Taxi

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Le strade del Cairo si raccontano

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Autore: Khaled Al Khamissi

Traduttore: Ernesto Pagano

Editore: Editrice il Sirente

Prima edizione: 09/2008

Edizione corrente: 09/2008

EAN-ISBN: 9788887847147

Pagine: 216

Rilegatura: Brossura

Dimensioni: 15x21 cm

Prezzo di copertina: 15,20 Euro

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Descrizione
Un libro dedicato «Alla vita che abita nelle parole della povera gente».

Taxi è un viaggio nella sociologia urbana della capitale egiziana attraverso le voci dei tassisti.

Una raccolta di storie brevi che raccontano sogni, avventure filosofiche, amori, bugie, ricordi e politica.

I tassisti egiziani sono degli amabili cantastorie che, con disinvoltura, conducono il lettore in un dedalo di realtà e poesia che è l'Egitto dei nostri giorni.


Note biografiche
AUTORE.
Giornalista, regista e produttore oltre che scrittore, Khaled Al Khamissi è nato nel novembre del 1962.

Figlio d'arte, Khaled è un artista poliedrico, si è laureato in Scienze politiche alla Sorbona di Parigi.

Ha lavorato per l'Istituto Egiziano per gli studi sociali.

Ha scritto sceneggiature per vari film egiziani quali Karnak, Iside a Philae, Giza e altri.

Scrive periodicamente articoli e analisi critiche su politica e società in diversi giornali e settimanali egiziani.


TRADUTTORE
Nato a Napoli, Ernesto Pagano è autore di traduzioni dall'arabo, tra cui recentemente il libro Le Storie di Abu, fiabe popolari egiziane in italiano e arabo illustrate da Rosalba Suelzu, per Angelica editore.

Attualmente scrive d'Egitto, di Islam e di Medio Oriente in varie testate cartacee e online


Recensioni
«Taxi è un articolata e divertente critica alla società e alla politica egiziana» dice Mark Linz, direttore dell'Università Americana del Cairo, «è unico nel suo genere perché usa una buona dose di humour per trattare argomenti a cui solitamente gli egiziani riservano un estrema serietà».

Primo libro di Khaled Al Khamissi, Taxi, è diventato un best-seller, ristampato 7 volte nell'arco di un anno, oltre 35.000 copie vendute, in un paese, l'Egitto, dove 3000 copie sono considerate un successo.

9788887847147bis.jpg«Dalle chiacchere con i conducenti è scaturito un libro, in breve divenuto un bestseller. Perché le storie ascoltate nelle convulse vie della capitale lasciano trapelare una denuncia caustica e ironica del malessere sociale che attraversa il Paese.» Elisa Pierandrei, Ventiquattro

«Pur essendo un opera di fiction (...) non è un vero romanzo, ma un insieme di quadri in cui si affrontano i temi caldi come la politica, l'economia, la sanità e l'istruzione.»
Omayma Abdel-Latif, Internazionale

«Un giornalista, qualche decina di tassisti e una valanga di proteste contro il governo e i politici.
Non è la riedizione della rivolta italiana delle auto bianche, ma il soggetto di un libro campione di vendite in Egitto: Taxi, di Khaled Al Khamissi
Paolo Casicci, Il Venerdì di Repubblica

«Il libro composto da conversazioni in taxi è diventato un best-seller che attraversa il paese.
Un ritratto della società egiziana, come l'era del 79enne presidente Hosni Mubarak che si avvicina alla fine.»
Liz Sly, Chicago Tribune

«Il libro parla della resistenza dello spirito umano, è una potente cronaca della colossale lotta per la sopravvivenza.»
Baheyya, anonimo ma influente blogger egiziano

«Lo leggerai in un giorno e poi tornerai a comprare copie per tutti i tuoi amici.»
Baheyya: Art Commentary Media

«Un lavoro innovativo che dipinge un quadro veritiero della situazione della società egiziana di oggi, come si è visto da parte di un importante settore sociale.»
Galal Amin, economista e sociologo dell Università Americana del Cairo


Estratto
Da lunghi anni sono un cliente di prim'ordine dei taxi.

Con loro ho girato dappertutto per le strade e i vicoli del Cairo, tanto da imparare i discorsi e i vari trucchi del mestiere meglio di qualsiasi tassista (non me ne vogliate se mi vanto un poco!).

Amo le storie dei tassisti perché rappresentano a pieno diritto un termometro dell'umore delle indomabili strade egiziane.

In questo libro vi sono alcune storie che ho vissuto e ascoltato, tra l'aprile del 2005 e il marzo del 2006.

Parlo di alcune storie, e non di tutte, perché diversi amici avvocati mi hanno detto che la loro pubblicazione sarebbe bastata a farmi sbattere in galera con l' accusa di calunnia e diffamazione; e che la pubblicazione di certi nomi contenuti in determinate storie e barzellette, di cui sono pieni gli occhi e le orecchie delle strade egiziane, è un affare pericoloso, davvero pericoloso, amici miei.

La cosa mi ha rattristato molto perché i racconti popolari e le barzellette, privati di una memoria, andranno perduti.

Ho tentato di riportarli qui, così come sono, narrati nella lingua della strada.

Una lingua speciale, rude, vitale, schietta.

Estremamente diversa dalla lingua cui ci hanno abituato i convegni e i salotti buoni.

Di certo il mio ruolo in questa sede non sta nel rivedere l'accuratezza delle informazioni che ho registrato e trascritto.

Perché l'importante sta in quello che un individuo dice nella sua società, in un particolare momento storico, attorno a una determinata questione: nella scala di priorità di questo libro, l'intento sociologico viene prima di quello descrittivo.

La maggior parte dei tassisti appartiene a una classe sociale schiacciata dal punto di vista economico e vessata da un lavoro fisicamente devastante.

La perenne posizione seduta in auto sgangherate spezza loro la schiena.

Il traffico e il caos permanente delle strade cairote annichilisce il loro sistema nervoso e li conduce all'esaurimento.

La corsa " in senso letterale" dietro il guadagno, tende i loro nervi fino al limite estremo a questo si aggiunga il continuo tira e molla coi clienti, a causa dell'assenza di una tariffa stabilita, e coi poliziotti, che li sottopongono a una quantità di vessazioni che farebbero stare quieto nella tomba anche il defunto Marchese de Sade.

Inoltre, se calcolassimo in termini matematici il ritorno economico del taxi, considerando le spese legate all'usura, le percentuali dovute all'autista, le tasse, le multe, ecc., ci renderemmo conto che si tratta di un attività a perdere in tutto e per tutto.

Al contrario, questi imprenditori, non mettendo in conto la quantità di spese impreviste, immaginano che possa fruttare guadagno.

Ne risultano auto logore, sfasciate e sudice, con a bordo autisti che lavorano come schiavi.

Una serie di provvedimenti del governo ha portato l'impresa taxi a un incremento senza precedenti, facendo arrivare il loro numero alla cifra di ottantamila soltanto al Cairo.

Con una legge emanata nella seconda metà degli anni '90, il governo ha consentito la conversione di tutte le vecchie auto in taxi, insieme all'ingresso delle banche nel mercato dei finanziamenti di auto pubbliche e private.

In questo modo, folle di disoccupati si sono riversate nella classe dei tassisti, entrando in una spirale di sofferenza mossa dalla corsa al pagamento delle rate bancarie; dove lo sforzo atroce di quei dannati si trasforma in ulteriore guadagno per banche, aziende automobilistiche e importatori di pezzi di ricambio.

Di conseguenza diventa possibile trovare tassisti con ogni tipo di competenza e livello d'istruzione, a partire dall'analfabeta, fino a giungere al laureato (ma non ho mai incontrato tassisti col dottorato, finora ).

Costoro detengono un'ampia conoscenza della società, perché la vivono concretamente, sulla strada.

Ogni giorno entrano in contatto con una varietà impressionante di uomini.

Attraverso le conversazioni si sommano nelle loro coscienze punti di vista che penetrano intensamente la condizione della classe dei miserabili d'Egitto, tant'è vero che, molto spesso, ritrovo nelle analisi politiche dei tassisti una profondità superiore a quella di tanti commentatori politici che riempiono di chiacchiere il mondo.

Perché la cultura di questo popolo si rivela nelle sue anime più semplici.

Un popolo grandioso e ammirevole, il vero maestro di chiunque voglia imparare.

Khaled El Khamissi, 21 Marzo 2006


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American Dream

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Autore: Roberta Marongiu

Editore: La Riflessione - Davide Zedda Editore

Prima edizione: 05/2008

Edizione corrente: 05/2008

EAN-ISBN: 9788862111126

Pagine: 84

Prezzo di copertina: 10,00 Euro

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Descrizione
Asya è una ragazza che ha alle spalle una situazione familiare difficile con un padre alcolizzato con il quale non vuole più avere niente a che fare.

Decide così di realizzare il suo progetto, quello di volare negli Stati Uniti per cercare il suo sogno americano, una nuova vita.

San Francisco però non si rivela essere quel mondo tanto desiderato da Asya, che si troverà coinvolta in avventure che non avrebbe mai pensato di vivere assieme alla persona che non si aspettava e che le farà capire qual è davvero il suo posto nel mondo.


Note biografiche
Roberta Marongiu è nata a Cagliari il 6 Novembre 1988; studia Tossicologia dell'Ambiente, Alimenti e Farmaco all'Università degli Studi di Cagliari.

Ama ascoltare musica, leggere un buon libro, guardare i film di Johnny Depp e i cartoni animati della sua infanzia.

Con American Dream esordisce in assoluto nel mondo editoriale.


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i Pascoli del mistero

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Archivio NuoviLibri.It

Autore: Maria Santini

Editore: Simonelli Editore

Prima edizione: 05/2007

Edizione corrente: 05/2007

EAN-ISBN: 9788876471544

Pagine: 160

Rilegatura: Brossura

Dimensioni: 13x21 cm

Prezzo di copertina: 12,00 Euro

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Descrizione
Messina 1901: una bella e un po' sonnolenta cittadina nella quale Giovanni Pascoli, docente di letteratura latina all'università, e l'inseparabile sorella Maria vivono a loro agio nonostante il loro carattere poco socievole e le loro abitudini così diverse da quelle locali.

Ad un certo punto il timido professore romagnolo stringe un'amicizia tanto inaspettata quanto gratificante con una delle prime famiglie della città, quella dei principi di Monteferrante.

Timorosa, come sempre, che degli estranei possano anche involontariamente ferire il suo troppo sensibile fratello, Maria assiste in disparte, un po' corrucciata.

Sembra avere ragione quando un terribile fatto di sangue getta nel lutto i Monferrante, turbando profondamente il suo Giovannino.

Un mistero che il poeta e anche Maria, finalmente schierata al suo fianco, contribuiranno a risolvere e che potrà dirsi concluso solo in quel dicembre 1908, il dicembre del terremoto...

Un romanzo ma con protagonisti reali: Giovanni Pascoli e sua sorella Mariù.


Note biografiche
Maria Santini è nata a Torino ma vive a Roma da molti anni.

Autore di numerose pubblicazioni a carattere storico e fantastico, si è occupata della narrativa per la scuola rivisitando, in uno stile avvincente quanto personalissimo, i luoghi della memoria.

L'insaziabile curiosità intellettuale è un dato caratteristico della personalità di questa scrittrice.

Ha già firmato per Simonelli Editore le biografie di Matilde di Canossa, di Liszt, di Mariù Pascoli in Candida Soror e dieci romanzi gialli che le hanno valso l'appellativo di "Agatha Christie italiana"


Estratto
Le prime 2 pagine:

Prologo
Gli occhi neri scontrano gli azzurri
[Canzone del Paradiso]

1
Gennaio 1901

Quel tramonto aveva le calde tinte dell'estate.

Nuvole color pesca, traversate da lunghe sfilacciature d un bruno dorato, riverberavano la loro luminosità sul mare trasparente: sembrava che avessero versato nell'acqua dei cesti di rose.

Solo il venticello frizzante rivelava la verità: non era giugno, era gennaio.

La notte precoce stava calando su Messina e presto avrebbe nascosto il monte Peloro con i suoi aranceti, la falce adunca del porto, taglio sottile tra le acque che scurivano in sfumature d onice, e l'Aspromonte, avvolto in brume amaranto al di là dello Stretto.

Era ora di tornare, rifletté Giovanni.

Calato il buio, la temperatura si sarebbe fatta più rigida: sempre roba da ridere, però, per uno abituato agli inverni della Romagna e della Garfagnana.

Tirando delle pensose boccate di fumo, Giovanni volse le spalle allo Stretto.

Al di là della strada la Palazzata era tutta rosata nell'ultima luce: l'arco aggraziato formato dai suoi edifici sembrava stendersi a perdita d occhio a destra e a sinistra, perché le due estremità già si confondevano con la notte.

Il più bel porto del mondo, pensò Giovanni, settentrionale convertito dal fascino di quella città che aveva tutto per piacergli, quegli spettacoli naturali da togliere il respiro, il prestigio delle sue origini antichissime, la dignità altrettanto antica della gente, pur cordiale, quasi affettuosa.

Chi glielo avrebbe detto, tre anni prima, quando lui e Maria avevano traversato lo Stretto la prima volta con tanti pregiudizi e tanta paura?

Si trovò a sorridere tra sé mentre aspirava le ultime boccate del sigaro ma di colpo sentì un disagio, come di un dovere trascurato e subito lo stimolo di una violenta angoscia:

- Gulì!

Immerso nelle sue fantasticherie, aveva perso di vista Gulì.

Lo diceva Maria che bisognava tenerlo sempre a guinzaglio...

Ancora pochi attimi prima il cagnolino andava e veniva con il suo solito stile: una corsetta avanti e poi un brusco arresto, il muso ansioso volto verso di lui perché pativa l'ansia dell'abbandono.

Lo avevano preso nel 94, quando era un cucciolo di cinque mesi e non l'avrebbero lasciato mai ma loro soltanto ne erano sicuri.

Lui no.

- Gulì!

Dov era?

Perduto, rubato, travolto da un carro...

Cosa avrebbe detto a Maria?

Già in preda al panico, si mosse per correre non sapeva dove, ma di colpo l'angoscia si sciolse in un sollievo indicibile.

Per forza non l'aveva visto subito: invece di precederlo Gulì si era fermato alle sue spalle.

E la causa eccola lì: altri due cani.

Tre musi accostati, tre code che si dimenavano freneticamente.

- Gulì! Vieni!

Niente.

Che fossero femmine?

Maria non voleva che il cagnolino accostasse le femmine: diceva che si sarebbe emozionato troppo.

Si diresse verso i tre animali.

Il lungo corpo grigio ferro di Gulì (l'incrocio di una levriera e di un bracco, secondo Maria) già si fondeva con l'ombra che calava mentre risaltavano ancora le quattro scarpette bianche.

Gli altri due cani erano splendidi esemplari da caccia, uno prevalentemente bianco e l'altro rosso come il tramonto.

Non si sentiva ringhiare: i tre animali facevano solo conoscenza.

Il modo che hanno i cani di fare conoscenza, tuttavia, è quello che tutti conoscono: quando vide che il reciproco annusarsi cominciava a coinvolgere quelle parti anatomiche che Maria avrebbe chiamato le vergogne, Giovanni, imbarazzato, si chinò e mise il guinzaglio al suo preteso levriere.

- Su vieni Gulì, poverino.

Mentre si rialzava vide arrivare, d'un passo tranquillo, quello che due guinzagli penzolanti da una mano indicavano per il padrone dei nuovi amici di Gulì:

- Buone Diana, Milady - disse il signore.

Perché un signore era elegantemente vestito di un ulster a quadri, indumento che, alto e slanciato com'era, portava benissimo.

Giovanni era sempre trasandato perché qualunque capo d abbigliamento prendeva istantaneamente su di lui l'apparenza di un sacco informe e stropicciato: provò quindi una punta di feroce invidia.

Oltretutto anche il volto del signore era all'altezza della figura: incorniciato da una corta barba castana molto curata, non era giovane, ma si poteva definir bello e pieno di distinzione.


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Fast

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Autore: Claudia Frau

Editore: La Riflessione - Davide Zedda Editore

Prima edizione: 05/2008

Edizione corrente: 05/2008

EAN-ISBN: 9788862111119

Pagine: 92

Prezzo di copertina: 10,00 Euro

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Descrizione
Breve silloge poetica basata su frammenti letterari di intensa forza evocativa.


Note biografiche
Claudia Frau nasce a Torino nel novembre del 1970, vive a Sestu, in provincia di Cagliari.

Laureata in lettere, insegna in una scuola media di Guasila; ama il cinema, la pittura, il teatro e tutto ciò che è arte.

Nel 2000 si è aggiudicata, con la sua tesi di laurea, il primo posto al Premio Dessì.

È al suo esordio letterario.


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La Regina Bianca in Sicilia

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Autore: Giuseppe Beccaria

Editore: CMD Edizioni

Prima edizione: 06/2008

Edizione corrente: 06/2008

EAN-ISBN: 9788890227059

Pagine: 144

Rilegatura: Brossura

Dimensioni: 15x21 cm

Prezzo di copertina: 20,00 Euro

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Descrizione
Prima ristampa anastatica dell'opera di Giuseppe Beccaria, conservata nella biblioteca comunale di Palermo su Bianca di Navarra (Regina di Sicilia 1408 - 1415)

Il libro è una narrazione storica corredata dalla citazione delle fonti, ma anche, e soprattutto, un'opera capace di far conoscere ai siciliani una parte importante della loro storia: il regno della Regina Bianca, divenuta vicaria generale del regno di Sicilia già nel 1408, dopo l'allontanamento del marito Martino il Giovane, che era riuscito ad annullare l'autorità dei tre vicari in Sicilia.

L' autore segue le varie traversie di Bianca, dal suo primo matrimonio con Martino il Giovane ( Re di Sicilia dal 1402 al 1409) attraverso i suoi tre vicariati, dalla sua partenza nel 1416 per la Navarra (che sanciva la fine del suo dominio in Sicilia) al matrimonio con Giovanni duca di Peñafiel nel 1420.

Di particolare interesse è l'Appendice del libro dove viene riprodotto l'Atto del Parlamento di Taormina del 1411 che, come rileva lo stesso Giuseppe Beccaria non solo viene a colmare una lacuna nella raccolta diplomatica dei parlamenti del regno ma altresì viene a rialzare di molto l'antichità degli atti parlamentari fin ora conosciuti.. .

L'opera del 1887, concessa eccezionalmente alla CMD Edizioni dalla Biblioteca Comunale di Palermo, per la ristampa anastatica in un numero di copie limitato, è realizzata su carta pregiata con copertina a colori.


Estratto
Così Giuseppe Beccaria nel 1887 si rivolgeva al lettore:

Desioso di portare anch'io un modesto contributo alla storia della classica isola nostra, specie per siffatto periodo ancor ravvolto nella leggenda e poco criticamente conosciuto, mi diedi di proposito a rimuginare altresì nei registri della Real Cancelleria e nei manoscritti della Biblioteca Comunale di Palermo con la speranza di venire a capo di tutti gli atti pubblici ed ufficiali della regina Bianca, onde compilare una storia quanto più possibilmente completa della sua residenza, più che decennale in Sicilia.

Frutto di codeste ricerche è stata un'ampia messe, anzi che una semplice raccolta di documenti; i quali ci offrono addirittura sufficiente materia a tesservi su la desiata storia, che sarà, a sua volta, cotanto ricca di apparato scenico, di episodi drammatici e di epici avvenimenti, da renderla allettevole e gradita non pur a chi rinvangar vuole il passato pel passato, ma altresì a chi si diletta dell'avventura e dell'intreccio fantasioso del romanzo.


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