Ritorno Andando

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Autore: Alessandra Galdiero

Editore: CSA

Prima edizione: 04/2008

Edizione corrente: 04/2008

EAN-ISBN: 9788895030401

Pagine: 94

Prezzo di copertina: 12,00 Euro

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Descrizione
Ritorno Andando è il secondo romanzo di Alessandra Galdiero, successivo ad Attraverso i miei occhi.

Un libro intenso, che si muove nelle profondità, che fa riflettere e osservare la realtà con occhi diversi.

Un cammino dentro di sé, con la testa rivolta verso il passato, ma con una proiezione verso quello che si incontrerà andando avanti.

Parole fragili che imprimono la loro forza, passione, dolcezza, amore e rabbia si intrecciano per dar vita ad un romanzo psicologico interessante e accattivante.

"Sono io che proietto la mia ombra, è il mio corpo, eppure a volte mi spaventa, come se all'improvviso non mi rendessi conto della mia presenza.

È un'astrazione da sé, un viaggio lontano, ed io mi sento irriconoscibile, per niente familiare persino al mio sguardo".

Il viaggio imposto e cercato attraverso sentimenti, sensazioni, percezioni.

La disperata e affannosa ricerca del proprio pensiero nella vita che si dispiega davanti agli occhi.

Racconti attraversati da paure, riflessioni,emozioni; pensieri che rotolano sul declino scosceso dell'analisi del sé attraverso le esperienze.

Un romanzo intenso e appagante che fa riflettere sui mille colori dell'anima umana, che si manifesta partendo dai sensi.


Note biografiche
Alessandra Galdiero nasce a Napoli nel 1980, si laurea in Scienze Politiche presso l'Orientale con una tesi in Filosofia su Hannah Arendt e le sue riflessioni sulla banalità del male e l'annullamento dell'identità umana nei campi di concentramento.

Il talento narrativo dell'autrice si fa vivo in tenera età e raggiunge in questo racconto maturità e concretezza.

La forza della scrittura vibrante e sinuosa, capace di coinvolgere ed emozionare, trascina il lettore in un vortice di passioni che lascia un segno delicato ma incisivo.

Questo è il suo secondo romanzo che fa seguito ad Attraverso i miei occhi, edizioni MEF L'Autore Libri Firenze 2007.

Per ulteriori informazioni su Alessandra Galdiero:

www.myspace.com/alessandragaldiero,
www.frammentivivi.splinder.com.

Per contatti alessandragaldiero@hotmail.it.


Estratto
Torno da me, per me, rivolto il cassetto, rigiro i pensieri, e sono fogli accartocciati, vecchi momenti polverosi e inadatti a questo secolo, come quando mi dicevano che per natura ero incline a vivere un altro tempo.

Forse mi hanno tarpato le ali, forse comunque non avrei saputo volare, forse dopotutto è meglio non complicarsi in strane idee e accettare per vero quello che non so, ma non mi illudo neppure di sapere.

Le parole si interrogano, le cadenze pure, ma non si ferma la voce, non si inclina la testa verso il battito perverso del passato, così come non si protende verso l'ignoto la mia volontà.

Ho un preciso piano nella testa che si diletta a prendersi gioco di me, quando dovrei essere io il suo artefice, il suo inventore perverso, invece non ho forza che azzardi a sfidare la mia incomprensibilità e mi trovo in un filone complesso di identità intrecciate che dissimulano dal resto.

Trovo difficile inoltrarmi in questo sentiero percorso già per migliaia di giorni, percorso non tanto arido né troppo ostile all'uomo, né tanto meno a me, ma adesso, in questo attimo, che non ha inizio né fine per una sua specifica natura ribelle, io non so gestire questo corpo per proiettarmi al di là di tutto, liberandomi da pesanti coinvolgimenti conflittuali.

Non sono abituata alle situazioni evidentemente facili da gestire, non lo sono dalla nascita per qualche strano sortilegio che ha voluto rendere poche certezze e poche carezze alla mia esistenza, ma a volte questa magia viene infranta e non so più trovare la giusta ispirazione per dirigermi verso un paesaggio piuttosto che un altro.

Sono infranta nella mente e nella memoria anch'io in quei momenti, ma nonostante tutto non trovo mai rifugio in nulla che possa proteggermi, se non il silenzio tenero e prolungato delle mie mani che producono una sensazione piacevole ed eterea di calore.

Non so se tutto questo mi basta, probabilmente la mia mente pretenderebbe di più di un sogno virtuale o di una concezione limitata della mia percezione, ma forse in quei frangenti riesco a vivere in maniera molto più presente e migliore di quando vivo per davvero.

È una sensazione strana, per certi versi ridicola, la mia, ma se il dolore, l'insoddisfazione, la delusione, lo sconforto e il desiderio ossessivo, mi provocano tutto questo, preferisco i miei momenti di non equilibrio a quelli che sembrano radicati e lucidi, ma poi non rendono sentimenti né emozioni.

Proprio allora io riesco a produrre armonia e certezze nel mio animo, posso nutrirmi di respiri e coinvolgimenti che mi bastano per quando non ne ho, per quando non ne posso fare a meno, un po' come quando trattengo il fiato mentre faccio l'amore con lui, ed è sublime, quasi irreale, speciale, la bellezza da sogno.

In quegli attimi io non lo guardo, posso chiudere gli occhi e sentirmi dentro, fino in fondo, e poi quando arrivo al buio inafferrabile che è nei meandri, quando sembra che non ci sia più niente, quando c'è quell'abbandono totale che sembra sopraggiunga la morte, vedo lui, non più me stessa e so che è quella la vita.

Spesso credo che la mia fantasia abbia spiazzato pensieri concreti, che il mio contatto con tutto quello che mi circonda non avvenga attraverso i miei sensi, ma attraverso un passaggio diverso che mi pone dinanzi al mio istinto romantico e crudele, quello che mi fa sentire parte di ogni cosa, che mi fa confluire nel mare, che mi fa inoltrare ovunque con il vento, che mi fa percepire ogni sensazione con uno stato d animo affine a ciò che apparentemente non è evidente.

Mi sento in simbiosi con ogni cosa che sia umana e universale, mi trovo riflessa e partecipe, travolta e nutrita di odori di pelle differente dalla mia.

Tutta questa mia proiezione non porta a nulla se non ad un'astrazione tipica di chi ama deliberatamente l'amore.

E se uso troppo spesso questa parola è perché nonostante a me piaccia dilettarmi con discorsi, frasi e lettere, non trovo un altra maniera per esprimere, per identificare e per spiegare l'amore.

Per certe cose non c'è altro modo se non il contatto diretto.

Perché poi quando io rido, sorrido, accenno una smorfia di condivisione, sono sempre fraintesa, così come quando piango.

Mi convinco che sia normale.

Non c'è interpretazione per il proprio vivere.

Mi fischiano le orecchie, mi giro intorno, non guardo, mi sento, ritrovo un accenno di senso, mi perdo di nuovo e capisco che sarà per un vuoto istantaneo nel cervello se mi fischiano le orecchie, ma poi mi accorgo che avviene proprio quando creo le migliori intenzioni, quindi non ha senso neanche questo, come tutto quello che sono riuscita solo a sfiorare fino a qui.


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Internet e i Movimenti Sociali

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Autore: Francesco Pignatti

Editore: Prospettiva Editrice

Prima edizione: 05/2008

Edizione corrente: 05/2008

EAN-ISBN: 9788874184552

Pagine: 198

Prezzo di copertina: 12,00 Euro

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Descrizione
La Rete ha inevitabilmente cambiato il Dna delle forme di attivismo rispetto a trent'anni fa, quando il movimento studentesco del '68 confidava nella forza amplificatrice dei soli megafoni, del passaparola generale o della pubblicazione di manifesti, volantini e fogli informativi.

L'era di Internet e dei cosiddetti "personal media" ha profondamente rinnovato e potenziato gli orizzonti comunicativi della protesta.

Il vantaggio maggiore è senz'altro quello di poter comunicare globalmente in modo veloce, spiega Jason Mark, attivista della ONG britannica Global Exchange.

Una volta per parlare con i nostri partners in Indonesia o Brasile dovevamo lottare continuamente contro problemi di tempo e con i costi elevati di telefono e fax.

Oggi risolviamo tutto con una semplice e-mail.

Notevoli sono i vantaggi di coordinamento che la Rete tramuta in organizzazione sul campo.

Il punto di svolta si ebbe a partire dalla famosa protesta di Seattle del Novembre 1999, quando una folla eterogenea di attivisti impedì ai delegati del WTO di entrare nell'edificio in cui si teneva il meeting.

La mobilitazione anti-capitalista del Social Forum di Seattle fu strategicamente organizzata e pianificata attraverso la Rete.

L'uso di Internet in quell'occasione rese possibile la costruzione di relazioni, la creazione di network internazionali di supporto, la condivisione di informazioni e di risorse con un efficienza e una velocità senza precedenti.

Tuttavia non si può assumere come esclusivo criterio di analisi del fenomeno quello del determinismo tecnologico.

Castells ci dimostra come la tecnologia non determina la società e neppure la società definisce il corso della trasformazione tecnologica.

La Rete, come Giano bifronte, mostra due facce della stessa medaglia.

Se da un lato la sua natura globale, acentrica e multidirezionale le ha conferito l'immagine di paradiso utopico di altruismo, cooperazione e libertà d'espressione; dall'altro il frequente ricorso al computer-matching e alla dataveillance, soprattutto da parte del commercio elettronico, ha messo in evidenza la scarsa capacità della Rete nella protezione della sfera privata (privacy).

Lo scambio d'informazioni attraverso Internet finisce spesso per aiutare il sistema di sorveglianza a conoscere le mosse degli attivisti e a prevenire la protesta.

Il primo capitolo, "Elementi di teoria sociale", è stato inserito per collocare la ricerca entro determinate coordinate dell'analisi sociologica.

In particolare si fa riferimento alle teorie di A.Giddens sulle conseguenze della modernità intesa come "radicalizzazione" della modernità stessa.

La collocazione delle tesi di A.Giddens e altri sociologi, come Z. Bauman, U. Beck., J. B. Thompson,, all'inizio della ricerca fornisce la giusta chiave di lettura dell'intero percorso di analisi.

I fattori di dinamismo della modernità tracciati da A. Giddens definiscono il nuovo "ritmo" e "portata" del cambiamento sociale.

In particolare, la "compressione spazio-temporale" ha accelerato il processo di globalizzazione della comunicazione e dato origine allo "spazio e tempo dei flussi" così come sono stati descritti da Castells nel "modello a rete".

La globalizzazione delle comunicazioni ha accelerato la formazione di quella che J. B. Thompson ha definito "comunanza despazializzata" che sta alla base del nuovo senso di responsabilità che si traduce molto spesso nelle campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica avviate dai movimenti sociali.

Il paragrafo dedicato ai mass media è stato inserito per seguire un lineare percorso cronologico e segnare le principali differenze con le nuove tecnologie dell'informazione.

Inoltre, i media mainstream, rappresentano ancora un importante punto di riferimento per i movimenti sociali sia in termini di estensione dell'audience raggiungibile a sostegno delle proprie cause sia per il conferimento di autorevolezza alle fonti dei media alternativi.

Il secondo capitolo restringe il punto di vista ai nuovi media e al' avvento della rivoluzione tecnologica informazionale.

L'opera di riferimento in questo caso è la trilogia di M. Castells, "Information Age", il cui approccio multidisciplinare e internazionale al fenomeno, ha consentito di analizzare la transizione al nuovo paradigma tecnologico utilizzando una panoramica globale nonché di approfondire alcune questioni relative all'assunzione del "sistema a rete" come modello organizzativo in ogni dimensione dell'agire umano.

Il paragrafo dedicato al "Digital Divide" è stato inserito per evidenziare come la differenza fra coloro che hanno accesso alla Rete rispetto a coloro che non l'hanno ha aggiunto un'altra spaccatura cruciale alle fonti di disuguaglianza ed esclusione sociale (divides).

Il Digital Divide ha condotto a riflettere sul fatto che forse è ancora prematuro parlare di "società globale dell'informazione" quando solo il 16 per cento della popolazione mondiale ha accesso alla Rete.

Il terzo capitolo analizza il nuovo tipo di comunicazione scaturito dalla condivisione di una piattaforma virtuale di interazione.

La computer-mediated communication (CMC) rappresenta la sintesi del passaggio obbligato delle nuove tecnologie dalle reti di calcolo a quelle di persone.

La CMC ha favorito la creazione di reticoli di relazioni sociali personali nel cyberspazio che si sono concretizzate nelle cosiddette "comunità virtuali", le aggregazioni sociali della Rete.

Canali di comunicazione quali chats, newsgroup, mailing list, website rappresentano il kit essenziale dei NetAttivisti nell'organizzazione delle loro campagne di contestazione o sensibilizzazione attraverso la Rete.

Nel quarto capitolo si cerca di sfatare il falso mito del determinismo tecnologico.

La Rete viene presentata non solo come spazio democratico, decentralizzato e aperto capace di stimolare forme di altruismo, cooperazione e libertà d espressione ma anche come infrastruttura materiale particolarmente adatta a strategie di sorveglianza e monitoraggio della nostra data-image.

Le tecniche di computer-matching e di raccolta dei nostri dati personali hanno evocato la spontanea metafora di Internet come "panopticon elettronico".

L'ultimo capitolo infine è ampiamente dedicato al tema centrale di questa ricerca: l'uso della Rete da parte degli attivisti come supporto per rinnovare e potenziare la loro azione.

L'indagine prende in esame un insieme rappresentativo (ma non esaustivo) dei nuovi movimenti sociali, definendoli in base alla causa per la quale si mobilitano e alle forme di NetAttivismo utilizzate per sostenerla.

Si va dalla formazione di media alternativi di controinformazione indipendente (Indymedia, McSpotlight, radio B92) alla creazione di vere e proprie guerriglie elettroniche (netwar) condotte interamente sulla Rete da collettivi attivisti radicali e dalle cellule terroristiche islamiche.

Nelle conclusioni ci si interrogherà sui risultati tangibili delle azioni condotte in Rete, quali i rischi e pericoli del NetAttivismo.

Internet ha cambiato radicalmente il modo di fare protesta?

La nuova tecnologia dell'informazione sarà il futuro campo di battaglia per i nuovi movimenti sociali alla conquista di un ruolo politico decisivo nella costruzione di una governance globale?

Le risposte che si cercherà di dare a questi interrogativi saranno il frutto del percorso di ricerca intrapreso ma allo stesso tempo apriranno nuovi orizzonti per interessanti approfondimenti.


Indice

VII INTRODUZIONE

1. ELEMENTI DI TEORIA SOCIALE

Le conseguenze della modernità

Modernità, tempo e spazio

La disaggregazione dei sistemi sociali

Modernizzazione riflessiva

La società individualizzata

La società del rischio

La globalizzazione della comunicazione

Mass Media & New Media: una possibile convivenza.

La comunicazione di massa

I tratti distintivi dei new media

2. THE RISE OF THE NETWORK SOCIETY

La rivoluzione tecnologica informazionale

Lo spirito dell'informazionalismo

La transizione all'Età dell'Informazione.

Sviluppi e contraddizioni a livello globale

Il collasso dell'Unione Sovietica: l'incapacità dello statalismo di assicurare la transizione al nuovo paradigma informazionale

Il developmental state in Giappone e nei Paesi dell'Asia Orientale

L'Unione Europea: il nuovo "Network State"

Stati Uniti: la culla dell'information society che fa l'interesse delle imprese private

L'emergere del Quarto Mondo

Africa: il continente emarginato dalla società informazionale globale

Due piaghe sociali che sopravvivono nella società dell'informazione. Lo sfruttamento dei minori e l'economia criminale globale

La geografia di Internet

Il Digital Divide

3. LA COMPUTER-MEDIATED COMMUNICATION (CMC)

Tratti distintivi: una nuova forma di comunicazione mediata

Testuale/Grafica. Asincrona/Sincrona

Studi critici

L'identità in Rete

Web Communities

Civic Networks

4. TECNOLOGIE DI LIBERTÁ O SORVEGLIANZA?

Tecnologie di libertà

Collettivi intelligenti

Smart Mobs

Un esempio di tecnologie di libertà: le reti peer-to-peer

Tecnologie di sorveglianza

Un nuovo Panopticon elettronico?

Dataveillance

5. I MOVIMENTI SOCIALI E LA RETE

Sul concetto di società civile

Gli eventi del 1989: l'avvento della società civile globale

An Answer to War

Tratti distintivi dei nuovi movimenti sociali

Il NetAttivismo: le nuove forme di protesta e sensibilizzazione via Internet

I media alternativi

I media tattici

Hacktivismo

Movimenti anticapitalisti

Social Forums

Media alternativi anti-corporate

Culture Jamming

Il movimento zapatista messicano

I movimenti nazionalisti, fondamentalisti e le cellule terroristiche

American Militia

Movimenti in difesa dei diritti umani

World Huaren Federation

Falun Gong

ll movimento ambientalista

Movimento femminista e mascolinista

Movimenti di liberazione sessuale

Un esempio di media alternativo. L'Indipendent Media Center (IMC)

Un po' di storia

Il Network: open publishing ovvero intercreatività

Il rapporto con i media mainstream

CONCLUSIONI

BIBLIOGRAFIA

LINK


Note biografiche
Francesco Pignatti è senior business consultant presso l'azienda americana InfoTrends e responsabile europeo per il servizio Network Document Solutions.

La tesi redatta per la laurea triennale in Italia da cui è stato tratto questo libro, ha ricevuto importanti riconoscimenti dall'University of Leeds, Università di Bologna e dalla Regione Emilia-Romagna.

Dopo la laurea, Francesco si e trasferito a Londra dove ha lavorato presso Frost & Sullivan come Marketing Research Analyst e conseguito un Masters in International Marketing CIM (Chartered Institute of Marketing) presso la Thames Valley University.

Nel 2006 si sposta a Manchester per un altro Masters in International Business and Management presso la prestigiosa Manchester Business School (top 20 nella classica mondiale del FT) per poi ritornare a Londra nel Settembre 2007 per ricoprire la carica assegnatagli ad InfoTrends.

A tutt'oggi vive nei pressi di London Bridge, anche se trascorre gran parte delle sue giornate andando avanti ed indietro da Heathrow airport per affrontare i numerosi viaggi che si rendono necessari data la tipologia del suo lavoro.

Nel corso di questi anni Francesco ha saputo combinare la sua passione per Internet e le reti sociali lanciando due interessanti progetti imprenditoriali.

Sul sito personale FrancescoPignatti.com è possibile accedere ad ulteriori informazioni a riguardo e leggere altri suoi scritti.


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Habana Libre

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Archivio NuoviLibri.It

Autore: Gianni Perrelli

Editore: Di Renzo Editore

Prima edizione: --/2004

Edizione corrente: --/2004

EAN-ISBN: 9788883230950

Pagine: 160

Prezzo di copertina: 12,00 Euro

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Descrizione
Il disincanto indolente di Mario, creativo italiano approdato a Cuba con tante curiosità e nessuna illusione.

L'ironica saggezza di José, medico che crede ancora nella revolucion ma angustiato da una quotidianità fatta di ristrettezze.

La prorompente vitalità di Niurka, che equidistante da Fidel e dal mito di Miami ha come uniche bussole l'istinto e l'orgoglio.

Personalità che si incrociano sul palcoscenico sensuale della Avana, contaminandosi a vicenda, sprigionando dubbi sulle proprie esistenze, crogiolandosi in improbabili disegni di fuga verso diversi modelli di vita.

Nel contrasto si staglia la radiografia del nostro paese e, in senso lato, del mondo occidentale.

Con le convulsioni politiche, i ribaltoni ideologici, i tic, le manie, le voglie di evasione solo un po' meno lancinanti di quelle dei cubani abbacinati dal miraggio di un benessere per molti ancora remoto.

E, parallelamente, risalta il potere di seduzione naïf che le atmosfere di una Cuba ai margini dei processi di globalizzazione esercita sui visitatori del primo mondo, sazi dei riti del consumismo opulento.

L'epilogo sconfina nel giallo.


Note biografiche
Gianni Perrelli è caporedattore e inviato speciale degli Esteri del settimanale "L'Espresso".

Dopo una parentesi giovanile nel giornalismo sportivo è stato corrispondente dagli Stati Uniti de "L'Europeo" e de "L'Espresso".

Con Di Renzo Editore ha già pubblicato Professione reporter.


Recensione
di Daniele Trombetti

Pubblicata su www.viaggiatorionline.com.

Diversa dalla Cuba sognata con Hemingway.

Una Cuba forse "troppo" vera ma che realmente esiste.

"Vecchi" che ancora credono e sperano nella rivoluzione, giovani che non ci hanno mai creduto e che vogliono solamente il "benessere" dei paesi occidentali.

Flotte di occidentali che arrivano a Cuba perché credono ancora nella rivoluzione ma che imborghesiti vogliono fare affari una volta morto Fidel, e che nel frattempo si accontentano di essere i fidanzati delle centinaia di Jineteras che affollano l'aeroporto di Cuba.

Un medico chirurgo che per arrotondare il misero stipendio di notte fa il taxista abusivo, un italiano deluso e schifato dal mondo in cui viveva, un americano di dubbie moralità e onestà, e due storie di ragazze completamente diverse.

Un libro di appena 159 pagine che si legge in meno di tre giorni e che appassiona molto.

Scritto benissimo da Gianni Perrelli (giornalista de L'Espresso) che scrive in prima persona il romanzo, ma la prima persona non è solamente un personaggio unico, sono tre persone che si raccontano.

Anzi, che riflettono sulla loro vita, su il loro avvenire e il loro passato.

Cosa hanno sbagliato o cosa faranno una volta che la rivoluzione si assopirà del tutto.

Niurka, Mario e Josè, si interrogano fanno riflettere su chi sta peggio o meglio.

Mario (l'italiano) che crede che Cuba sia il paradiso, Josè (il chirurgo taxista) crede che Roma antica, sia il solo scopo di vita, Niurka (la jineteras) che invece ha un solo scopo.

Arrivare a Miami per uccidere il padre fuggito.

Le storie non saranno mai così.

Tutti avranno da ricredersi, tutti riceveranno delusioni e colpi fendenti al cuore.

Cuba descritta come dice Josè " il trojaio degli europei " non è il paradiso che poi lo stesso Josè credeva, ma che non lascerà mai.

Ama troppo il suo paese, la brezza del Malecon, il Rum da bere con gli amici e pescare in silenzio.

Quel silenzio che ormai è perennemente interrotto dalla musica americana che arriva dalle radio portate in spiaggia da quei ragazzi che non aspettano altro che un passaggio su una lancia che li porti al di la di Cuba e della rivoluzione.

Habana Libre oltre ad essere un'analisi di Cuba, è anche un'analisi spietata dell'Italia e degli italiani.

Un bel libro che ho scovato sempre su internet cercando un articolo del giornalista.

Ho comprato e letto in poco tempo questi libro pubblicato da Di Renzo Editore e credo che se fosse stato pubblicato da un editore più grande (e ho il dubbio che ne avrebbero avuto il coraggio, gli editori Mondiali, puntano più ai soldi che alla qualità) sarebbe stato un Best Sellers ristampato in milioni di copie.


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Corpore et anima unus

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Saggi di Antropologia

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Curatore: Giovanni Del Missier, Marino Qualizza

Editore: Edizioni Cantagalli

Prima edizione: 04/2008

Edizione corrente: 04/2008

EAN-ISBN: 9788882723934

Pagine: 208

Dimensioni: 17x24 cm

Prezzo di copertina: 16,00 Euro

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Descrizione
Il testo raccoglie alcuni saggi che affrontano tematiche antropologiche rilevanti, seguendo un ordine dove i temi non svolgono le linee di un trattato, ma si richiamano reciprocamente sviluppandosi in un contesto che pone sempre in evidenza il soggetto umano.

Così dal mondo dei Vangeli - dove si analizza l'attenzione di Gesù per i deboli -, attraverso la ricca riflessione patristica, si passa alla trattazione di ciò che, secondo la visione di Tommaso d'Aquino, costituisce il centro della dignità e della realtà umana: l'anima.

L'indicazione biblica e quella filosofico-teologica sono come il filo conduttore dei contributi che seguono, fino ad affrontare il dramma della negazione umana, vissuto dall'umanità nella Shoa.

Vengono anche proposte soluzioni positive e prospettive che trovano la loro migliore espressione nella reciprocità e nella relazionalità, attraverso le quali l'essere umano si ritrova e si realizza come persona, capace di accogliere sé e gli altri nella prospettiva della trascendenza.


Note biografiche
Giovanni Del Missier, presbitero dell'arcidiocesi di Udine, è docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Gorizia-Trieste-Udine e l'ISSR di Udine.

È professore invitato presso l'Accademia Alfonsiana e la Pontificia Università Urbaniana di Roma.

Marino Qualizza, presbitero dell'arcidiocesi di Udine, è docente di Teologia sistematica presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Gorizia-Trieste-Udine e l'ISSR di Udine.


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La Falena Nera

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L'investigatore Galvano Rinucci e il caso della farfalla assassina

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Autore: Anna Maria Emira Galletto

Editore: Edizioni Angolo Manzoni

Prima edizione: 04/2008

Edizione corrente: 04/2008

EAN-ISBN: 9788862040242

Pagine: 108

Rilegatura: Brossura

Dimensioni: 11,5x19,5 cm

Prezzo di copertina: 9,00 Euro

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Descrizione
Cerro sul Tanaro, 25 aprile 1945.

L'Italia sta vivendo uno dei suoi giorni più gloriosi e amari.

Sessant'anni dopo Galvano e il giovane professore di Lettere Carlo Mauri riporteranno alla luce un mistero doloroso.

Tra drammi del passato e atmosfere da incubo, Galvano e Carlo Mauri dovranno fronteggiare una vera e propria epidemia di inspiegabili suicidi.

Sullo sfondo, la sfingide Acherontia atropos, la grande e fischiante falena "testa di morto", tarma degli alveari.


Indice
Strani suicidi

La fortezza

Il Sogno e la Morte

Le morte speranze

Il buon Pensatore

I giorni dell'odio

Galvano non è invulnerabile

La verità secondo Anna

Alla ricerca di antichi resti

Alessia

L'ossessione del ricordo

L'ultima notte

Acherontia atropos


Note biografiche
Anna Maria Emira Galletto, nata a Genova, vive a Torino ed è stata primo cittadino di Cerro Tanaro.

Laureata in filosofia morale, ama la montagna, la fotografia e la scrittura; la filosofia, la storia e la politica sono sempre al centro della sua attenzione anche nei suoi romanzi.

Ha creato la figura di Galvano Rinucci, un insolito investigatore con una personale interpretazione del Bene e del Male.

Galvano Rinucci è protagonista di altri tre romanzi pubblicati dalla Edizioni Angolo Manzoni tra il 2006 e il 2007:
Il Sigfrido Alato. L'investigatore Galvano Rinucci e il caso dei Licaoni;
Il gioco delle stelle. L'investigatore Galvano Rinucci e il caso De Lyra;
I roghi di Elles. L'investigatore Galvano Rinucci e il caso della cometa verde.


Estratto
"Quando furono solo loro tre, Anna disse a Galvano: - Quello che mi hai chiesto per telefono, il pezzetto di spartito e le parole, l'ho rintracciato, è un verso di un antico inno mussoliniano, un inno di incitamento alla guerra dal titolo "Vincere" o "Vinceremo". Ne conosci il contenuto?

- Sì ...adesso ricordo, - disse Galvano, - è la storia di una grande illusione e di una atroce sconfitta.

Il podestà Gustavo Delmiele doveva essere un uomo di convinzioni profonde, ma anche profondamente ingenuo.

Ha fatto la fine di molti idealisti, assassinato per motivi d interesse, camuffati, in questo caso, da motivi politici: ufficialmente ammessi, in una guerra civile"

"- Però la ricerca e la tua reazione sono servite a qualcosa, concluse Galvano tranquillo. - Infatti ora supponiamo di sapere qualcosa di più su quelle morti, o almeno possiamo fare una nuova ipotesi: quelle persone erano tutte di Cerro sul Tanaro, di vecchia generazione e antiche radici cerresi.

Sicuramente hanno visto qualcuno o qualcosa che rammentava la Falena Nera del racconto interrotto!

Pensate a quale sarebbe stata la fine del nostro Guido, se avesse trovato lui, da solo, il foglio e avesse ingoiato tutta quella roba che sembrava avesse già pronta per chi sa quale evenienza "


Note
EFFEMERIDE DEGLI EFFIMERI DI VAL TANARO

La Sfingide Acherontia atropos è una farfalla notturna detta anche "falena nera", falena "testa di morto" oppure tarma degli alveari.

Acherontia Atropos significa Atropo dell'Acheronte, dal nome della Parca che avvolge e taglia il filo della vita e da quello del fiume infernale Acheronte.

Per gli antichi era anche rappresentazione della Morte o anima di un parente defunto.

Analoga è la leggenda del Mothman, letteralmente "uomo falena".

Nella realtà, la falena nera è una tarma molto grande, che succhia il miele fino a stordirsi.

Le api possono immobilizzarla e farla morire, depositando propoli sulle sue ali: ma, un tempo, se le falene nere erano tante in grazia d'un inverno mite, si poteva dire addio agli alveari

A Cerro Tanaro si racconta infatti la storia della famiglia Delmiele, padrona di molti alveari, fino a quando....


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