Autore: Sara Cordone
Editore: Giovane Holden Edizioni
Prima edizione: 03/2008
Edizione corrente: 03/2008
EAN-ISBN: 9788895214610
Pagine: 88
Rilegatura: Brossura filo refe
Dimensioni: 13,0x20,5 cm
Prezzo di copertina: 8,00 Euro
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Descrizione
Le poesie di questa raccolta, pervase da un alone di mistero e inquietudine, rappresentano il desiderio di muoversi idealmente all'interno di quattro tematiche principali: Amore, Dolore, Natura, Dio.
Dalla memoria riemerge l'emozione che i ricordi stessi generano nella mente, in un costante confronto tra passato e presente.
Dallo smarrimento e dall'esperienza dolorosa, nasce la speranza dell'incontro con l'Essere che rappresenta il supremo fine a cui tende ogni creatura, che raccoglie i sospiri degli uomini nel suo immenso silenzio d'amore.
L'atmosfera di un sogno senza tempo
mi conduce nei luoghi della memoria,
protetti dall'aurea corona dell'alba.
Ritrovo un sorriso
nell'immediatezza di un ricordo
e sento la tua carezza
trapassare il mio cuore,
che ormai attende solo la tua mano
nella speranza di partire con te.
Indice
Introduzione
Non dimenticare la mia voce
Lascia che ti racconti
Ciò che non ti ho detto
Con il vento tra i capelli
Un giorno
Nonna Maria
Questo sentirti, questo parlarti
Creature d'amore
Non donarmi
Vai sempre avanti!
Ti porterò
Perdonami
Ti sbagli
Al di là
Ultimi petali delle rose d'autunno
Pagina di diario
Il mio arrivederci
Anima trafitta
Lettera a un figlio
Il dono
In un immenso tramonto d'Africa
Non aver paura
Chiudendo gli occhi
Ciò che avrei voluto donarti
Le cose che sognavo
Paesaggi
Inverno
Il cammino del vento
Favola
Visione
Immagini d'estate
Incanto
Scogli
Fiori
Il canto degli alberi
Dialogo
Preghiera
L'artista
Addio di una rosa
Al tuo arrivo
Al calar della sera
Ricerca
Intuizione
Forse un giorno
Presenza
Postfazione
Note biografiche
Sara Cordone è nata a La Spezia nel 1972 e si è laureata in materie letterarie all'Università degli Studi di Genova.
Da diciassette anni insegna lingua italiana nell'Istituto Comprensivo di Erbusco (BS), dove risiede.
È appassionata di poesia, letteratura, filosofia e storia.
Estratto
Introduzione
La poesia è canto dell'anima, che, ripiegata su se stessa, si pone in atteggiamento di ascolto.
I nostri sensi ci mettono in contatto col mondo esterno, con tutto ciò che ci circonda, ma è l'anima a filtrare le sensazioni ricevute dal corpo, componendole in un'unità soggettiva, ineguagliabile e irriproducibile in continuo divenire.
Ogni essere umano, nella sua unicità e irripetibilità, è in grado di filtrare, nella zona più nascosta dell'anima, in quello spazio inviolabile e inviolato che contraddistingue la particolarità esistente di ognuno di noi, ciò che vede e sente attraverso i sensi.
In questo modo nasce la poesia, che canta sensazioni, cose, persone, ricordi non tanto per come essi vengono percepiti dai sensi, ma per l'eco che producono nel profondo del nostro Io.
La poesia dimora nella zona più misteriosa del nostro essere, dove risiede il sostrato più insondabile dei nostri sentimenti.
In questi giorni, così carichi di rumore eppure così bisognosi di silenzio, così impegnati a inseguire vuote e illusorie apparenze, eppure così assetati di profondità, la poesia sembra essere quasi dimenticata e ignorata dalla maggior parte delle persone.
Da ciò è scaturito il mio desiderio di scrivere un libro in cui ogni componimento è sbocciato quasi da solo, attraverso l'incessante dettatura dell'anima, la sola in grado di porsi ad ascoltare e comprendere la poesia delle tacite stelle, che rappresentano l'eterna luce di speranza nel fitto buio della notte.
Penso che uno dei principali impegni che oggi la poesia debba assumersi sia proprio quello di far sperare e sognare gli esseri umani, di rapirli all'incanto di tutto ciò che palpita intorno a noi in una perfetta, talvolta celata armonia.
La poesia deve spingerci alla costante ricerca di questa armonia,che rappresenta il riflesso della Luce verso la quale inevitabilmente ogni uomo tende.
Come insegnante, mi auguro in questi anni di essere almeno in parte riuscita nell'intento di far apprezzare lo sconfinato mondo della poesia ai miei amati allievi; come figlia, ringrazio mio padre per avermi fatto conoscere con immensa passione quel mondo così meraviglioso.
Nella vita, bisogna sempre essere umili e ricordare che tutto ciò che otteniamo con tenacia e impegno è sì merito nostro, ma soprattutto di Chi sta al di là di noi e ci guida attraverso misteriosi, talvolta incomprensibili percorsi.
Con umiltà, dunque, ho raccolto i miei pensieri, nella speranza che possano racchiudere una scintilla di verità e di significato scaturiti dalla Verità e dal Significato che ancora nessuno di noi è in grado di conoscere.
A proposito della potenza eternatrice della poesia, il grande poeta latino Quinto Orazio Flacco, la cui voce è giunta fino a noi a cavallo dei secoli, scriveva:
Exegi monumentum aere perennius
regalique situ pyramidum altius,
quod non imber edax, non aquilo inpotens
possit diruere aut innumerabilis
annorum series et fuga temporum.
Più immortale del bronzo ho lasciato un ricordo
che s'alza più delle piramidi reali,
e non potrà distruggerlo morso di pioggia,
violenza di venti o l'incessante catena
degli anni a venire, il dileguarsi del tempo.
Sara Cordone
Postfazione
Nei tuoi occhi ripongo le mie speranze, nei tuoi silenzi adagio la mia malinconia, perché tu possa trasformarla in musica di vento.
Sul tuo petto spargo gli ultimi petali d'autunno.
Leggo per trasportare lontano la mia solitudine, innamorata compagna di via.
Scrivo per tenerle compagnia.
Amo la poesia, ne respiro la forza sublime e così fragile al tempo stesso.
Ne ascolto il suono a occhi chiusi rapita da versi che si fanno temerari compagni d'arme.
Ne carezzo le parole sussurrandole muta alla mia anima nel tentativo di placare la tempesta di emozioni che mi scuote.
L'inchiostro scorre sul foglio, si fa liquido, caldo, fluido accanto al mio cuore travestito di ghiaccio.
Resto così, in attesa di un sogno che sia anche per me speranza e non mi lasci col cuore spezzato e un ansia intensa di vita.
Cerco di convincermi che nel ritmo suadente e misterico di un altra anima sia più facile orientarsi e scorgere il cancello che ostruisce l 'ntrata del labirinto, mentre gemme stellate dai mille riflessi rischiarano le porte del cielo.
Chiudo il libro lentamente, vorrei restare in questo universo, un mondo parallelo almeno in apparenza, cullata nell'eco di sentimenti profondi che mi sfiorano la pelle come ali di rugiada.
Vi sono penetrata timidamente, percepito le indicazioni, ma decisa a navigare seguendo solo le mie sensazioni.
Il vento custodisce sospiri di notti veglianti, percorse da foglie in un cammino di morte.
Il vento abbraccia il buio malato di nostalgia, vergine di luce, infestato di tenebre.
In un qualsiasi altrove, alla fine di ogni tunnel solo la nostra forza e le mani tese alla notte.
Quando l'oscurità discende sui miei occhi e col suo scialle nero cancella ogni palpito di luce, donami un coriandolo di stella, affinché la mia anima non si smarrisca nei labirinti tracciati dal buio.
Dei suoi stati d'animo, delle sue angosce, dei suoi turbamenti, persino delle sue esperienze più personali Sara ne fa materia di poesia.
Poesia che è pervasa da una straordinaria sensibilità, significati e metafore si fondono e si confondono tra rimorso e tenero rimpianto.
I ricordi si temperano, così come il dolore, nei granelli di una clessidra.
Aggrappata all'uso convenzionale dei vocaboli, alla sintassi, nel tentativo di riuscire a esprimere ciò che sente carezza le parole e le dispone come note su un pentagramma.
La poesia, tecnicamente, su un piano puramente linguistico si può scindere in significante e significato.
Il significante è il ritmo, la musicalità, la metrica ovvero l'insieme delle leggi che governano la composizione e la struttura dei versi.
Il significato è il concetto, il contenuto espresso.
Una lirica è riuscita tanto più vi è perfetta corrispondenza tra questi due elementi.
In alcune delle poesie che compongono questa silloge il contenuto sembra avere un importanza maggiore, in altre è la forma a primeggiare.
Ma in tutte si avverte l'esigenza di abbandonarsi a un flusso quasi onirico, il desiderio di ascoltare messaggi provenienti forse dal subconscio, dall'inconscio o forse chissà.
Spesso decisamente allusivo, il linguaggio diviene talvolta frammentato, costantemente teso alla conquista di una dimensione spirituale assoluta tra pensiero, emozione e musica, coagulato attorno a dettagli concreti, a nuclei di circostanze precise e insistenti.
Senza mai perdere di vista però la propria fragilità.
Unica costante che ci rende davvero ciò che siamo.
Io le ho amate tutte, le ho vissute alla luce dei miei demoni, ho lasciato che assediassero teneramente la mia anima.
Questa è, forse, la vera forza della poesia, significare qualcosa di unico per ciascuno di noi.
Inquietare le nostre inquietudini e abbracciare le nostre lacrime, tacitare nel silenzio la sofferenza dell'abbandono.
Così, nel silenzio complice della notte riprendo il libro, lo appoggio sul comodino.
Nell'attesa di una preghiera che illumini speranze e illusioni, vedo il volo dell'aquila solenne, vedo gli abeti delle foreste vergini, vedo le ombre dei giorni dimenticati non chiedermi chi ero, ciò che mi resta è solo ciò che sarò.
Miranda Biondi
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Autore: Alessandra Galdiero
Editore: CSA
Prima edizione: 04/2008
Edizione corrente: 04/2008
EAN-ISBN: 9788895030401
Pagine: 94
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
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Descrizione
Ritorno Andando è il secondo romanzo di Alessandra Galdiero, successivo ad Attraverso i miei occhi.
Un libro intenso, che si muove nelle profondità, che fa riflettere e osservare la realtà con occhi diversi.
Un cammino dentro di sé, con la testa rivolta verso il passato, ma con una proiezione verso quello che si incontrerà andando avanti.
Parole fragili che imprimono la loro forza, passione, dolcezza, amore e rabbia si intrecciano per dar vita ad un romanzo psicologico interessante e accattivante.
"Sono io che proietto la mia ombra, è il mio corpo, eppure a volte mi spaventa, come se all'improvviso non mi rendessi conto della mia presenza.
È un'astrazione da sé, un viaggio lontano, ed io mi sento irriconoscibile, per niente familiare persino al mio sguardo".
Il viaggio imposto e cercato attraverso sentimenti, sensazioni, percezioni.
La disperata e affannosa ricerca del proprio pensiero nella vita che si dispiega davanti agli occhi.
Racconti attraversati da paure, riflessioni,emozioni; pensieri che rotolano sul declino scosceso dell'analisi del sé attraverso le esperienze.
Un romanzo intenso e appagante che fa riflettere sui mille colori dell'anima umana, che si manifesta partendo dai sensi.
Note biografiche
Alessandra Galdiero nasce a Napoli nel 1980, si laurea in Scienze Politiche presso l'Orientale con una tesi in Filosofia su Hannah Arendt e le sue riflessioni sulla banalità del male e l'annullamento dell'identità umana nei campi di concentramento.
Il talento narrativo dell'autrice si fa vivo in tenera età e raggiunge in questo racconto maturità e concretezza.
La forza della scrittura vibrante e sinuosa, capace di coinvolgere ed emozionare, trascina il lettore in un vortice di passioni che lascia un segno delicato ma incisivo.
Questo è il suo secondo romanzo che fa seguito ad Attraverso i miei occhi, edizioni MEF L'Autore Libri Firenze 2007.
Per ulteriori informazioni su Alessandra Galdiero:
www.myspace.com/alessandragaldiero,
www.frammentivivi.splinder.com.
Per contatti alessandragaldiero@hotmail.it.
Estratto
Torno da me, per me, rivolto il cassetto, rigiro i pensieri, e sono fogli accartocciati, vecchi momenti polverosi e inadatti a questo secolo, come quando mi dicevano che per natura ero incline a vivere un altro tempo.
Forse mi hanno tarpato le ali, forse comunque non avrei saputo volare, forse dopotutto è meglio non complicarsi in strane idee e accettare per vero quello che non so, ma non mi illudo neppure di sapere.
Le parole si interrogano, le cadenze pure, ma non si ferma la voce, non si inclina la testa verso il battito perverso del passato, così come non si protende verso l'ignoto la mia volontà.
Ho un preciso piano nella testa che si diletta a prendersi gioco di me, quando dovrei essere io il suo artefice, il suo inventore perverso, invece non ho forza che azzardi a sfidare la mia incomprensibilità e mi trovo in un filone complesso di identità intrecciate che dissimulano dal resto.
Trovo difficile inoltrarmi in questo sentiero percorso già per migliaia di giorni, percorso non tanto arido né troppo ostile all'uomo, né tanto meno a me, ma adesso, in questo attimo, che non ha inizio né fine per una sua specifica natura ribelle, io non so gestire questo corpo per proiettarmi al di là di tutto, liberandomi da pesanti coinvolgimenti conflittuali.
Non sono abituata alle situazioni evidentemente facili da gestire, non lo sono dalla nascita per qualche strano sortilegio che ha voluto rendere poche certezze e poche carezze alla mia esistenza, ma a volte questa magia viene infranta e non so più trovare la giusta ispirazione per dirigermi verso un paesaggio piuttosto che un altro.
Sono infranta nella mente e nella memoria anch'io in quei momenti, ma nonostante tutto non trovo mai rifugio in nulla che possa proteggermi, se non il silenzio tenero e prolungato delle mie mani che producono una sensazione piacevole ed eterea di calore.
Non so se tutto questo mi basta, probabilmente la mia mente pretenderebbe di più di un sogno virtuale o di una concezione limitata della mia percezione, ma forse in quei frangenti riesco a vivere in maniera molto più presente e migliore di quando vivo per davvero.
È una sensazione strana, per certi versi ridicola, la mia, ma se il dolore, l'insoddisfazione, la delusione, lo sconforto e il desiderio ossessivo, mi provocano tutto questo, preferisco i miei momenti di non equilibrio a quelli che sembrano radicati e lucidi, ma poi non rendono sentimenti né emozioni.
Proprio allora io riesco a produrre armonia e certezze nel mio animo, posso nutrirmi di respiri e coinvolgimenti che mi bastano per quando non ne ho, per quando non ne posso fare a meno, un po' come quando trattengo il fiato mentre faccio l'amore con lui, ed è sublime, quasi irreale, speciale, la bellezza da sogno.
In quegli attimi io non lo guardo, posso chiudere gli occhi e sentirmi dentro, fino in fondo, e poi quando arrivo al buio inafferrabile che è nei meandri, quando sembra che non ci sia più niente, quando c'è quell'abbandono totale che sembra sopraggiunga la morte, vedo lui, non più me stessa e so che è quella la vita.
Spesso credo che la mia fantasia abbia spiazzato pensieri concreti, che il mio contatto con tutto quello che mi circonda non avvenga attraverso i miei sensi, ma attraverso un passaggio diverso che mi pone dinanzi al mio istinto romantico e crudele, quello che mi fa sentire parte di ogni cosa, che mi fa confluire nel mare, che mi fa inoltrare ovunque con il vento, che mi fa percepire ogni sensazione con uno stato d animo affine a ciò che apparentemente non è evidente.
Mi sento in simbiosi con ogni cosa che sia umana e universale, mi trovo riflessa e partecipe, travolta e nutrita di odori di pelle differente dalla mia.
Tutta questa mia proiezione non porta a nulla se non ad un'astrazione tipica di chi ama deliberatamente l'amore.
E se uso troppo spesso questa parola è perché nonostante a me piaccia dilettarmi con discorsi, frasi e lettere, non trovo un altra maniera per esprimere, per identificare e per spiegare l'amore.
Per certe cose non c'è altro modo se non il contatto diretto.
Perché poi quando io rido, sorrido, accenno una smorfia di condivisione, sono sempre fraintesa, così come quando piango.
Mi convinco che sia normale.
Non c'è interpretazione per il proprio vivere.
Mi fischiano le orecchie, mi giro intorno, non guardo, mi sento, ritrovo un accenno di senso, mi perdo di nuovo e capisco che sarà per un vuoto istantaneo nel cervello se mi fischiano le orecchie, ma poi mi accorgo che avviene proprio quando creo le migliori intenzioni, quindi non ha senso neanche questo, come tutto quello che sono riuscita solo a sfiorare fino a qui.
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Autore: Francesco Pignatti
Editore: Prospettiva Editrice
Prima edizione: 05/2008
Edizione corrente: 05/2008
EAN-ISBN: 9788874184552
Pagine: 198
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
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Descrizione
La Rete ha inevitabilmente cambiato il Dna delle forme di attivismo rispetto a trent'anni fa, quando il movimento studentesco del '68 confidava nella forza amplificatrice dei soli megafoni, del passaparola generale o della pubblicazione di manifesti, volantini e fogli informativi.
L'era di Internet e dei cosiddetti "personal media" ha profondamente rinnovato e potenziato gli orizzonti comunicativi della protesta.
Il vantaggio maggiore è senz'altro quello di poter comunicare globalmente in modo veloce, spiega Jason Mark, attivista della ONG britannica Global Exchange.
Una volta per parlare con i nostri partners in Indonesia o Brasile dovevamo lottare continuamente contro problemi di tempo e con i costi elevati di telefono e fax.
Oggi risolviamo tutto con una semplice e-mail.
Notevoli sono i vantaggi di coordinamento che la Rete tramuta in organizzazione sul campo.
Il punto di svolta si ebbe a partire dalla famosa protesta di Seattle del Novembre 1999, quando una folla eterogenea di attivisti impedì ai delegati del WTO di entrare nell'edificio in cui si teneva il meeting.
La mobilitazione anti-capitalista del Social Forum di Seattle fu strategicamente organizzata e pianificata attraverso la Rete.
L'uso di Internet in quell'occasione rese possibile la costruzione di relazioni, la creazione di network internazionali di supporto, la condivisione di informazioni e di risorse con un efficienza e una velocità senza precedenti.
Tuttavia non si può assumere come esclusivo criterio di analisi del fenomeno quello del determinismo tecnologico.
Castells ci dimostra come la tecnologia non determina la società e neppure la società definisce il corso della trasformazione tecnologica.
La Rete, come Giano bifronte, mostra due facce della stessa medaglia.
Se da un lato la sua natura globale, acentrica e multidirezionale le ha conferito l'immagine di paradiso utopico di altruismo, cooperazione e libertà d'espressione; dall'altro il frequente ricorso al computer-matching e alla dataveillance, soprattutto da parte del commercio elettronico, ha messo in evidenza la scarsa capacità della Rete nella protezione della sfera privata (privacy).
Lo scambio d'informazioni attraverso Internet finisce spesso per aiutare il sistema di sorveglianza a conoscere le mosse degli attivisti e a prevenire la protesta.
Il primo capitolo, "Elementi di teoria sociale", è stato inserito per collocare la ricerca entro determinate coordinate dell'analisi sociologica.
In particolare si fa riferimento alle teorie di A.Giddens sulle conseguenze della modernità intesa come "radicalizzazione" della modernità stessa.
La collocazione delle tesi di A.Giddens e altri sociologi, come Z. Bauman, U. Beck., J. B. Thompson,, all'inizio della ricerca fornisce la giusta chiave di lettura dell'intero percorso di analisi.
I fattori di dinamismo della modernità tracciati da A. Giddens definiscono il nuovo "ritmo" e "portata" del cambiamento sociale.
In particolare, la "compressione spazio-temporale" ha accelerato il processo di globalizzazione della comunicazione e dato origine allo "spazio e tempo dei flussi" così come sono stati descritti da Castells nel "modello a rete".
La globalizzazione delle comunicazioni ha accelerato la formazione di quella che J. B. Thompson ha definito "comunanza despazializzata" che sta alla base del nuovo senso di responsabilità che si traduce molto spesso nelle campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica avviate dai movimenti sociali.
Il paragrafo dedicato ai mass media è stato inserito per seguire un lineare percorso cronologico e segnare le principali differenze con le nuove tecnologie dell'informazione.
Inoltre, i media mainstream, rappresentano ancora un importante punto di riferimento per i movimenti sociali sia in termini di estensione dell'audience raggiungibile a sostegno delle proprie cause sia per il conferimento di autorevolezza alle fonti dei media alternativi.
Il secondo capitolo restringe il punto di vista ai nuovi media e al' avvento della rivoluzione tecnologica informazionale.
L'opera di riferimento in questo caso è la trilogia di M. Castells, "Information Age", il cui approccio multidisciplinare e internazionale al fenomeno, ha consentito di analizzare la transizione al nuovo paradigma tecnologico utilizzando una panoramica globale nonché di approfondire alcune questioni relative all'assunzione del "sistema a rete" come modello organizzativo in ogni dimensione dell'agire umano.
Il paragrafo dedicato al "Digital Divide" è stato inserito per evidenziare come la differenza fra coloro che hanno accesso alla Rete rispetto a coloro che non l'hanno ha aggiunto un'altra spaccatura cruciale alle fonti di disuguaglianza ed esclusione sociale (divides).
Il Digital Divide ha condotto a riflettere sul fatto che forse è ancora prematuro parlare di "società globale dell'informazione" quando solo il 16 per cento della popolazione mondiale ha accesso alla Rete.
Il terzo capitolo analizza il nuovo tipo di comunicazione scaturito dalla condivisione di una piattaforma virtuale di interazione.
La computer-mediated communication (CMC) rappresenta la sintesi del passaggio obbligato delle nuove tecnologie dalle reti di calcolo a quelle di persone.
La CMC ha favorito la creazione di reticoli di relazioni sociali personali nel cyberspazio che si sono concretizzate nelle cosiddette "comunità virtuali", le aggregazioni sociali della Rete.
Canali di comunicazione quali chats, newsgroup, mailing list, website rappresentano il kit essenziale dei NetAttivisti nell'organizzazione delle loro campagne di contestazione o sensibilizzazione attraverso la Rete.
Nel quarto capitolo si cerca di sfatare il falso mito del determinismo tecnologico.
La Rete viene presentata non solo come spazio democratico, decentralizzato e aperto capace di stimolare forme di altruismo, cooperazione e libertà d espressione ma anche come infrastruttura materiale particolarmente adatta a strategie di sorveglianza e monitoraggio della nostra data-image.
Le tecniche di computer-matching e di raccolta dei nostri dati personali hanno evocato la spontanea metafora di Internet come "panopticon elettronico".
L'ultimo capitolo infine è ampiamente dedicato al tema centrale di questa ricerca: l'uso della Rete da parte degli attivisti come supporto per rinnovare e potenziare la loro azione.
L'indagine prende in esame un insieme rappresentativo (ma non esaustivo) dei nuovi movimenti sociali, definendoli in base alla causa per la quale si mobilitano e alle forme di NetAttivismo utilizzate per sostenerla.
Si va dalla formazione di media alternativi di controinformazione indipendente (Indymedia, McSpotlight, radio B92) alla creazione di vere e proprie guerriglie elettroniche (netwar) condotte interamente sulla Rete da collettivi attivisti radicali e dalle cellule terroristiche islamiche.
Nelle conclusioni ci si interrogherà sui risultati tangibili delle azioni condotte in Rete, quali i rischi e pericoli del NetAttivismo.
Internet ha cambiato radicalmente il modo di fare protesta?
La nuova tecnologia dell'informazione sarà il futuro campo di battaglia per i nuovi movimenti sociali alla conquista di un ruolo politico decisivo nella costruzione di una governance globale?
Le risposte che si cercherà di dare a questi interrogativi saranno il frutto del percorso di ricerca intrapreso ma allo stesso tempo apriranno nuovi orizzonti per interessanti approfondimenti.
Indice
VII INTRODUZIONE
1. ELEMENTI DI TEORIA SOCIALE
Le conseguenze della modernità
Modernità, tempo e spazio
La disaggregazione dei sistemi sociali
Modernizzazione riflessiva
La società individualizzata
La società del rischio
La globalizzazione della comunicazione
Mass Media & New Media: una possibile convivenza.
La comunicazione di massa
I tratti distintivi dei new media
2. THE RISE OF THE NETWORK SOCIETY
La rivoluzione tecnologica informazionale
Lo spirito dell'informazionalismo
La transizione all'Età dell'Informazione.
Sviluppi e contraddizioni a livello globale
Il collasso dell'Unione Sovietica: l'incapacità dello statalismo di assicurare la transizione al nuovo paradigma informazionale
Il developmental state in Giappone e nei Paesi dell'Asia Orientale
L'Unione Europea: il nuovo "Network State"
Stati Uniti: la culla dell'information society che fa l'interesse delle imprese private
L'emergere del Quarto Mondo
Africa: il continente emarginato dalla società informazionale globale
Due piaghe sociali che sopravvivono nella società dell'informazione. Lo sfruttamento dei minori e l'economia criminale globale
La geografia di Internet
Il Digital Divide
3. LA COMPUTER-MEDIATED COMMUNICATION (CMC)
Tratti distintivi: una nuova forma di comunicazione mediata
Testuale/Grafica. Asincrona/Sincrona
Studi critici
L'identità in Rete
Web Communities
Civic Networks
4. TECNOLOGIE DI LIBERTÁ O SORVEGLIANZA?
Tecnologie di libertà
Collettivi intelligenti
Smart Mobs
Un esempio di tecnologie di libertà: le reti peer-to-peer
Tecnologie di sorveglianza
Un nuovo Panopticon elettronico?
Dataveillance
5. I MOVIMENTI SOCIALI E LA RETE
Sul concetto di società civile
Gli eventi del 1989: l'avvento della società civile globale
An Answer to War
Tratti distintivi dei nuovi movimenti sociali
Il NetAttivismo: le nuove forme di protesta e sensibilizzazione via Internet
I media alternativi
I media tattici
Hacktivismo
Movimenti anticapitalisti
Social Forums
Media alternativi anti-corporate
Culture Jamming
Il movimento zapatista messicano
I movimenti nazionalisti, fondamentalisti e le cellule terroristiche
American Militia
Movimenti in difesa dei diritti umani
World Huaren Federation
Falun Gong
ll movimento ambientalista
Movimento femminista e mascolinista
Movimenti di liberazione sessuale
Un esempio di media alternativo. L'Indipendent Media Center (IMC)
Un po' di storia
Il Network: open publishing ovvero intercreatività
Il rapporto con i media mainstream
CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA
LINK
Note biografiche
Francesco Pignatti è senior business consultant presso l'azienda americana InfoTrends e responsabile europeo per il servizio Network Document Solutions.
La tesi redatta per la laurea triennale in Italia da cui è stato tratto questo libro, ha ricevuto importanti riconoscimenti dall'University of Leeds, Università di Bologna e dalla Regione Emilia-Romagna.
Dopo la laurea, Francesco si e trasferito a Londra dove ha lavorato presso Frost & Sullivan come Marketing Research Analyst e conseguito un Masters in International Marketing CIM (Chartered Institute of Marketing) presso la Thames Valley University.
Nel 2006 si sposta a Manchester per un altro Masters in International Business and Management presso la prestigiosa Manchester Business School (top 20 nella classica mondiale del FT) per poi ritornare a Londra nel Settembre 2007 per ricoprire la carica assegnatagli ad InfoTrends.
A tutt'oggi vive nei pressi di London Bridge, anche se trascorre gran parte delle sue giornate andando avanti ed indietro da Heathrow airport per affrontare i numerosi viaggi che si rendono necessari data la tipologia del suo lavoro.
Nel corso di questi anni Francesco ha saputo combinare la sua passione per Internet e le reti sociali lanciando due interessanti progetti imprenditoriali.
Sul sito personale FrancescoPignatti.com è possibile accedere ad ulteriori informazioni a riguardo e leggere altri suoi scritti.
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Autore: Gianni Perrelli
Editore: Di Renzo Editore
Prima edizione: --/2004
Edizione corrente: --/2004
EAN-ISBN: 9788883230950
Pagine: 160
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
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Descrizione
Il disincanto indolente di Mario, creativo italiano approdato a Cuba con tante curiosità e nessuna illusione.
L'ironica saggezza di José, medico che crede ancora nella revolucion ma angustiato da una quotidianità fatta di ristrettezze.
La prorompente vitalità di Niurka, che equidistante da Fidel e dal mito di Miami ha come uniche bussole l'istinto e l'orgoglio.
Personalità che si incrociano sul palcoscenico sensuale della Avana, contaminandosi a vicenda, sprigionando dubbi sulle proprie esistenze, crogiolandosi in improbabili disegni di fuga verso diversi modelli di vita.
Nel contrasto si staglia la radiografia del nostro paese e, in senso lato, del mondo occidentale.
Con le convulsioni politiche, i ribaltoni ideologici, i tic, le manie, le voglie di evasione solo un po' meno lancinanti di quelle dei cubani abbacinati dal miraggio di un benessere per molti ancora remoto.
E, parallelamente, risalta il potere di seduzione naïf che le atmosfere di una Cuba ai margini dei processi di globalizzazione esercita sui visitatori del primo mondo, sazi dei riti del consumismo opulento.
L'epilogo sconfina nel giallo.
Note biografiche
Gianni Perrelli è caporedattore e inviato speciale degli Esteri del settimanale "L'Espresso".
Dopo una parentesi giovanile nel giornalismo sportivo è stato corrispondente dagli Stati Uniti de "L'Europeo" e de "L'Espresso".
Con Di Renzo Editore ha già pubblicato Professione reporter.
Recensione
di Daniele Trombetti
Pubblicata su www.viaggiatorionline.com.
Diversa dalla Cuba sognata con Hemingway.
Una Cuba forse "troppo" vera ma che realmente esiste.
"Vecchi" che ancora credono e sperano nella rivoluzione, giovani che non ci hanno mai creduto e che vogliono solamente il "benessere" dei paesi occidentali.
Flotte di occidentali che arrivano a Cuba perché credono ancora nella rivoluzione ma che imborghesiti vogliono fare affari una volta morto Fidel, e che nel frattempo si accontentano di essere i fidanzati delle centinaia di Jineteras che affollano l'aeroporto di Cuba.
Un medico chirurgo che per arrotondare il misero stipendio di notte fa il taxista abusivo, un italiano deluso e schifato dal mondo in cui viveva, un americano di dubbie moralità e onestà, e due storie di ragazze completamente diverse.
Un libro di appena 159 pagine che si legge in meno di tre giorni e che appassiona molto.
Scritto benissimo da Gianni Perrelli (giornalista de L'Espresso) che scrive in prima persona il romanzo, ma la prima persona non è solamente un personaggio unico, sono tre persone che si raccontano.
Anzi, che riflettono sulla loro vita, su il loro avvenire e il loro passato.
Cosa hanno sbagliato o cosa faranno una volta che la rivoluzione si assopirà del tutto.
Niurka, Mario e Josè, si interrogano fanno riflettere su chi sta peggio o meglio.
Mario (l'italiano) che crede che Cuba sia il paradiso, Josè (il chirurgo taxista) crede che Roma antica, sia il solo scopo di vita, Niurka (la jineteras) che invece ha un solo scopo.
Arrivare a Miami per uccidere il padre fuggito.
Le storie non saranno mai così.
Tutti avranno da ricredersi, tutti riceveranno delusioni e colpi fendenti al cuore.
Cuba descritta come dice Josè " il trojaio degli europei " non è il paradiso che poi lo stesso Josè credeva, ma che non lascerà mai.
Ama troppo il suo paese, la brezza del Malecon, il Rum da bere con gli amici e pescare in silenzio.
Quel silenzio che ormai è perennemente interrotto dalla musica americana che arriva dalle radio portate in spiaggia da quei ragazzi che non aspettano altro che un passaggio su una lancia che li porti al di la di Cuba e della rivoluzione.
Habana Libre oltre ad essere un'analisi di Cuba, è anche un'analisi spietata dell'Italia e degli italiani.
Un bel libro che ho scovato sempre su internet cercando un articolo del giornalista.
Ho comprato e letto in poco tempo questi libro pubblicato da Di Renzo Editore e credo che se fosse stato pubblicato da un editore più grande (e ho il dubbio che ne avrebbero avuto il coraggio, gli editori Mondiali, puntano più ai soldi che alla qualità) sarebbe stato un Best Sellers ristampato in milioni di copie.
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Saggi di Antropologia
Curatore: Giovanni Del Missier, Marino Qualizza
Editore: Edizioni Cantagalli
Prima edizione: 04/2008
Edizione corrente: 04/2008
EAN-ISBN: 9788882723934
Pagine: 208
Dimensioni: 17x24 cm
Prezzo di copertina: 16,00 Euro
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Descrizione
Il testo raccoglie alcuni saggi che affrontano tematiche antropologiche rilevanti, seguendo un ordine dove i temi non svolgono le linee di un trattato, ma si richiamano reciprocamente sviluppandosi in un contesto che pone sempre in evidenza il soggetto umano.
Così dal mondo dei Vangeli - dove si analizza l'attenzione di Gesù per i deboli -, attraverso la ricca riflessione patristica, si passa alla trattazione di ciò che, secondo la visione di Tommaso d'Aquino, costituisce il centro della dignità e della realtà umana: l'anima.
L'indicazione biblica e quella filosofico-teologica sono come il filo conduttore dei contributi che seguono, fino ad affrontare il dramma della negazione umana, vissuto dall'umanità nella Shoa.
Vengono anche proposte soluzioni positive e prospettive che trovano la loro migliore espressione nella reciprocità e nella relazionalità, attraverso le quali l'essere umano si ritrova e si realizza come persona, capace di accogliere sé e gli altri nella prospettiva della trascendenza.
Note biografiche
Giovanni Del Missier, presbitero dell'arcidiocesi di Udine, è docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Gorizia-Trieste-Udine e l'ISSR di Udine.
È professore invitato presso l'Accademia Alfonsiana e la Pontificia Università Urbaniana di Roma.
Marino Qualizza, presbitero dell'arcidiocesi di Udine, è docente di Teologia sistematica presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Gorizia-Trieste-Udine e l'ISSR di Udine.
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