Sarka

|
9788883231971.jpg

Autore: Claudio Forti

Editore: Di Renzo Editore

Prima edizione: 01/2008

Edizione corrente: 01/2008

EAN-ISBN: 9788883231971

Pagine: 188

Prezzo di copertina: 12,50 Euro

Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia


Descrizione
Sarka prende le mosse dal pianeta parallelo di Second Life e indugia a lungo sulle atmosfere virtuali di questo mondo incredibile eppure raggiungibile con qualsiasi computer, affrontando argomenti e pensieri comuni a tutti noi.

Il tempo che scorre impietoso, l'esigenza di continuare a sognare pur avendo già passato da un pezzo l'età dei progetti e dei folli amori, il bisogno di conferme che noi stessi non siamo in grado di darci: tutto questo e altro ancora è Sarka.

Ma prima di tutto Sarka è una grande storia d'amore, in cui il cuore e il cervello di Marco, affermato architetto, si affrontano, alla ricerca di un equilibrio, forse impossibile.

E il fascino di Sarka, stupenda creatura boema, impareggiabile creatrice di sensuali atmosfere, segnerà - definitivamente - il confine che separa il sogno dalla realtà.


Note biografiche
Claudio Forti nasce come medico ma si dedica ormai a tempo pieno al teatro.

Ha scritto tredici lavori teatrali (Edmund Kean, Truthful, Mary Frankenstein, L'uomo dei sogni), rappresentati da compagnie nazionali in importanti teatri italiani.

È inoltre autore di tre libretti d'opera, in particolare Salvo D'Acquisto, con musica di A. Fortunato, presentata sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il Premio letterario internazionale "Firenze-Europa" e il Premio "I fiumi", e le sue opere sono state selezionate per le rassegne "Il nome della Prosa" a Roma, "G. Totola" a Verona e "Prove d'Autore" a Torino.

Nel 2007 ha ricevuto il Premio Unesco.


.

Il ciondolo dei desideri

|
9788889664384.jpg

Autore: Alice Casadei

Editore: Alberti Editori

Prima edizione: 04/2007

Edizione corrente: 04/2007

EAN-ISBN: 9788889664384

Pagine: 176

Rilegatura: filo refe

Dimensioni: 14,0x21,5 cm

Prezzo di copertina: 18,00 Euro

Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia


Descrizione
Un fantasy che presente diversi spunti interessanti tra cui l'incontro-scontro tra Viktor e Jamie, due personalità "forti", due caratteri decisi che celano un lato "debole", "umano".

E non potrebbe essere diversamente essendo fondamentalmente sì guerrieri speciali, ma soprattutto esseri umani, e in quest'ottica è importante seguire l'evoluzione di Jamie che mette anche il "cuore" nei combattimenti e la "riumanizzazione" di Viktor, la riscoperta dei sentimenti che non sembrano indebolirlo anzi lo renderanno migliore.

Particolare attenzione va prestata alla saggezza di due personaggi, Houndus e la nonna Elly i quali giocano un ruolo fondamentale nella crescita dei due giovani protagonisti."


Note biografiche
Alice Casadei è nata a Borgo Maggiore nel 1988 e vive a Dogana (R.S.M.).


Estratto
Nella fredda mattina autunnale del 12 novembre, Jamie Cool si stava recando a scuola.

Quel giorno avrebbe dovuto affrontare un importante compito di Chimica e così, sulla strada che percorreva per arrivare alla fermata del bus, cominciò a ripassare alcune formule.

Tirò fuori il libro dallo zaino facendo attenzione a non far cadere i fogli degli appunti.

Ah, maledizione! Io non ci capisco niente di questa roba! Farò un altro compito orribile sicuramente! pensava.

Jamie continuava a camminare ed era concentrata su quello che stava leggendo, d'un tratto una voce le urlò contro:

Ehi tu, spostati presto!!! Oooooo .

Troppo tardi, Jamie non fece neppure in tempo ad alzare lo sguardo.

Si scontrò con quella persona.

Il libro finì a terra, dritto in una pozzanghera e tutti i fogli con gli esercizi volarono in aria.

Stupida ragazzina! Te l'avevo detto di spostarti! Guarda cosa hai combinato!

Ahi, che male il braccio! Ma chi diavolo è stato?!

Davanti Jamie, caduto a terra anche lui, c'era un ragazzo, forse poco più grande di lei.

Aveva gli occhi verdi e i capelli neri corti; il particolare che notò la ragazza fu una treccia lunga fino alle spalle che partiva da dietro l'orecchio.

Jamie raccolse da terra un ciondolo e cominciò ad osservarlo.

Era davvero bello, aveva una pietra nera incastrata in una montatura d'argento e la collana era d'oro.

Intorno alla montatura c'erano delle incisioni, forse una dedica.

La ragazza sentì per un attimo una leggera scarica elettrica che le percosse la mano.

"Ridammelo! disse il ragazzo strappandole l'oggetto dalle mani e, rialzandosi, cominciò ad allontanarsi.

Ehi tu, dove credi di andare?! il ragazzo si fermò, ma non si voltò.

Stai parlando con me?! chiese.

Sono le 7.15 di mattina! Vedi qualcun altro per la strada? Certo che sto parlando con te! E poi mi spieghi perché diavolo stavi correndo?

Non sono affari tuoi e comunque cosa vuoi?!

Come cosa voglio? Mi hai fatto cadere tutto a terra, non credi di dovermi almeno aiutare?!

Tsk non ho tempo da perdere con te! Ho da fare!

Ah che bel gentiluomo che sei! Non mi aiuti neanche!

Falla finita!!!

Il ragazzo si riavvicinò a Jamie.

Tieni, questo è tuo! E adesso non scocciarmi più! disse allontanandosi.

Jamie raccolse il libro e cercò di ridargli un aspetto decoroso.

Che strano ragazzo, non l'ho mai visto da queste parti!

E poi chissà perché stava correndo!?

Jamie finalmente arrivò a scuola.

La campanella ancora non era suonata e tutte le sue amiche erano fuori dalla classe.

Jam, finalmente sei arrivata, vieni qua... la chiamò Kim.

Ehi, ma che ti è successo ai pantaloni? Sono tutti sporchi!

Jamie cominciò a tastarsi sul didietro e sentì che erano effettivamente bagnati.

Cavolo, devono essersi sporcati prima, quando sono caduta!

Caduta? E dove?!

Mentre camminavo verso la fermata del bus, un ragazzo, molto, molto maleducato mi è venuto addosso e mi ha fatto cadere!

Wow Jam, tu li stendi i ragazzi, nel vero senso della parola!

Peccato che l'unico ragazzo che non riesci a stendere è proprio quello che ti piace! disse sarcasticamente Kim.

Jamie stava per tirarle uno dei suoi soliti pugni di disapprovazione, quando la campanella suonò, e tutti i ragazzi che erano in corridoio entrarono in classe sbuffando.

Per gran parte della mattinata, Jamie accusò un leggero formicolio al braccio.

Si accorse che quando scriveva troppo cominciava a farle male e non riusciva più a muoverlo.

Non ci diede, però troppo peso, si limitò semplicemente a maledire quel misterioso ragazzo che l'aveva fatta cadere.

Fantastico... pensò, mentre tentava di prendere gli appunti di storia.

Ci manca solo che quel cretino, venendomi addosso mi abbia colpito un nervo.

Se è davvero così, posso dire addio al torneo di hokey!

Signorina Cool... la vedo molto distratta questa mattina, c'è qualche problema? La lezione di storia non è di suo gradimento?! la riprese la Prof.

No professoressa Lohan, la sua lezione è interessante, mi scusi, cercherò di stare di più attenta!

La signora Lohan riprese a spiegare.

Ehi, Jam... la chiamò un suo compagno.

La vecchia Lohan non ti da pace, vero?!

Bah... per quanto mi riguarda può anche richiamarmi tutte le volte che vuole, non me ne frega... Spero che un giorno o l'altro, inciampi in quelle sue belle scarpe verdi!

Immediatamente dal fondo della classe, si sentì un urlo e poi un tonfo.

La signora Lohan era caduta a terra, portando con sè la cartina dell'Oceania e la tavola periodica degli elementi.

Tutta la classe scoppiò a ridere.

Anche Jamie non riuscì a trattenere le risa.

Jam, sei una maga, è stato fantastico! disse ridendo il suo amico.

La professoressa Lohan tentò di attirare l'attenzione dei suoi allievi.

Ragazzi, so che la cosa vi rende felici, ma venite ad aiutarmi per favore, non riesco ad alzarmi! disse con voce tremula.

Certo Professoressa, non si preoccupi, l'aiuto io! disse Jamie ridendo tra i baffi.

La signora Lohan fu accompagnata in infermeria e vi rimase fino al termine della lezione.

La diagnosi?

Frattura multipla di tutte due le caviglie.

Povera Prof. mi sento in colpa, un secondo prima le ho augurato di cadere e subito dopo lei è caduta!

Ma va Jam, è stata una pura e semplice fatalità! affermò Kim.

Finalmente, o per sfortuna, arrivò l'ora della verifica di chimica.

Tutti i ragazzi erano pronti.

Avevano liberato i banchi togliendo quaderni, astucci e appunti vari.

Solo il foglio del compito e una penna!

Il primo che trovo a copiare si becca una bella D. nella verifica! aveva gracchiato la Prof prima di dare via al compito.

Jamie si trovò in difficoltà già alla prima domanda.

Cominciò a guardarsi attorno, tutti i suoi compagni erano con la testa china sul banco, intenti a scrivere.

Possibile che sia solo io l'ignorante di turno?! si stava chiedendo la ragazza.

Cominciò a scorrere lo sguardo per vedere di riuscire a trovare una domanda più facile.

Niente da fare, tutti i quesiti sembravano troppo difficili.

Passò quasi mezz'ora senza scrivere niente.

Continuava a fissare un punto vuoto della classe, convinta che il bianco del muro potesse darle l'ispirazione.

Cavolo, vorrei che mi venissero in mente tutte quelle cose che abbiamo fatto in questo mese... se prendo un'altra insufficienza papà non mi comprerà la tavola per lo snowboard! E io non posso andare in vacanza in montagna senza snow!!!

Jamie si stava spremendo le meningi per riuscire a scrivere qualcosa di sensato, quando, alzando un attimo lo sguardo verso la Prof, ebbe un flash.

In quell'istante le vennero in mente tutte le formule e le teorie che aveva spiegato la Prof.

Cominciò a scrivere all'impazzata senza mai fermarsi, ormai il tempo a sua disposizione stava terminando.

Scriveva e scriveva tutto quello che le veniva in mente.

A dire il vero neppure lei conosceva il significato di quelle formule, ma sapeva che erano giuste.

La campanella suonò e Jamie riuscì a consegnare il foglio del compito in tempo.

Signorina Cool, vedo che questa volta non ha lasciato in bianco! Devo pensare che si è messa a studiare?! le chiese la professoressa Martin.

Jamie però non rispose, era troppo occupata a massaggiarsi il braccio.


.

Cuore di Diavolo

|
9788874184682.jpg

Autore: Ferdinando Balzarro

Editore: Prospettiva editrice

Prima edizione: 12/2007

Edizione corrente: 12/2007

EAN-ISBN: 9788874184682

Pagine: 96

Rilegatura: filo refe

Dimensioni: 20x21 cm

Prezzo di copertina: 12,00 Euro

Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia


Descrizione
L'attrazione fatale tra un affermato professionista e una giovane dagli ipnotici occhi verdi è il pretesto per una riflessione attenta e disinibita sul rapporto di coppia.

L'amore si rivela forza devastante alla quale non ci si può sottrarre, rendendo i protagonisti prigionieri del sentimento, e delle contrapposte versioni dei fatti.

Sullo sfondo, dai toni scuri e conturbanti, si delineano confini quanto mai offuscati tra bene e male, verità e menzogna, fedeltà e tradimento.

Il pensiero fluente delle prime pagine diventa confessione incalzante nel corso del romanzo, processo catartico nel quale tutto è amore (anche il dolore e l'orrore) che si serve delle parole per liberare l'animo e condividere con il lettore, grandemente coinvolto, il peso della debolezza e del disprezzo di sé.

I sussurri delle prime pagine si tramutano in grida, fino all'epilogo tragico quanto inaspettato.


Note biografiche
Ferdinando Balzarro nasce a Piacenza il 01/01/44 ma da sempre vive a Bologna.

Laureato in scienze motorie, molto famoso in Italia e all'estero quale maestro di arti marziali e recordman mondiale di paracadutismo acrobatico, si è recentemente imposto come scrittore grazie ai suoi romanzi di grande impatto emotivo: dopo l'esordio con l'autobiografico Bagliore (2001), pubblica Il Sangue e l'Anima (premio speciale Fucecchio 2002), il surreale e ipnotico Plenilunio (2003), Il Solista (2003), Sabbia (2004), Punto vitale (Vincitore del premio Carver 2005), Lupo (2006).


Estratto
Questa sarà l'ultima volta!

Ma come faccio a sapere se questa volta sarà l'ultima?

Una voce dall'interno?

Un grido dal profondo delle viscere?

O solo un lamento proveniente dagli strati sovrapposti e precari della coscienza?

Qualche cosa di forte o di impalpabile e metafisico ce ne fornirà l'inequivocabile prova?

Spazzerà via ogni residuo dubbio?

Ovvero si tratterà di semplici sentori o vaghi presagi o torbide premonizioni?

Un confuso travaglio di palpiti, rimescolii incessanti d'ipotesi una più astrusa dell'altra ma pur sempre possibili e concretizzabili di qui a poco, di qui a pochi giorni, oppure dovranno trascorrere mesi o addirittura anni?
Sì, anni.

Tanti anni scivoleranno e molte vite si estingueranno per rinascere sotto altre forme e con altri intenti e nuovi istinti e diversi destini salvo il solito, quello che tutti ci attende, quello che ogni essere dal più biologicamente arretrato al più evoluto teme e rifugge e mantiene lontano da sé con ogni mezzo, adottando ogni possibile astuzia, o espediente, o cura, o fasulla superstizione, o incrollabile fede.

Maledetta morte sempre pronta a strappare germogli e sradicare alberi e mietere fiori e disperderne nel nulla il profumo, così dolce e puro, così innocente da indurre al pianto.

Pianto di bambini senza più madre e madri che hanno perduto i figli, laggiù sotto le macerie della guerra o nel fondo del buio mare, o dentro le cliniche dai corridoi disinfettati e tante stanze intorno e tanta insostenibile pena stratificata lungo le pareti, distesa sopra i letti bianchi allineati come bare.

Oh se questa troppo, troppo solida carne potesse disfarsi, squagliarsi e sciogliersi in rugiada.


.

194 storie di un segno

|
9788872020104.jpg

Autore: Michele Spera

Editore: Edizioni Socrates

Prima edizione: 10/1996

Edizione corrente: 10/1996

EAN-ISBN: 9788872020104

Pagine: 500

Rilegatura: Cartonata con sovracoperta

Dimensioni: 16x24 cm

Prezzo di copertina: 41,00 Euro

Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia


Descrizione
Storie di un segno è un libro molto singolare.

Un grafico che ha conosciuto la fama internazionale - Michele Spera - si racconta senza esitazioni, con un entusiasmo e una passione tutte mediterranee.

E comincia dal Sud, un marchio di fabbrica impossibile da cancellare e dal quale è impensabile prescindere.

Rievoca l'asprezza della terra lucana, la generosità della sua gente e il legame viscerale a un luogo che non offre nessuna speranza di realizzazione dei propri sogni, racconta la decisione dolorosa e inebriante di prendere la strada per Roma e ritrae i grandi personaggi del mondo dell'arte e della politica che lavorano nella capitale negli anni sessanta: Leonardo Sinisgalli, Vito Riviello, Ugo La Malfa.

Contemporaneamente alla ricostruzione della sua vicenda autobiografica, Spera scrive - con la precisione tecnica e scientifica di un manuale di grafica - la storia dell'evoluzione del suo segno, così distante dal suo carattere: razionale, geometrico, modulare quanto lui è invece sanguigno, fantasioso, passionale.

9788872020104bis.jpgDai mobili disegnati per arredare il piccolo appartamento in centro che divide con Vito Riviello al suo arrivo a Roma, ai marchi per i grandi committenti - il TG2 della Rai, la Innocenti, la Maserati - alle energie spese per inventare l'immagine del partito repubblicano.

Quasi duecento brevi storie, corredate da più di mille immagini - marchi, esemplificazioni grafiche, fotografie, disegni - fanno di questo di Spera il primo libro che fa uscire la grafica dal ghetto nobile degli addetti ai lavori.

Michele Spera svela dall'interno i segreti e i retroscena di uno dei mestieri più attuali del nostro tempo.


Indice
Paglia per cento cavalli

Prefazione di Domenico De Masi

194 storie di un segno

Ho fatto un viaggio...

Introduzione di Michele Spera

Parte I
Ascoltavo una voce

Lo stupore dell'invenzione

I termini della geometria

Parte II
Qualcosa di pazzo negli occhi

L'altra Italia

Donne,impegno e non delega

La fantasia al potere

Lettera a Leonardo Sinisgalli

Profilo biografico

Bibliografia

Indice dei nomi


Note biografiche
Michele Spera nasce a Potenza nel 1937.

Compiuti gli studi, si trasferisce a Roma, dove frequenta la facoltà di Architettura, l'Accademia di Nudo di Villa Medici e studia incisione alla scuola comunale con Attilio Giuliani.

Comincia a lavorare nel mondo dell'industria e parallelamente, dal 1962, collabora per il partito repubblicano, chiamato da Ugo La Malfa a inventare l'immagine del partito emergente attraverso una nuova concezione della grafica politica.

Collabora a varie testate, tra le quali "L'Espresso" di Livio Zanetti.

Insegna in varie scuole, in Italia e all'estero.


Estratto
HO FATTO UN VIAGGIO
Ho ritrovato i libri che leggevo da ragazzo con le consunte copertine ridisegnate, i compagni della mia giovinezza, le carte gualcite e scolorite dal tempo.

Le antiche fotografie con i nomi appuntati, i miei poeti, le traduzioni da Catullo a cui mi applicavo con la testa china durante le ripetizioni da Mimì, che mi tirava su dalle orecchie e che poi è morto impiccato.

Gli anni del collegio fuori dalle mura della mia casa, di cui ricordo solo le mie paure.

Ho rivisto i miei primi disegni del liceo, al "Quinto Orazio Flacco".

Non sapevo allora di questo mestiere.

Fu Nino Calice, il mio amico, che poi era il più bravo della classe, a dirmi che avrei dovuto fare il grafico.

Nino era di Rionero faceva il pendolare per venire a studiare a Potenza.

Io l'ospitavo a casa mia e lui mi dava una mano, mi aiutava in quegli studi che non amavo.

Era già nella vita, dialogava con i professori quando noi preferivamo il silenzio, l'anonimato degli incolti.

Ho ripensato agli antichi compagni di strada, Pietro Soldi che allargava i confini delle nostre giornate parlandoci di Gobetti, di Salvemini, di Dorso, del nostro Sud senza speranze, che ci faceva compagnia e ci indicava le vie dei trapianti e della fuga.

Dovettero passare ancora anni perché fossimo maturi per partire.

Potenza aveva i suoi segreti.

Ci sono ritornato tante volte.

Non mi do pace per quelle strade che non esistono più, la villa dei Gavioli o quella dei Viggiani, l'Epitaffio, la fontana all'incrocio dei Piani del Mattino dove ora vagheggiano aeroporti, la Macchia, i luoghi, insomma, della mia infanzia, quelli che ho amato.

E aveva un'unica libreria, Potenza, la Libreria di Vito Riviello , dove attraverso una botola si scendeva ad un buio sottano.

Lì, accalcati, compivamo i nostri viaggi, guardavamo lontano. Ci preparavamo a partire.

Non tutti partirono. Ninì Ranaldi restò lì: si sparò un colpo di pistola alla tempia, non so quale disperazione lo uccise.

[ ]

Dopo qualche anno Vito mi raggiunse a Roma, abitavamo un piccolo appartamentino in cima alla città.

Si scrivevano poesie e si dipingevano quadri pop.

Avevamo affidato i paesaggi lucani, i cieli del meridione, alla memoria.

Rammento gli studi di architettura, le mostre, la scuola di incisione di San Giacomo, la borsa di studio per cartellonisti dove insegnavano Manfredo e Brini, la scuola del nudo di Villa Medici, gli incerti esercizi di calligrafia.

Ho ripercorso i primi manifesti di allora inventati con carte colorate, con i caratteri incollati, disegnati con le matite.

Il primo, del 1962, era per un convegno del partito repubblicano sul Mezzogiorno: misi l'Italia rovesciata, l'illusione di portare il nord nel meridione, e l'attacchino ce li affisse tutti capovolti.

La tipografia di allora aveva il mettifoglio a mano, lo spessore dell'inchiostro potevi sentirlo con le dita: forse per questo i nostri volantini cadevano sempre in piedi, come un gatto quando ti scappa dalle braccia.

Fu così che cominciai a fare grafica politica.

Ma questa è un altra storia.

Marina di Pietrasanta,1996


.

Zorro, l'angelo nero della California

|
9788889664407.jpg

Autore: Irene Sartini

Editore: Alberti Editori

Prima edizione: 05/2007

Edizione corrente: 05/2007

EAN-ISBN: 9788889664407

Pagine: 170

Rilegatura: filo refe

Dimensioni: 14,0x21,5 cm

Prezzo di copertina: 15,00 Euro

Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia


Descrizione
Un romanzo di cappa e spada incentrato sulla storia d'amore tra Don Diego De La Vega-Zorro e Victoria nonché sulle imprese dell'abile spadaccino mascherato in difesa delle ingiustizie, le quali mantengono sempre un loro fascino.

Il personaggio di Don Diego si evolve, si costruisce una famiglia con Victoria, hanno due bambini e per un certo periodo riesce a condurre una vita "normale", ma, suo malgrado, le circostanze lo costringono a rivestire di nuovo i panni del paladino delle giustizia, nella speranza che questa sia l'ultima battaglia che Zorro dovrà condurre.

Dalla narrazione emerge sostanzialmente l'uomo, ricco di buoni sentimenti, d'amore per la moglie e la famiglia, sempre pronto a mettersi in gioco per tutelare gli amici e il paese dove vive.

Un opera d'esordio per un Autrice che con il suo stile riesce a narrare e comunicare sentimenti ed emozioni mantenendo vivo lo spirito d avventura tipico del personaggio.


Note biografiche
Irene Sartini è nata a Roma il 22 ottobre del 1966.

Sposata e madre di un bambino di tredici anni.

È "casalinga", ma ha il ruolo importante di essere moglie e madre.

Le è sempre piaciuto scrivere.

Ha iniziato con delle poesia dedicate per lo più a suo marito e suo figlio.

Poi la passione per Zorro le ha fatto prendere la decisione di scrivere questo libro su di lui.


Estratto
- Ora ti spiego.

Rileggendo la lettera che mi ha scritto mio padre ho capito che bisogna fare qualcosa per Los Angeles.

Così ho deciso di agire, ma non come Diego De La Vega, io lotterò nei panni di Zorro, la volpe.

Avrò il volto coperto da una maschera perché nessuno dovrà sapere la verità, neanche mio padre.

Per questo non posso portare con me la coppa, se scoprissero che l'ho vinta come miglior spadaccino capirebbero che Zorro e io siamo la stessa persona, e se io venissi arrestato non potrei più fare niente.

Bernardo guardava la coppa con tristezza.

- Dispiace anche a me, ma è necessario.

Coraggio, gettala via e non farti prendere dai sentimenti.

Così in pochi minuti la coppa giaceva nel fondo dell'oceano Pacifico.

Dopo alcuni giorni di navigazione, la nave finalmente attraccò al porto di San Pedro.

Da lì don Diego e il suo servitore Bernardo presero la carrozza per raggiungere Los Angeles, ma, durante il tragitto, fu fermata da due uomini armati.

- Ben tornato Don Diego! - disse il sergente Garcia - Perdonatemi, ma devo controllare i vostri bagagli.

- Oh, fate pure sergente, il mio servitore Bernardo vi aprirà le valigie.

- Gracias, però mi aiuterà il caporale Reyes.

Diego non aveva obiettato, non poteva prendersela con lui, in fondo stava solo eseguendo degli ordini.

E poi non aveva niente da nascondere.

Garcia aveva terminato l'ispezione e si rivolse di nuovo a Don Diego.

- Riferirò al comandante Monastario che siete arrivato, e scusate ancora il disturbo.

- Nessun disturbo. Con il vostro permesso, allora io vado. Adios, sergente.

Quando arrivò, don Alejandro lo abbracciò, era felice che suo figlio fosse finalmente tornato casa.

- Diego, figlio mio che gioia! Ma lasciati guardare. Ho mandato in Spagna un ragazzo ed è tornato un uomo.

- Sono felice anch'io di rivederti. Padre questo è Bernardo - disse Diego indicando l'uomo che era al suo fianco - lui è il mio servitore, mi è di grande aiuto.

- Mucho gusto.

Bernardo chinò la testa come cenno di saluto.

Durante la cena don Alejandro cominciò a parlare a Diego della situazione politica che si era creata a Los Angeles e delle ingiustizie che Monastario faceva alla povera gente.

- Padre, io amo la pace e possiamo risolvere la situazione con il ragionamento e non con la violenza.

- Proprio non ti capisco! - disse indignandosi don Alejandro - Pensavo che tu mi avresti aiutato, invece vedo che non sei cambiato affatto.

- Mi dispiace averti deluso padre, ma è così che la penso. In ogni caso, non me ne starò con le mani in mano, scriverò una lettera al Governatore.

- Questo è impossibile perché Monastario fa confiscare tutta la posta. Noi dobbiamo combattere, Diego. Non possiamo stare a guardare mentre gli altri soffrono.

- Allora vuol dire che domani andrò da Monastario e parlerò con lui.

Don Alejandro si alzò dalla sedia e batté un pugno sul tavolo.

- Tu proprio non vuoi capire Diego, lui non ti ascolterà. Credi forse che io non ci abbia già trovato?

- Lo so, - rispose Diego che a sua volta si era alzato - ma intendo provarci lo stesso. Ora scusami padre, ma sono stanco del viaggio e ho bisogno di una bella dormita. Buenas noches.

Quando Diego si ritrovò solo nella sua stanza, ripensò a quello che aveva appena detto a suo padre.

Aveva fatto la parte del codardo, ma era stato necessario se voleva essere libero di agire senza compromettere la sua famiglia.

Il mattino dopo, quando Diego si vegliò, fece fatica ad alzarsi al pensiero che suo padre ce l'avesse con lui.

Certo, don Alejandro non poteva immaginare che suo figlio avesse in mente di combattere nei panni di Zorro.

Dopo essersi preso un caffè andò nelle scuderie, prese uno dei cavalli e corse via al galoppo.

Aveva bisogno di svagarsi un po' e liberare la mente da tutti quei pensieri.

In città intanto stava per accadere qualcosa. Monastario aveva fatto arrestare don Emilio con l'accusa di alto tradimento.

Don Alejandro, appena appresa la notizia, era andato subito a parlare con lui.

Don Emilio era uno dei suoi migliori amici e doveva fare qualcosa per aiutarlo.

- Comandante, non potete farlo. Quell'uomo è innocente.

- Don Emilio si è macchiato del peggiore dei crimini, ha osato ribellarsi al potere di sua maestà re di Spagna.

- Questo è impossibile - ribatté don Alejandro - don Emilio è un uomo di sani principi, lo conosco molto bene, non avrebbe mai fatto quello di cui voi lo state accusando. Io vi chiedo di liberarlo.

- Mi dispiace, ma don Emilio è un ribelle e per questo sarà giustiziato.

Detto questo ordinò ai soldati di continuare con i preparativi per l'impiccagione.

- Sergente Garcia, fate in modo che sia tutto pronto per domani all'alba.

- Ai vostri ordini, capitano.

- Vi prego, datemi ascolto - continuò don Alejandro - state commettendo un grave errore.

- Dubitate forse della mia parola?

- Sto solo cercando di farvi capire che state per mandare a morte un innocente.

- Vi avverto che se non ve ne andate subito, domani saranno due le persone che verranno impiccate.

Don Alejandro capì che non c'era più niente che lui potesse fare, così fu costretto ad andarsene.

Ritornò alla sua acienda, ma era molto deluso di non essere riuscito a convincere Monastario a liberare il suo amico.

Aveva tentato di farlo ragionare, ma non c'era stato niente da fare.

Per don Emilio era la fine.

Quando Diego rientrò dalla sua cavalcata vide che suo padre era molto nervoso e capì che qualcosa non andava.

- Padre, cosa è successo? - gli chiese.

Don Alejandro per un attimo non rispose, ma poi gli disse:

- Don Emilio, un mio caro amico, è stato arrestato. Monastario lo accusa di essere un ribelle e lo farà impiccare domani all alba.

Diego si avvicinò a suo padre e gli mise una mano sulla spalla.

- Che cosa possiamo fare per aiutarlo?

- Oggi sono stato a parlare con lui, ma non sono riuscito a fargli cambiare idea. Ci ho pensato molto e non ho trovato nessuna soluzione per salvargli la vita.

Diego non aveva mai visto suo padre così triste, evidentemente teneva molto al suo amico, e così penso che c'era una sola cosa da fare: Zorro doveva entrare in azione.

Suo padre aveva ragione, sarebbe stato inutile parlare con Monastario.

Solo l'intervento di Zorro sarebbe stato necessario per salvare don Emilio dalla forca e per risolvere il resto dei problemi che il comandante dava alla povera gente.

Ma c'era un altra cosa che doveva fare e cioè scusarsi con suo padre per il modo con cui aveva risposto la sera prima.

- Padre, mi dispiace per quanto è successo ieri sera, so di averti deluso.

- Non importa, - rispose don Alejandro - quello che conta è che sei di nuovo a casa.

In realtà non era così che la pensava, avrebbe desiderato che suo figlio si rendesse utile in qualche modo, ma Diego era fatto così, i suoi interessi erano scrivere poesie, leggere libri e suonare la chitarra, e lui doveva accettarlo.

Il mattino seguente Diego si alzò presto e andò a chiamare Bernardo.

- Vieni con me - gli disse - ho bisogno del tuo aiuto.

L'uomo lo seguì anche se non aveva ancora capito cosa volesse esattamente da lui.

Diego spostò un mattone accanto al camino, che subito si aprì.

Entrarono in un passaggio segreto che conduceva ad una grotta.

Una volta lì, Diego si cambiò; in pochi minuti si era trasformato.

Vestiva completamente di nero, pantaloni attillati, stivali, camicia nera, un ampio mantello ed un cappello nero.

Anche il viso era coperto da una bandana nera.

- Bernardo, ora davanti a te hai Zorro, l'uomo che renderà giustizia a questo paese. Questo è il travestimento di cui ti avevo parlato. Allora, cosa ne pensi? Credi che mi riconosceranno?

Bernardo scosse la testa.

- Bene.

Zorro chiamò con un fischio il suo cavallo, uno splendido stallone nero.

- Questo è Tornado. Sarà tuo compito accudirlo. Tutto questo, però, dovrà restare un segreto.

Poi con un balzo gli saltò sulla sella e corse via con la rapidità di un fulmine, sotto lo sguardo meravigliato di Bernardo, ma anche orgoglioso di dover aiutare Zorro nelle sue imprese.


.

Carattere Grande | Piccolo

Pagine

Benvenuti

Editori registrati

Librerie Online italiane

Siti di libri

Informazioni per gli Editori