo il dispositivo dello scatto.
Una fotografia è sempre un'immagine duplice:
mostra il suo oggetto
e - più o meno visibile -
dietro ,
il "controscatto":
l'immagine di colui che fotografa
al momento della ripresa.
[ ]
Al contraccolpo del cacciatore
corrisponde nella fotografia
il ritratto, più o meno visibile,
di colui che fotografa.
Non vengono fissati i tratti del volto,
bensì il suo atteggiamento,
la sua disposizione verso ciò che gli sta davanti.
La macchina fotografica è dunque un occhio.
Che può guardare nel contempo davanti e dietro di sé.
Davanti scatta una fotografia,
dietro traccia una silhouette
dell'animo del fotografo:
ovvero coglie
attraverso il suo occhio
ciò che lo motiva.
Una macchina fotografica vede perciò davanti il suo oggetto,
e dietro il motivo
per cui questo oggetto doveva essere fissato.
Mostra le cose
e il desiderio di esse.
Verso ciò che è davanti assume un atteggiamento,
e altrettanto verso ciò che sta dietro.
.
Autore: Massimo Bassi
Editore: Edizioni Socrates
Prima edizione: 06/2007
Edizione corrente: 06/2007
EAN-ISBN: 9788872020340
Pagine: 144
Rilegatura: brossura
Dimensioni: 12,5x16,5 cm
Prezzo di copertina: 8,00 Euro
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Descrizione
Tutto quello che avreste sempre voluto sapere su sesso, società, politica e religione e che nessuno ha mai osato dirvi in una manciata di battute dissacranti, aforismi surreali e vignette politicamente scorrette.
Dai problemi quotidiani nei rapporti di coppia al moralismo bacchettone delle gerarchie ecclesiastiche, dalle disavventure erotiche che più o meno hanno colpito tutti alle ambiguità del mondo politico italiano ed estero, il libro passa in rassegna, di capitolo in capitolo, ognuno di questi argomenti con un gusto particolare per i giochi di parole e i calembour, mostrando senza pietà le nostre abitudini, i tic e le nevrosi quotidiane.
A chi piacciono Gene Gnocchi e Dario Vergassola, a chi ascolta tutto il giorno gli Skiantos e Elio e le Storie Tese, a chi compra l'agenda di Comix da quando andava alle elementari.
Indice
AFORISTICA
EROTICA
LUDICA
POETICA
BIOGRAFICA
POLITICA
MITOLOGICA
TERMINOLOGICA
Note biografiche
Massimo Bassi è nato a Scandiano (RE) il 12 marzo 1963.
Giornalista, collabora con Comix, Reporter, il Quotidiano Nazionale, Corriere dello Sport-Stadio e l'Opinione.
Estratto
La Seconda Repubblica è fondata sull'emancipazione di tutti, al punto che nemmeno le promesse accettano più di fare una vita da mantenute.
Quando il gioco si fa duro, i molli cominciano a mollare
A livello locale sarebbe bene combattere la mafia con le sue stesse armi: chiedendo aiuto allo Stato
Metadone, metadone, sempre e solo metadone
È la cultura della disintossicodipendenza.
Il brutto artistico non è così bello come lo si dipinge.
Era un'attrice che si sentiva psicologicamente sulla labile linea di confine tra l'erotismo e il porno. Un tipo bordel-line.
Signore, perdona quelli che si mantengono vergini, perché non sanno quello che non fanno.
L'erezione è il sale della vita. Il post coitum è lo scende.
Maturazione sessuale: quando diventa meno duro dura di più.
La legge del Menga? Chi se la tira se la tenga.
Lady Gode è per chi si accontenta.
.
Autore: Monica Guastalli
Editore: TA.TI. Edizioni
Prima edizione: 09/2007
Edizione corrente: 12/2007
EAN-ISBN: -
Pagine: 56
Rilegatura: Filo di refe
Dimensioni: 14,5x21,0 cm
Prezzo di copertina: 8,00 Euro
Descrizione
"Animantica" sono le mie parole, sofferte, nascoste, imprigionate, negate.
Urla silenziose, emozioni, ricordi, dolori e arcobaleni che da sempre vivono dentro di me.
È la mia storia.
Le parole pronunciate, mai ascoltate, che ho rinchiuso da sempre in uno scrigno, celate, al sicuro, per poter dar loro vita nella poesia.
Poesia che nasce dall'essenza più pura del mio essere, che vaga al di là dello spazio e del tempo per tornare all'anima di chi la coglie.
"Animantica" è il mio spirito, sempre alla ricerca di un assoluto, che mi riporti alle mie radici più profonde, dove tutto è iniziato e, come in un moto perpetuo, non avrà mai fine.
Indice
Prefazione
Fremor
L'airone
Ad occhi chiusi
Bambina
Lux
Desiderium
Omni tempore
Elementi
Possession
L'innocenza
Donne
Anima
Mens
Preghiera
Pavor
Amans
Frammenti
Planando
Il mio cammino
Anime ancestrali
Agnello sacrificale
Il tuo canto
Es
Spirito
Pater
Autunno
Se fossi un uomo
Steven
Oblio
Iris
Solitudini
Santiago
Fiumi
Tina
Mater
Infans
Etoiles
Uomo
Ritrovarsi
Vortice
Nettare et ambrosia
La tua immagine
Note biografiche
Monica Guastalli è nata e vive a Reggio Emilia.
Maestra elementare, ha frequentato la facoltà di magistero all'Università degli studi di Padova per la laurea in psicologia.
Ha completato la formazione professionale della Peiffer Foundation, la scuola di pensiero positivo fondata da Vera Peiffer in Inghilterra, per la qualifica di Result-Oriented Counsellor.
Ha partecipato a vari concorsi letterari di poesia e alcune sue opere sono presenti in antologie e selezioni internazionali.
È vincitrice del Concorso Internazionale Il suono del silenzio 2007 (IV edizione)
Estratto
BAMBINA
Ritorna nella casa dei tuoi pensieri
Il mattino ha offuscato la tua luce
Riposa nella culla dei tuoi sogni
Rifletti il tuo splendore
Sulle ali dell'ultimo degli albatros
LUX
Grande Amore
Immensa Luce
Riportami là
dove hai lasciato il tuo cuore
Fammi ripercorrere i miei sentieri smarriti
Ritrova il tuo corpo
Addormentato nel vortice della mia anima
DESIDERIUM
La bruciante attesa del nostro futuro
s'è arenata in un oasi senza tempo
La zattera è partita senza di noi
Improbabili avventurieri
della nostra labile giovinezza
OMNI TEMPORE
La vita danza il suo valzer con noi
Peccatori sperduti
Assetati d amore
ELEMENTI
Sono stata airone
e ho toccato l'aere
Sono stata fuoco
e ho bruciato di passione
Sono stata serpe
e ho avvelenato la mia vita
Sono stata acqua
e ho sommerso il tuo corpo
Sono stata libellula
e ho sfiorato i suoi sensi
Sono stata aria
e ho asciugato le mie lacrime
Sono stata fiera
e ho graffiato la sua anima
Sono stata terra
E ho sepolto i miei sogni
POSSESSION
Posseduta dall'Amore
Sospesa sul filo della libertà
Respiro la forza della vita
Trattengo le immagini del sogno
Dipingo le ali della solitudine
E ritorno nella casa del mio cuore
L'INNOCENZA
Nelle ore lente del mio cammino
ho raccolto i fiori dei miei peccati
Stordita
Ho cantato le nenie
delle falene luminose
Dai colori delle dune
dai silenzi delle alture
sono stata rapita
Ho guardato
Con occhi bambini
Le onde
Infrangersi
Sullo scoglio della mia vita
Ho respirato il buio
Ho succhiato il nettare della passione
Sono precipitata nelle braccia d amore
Ho lasciato
Dietro me
Esanimi corpi di pietà
E mi sono sentita la più innocente delle creature
.
Titolo: Il mio verdi
Autore: Leonetta Bentivoglio
Editore: Edizioni Socrates
Prima edizione: 12/2000
Edizione corrente: 12/2000
EAN-ISBN: 9788872020135
Pagine: 180
Rilegatura: brossura
Dimensioni: 13,5x24,0 cm
Prezzo di copertina: 14,50 Euro
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Descrizione
Il 27 gennaio 2001 sono iniziate le celebrazioni del centenario della morte di Giuseppe Verdi.
Leonetta Bentivoglio ha incontrato sedici tra i più autorevoli protagonisti mondiali della musica e dello spettacolo, direttori d'orchestra, cantanti, registi.
A ciascuno di loro ha chiesto di raccontare la propria opera verdiana d'elezione, la più amata o comunque quella vissuta come più vicina per sintonie artistiche o per percorsi soggettivi.
Ciascuno degli intervistati delinea le caratteristiche musicali e drammatiche dell'opera prescelta, ne descrive i personaggi, ne segnala le prospettive interpretative e i motivi d'attualità.
Il lettore è così guidato, attraverso le dodici opere verdiane più celebri e rappresentate, alla scoperta di un affascinante universo espressivo.
La successione delle interviste segue l'ordine cronologico delle opere, di ciascuna delle quali una scheda racconta il libretto, il debutto, la fortuna e qualche curiosità sconosciuta ai più.
Completano il volume foto di scena e dei notissimi interpreti e, in appendice, una ricca e scelta discografia.
Indice
Prefazione di Carlo Fontana
Premessa di Leonetta Bentivoglio
Nabucco
Intervista a Leo Nucci
Scheda dell'opera
Macbeth
Intervista a Renato Bruson
Intervista a Leyla Gencer
Scheda dell'opera
Rigoletto
Intervista a Jonathan Miller
Scheda dell'opera
La Traviata
Intervista a Liliana Cavani
Intervista a Zubin Mehta
Scheda dell'opera
Un ballo in maschera
Intervista a Luciano Pavarotti
Scheda dell'opera
La forza del destino
Intervista a Giuseppe Sinopoli
Scheda dell'opera
Don Carlo
Intervista a Myung-Whun Chung
Scheda dell'opera
Aida
Intervista a Riccardo Chailly
Intervista a Franco Zeffirelli
Scheda dell'opera
Simon Boccanegra
Intervista a Claudio Abbado
Intervista a Mirella Freni
Scheda dell'opera
Otello
Intervista a Peter Stein
Scheda dell'opera
Falstaff
Intervista a Riccardo Muti
Scheda dell'opera
Discografia a cura di Angelo Foletto
Tutte le opere di Verdi
Note biografiche
Leonetta Bentivoglio, nota giornalista de La Repubblica, sulle cui pagine scrive sin dai primi anni Ottanta, è inviato speciale per la sezione Cultura e Spettacolo.
Ha intervistato i massimi artisti internazionali della musica classica e lirica e ne ha tratteggiato ritratti diventati famosi.
Cura le cronache dei festival e degli spettacoli dei principali teatri europei, dalla Scala a Bayreuth.
Estratto
L'idea di questo libro nasce da una breve serie di interviste su Verdi scritte per "La Repubblica" nell'estate del 2000, per segnalare il grande anniversario dei cento anni dalla morte del compositore con qualche mese di anticipo rispetto alla valanga di celebrazioni ufficiali previste dal gennaio del 2001.
La serie era scandita in quattro incontri con quattro interpreti ( ), ciascuno sollecitato a raccontare, dall'interno della rispettiva lettura, la propria opera verdiana d elezione, scelta per affinità, predilezione affettiva o frequentazione artistica specialmente intensa. [ ].
Fino a che punto è lecito tramutare l'ambientazione di un opera di Verdi?
È una profanazione intervenire su un monumento granitico e popolare come "Rigoletto"?
Come si pongono i sostenitori ferrei dell'immobilismo nelle convenzioni teatrali, nemici giurati degli aggiornatori delle messe in scena nella lirica di fronte al trionfo tutt'altro che effimero del "Rigoletto" reinterpretato, e radicalmente tradito nell'ambientazione, da Jhonathan Miller?
Domande da girare al celebre regista inglese che, dalla Mantova rinascimentale descritta nel libretto, ha dirottato il più fastoso dramma dell'amor paterno nella Little Italy anni Cinquanta.[ ]
«Il rinnovamento, certo, è stato drastico - spiega Jhonthan Miller - .
D'altra parte io non faccio come il regista americano Peter Sellars, che si limita a trasferire i libretti all'altro ieri.
Io ricreo un'ambientazione solo in base a equivalenze chiare, a vere corrispondenze caratteriali, come feci anche nella mia "Tosca" ambientata in epoca fascista.
In Rigoletto sono partito dal fatto che c'è un Duca violento e arrogante, che ha potere di vita e di morte sugli altri.
Per primo è stato Billy Wilder a farmici pensare».
Che c'entra Billy Wilder?
Ricorda il film "A qualcuno piace caldo"?
C'è una scena in cui il capo della polizia sta interrogando John Rought sul massacro del giorno di San Valentino.
Lui si gira verso una delle sue guardie del corpo, che con faccia truce dice: «Sì, giusto, quella sera eravamo a teatro per il Rigoletto.»
E nell'ultima scena si vede il gangster a Palm Beach, ospite dell organizzazione Amici dell'Opera Italiana.
Anche la saga del Padrino mi ha influenzato molto.
E poi conosco i ristoranti della mafia a New York ci ho mangiato spesso.
Perciò ho deciso di restituire quel clima, quelle facce: per dare credibilità teatrale a "Rigoletto". ( )
Da uomo di teatro, riconosce la grande teatralità di Verdi?
Teatralmente le sue trame sono spesso assurde, a volte al limite del ridicolo.
Pensi alla vicenda del "Trovatore" o, ancora peggio, a quella de "La forza del destino".
È il problema che di frequente hanno i compositori ottocenteschi, con la loro mania di ambientare opere in periodi storici che non sono i loro.
In Verdi, certo, la musica è meravigliosa e drammaticamente molto ricca.
Ma la qualità teatrale assai inferiore dei libretti crea, a volte, una grande distanza tra musica e palcoscenico.
Certe trame mancano a tal punto di credibilità teatrale che la musica finisce per addossarsi il peso di tutta l'azione drammatica.
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Il cinema di Akira Kurosawa
Autore: Akira Kurosawa
Editore: Edizioni Socrates
Prima edizione: 12/1995
Edizione corrente: 12/1995
EAN-ISBN: 9788872020098
Pagine: 96
Rilegatura: brossura
Dimensioni: 16x24 cm
Prezzo di copertina: 8,50 Euro
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Descrizione
Il libro presenta un utile strumento di conoscenza del cinema di Akira Kurosawa: le schede filmografiche di tutte le opere girate dal regista giapponese dal 1943, corredate dalle fotografie di ogni film.
Le schede sono affiancate da un profilo biografico e da un elenco di soggetti e sceneggiature mai realizzate da Kurosawa o cedute ad altri registi.
Un dialogo tra Akira Kurosawa e Wim Wenders, inedito in Europa, arricchisce il volumetto di una preziosa conversazione tra due maestri di cinema, che ci fanno scoprire l'indispensabile, intimo legame tra perizia tecnica e creatività.
«Quando leggevo il romanzo originale "Nella pentola", da cui è tratto il film "Rapsodia d'agosto", c'era a un certo punto la nonna che correndo sotto la pioggia scambia una nuvola carica di pioggia per il fumo del fungo atomico, e i ragazzi la seguono.
Pur continuando la lettura, quell'immagine mi è ritornata improvvisamente in mente.
E nella mia mente quella scena si è disegnata realmente.
Così ho iniziato a girare il film.
Io non posso fare un film se non riesco a creare l'immagine reale di ciò che ho in mente.»
(Akira Kurosawa)
Indice
Presentazione
Gianni Borgna
Tra Oriente e Occidente: i film di Akira Kurosawa
Elisabetta Bruscolini
Sul 30º film di Kurosawa Rapsodia d'agosto
Conversazione tra Akira Kurosawa e Wim Wenders
I film di Akira Kurosawa
Schede
Sugata Sanshiro (La leggenda dello judo)
Ichiban Utsukushiku (II più bello)
Zoku Sugata Sanshiro (La leggenda dello judo - parte II)
Tora No o o Fumu o Tokotachi (Quelli che camminano sulla coda della tigre)
Waga Seishun Ni Kuinashi (Nessun rimpianto per la mia giovinezza)
Subarashiki Nichiyobi (Una meravigliosa domenica)
Yoidore Tenshi (L'angelo ubriaco)
Shizukanaruketto (II duello silenzioso)
Nora Inu (Cane randagio)
Shubun (Scandalo)
Rashomon (Rashomon)
Hakuchi (L'idiota)
Ikiru (Vivere)
Shichinin no Samurai (I sette samurai)
Ikimono no kiroku (Testimonianza di un essere vivente)
Kumonosu-jo (II trono di sangue)
Donzoko (I bassifondi)
Kakushi Toride no Sang Akunin (La fortezza nascosta)
Warui Yatsu Hodo Yoku Nemuru (I malvagi dormono in pace)
Yojimbo (La sfida dei samurai)
Tsubaki Sanjuro (Sanjuro)
Tengoku to Jigoku (Anatomia di un rapimento)
Akahige (Barbarossa)
Dodes Kaden (Dodes ka-den)
Dersu Uzala (Dersu Uzala)
Kagemusha (Kagemusha)
Ran (Ran)
Konna Yume Wo Mita (Sogni)
Hachigatsu no Rapusodi (Rapsodia d'agosto)
Madadayo (II compleanno)
Altri soggetti e sceneggiature
Profilo biografico
Note biografiche
Akira Kurosawa, nato a Tokyo nel 1910, discendeva da una famiglia di samurai.
Esordì come regista nel 1943 con il film "Sugata Sanshiro": il successo fu tale che la casa di produzione Toho gliene commissionò una seconda parte.
Da allora ha cominciato a girare film straordinari quali "Rashomon" (1950), "L'idiota" (1951), "I sette samurai" (1954), "Il trono di sangue" (1957), "Dersa Uzala" (1975), "Kagemusha" (1980), "Ran" (1985), "Rapsodia d'agosto" (1991), che lo hanno reso il regista il giapponese più famoso a livello internazionale.
I suoi connazionali lo chiamavano "Tenno", Imperatore.
Tra i riconoscimenti più significativi, ha ricevuto: il Leone d'oro alla Mostra del Cinema di Venezia, l'Oscar e la Palma d'oro al Festivas di Cannes.
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