Al di là dello specchio.

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Storie taciute per pudore

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Autore: Carla Gariglio, Michele Cerato

Editore: Edizioni Angolo Manzoni

Prima edizione: 05/2008

Edizione corrente: 05/2008

EAN-ISBN: 9788862040266

Pagine: 144

Rilegatura: Brossura

Dimensioni: 14x22 cm

Prezzo di copertina: 12,00 Euro


Descrizione
Drammi del nostro tempo taciuti per pudore, per ignoranza, per indifferenza, oppure esposti al ludibrio pubblico, mai considerati per se stessi e per coloro, protagonisti muti e soli, che li vivono.

Gli Autori danno voce e significato ai personaggi, come in uno psicodramma.

Nei racconti di Carla Gariglio, fiabe per adulti, recitano le nostre parti negate, nascoste.

Ne "Il condominio allo specchio: lettura e riflessioni di uno psicoterapeuta", Michele Cerato decifra le storie con l'occhio dell'analista, con i "ferri" del suo "mestiere", strumenti per aiutare anche altri a pensare.


Note biografiche
Carla Gariglio è nata a Torino nel 1947 ma ormai da trent'anni vive a Roletto.

Laureata in Pedagogia e specializzata in Psicologia dello sviluppo, ha insegnato per 37 anni nella scuola elementare.

Attualmente promuove come volontaria molteplici attività culturali dalla primissima infanzia alla terza età.

Ha pubblicato due raccolte di poesie (Lampi, Effatà Editrice,Torino 2004; Tra Dossi e Cunette, Effatà Editrice, Torino 2006).

Ha vinto il Premio di narrativa "Antiche come le montagne" 2007 (con il racconto Bagliori ) e ottenuto segnalazioni di merito in alcuni concorsi di poesia e di narrativa.

Un suo racconto per bambini, "I Maghi", è stato inserito nel volume "L'avventura e i suoi eroi. Il nonno racconta" (LA STAMPA 2006).

Suoi racconti sono stati letti dagli attori del "Teatro delle dieci", per la regia di Massimo Scaglione.


Michele Cerato è nato a Vigone (To) nel 1948.

Psicologo e psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico, esercita la libera professione nel Pinerolese.

Ha insegnato per molti anni psicologia presso la Scuola Infermieri di Pinerolo e ha fatto parte, in qualità di psicologo, di una associazione per l'assistenza domiciliare a malati oncologici dal 1995 al 2003.

È stato docente incaricato presso l'Università Federico II di Napoli (corso di specializzazione in tanatologia).

Nel 2003 ha pubblicato il libro Emozioni e sentimenti, Effatà Editrice, Torino 2003.


Estratto
«Sembra impossibile che la casa sia così silenziosa e fuori la vita estiva così discreta.

Estasi annullante

E tu ti lasci dolcemente annullare, fissando a caso un punto, là, in basso, forse dietro il divano, ma proprio in quel medesimo punto ti appare improvviso un bagliore, anzi due, come proiettili che ti scagliano nella realtà: è lui, furtivo, invisibile, appena dimenticato... È lui»
(Carla Gariglio)


«Lui si curvò su se stesso, era abituato a dare ordini, non a riceverne.

Spostò il peso del corpo da un piede all'altro, per scaricare la tensione, diede un ultimo smarrito sguardo alle due donne, poi non poté far altro che voltarsi e incamminarsi verso l'uscita, umiliato e patetico»
(Carla Gariglio)


«Esiste in ognuno di noi una specie di "condominio interiore" abitato da una grandissima varietà di inquilini.

Tutti gli abitanti fanno parte di noi, anche se di alcuni di essi è difficile assumerci "la paternità".

Sono infatti scomodi, clandestini senza diritto di cittadinanza, di appartenenza, perché giudicati inopportuni dalle "autorità" esterne a noi, ma soprattutto dalle autorità che ognuno racchiude dentro di sé»
(Michele Cerato)


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Apocalyipse - L'orologio dell'apocalisse

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Autore: Stefania Sperandio

Editore: La Riflessione - Davide Zedda Editore

Prima edizione: 05/2008

Edizione corrente: 05/2008

EAN-ISBN: 9788862110969

Pagine: 302

Prezzo di copertina: 15,00 Euro

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Descrizione
Nel 1979, la Guerra Fredda continua a dividere e ad intrecciare i sentieri dell'Ovest e dell'Est.

Dopo essere sopravvissuto al fallimento di un precedente incarico, il capitano Cobra viene richiamato in servizio dalla CIA per un'ultima, irrinunciabile missione: ritrovare il suo amico e collega Alexander, le cui tracce sono state perse durante un'importante infiltrazione nell'URSS.

Spinto dall'affetto verso il suo amico, il capitano è costretto a guardare nuovamente in faccia la sua vecchia vita da spia, gli incubi che credeva superati ed i rimorsi mai sopiti, riscoprendosi molto più debole di quanto non avesse mai pensato di essere.

La sua anima sensibile, celata da un'uniforme da uccisore inespressiva, scoprirà che il crollo delle certezze è in grado di sconvolgere per sempre la sua vita da uomo e da soldato.

In una Guerra Fredda tra blocchi di nazioni, il solo valore a trionfare sarà quello della lealtà di un uomo che, per vivere in pace con se stesso, diviene nemico di chi non ha il coraggio di cambiare.


Note biografiche
Stefania Sperandio nasce nel 1989.

Studentessa liceale, vive a Villacidro, nella provincia del Medio Campidano.

Con La Riflessione ha pubblicato nel 2006 Cielo Triste, sequel di Apocalypse.


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Archivio NuoviLibri.It

Autore: Leone Ebreo

Introduzione e note: Dante Lepore

Editore: Edizioni PonSinMor

Prima edizione: 06/2005

Edizione corrente: 06/2005

EAN-ISBN: 9788888999081

Pagine: 127

Rilegatura: brossura

Dimensioni: 15x21 cm

Prezzo di copertina: 12,50 Euro

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Descrizione
Sommario del 2° Dialogo
Filone & Sofia della communità di Amore

Breve prologo tra Filone, immerso nelle sue pene d'amore per Sofia, e quest'ultima che gli chiede di mantenere la promessa di conversare sull'origine dell'amore.

Premessa di metodo

Filone rinvia ancora l'argomento per una ragione di metodo: nella conoscenza si parte da ciò che è più evidente per giungere in ultima istanza alla radice del problema.

Prima dell'origine, dunque, conviene osservare la comunità, ossia il carattere comune, l'universalità dell'amore a partire da tutti gli esseri del mondo inferiore sub-lunare dell'universo.

1. L'amore negli esseri viventi

Partendo dagli esseri viventi, Filone elenca cinque cagioni di amore sia tra gli animali razionali, gli uomini, sia tra gli animali irrazionali, nonché le loro differenze: il piacere di generare, la successione generativa, il beneficio, la comunanza dell'origine, la compagnia.

Gli uomini soltanto aggiungono due ragioni particolari: la conformità di natura e le virtù morali e intellettuali.

2. L'amore nei corpi insensibili

Ma l'amore, che presenta anche tre gradi d'intensità, naturale, sensitivo e razionale volontario, nel primo grado si estende anche agli elementi naturali, ai corpi insensibili.

Nei primi due casi si può parlare di inclinazioni, che sono anch'esse amore.

Torna il tema platonico del rapporto tra amore e conoscenza e il suo carattere universale.

Filone espone in termini di teoria dell'amore la fisica aristotelica dei luoghi naturali.

Gli elementi si amano per affinità ai luoghi loro propri e per le cinque ragioni di sopra.

Per quanto riguarda la comunanza di specie (quinta cagione) e la compagnia (quarta) degli elementi, se ne osserva la loro articolazione nella collocazione per qualità e dignità nella struttura dell'ordine cosmico.

Esame delle prime tre cagioni.

Esame della materia prima e degli elementi e dell'amore in essi.

L'evoluzione delle forme elementari e i quattro gradi progressivi di amicizia fra loro.

3. Nel mondo celeste l'amore del cielo per la materia prima si trasmette al mondo sensibile.

Passando ai corpi celesti, Sofia pone il problema: la principal cagione & piu commune ch'io veggia dell'amore, è la generatione: & non essendo generatione nelle cose eterne, come può in loro essere amore?

Proprio perché il mondo celeste e quello intellettuale sono incorruttibili e dunque ingenerabili, qui l'amore è anzi più eminente non avendo per scopo la generazione.

Avviene però la fecondazione della materia prima ad opera del moto circolare continuo del cielo che influisce sul ricettacolo della materia prima, mediante l'acqua che la nutre, l'aria che è spirito che la penetra, il fuoco che la tempera e vivifica col suo calore.

Il moto, trasmesso a tutti gli elementi, feconda la terra, corpo della materia prima, col seme della rugiada e dell'acqua pluviale.

Il cielo e la materia prima sono il padre e la madre della generazione nel mondo inferiore.

Il corpo del cielo circonda e copre la terra, ferma per accogliere il seme, rugiada e acqua pluviale, come nel coito il maschio copre la femmina trasmettendo il suo moto virile alla terra che di riflesso si muove un poco anch'essa.

In corrispondenza delle funzioni dei sette membri organici del corpo umano (cuore, cervello, fegato, milza, reni, testicoli, verga) che presiedono unitamente alla produzione ed immissione dello sperma, così il moto celeste si trasmette agli altri elementi generando la pioggia e la rugiada che, scaldata dai raggi delle stelle fisse e dei sette pianeti (sole, luna, giove, marte, saturno, venere, mercurio), va a generare le specie e individui che popolano terra mare e cielo e a loro volta trovano corrispondenza con gli organi conoscitivi della testa i quali trovano reciproca corrispondenza con gli organi generativi; divisione che non sussiste nella semplicità del cielo.

4. Microcosmo e macrocosmo

L'uomo è simulacro dell'universo intero (microcòsmos), contenente in sé anche l'immagine della femmina, così come il cielo è immagine di perfetto animale (macrocòsmos), secondo la teoria pitagorica e aristotelica.

Passando alla descrizione delle parti del cielo, in corrispondenza delle parti dell'animale e dei rispettivi movimenti, ci s'imbatte nella difficoltà di stabilire in modo relativo, come per il corpo umano, la destra e la sinistra.

Sofia chiede di spiegare l'espressione ripresa dai filosofi del Rinascimento che definisce l'uomo simulacro dell'universo nei suoi tre mondi terrestre, celeste e intellettuale o divino.

Filone riassume il concetto di microcòsmos mettendo in corrispondenza le parti del corpo, quella inferiore del basso ventre col mondo della generazione e corruzione, quella centrale gravitante sul cuore, corrispondente al mondo celeste, quella superiore della testa con al centro il cervello, simulacro del mondo spirituale che, conformemente a Platone e non lontano da Aristotele, ha tre gradi, dall'anima sensitiva all'intelletto potenziale fino all'intelletto agente.

A conclusione, Sofia riporta il discorso sul tema centrale del dialogo, riassumendo l'amore reciproco del cielo e della terra.

5. L'amore tra i corpi celesti è perfetta armonia.

Essendo i corpi celesti ingenerati e incorruttibili, la causa del loro amore reciproco a cosa è dovuta?

È la corrispondenza e concordanza eterna dei loro movimenti che, pur diversi in direzioni, intensità e velocità, esprimono un unica mirabile armonia.

Filone riprende la dottrina pitagorica che nella musica celeste individuava l'armonia del numero, del peso, della misura degli innumerevoli e diversissimi corpi dell'universo.

Ma questi per Sofia sono effetti, non cause del loro reciproco amore.

Filone spiega che anche tra i corpi celesti, come tra gli uomini, c'è conformità di natura ed essenza, tale che i loro atti e movimenti si corrispondano con una tale proporzione che ne discende un unità armonica di fine e di opera tale da renderli membri e parti di un unico corpo organizzato piuttosto che corpi diversi.

Altra ragione dell'amore reciproco dei corpi celesti, è la virtù nel suo grado eccellente.

Essi amano per l'universalità che è nella virtù e nella reciprocità del beneficio, non per il beneficio particolare o l'utile che questa procura nei casi specifici, nel modo in cui si amano gli uomini veramente virtuosi.

6. Valori esoterici e significati allegorici della finzione poetica

Gli antichi poeti, nelle loro raffigurazioni degli amori degli dei celesti, non fanno cosa vana né bugiarda.

I loro poemi hanno una pregnanza esoterica, implicano diversi sensi o intenzioni.

Innanzi tutto il senso letterale, come rivestimento con fatti memorabili della vita di alcune persone.

C'è poi il senso morale, fatto di approvazione delle virtù e condanna dei vizi.

Ci sono infine i sensi allegorici.

Esempio: il mito di Perseo e Gorgone.

La ragione di tale artificio sta nella necessaria cautela richiesta dalla natura divina e dalla scienza nel manifestarsi ad ogni uomo: si corrompono passando nelle menti inadatte ad accoglierle e questa corruzione si diffonde assai rapidamente tra gli uomini.

È necessario preservarle da tale rischio.

La seconda ragione delle favole poetiche è la brevità che meglio conserva le conoscenze nella memoria.

La terza è di unire il piacevole e facile all'utile del vero intelletto, come si fa con i fanciulli.

La quarta è la necessità di conservazione delle cose intellettuali sotto la scorza delle stesse favole.

L'ultima, ma non meno importante, è che col medesimo cibo si possano soddisfare diversi convitati con diversi sapori: in questo modo i sensi più difficili che, individuabili da poche menti, possono perdersi più facilmente, specie in epoche di decadimento, come è accaduto ai greci e agli arabi o all'Italia al tempo dei Goti, si preservano sulla bocca del volgo.

Platone, pur eliminando il verso, lasciò il mito, sufficiente alla conservazione del vero.

Aristotele si servì dello stile scientifico raggiungendo tale profondità, efficacia e brevità che questo bastò alla conservazione della scienza.

In realtà i libri di Aristotele erano editi solo per i suoi discepoli disposti ad intenderlo indipendentemente dall'epoca e dal luogo in cui si trovassero.

7. Implicazioni teosofiche della mitologia greca

Filone illustra la gerarchia delle divinità greche, da Zeus agli dei celesti agli inferi.

I nomi divini sono attribuiti ai corpi elementari secondo la concezione, espressa anche in Platone, che presume un principio formale incorporeo in ogni entità del mondo inferiore, partecipando al quale ogni cosa ha la propria natura chiamata idea.

Nulla di strano in Cerere divinità del grano, come in Bacco, divinità del vino.

Con lo stesso criterio, la divinità è attribuita alle virtù, ai vizi, alle passioni, giacché l'universo ha bisogno, per la sua conservazione nel divenire, sia del principio del bene e della virtù che del principio del male e del vizio.

Anche le cose imperfette vanno viste in questa dialettica della totalità sovraordinata dalla mente divina, perciò ugualmente necessarie all'essere dell'universo.

La denominazione divina è altresì estesa agli uomini, per quella parte che in loro è immortale, l'anima intellettiva, specie in coloro nei quali assurge a livelli eccellenti ed eroici.

Quanto alla generazione, propria di tutte le cose del mondo, solo negli uomini e negli animali richiede l'
atto carnale.

Il divino è solo generatore e non generato.

E siccome i principi della generazione sono l'uno formale e l'altro materiale, fu necessario ai poeti chiamarli padre e madre e chiamare in causa l'amore e l'unione per produrre la genealogia degli dei.

Mito di Demogorgone come generazione e produzione di tutte le cose.

La scissione, o contesa o litigio, è già implicita nell'unità originaria indistinta del Chaos ed è la prima a nascere.

Ne segue la legge dei contrari.

La stirpe di Demogorgone procede con Pan verso la concordia del tutto cosmico, con le tre Parche, con la stirpe della terra: Erebo e la Notte.

Allegoria dell'innamoramento di Pan per Siringa.

Significati della nascita di Urano, Saturno e Cronos e influenze sui caratteri umani.

Loro imparentamenti e stirpi.

Vicenda della lotta di Giove contro Saturno e i Titani.

La giustizia di Giove. Giove e Giunone come padre e madre nella generazione delle cose.

Concepimento di Ebe, allegoria della generazione, e di Marte, allegoria della corruzione.

Generazione di Diana e Apollo da Giove e Latona e sua conformità con la scrittura mosaica.

L'amore di Giove e Alcmena e la nascita di Ercole, con Leda, donde l'origine di Castore e Polluce.

Vari altri amori di Giove e suoi esiti.

Venere e Marte.

Duplicità di Venere: casta e lasciva.

Sua nascita dai testicoli di Saturno, simbolo di generazione e corruzione, nascita e morte, analogamente a Marte dalla percussione della vulva di Giunone.

Amori di Venere e Marte nel loro aspetto esoterico.

Nascita di Cupido, cieca passione amorosa.

Mercurio e le sue virtù e attributi.

Nascita dell'Ermafrodito dall'unione di Mercurio e Venere.

Caratteristiche di Diana. Apollo.

Sensi allegorici della vicenda di Apollo e Dafne.

8. L'amore nell'ordine dei segni zodiacali

Breve descrizione e ripartizione dei cieli, dei pianeti e dei segni zodiacali nelle loro dialettica di relazioni di amore e odio perfetto e imperfetto.

Significati delle congiunzioni dei pianeti, della loro ripartizione nei segni dello Zodiaco e dell'ordine e armonia che deriva dall'opposizione, contrarietà e amicizia tra segni e pianeti.

Altre forme di amore e odio tra segni e pianeti non casuali ne corrispondenti ad ordine certo.

9. L'amore nel mondo intellettuale

Come possono, chiede Sofia, gli enti spirituali mancare di alcunché e dunque provare desiderio e amore?

Non sono solo gli esseri inferiori che amano per desiderio della perfezione di quelli superiori, ma ancor più gli esseri superiori amano perché desiderano la perfezione che manca a quelli inferiori e ciò presuppone ben mancamento non nel superiore desiderante, ma nell'inferiore bisognante, perché il superiore amando l'inferiore desidera supplire quel che manca di perfettione all'inferiore con la sua superiorità.

L'amore perfetto è quello di chi dà rispetto a chi riceve, è più perfetto quello del padre per il figlio, come quello del maschio per la femmina.

Un difetto nell'inferiore denoterebbe un difetto nel superiore che ne è causa e perciò il superiore desidera unire a sé l'inferiore per liberarlo dall'imperfezione.

Inoltre, le persone amate son più perfette degli amanti, conformemente alla teoria aristotelica della quattro cause, di cui quella suprema è la causa finale.

Conformemente alle teorie della prima accademia araba (Al Farabi, Avicenna, Al Gazali) e del rabbi Mosè d'Egitto, Filone espone la teoria delle intelligenze motrici dei cieli, l'una causa effettiva del moto e l'altra fine, e Dio non sarebbe il primo motore, mentre per Averroè le intelligenze motrici sono uniche e il primo motore è Dio.

Critica di queste interpretazioni della causa effettiva e finale di Aristotele.

Filone propende per una concezione di Dio come fine supremo.

Ma in che modo le intelligenze celesti, amando il mondo inferiore corporeo, possono elevarsi fino a Dio?

L'universo, osserva Filone, è come un grande individuo in cui ogni parte cospira non al proprio ma al fine comune e universale che è Dio, e in ciò consiste l'amore, vera unità del mondo che nella sua ordinata perfezione fa la felicità di ogni sua singola parte.

10. Conclusione

Come mai l'amore, che è tanto comune, in Sofia non si trova?

L'amore di Filone è verace ma sterile: non produce il suo simile, basta per legar lui, non lei.


Indice
Dialettica e paradosso della divina verità nel 2° Dialogo d'Amore.
Sommario del 2° Dialogo:
Prologo
Premessa di metodo
L'amore negli esseri viventi
L'amore nei corpi insensibili
Nel mondo celeste l'amore del cielo per la materia prima si trasmette al mondo sensibile.
Microcosmo e macrocosmo
L'amore tra i corpi celesti è perfetta armonia
Valori esoterici e significati allegorici della finzione poetica
Implicazioni teosofiche della mitologia greca
L'amore nell'ordine dei segni zodiacali
L'amore nel mondo intellettuale
Conclusione
Sofia e Filone della communità di Amore
Appendice:
Intervista a Silvia Montefoschi
Dialettica e paradosso


Note biografiche
Leo Hebraeus è il nome con cui diviene noto il medico, letterato e filosofo Yehudah (Giuda) ben Isaac Abrabanel (o Abarbanel), discendente d'illustre famiglia ebrea di Lisbona (1460 ca. 1534).

Il padre, don Ishaq, insigne finanziere, statista e teologo, consigliere di Alfonso V, del cui favore aveva fruito fino al 1481, anno della morte del re e della successione al trono portoghese di re Joao II, fu sospettato e accusato di complicità nella congiura del duca di Braganza, e, costretto alla confisca dei beni e alla fuga, lasciò Lisbona per Toledo (1483) dove fu raggiunto dal figlio (1484).

In seguito alle persecuzioni antisemitiche nel Portogallo e nella Spagna, lasciato in Portogallo (1492) il figlio di un anno, poi divenuto converso (battezzato per forza) e pianto dal padre nella splendida "Elegia sopra il destino", andò in esilio e fu profugo in varie parti d'Italia, dove esercitò la professione di medico, dapprima a Napoli, dove è documentata la sua capacità di vincere e abbattere gli avversari nelle case di studio dei cristiani, in ambienti umanistici e neoplatonici (Giovanni Pontano, M. Equicola, Egidio da Viterbo).

Dopo la calata dei francesi, si reca a Genova (1496), mentre il padre cerca rifugio prima a Corfù, poi a Monopoli, dove lo raggiunge Leone per passare insieme a Barletta (1501) dove ricevono un salvacondotto per Napoli dal re Federigo.

Dopo un soggiorno a Venezia col padre, è al servizio di Don Gonzalo di Cordova a Napoli, poi, dopo il trasferimento del gran Capitano, forse di nuovo a Venezia (1506) dal padre, a Roma, a Pesaro e a Ferrara dove probabilmente morì.

Dal 1507 non ci restano altre notizie biografiche, che dal 1521, quando si ha notizia di un suo successo medico, cessano del tutto.


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Delitti di prima classe

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La quinta indagine del commissario Martini

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Autore: Gianna Baltaro

Editore: Edizioni Angolo Manzoni

Prima edizione: 04/2008

Edizione corrente: 04/2008

EAN-ISBN: 9788862040211

Pagine: 208

Rilegatura: Brossura

Dimensioni: 14x22 cm

Prezzo di copertina: 14,00 Euro


Descrizione
Anni Trenta. Andrea Martini, imbarcatosi sulla lussuosa nave da crociera "Augustus" per rintracciare un falsario, si trova a dover indagare sull'omicidio di un tenore, scritturato per un concerto

L'affascinante commissario si muove perfettamente a proprio agio in quell'ambiente mondano, che pure non sempre apprezza.

E, dopo un altro delitto e svariati colpi di scena, non tarderà a giungere alla soluzione.


Note biografiche
Gianna Baltaro, recentemente scomparsa, è stata spesso definita l'Agatha Christie piemontese oppure la Signora in Giallo sotto la Mole.

La scrittrice torinese ha inventato il personaggio di Andrea Martini, protagonista di ben 18 avventure: un ex commissario della Squadra Mobile, che, in particolari inchieste, torna volentieri a dare una mano ai suoi vecchi colleghi nella Torino degli anni Trenta.

Uomo affascinante di molta umanità e non poco anticonformismo, - l'ha descritto Giovanni Tesio, - che si divide tra Torino e Diano d Alba, dove ama vestire i panni del gentiluomo di campagna coltivando il vino di un podere avuto in eredità da uno zio .

Martini è uno dei protagonisti più interessanti del giallo italiano , per citare Giuseppe Pederiali.

Anche se in realtà la vera protagonista delle storie di Gianna Baltaro è la Torino anni Trenta, avvolta dal suo fascino discreto e misterioso.

Una città in grande fermento, che, nelle indagini del commissario, vive di momenti curiosi, momenti storici di un passato descritto con grande coinvolgimento.

Di Gianna Baltaro, in questa collana:
Una certa sera d'inverno,
Ritorno dal passato,
Mentre scendeva il buio,
Segreti di famiglia,

Uno strano cliente,
Pensione Tersicore,
I problemi della signora Pich,
Nelle nebbie del Gambero d'Oro,

Una donna chiamata Bonbon,
Ore 10 Porta Nuova,
Quel maledetto giorno di Carnevale,
L'uomo dal soprabito grigio,

L'altra riva del lago;
Il mistero di Linda,
Due gocce di sangue blu.

Nella collana Corpo 16 GRANDI CARATTERI, sono usciti: "Poker di donne" e la graphic novel "Una certa sera d'inverno", disegnata da Marco D'Aponte.


Estratto
«L'antiquario estrasse la pipa e cominciò a riempirla con il tabacco.

Quando sono arrivato sul ponte, "riprese", mi sono fermato un attimo ad ammirare l'oceano.

Era una serata strana, con qualche nuvoletta che ogni tanto oscurava la luce delle stelle.

L'ideale per gli innamorati.

Neanche lì c'era nessuno? - domandò Martini.

Beh un po' oltre la piscina, verso poppa, ho intravisto una coppia appoggiata al parapetto, ma per discrezione mi sono avviato dalla parte opposta»...

«...I due uomini percorsero corridoi e scalette che, a quell'ora, erano ancora deserti e silenziosi.

Quando uscirono sul ponte degli sport, il cielo si stava sbiancando e sembrava fondersi nel mare.

Nell'aria pungente vibrava la magia di quegli istanti senza tempo che precedono l'aurora.

Martini, meno abituato del capitano a una bellezza così pura, si fermò per un attimo; poi, richiamato dalla voce di Bertinelli, lo raggiunse vicino al parapetto di dritta.

Ecco, il corpo si trovava qui »


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Pinocchio, Peppone, l'Anticristo

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E altre divagazioni

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Autore: Giacomo Biffi

Editore: Edizioni Cantagalli

Prima edizione: 04/2005

Edizione corrente: 04/2005

EAN-ISBN: 8882722120

Pagine: 256

Dimensioni: 13,5x21,0 cm

Prezzo di copertina: 14,90 Euro

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Descrizione
Una raccolta di saggi che sconfinano dall'ambito rigorosamente ecclesiastico, ma non da quello della visione evangelica: Collodi, Solovev, Chesterton, Tolkien, Bacchelli, la Rivoluzione Francese e il Risorgimento.

Divagazioni intorno a libri e vicende per affermare la inconciliabilità del bene e del male, per mettere in guardia contro gli irenismi zuccherosi che non costruiscono la pace, degli ecumenismi senza la carità della verità.


Note biografiche
Giacomo Biffi (Milano, 1928) è cardinale arcivescovo emerito di Bologna ed autore di numerosi libri e saggi caratterizzati dalla profondità delle riflessioni e dall'ironia dello stile.


Estratto
ANNOTAZIONE PREVIA
"Un cardinale che non gioca a bocce o non si affaccia mai a contemplare la luna, non scrive filastrocche per i bambini della scuola materna o non alleva canarini, ma compie solo quello che in ogni caso gli verrà attribuito dopo la morte dalle biografie ufficiali, è più pericoloso per la cristianità di un eresiarca".

Quando ho scritto queste incaute parole, ero un parroco in pace: andare a finire addirittura nel Sacro Collegio era ai miei occhi una sorte meno prevedibile di quella di diventare generale dei carabinieri.

Ma adesso quelle frasi un po' impertinenti mi possono essere rinfacciate: una volta cardinale, non mi sono affatto preoccupato di seguire quei saggi consigli.

Però allo spirito dell'ammonimento mi sono abbastanza attenuto: le mie attenzioni e le mie letture hanno spesso sconfinato dai "sacri recinti".

Non mi sono limitato a occuparmi soltanto di teologia e di pastorale, di opere patristiche e di documenti conciliari.

Tuttavia le divagazioni, di cui qui ho raccolto qualche testimonianza, a dire il vero sconfinavano sì dall'ambito rigorosamente ecclesiastico, ma non da quello della visione evangelica e della contemplazione della verità che salva: Collodi, Guareschi, Solovev, Chesterton, Bacchelli, Tolkien - tutti "laici" nel senso migliore e più autentico del termine - mi hanno davvero fatto crescere nella "intelligenza della fede".

Anche la conoscenza un po' ravvicinata - al di là dai luoghi comuni e dai giudizi "politicamente corretti" - di avvenimenti apparentemente "mondani", come la Rivoluzione Francese e il Risorgimento, mi hanno aiutato ad aderire con maggior consapevolezza al disegno provvidenziale del Padre e alla signorìa di Cristo, Re dell'universo, della storia e dei cuori.


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