Soldati, campi di grano e James Dean

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Gli sguardi e le voci nel cinema di Terrence Malick

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Autore: Giorgio Piumatti

Editore: Prospettiva Editrice

Prima edizione: 02/2006

Edizione corrente: 02/2006

EAN-ISBN: 9788874183487

Pagine: 224

Rilegatura: a brossura

Dimensioni: 14,5 x21,0 cm

Prezzo di copertina: 12,00 Euro

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Descrizione
La musica, l'amore, la preghiera e il sogno hanno la magica forza di farci uscire dal presente storico per ritrovarci in un eterno presente.

Così l'universo creato da Terence Malick sospende in ogni immagine tutto il tempo dell'uomo; nel suo cinema: discordia si accorda in stupenda armonia dei contrari.

Mentre i suoi personaggi hanno il coraggio di percorrere strade difficili, farsi e farci stupire, lasciar essere altro all'altro e mostrarci il cammino per accarezzare l'autentico viaggio verso una vera e nuova consapevolezza.

Buona lettura e buona visione.


Indice
Introduzione

I. Oltre il genere, oltre lo spazio, oltre il tempo

1.1 Generi e generi.Dissoluzione e incontro
1.1.1 La rabbia giovane e il Road Movie
1.1.2 I giorni del cielo, un dramma epico-rurale
1.1.3 Il War Film secondo Terrence Malick

1.2 Il mito oltre il tempo e la storia

1.3 L'impotenza della parola

1.4 Le voci over

1.5 La musica e i suoni

II. Nostalgia, violenza, simbolo

2.1 La nostalgia fra natura e cultura
2.1.1 Da Jeames Dean ad Edward Hopper

2.2 La violenza sospesa
2.2.1 Immanenza della morte

2.3 La dimensione simbolica

III. Uomini, natura, dio

3.1 La voce fatta di tante voci
3.1.1 Una drammaturgia per antitesi
3.1.2 L'uomo come obbiettivo di indagine

3.2 Il paesaggio come metafora morale e spirituale

3.3 Verso l'assoluto fra filosofia e trascendentalismo

IV. Lo spettatore, il regista, Terrence Malick

4.1 Il viaggio nella visione. Lo sguardo dello spettatore

4.2 Il regista che cadde sulla terra: l'uomo fra vita e set

4.3 Il convitato di Pietra: il regista tra set e vita

Bibliografia

Filmografia


Note biografiche
Giorgio Piumatti nasce a Torino nel 1978, sotto il segno dell'acquario quindi è preciso, pignolo, ordinato, metodico, insomma un gran rompiballe.

Dopo innumerevoli lavori: animatore, venditore, muratore, giornalista, bibliotecario, figurante, mimo e controfigura (è stato anche l'ombra di Bolle, in un balletto al Reggio) pubblica il suo primo saggio e si trasferisce nella capitale dove lavora come story editor presso una casa di produzione cinematografica.

Stanco dell'approssimativa vita dello star system nostrano e della dura e inconcludente vita mondana ritorna nella sua amata Torino, dove tutt'oggi vive e lavora come insegnante di italiano e cinema.

Ha da poco ultimato il suo primo romanzo.

Per conoscere meglio l'autore si consiglia di leggere l'intervista pubblicata sul sito www.prospettivaeditrice.it sotto la voce "interviste agli scrittori".


Estratto
Il cinema americano è un cinema che ha sempre cercato di stare in equilibrio.

Sospeso fra esigenze commerciali e creatività individuali, fra colpi di scena e lieto fine, fra diverso e sempre uguale.

Nel corso degli anni la nuova frontiera da conquistare è diventa quella dell'immaginazione.

Si è sviluppato un sistema collaudato definibile sulla base di alcune caratteristiche precise quali: lo studio system, lo star system, la politica dei generi e un linguaggio basato su un cinema della trasparenza o decoupage classico.

Una fabbrica dei sogni, un Hollywood-Babilonia, dimora e porta degli dei, luogo in cui si distruggono e rielaborano miti.

...

Il cuore della poetica di Malick è l'uomo, con la sua malinconica tragicità.

Ciò che più colpisce nei suoi film è la sensazione che i personaggi siano sperduti.

In qualche modo troppo coinvolti nel loro dramma o nei propri soliloqui per vedere davvero il mondo in cui vivono.

Non è che non si accorgano della bellezza che li circonda: arrivando la prima volta nei campi di grano, Linda commenta con una sua amica che il posto è bellissimo.

Bill si guarda intorno lasciando spaziare il suo sguardo sulla bellezza della tenuta, nel mentre segue ammirato, un uccello che si è alzato in volo.

Semplicemente questa bellezza continua ad esistere, ed è ininterrottamente sottolineata dalla struttura espressiva, sia che qualcuno si soffermi a guardarla con meraviglia, sia che nessuno la degni di un piglio.


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Il femminile dimenticato

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Autore: Giada Melia Spinella

Editore: Terre sommerse

Prima edizione: 05/2007

Edizione corrente: 05/2007

EAN-ISBN: 9788889874196

Pagine: 96

Dimensioni: 15x21 cm

Prezzo di copertina: 12,00 Euro


Descrizione
Trovo che durante quest'epoca, - commenta l'autrice - siamo tutti più o meno incapsulati in modi di fare, modi di comportarci formali che uccidono la nostra essenza umana.

"Il Femminile Dimenticato" intende essere uno spunto di riflessione su di noi "uomini e donne" e su quanto, per motivi storici, sociali e operazioni mediatiche operate nel corso del '900 e purtroppo di tipo manipolatorio, è stata persa di vista la capacità di sognare, di essere noi stessi e di collaborare gli uni con gli altri, senza utilizzare come insulto la differenza di sesso.

Giada Melia Spinella da sempre ha due amori: la letteratura e la ricerca esoterica, che in questa opera, forse più che nelle altre riunisce, proponendo al lettore un libro agile e ottimo per quelli che possiamo definire dei veri e propri spunti di riflessione.


Note biografiche
Giada Melia Spinella è nata e vive a Roma dove insegna.

Da sempre interessata a ogni forma di arte, nello specifico ha scelto la scrittura come strumento di riflessione personale sull'uomo, la sua evoluzione interiore, i suoi miti e la società nella quale si colloca.

Applica questa sua ricerca in tutto quanto serva.

Nella sua Associazione Culturale, "Il nido del Falco", a Roma in via Ermenegildo Frediani 39, 00154, organizza incontri artistici.

Tra le opere pubblicate ricordiamo: "Luce nel tempo, poesie" Ed. Libroitaliano, 1998; Polvere di sogni Ed. Bastogi, 2002; Il sogno dell'Innocente Ed. Bastogi, 2004; L'ultima notte di Hector Ed. Bastogi, 2004.


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Archivio NuoviLibri.It

Autore: Concetta Muscato Daidone

Editore: CMD Edizioni

Prima edizione: 10/2006

Edizione corrente: 10/2006

EAN-ISBN: 9788890227011

Pagine: 140

Rilegatura: brossura

Dimensioni: 17x24 cm

Prezzo di copertina: 20,00 Euro

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Descrizione
Questa ultima fatica di Maria Concetta Muscato sulle malattie, i medici e le medicine nella Noto dell'Ottocento, attraverso testi, brani, testimonianze di esponenti del mondo della cultura e delle istituzioni, ci fornisce uno spaccato lucido di una realtà locale siciliana attenta e sensibile a recepire ed a mettere in pratica i nuovi traguardi conquistati da una delle più importanti scuole mediche europee, la scuola medica di Parigi.

Emerge in maniera chiara, non solo l'attenzione scrupolosa rivolta da alcuni esponenti della medicina locale alle più recenti conquiste scientifiche, ma soprattutto l'incontenibile bisogno e l'infaticabile ricerca volti all'acquisizione di nuove conoscenze per elevare il livello culturale e colmare quel gap sempre esistito tra Nord e Sud attraverso quel capitale immateriale del sapere, espressione della identità multiculturale siciliana.

La città di Noto, ed in particolare la Società netina, viene rappresentata nella sua vera ed intima essenza, sempre protesa a guadagnarsi un ruolo primario nella promozione del supremo bene della salute attraverso i suoi migliori uomini, mandati in giro per l'Europa ad abbeverarsi alle fonti del sapere ed a creare un patrimonio comune per una migliore qualità di vita del genere umano... (da Guido Bellinghieri*, Presentazione, in op. cit., CMD,2006).


Note biografiche
Concetta Muscato Daidone è nata a Noto nel 1955 e risiede a Siracusa.

Laureata con lode nel 1981 in Filosofia nell'Università di Catania, ha insegnato Storia delle Istituzioni sociali e politiche nella Scuola Superiore di Servizio Sociale di Noto.

Dal 1988 svolge attività di ricerca, con particolare interesse alla Storia della Sicilia, presso l'Archivio di Stato di Noto, di Siracusa, di Palermo e nelle varie Biblioteche dell'Isola.

Nel 2005 ha dato vita alla Casa Editrice CMD Edizioni, specializzata prevalentemente nei libri dedicati alla Sicilia: arte, storia, medicina, architettura, arte e letteratura.

Ha pubblicato:
"Aspetti culturali e ed emozionali nella dieta del nefropaziente", in "Atti del VI Congresso Regionale", Trapani, 1987;
"I Medici a Noto durante la dominazione spagnola", in "Contributi di Storia della Medicina", Messina, 1989;
"Testimonianza della presenza di un tempio di Esculapio in Noto", in " Contributi di Storia della Medicina", Messina, 1989;
"I Medici della Netum Spagnola", Siracusa, Ediprint, 1991;
Repertorium Medicinae. Problemi igienico-sanitari, malattie e metodi curativi nella Noto del Settecento, Siracusa, CMD Edizioni, 2006;
Malattie, medici e medicine nella Noto dell'Ottocento, Siracusa, CMD Edizioni, 2006.


Estratto
.... Ma se le varie scienze a Noto in questo periodo possono vantare notevoli personalità, è nel campo della medicina che troviamo nomi illustri. Angelo Cavarra a Antonio Sofia meritano un posto a se e, non solo, nella storia netina e isolana, ma anche europea, mentre l'opera di Giuseppe Conforti, Francesco Conforti e Carmelo Melfi non può essere dimenticata....

Angelo Cavarra nasce a Noto nel 1807 da Corrado Cavarra da Rosolini, insigne professore di chirurgia e da Maddalena Mangalavita.....

A soli quattordici anni, rimasto orfano del padre, viene posto sotto la tutela dello zio materno, l'ingegnere Angelo Guerriero, uomo esperto e di grandi doti.

Quest'ultimo, dopo avergli fatto completare gli studi letterari a Noto, lo manda a studiare medicina a Palermo.

...Conseguita la laurea in medicina e filosofia, contrariamente al volere dei suoi parenti che vogliono che ritorni a Noto, il giovane preferisce recarsi a Napoli....

Aiutato dalla generosa beneficenza dello zio, nel 1830 si reca a Parigi dove rimane per ben tredici anni.....

Nella capitale della Francia, il Cavarra ha modo di conoscere molti scienziati calabro-siculi..., ma soprattutto ha modo di entrare in contatto con brillanti medici e insigni chirurghi.

All'inizio del diciannovesimo secolo, infatti, Parigi è la patria della scienza medica. ...Basterebbe ricordare Larrey....,Dupuytren...Cruveilhier...

Ma Angelo Cavarra non ha modo di frequentare l'Università e il Politecnico solo come studente, ma anche come professore e scrittore.

Pierre-Adolphe Piorry, professore di medicina interna all'Università di Parigi, adotta interamente le idee innovatrici del Cavarra....

Le teorie sviluppate dal medico netino nel saggio sul cattivo alito vengono poste in pratica dall'illustre Alfred-Armand-Volpeau, direttore della clinica chirurgica della Charité di Parigi, mentre quelle sul liquido cerebro-spinale si diffondono ben presto in molte città d'Europa....

Nel 1837 il Cavarra dà alle stampe la seconda parte del suo lavoro sul liquido cerebro-spinale e lo stesso Magandie ripete pubblicamente, al Collegio di Francia nelle sue lezioni, le osservazioni del Nostro...

Al medico netino di deve, anche, l'aver introdotto l'apparecchio cosiddetto "amidonato" per la cura delle fratture...

Non pochi sono coloro che guariscono con questo sistema e di lì a poco questo apparecchio viene adottato in tutti gli ospedali non solo della Toscana e di Roma, ma anche dell'Inghilterra, della Scozia e dell'Irlanda.

Des maladies de la femme et des medicaments les plus efficaces si può considerare come l'opera della maturità del Cavarra....

è uno scritto di carattere essenzialmente medico che risente dell'indubbia influenza esercitata da Magandie e da tutta la scuola parigina...

Nella introduzione, l'autore parte da una premessa ben chiara: " ..Le malattie più comuni e più dannose per la donna dipendono dal sistema nervoso.........."

In Cavarra l'unità psico-fisica dell'organismo è chiaramente riconosciuta.....

egli non ha dubbi nell'ammettere la dipendenza di alcune malattie organiche da fenomeni esclusivamente psicologici, ponendosi così su quella via che avrebbe portato ad un maggior approfondimento della psiche umana e alla nascita, nella seconda metà dell'Ottocento, delle varie correnti di psicologia e, in particolare, della psicoanalisi. ...


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La Repubblica Delle Due Sicilie

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Autore: Nino Lo Iacono

Editore: Kimerik Edizioni

Prima edizione: 05/2008

Edizione corrente: 05/2008

EAN-ISBN: 9788860962294

Pagine: 104

Rilegatura: Copertina su cartoncino con plastificazione esterna opaca

Dimensioni: 15x21 cm

Prezzo di copertina: 10.00 Euro

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Descrizione
La Repubblica delle due Sicilie è un'interessante commistione fra il romanzo e la storia vera, alla quale personaggi creati dall'autore, partecipano attivamente subendone le conseguenze.

In questo lavoro emergono quei fatti che hanno portato all'annessione della Sicilia al resto d'Italia, che la storiografia ufficiale non ci racconta.

La Repubblica delle due Sicilie non ha lo scopo di demolire i miti del Risorgimento italiano, ma solo di dare un contributo alla ricostruzione corretta della storia di questa terra che l'autore ha dimostrato, in tutti i suoi scritti, di amare.

Si tratta di un romanzo che, come gli altri precedenti libri di Lo Iacono, si legge d'un fiato, coinvolge e prende il lettore, illumina di luce nuova pagine pur conosciute e che per le tesi che propugna è destinato sicuramente a far discutere ed alimentare un dibattito che oggi in Sicilia mostra di riaccendersi.


Note biografiche
Nino Lo Iacono è nato il 13 agosto del 1949 a Patti, ove attualmente vive e lavora.

Studioso ed amante della sua terra, ha già pubblicato diverse opere, quali: "Nauloco e "Diana Facellina, un ipotesi sul territorio di Patti fra mitologia, storia e archeologia."

Quest'ultima, fra l'altro, è stata presentata nel 1998 all'Università di Marshall ed in altre località del Minnesota (USA).

Gli studi presenti in questo testo hanno permesso all'autore di dare un fondamentale contributo alla ricostruzione storica di tutto il territorio pattese.

Apporto che è risultato, altresì, determinante per la soluzione del mistero sulla localizzazione del Nauloco.

Di recente, Lo Iacono si sta occupando di narrativa con la pubblicazione dei romanzi:
Quel giorno qualunque, Il Prete e Nina con il quale ha vinto il premio nazionale di narrativa "Città di Oliveri".

I suoi romanzi, tutti ambientati in Sicilia, raccontano storie ed intrighi della gente di Sicilia, cronache di vita vissuta come in nessun altra parte del pianeta.

Vicende talmente verosimili da sembrare assolutamente vere.

Le trame appassionanti e coinvolgenti, infatti, invitano i lettori a completare la lettura tutta d'un fiato.

Il tutto è poi corredato da un linguaggio semplice e scorrevole, che contribuisce a rendere gli scritti di Lo Iacono piacevoli compagni di momenti di evasione e di riflessione.


Estratto
Prefazione

In quest'ultima opera l'autore unisce le sue due inclinazioni, di storico e di narratore, e dà vita ad un racconto fortemente radicato e incastonato in un momento di snodo importante della storia della Sicilia, quello della caduta del regime borbonico, della spedizione di Garibaldi e dell'annessione di questa nostra terra a quello che diventerà il regno d'Italia.

La puntuale analisi del contesto storico prende spesso il sopravvento sul racconto vero e proprio, a dimostrazione della marcata inclinazione dell'autore verso la ricostruzione di eventi, al suo sentirsi a suo agio nei panni del ricercatore.

Ma anche perché il taglio che Lo Iacono dà alla ricostruzione di una delle pagine più significative del Risorgimento, sicuramente in controtendenza rispetto alle interpretazioni agiografiche ed edulcorate offerte sin qui dalla storiografi a ufficiale, richiedeva uno scavo ed un supporto documentale di tipo prettamente storico, che legittimasse la valenza della sua tesi.

Nel solco degli avvenimenti, come nell'ampio letto di un fiume, scorre con rapide e salti gorgoglianti, una tormentata storia d'amore tra la figlia di un nobile ed il suo precettore, che rischia di concludersi tragicamente.

E qui viene fuori un altra dote dell'autore, già manifestata nelle sue precedenti opere: la sua abilità nel costruire avvincenti e sensazionali intrecci narrativi, attraverso misteri, intrighi e colpi di scena che tengono alta la tensione del lettore e ne stimolano continuamente la curiosità.

Per tornare all'impresa di Garibaldi, in questo testo essa non è presentata come la temeraria azione militare di audaci e generosi idealisti, ma l'oscura e torbida combinazione di precisi e concreti interessi: di piemontesi e inglesi, dei latifondisti siciliani e nel contempo di predoni, banditi e delinquenza organizzata dell'isola, per non parlare della massoneria che aveva tutto l'interesse ad eliminare il potere temporale della Chiesa e s'impegnò a finanziare la spedizione dei mille.

I proclami di Garibaldi spingono gli sventurati contadini siciliani, da sempre sottoposti ad abusi ed angherie da parte dei "cappeddi", ad insorgere, nell'illusione di migliorare le loro miserabili condizioni di vita; ma queste rivolte vengono brutalmente stroncate nel sangue.

L'autore si sofferma in particolare a raccontare i fatti di Bronte e la sollevazione di Alcara, che si conclude proprio a Patti, con la fucilazione di dodici rivoltosi sul sagrato della chiesa di S. Antonio, dove una lapide ricorda l'evento.

In questo quadro storico, che vuol mettere a nudo le contraddizioni di quella spedizione, s'inserisce l'ordito di un racconto che eleva alcuni personaggi a simboli di specifiche categorie sociali che a vario titolo partecipano a quei fatti e che rappresentano le variegate anime di quella operazione.

E così il conte Sidoto è l'espressione di quella cinica e rapace classe sociale dei latifondisti siciliani che cambia disinvoltamente bandiera e diventa sostenitrice della spedizione, intuendo il vantaggio che può derivarle dall'adesione al piano dei nuovi dominatori, per conservare i privilegi e perpetuare il proprio secolare dominio.

E non fa fatica ad affiancarsi, in un'ignobile alleanza, a banditi e predoni.

Tra questi spicca il capo banda Cisco, brutale e violento, che non esita ad uccidere chi non accetta i suoi metodi.

E diventa il simbolo delle origini di quel fenomeno mafioso, che si appoggerà al nuovo Stato per conseguire con la violenza potere e denaro.

C'è poi il marchese La Picuzza, che inizialmente aderisce al progetto di appoggiare Garibaldi, convinto che da quella spedizione e dal nuovo Stato unitario la Sicilia potrà avere libertà e sviluppo, ma presto si accorge che per la sua terra non ci sarà progresso, ma semplicemente la sostituzione di un dominio, quello borbonico, con un altro, quello sabaudo e che per certi versi determinerà un peggioramento delle condizioni dell'isola.

Si ritirerà deluso, abbandonando completamente la vita politica.

E infine c'è Turi, il cocchiere del marchese, che, essendo istruito, si metterà al servizio dei Savoia, diventerà un "galantuomo" ed avrà un ruolo di primo piano nella potente burocrazia piemontese che reggerà la Sicilia.

Sarà proprio lui, con la sua intelligenza e le sue doti diplomatiche, ad aiutare il marchese a risolvere per il meglio una situazione pericolosa.

Sventerà il rapimento della figlia, Bianca, e sottrarrà alla morte il suo innamorato, spegnendo la cieca e brutale smania di rivalsa che un rampollo della prepotente nobiltà siciliana si accingeva ad esercitare per vendicarsi del rifiuto della giovane.

Nel racconto, come dicevamo, i fatti si susseguono con un ritmo incalzante, mentre poco spazio viene lasciato all'ambiente ed essenziali e contenute sono le descrizioni dei personaggi, che si esprimono abbondantemente in dialetto siciliano, quasi a voler dare una maggiore intensità realistica al mondo che viene rappresentato.

L'autore compare attraverso le parole dei suoi personaggi a manifestare il sogno di una Sicilia libera e moderna, giusta e progredita, che invece proprio da quei fatti fu consegnata al dominio di uno Stato estraneo e alla soggezione ad una mafia che stese da quel momento la sua cappa sull'isola, pregiudicandone lo sviluppo e impedendone il dispiegarsi della civiltà.

Sembra di sentir riecheggiare in alcuni passaggi dei dialoghi quegli aneliti e quei fermenti autonomistici che ciclicamente tornano a diffondersi in Sicilia e che proprio in questo periodo son tornati ad accendere il dibattito culturale e politico.

Aspirazioni che dimenticano il fatto che con lo Statuto autonomistico e con la costituzione in regione speciale la Sicilia ha avuto la possibilità di autodeterminarsi, ma non l'ha saputa cogliere.

A dimostrazione del fatto che non bastano leggi e ordinamenti a far evolvere una regione, ma un discorso di più lungo periodo che si affidi alla cultura e alla consapevolezza di chi, amando la propria terra, s'impegni generosamente a farla progredire, dedicandosi al bene comune piuttosto che alla difesa e alla conservazione dei propri privilegi di casta.

Si tratta, in conclusione, di un romanzo che, come gli altri precedenti libri di Lo Iacono, si legge d un fiato, coinvolge e prende il lettore, illumina di luce nuova pagine pur conosciute e che per le tesi che propugna è destinato sicuramente a far discutere ed alimentare un dibattito che oggi in Sicilia mostra di riaccendersi.

Nino Casamento


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Sono cose che!

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Autore: Jacopo Minniti

Editore: Terre sommerse

Prima edizione: 07/2008

Edizione corrente: 07/2008

EAN-ISBN: 9788889874400

Pagine: 146

Dimensioni: 15x21 cm

Prezzo di copertina: 13,00 Euro


Descrizione
Il problema è la schiavitù mentale: ci deprimiamo deliberatamente per poter poi assumere un ragazzo/psicofarmaco?

Siamo noi a voler essere forzatamente solo la leggendaria mezza mela, invece che una mela intera, pur essendo bisognosi dell'altra metà?

È un riflesso condizionato, l'ansia di far parte di una coppia, o davvero nasciamo incompleti?


Note biografiche
Iacopo Minniti è nato a Roma il 22 ottobre 1983.

Studia Psicologia dello Sviluppo presso la Sapienza di Roma e sogna di diventare sessuologo, ma anche casalingo ... volendo!


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