Autore: Alessandro Cesa
Editore: Prospettiva editrice
Prima edizione: 11/2008
Edizione corrente: 11/2008
EAN-ISBN: 9788874185474
Pagine: 81
Dimensioni: 21x14 cm
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
Argomento: Storia e Saggistica
Descrizione
Personaggio avvolto in un'aura mitica, Lawrence racchiuse in sé forti contraddizioni: eroe romantico e pianificatore della guerriglia moderna, guida del rinato spirito nazionale del popolo arabo ma al contempo conscio del ruolo di pedina assegnato al destato nazionalismo arabo in funzione dei futuri interessi inglesi nel Vicino Oriente.
Lawrence affidò le memorie della sua impresa nei "Sette Pilastri della Saggezza", intendendo chiarire la sua posizione verso il mondo arabo: un'opera che lascia ancora oggi perplessità e luci d'ombra sul pensiero dell'autore, rendendo forse più oscuro ciò che egli sperava in effetti di palesare.
L'opera di Lawrence, specchio di una sensibilità spaccata e contraddittoria, è rilevante in quanto fondamentale documento della complessa realtà dei popoli dell'Islam d'inizio secolo, sconvolgendo peraltro il panorama ottocentesco della letteratura esotica.
Indice
PREMESSA
Capitolo 1 VOCAZIONI E IDEALI
1.1. La famiglia d'origine e la formazione culturale
1.2. Il sogno di un movimento nazionale in Oriente
1.3. Dallo studio all'esperienza: le escursioni in Siria
Capitolo 2 LA RIVOLTA ARABA
2.1. La situazione politica mondiale
2.2. I Sette Pilastri della Saggezza, un trionfo
2.3. Il mondo arabo alla vigilia della Rivolta
Capitolo 3 PERCORSI E ITINERARI
3.1. Da Gedda a Wajh
3.2. Da Wajh ad Aqaba
3.3. L'entrata a Damasco
BIBILIOGRAFIA ESSENZIALE
Note biografiche
Alessandro Cesa nasce il 28 agosto 1974 a Roma.
All'età di dieci anni si trasferisce a Belluno, città di origine della famiglia paterna, dove compirà i suoi studi umanistici.
Nel 2002 si laurea alla facoltà di Economia della Cà Foscari di Venezia discutendo la tesi intitolata "Il mondo arabo nel pensiero e nell'azione di Lawrence d'Arabia" .
Dal 2005 vive a Trieste e lavora per un importante gruppo bancario italiano.
Estratto
In questo studio appare rilevante la figura dell'uomo che condusse la rivolta araba: Lawrence d'Arabia.
Fin dalla giovinezza egli fu attratto da un'inesorabile spinta verso l'Oriente, visto in un sogno; un Oriente che, attraverso i suoi studi e le sue passioni predominanti, riuscì a raggiungere già a ventun'anni.
Sin dai suoi primi viaggi in Siria egli amò quel mondo.
Si spinse cosi in un'avventura che avrebbe segnato per sempre la sua vita e che lo avrebbe consegnato alla storia: la rivolta araba contro l'Impero ottomano.
Nel contesto storico della prima guerra mondiale la rivolta si sviluppa grazie alla capacità diplomatica e alle strategie militari del col. Lawrence.
All'indomani della rivolta a difesa della libertà di quel popolo che aveva cominciato ad amare scrisse i "Sette Pilastri della Saggezza", il diario di guerra che muove dal 1916, anno in cui Lawrence venne inviato dal governo britannico in missione nell'Higiaz, e arriva al 1918, anno dell'entrata a Damasco.
Attraverso l'analisi del suo percorso spirituale ricaviamo spunti cognitivi per viaggiatori di ogni tempo; spunti di vita quotidiana di un inglese che visse come un arabo tra gli Arabi in Arabia .
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Autore: Teresa Regna
Editore: TA.TI. Edizioni
Prima edizione: 12/2008
Edizione corrente: 12/2008
EAN-ISBN: ---
Pagine: 208
Rilegatura: Filo di refe
Dimensioni: 14,8x21,0 cm
Prezzo di copertina: 15,00 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
Descrizione
L'ambientazione di "Le Vie di Shikishima" è il Giappone medievale, intorno al 1100, nel periodo in cui si verificarono le prime incursioni mongole.
Nel Prologo il kami del fiume Kamo (che però svelerà se stesso soltanto nell'Epilogo) si rammarica che nel Giappone moderno l'unico valore sia il lavoro, e l' unica divinità il padrone dell'azienda, rimpiangendo l'epoca in cui l'autorità suprema era il Mikado e ogni uomo degno di questo appellativo coltivava l'arte della poesia.
Il titolo prende spunto dal fatto che la Via, intesa come perseguimento di un obiettivo, permeava di sé tutta la vita dei giapponesi (la Via del Kami era lo Shintoismo; la Via del Kado l'arte che oggi si chiama ikebana; la Via di Shikishima la poesia, essendo Shikishima il nome poetico del Giappone).
Il kami era una sorta di spirito (inteso come mana, non come anima) che permeava tutto ciò che vi era al mondo, animato o inanimato.
Non era positivo o negativo in sé stesso, ma poteva cambiare valenza a seconda delle circostanze.
La narrazione è infarcita di poesie, e ciascun capitolo analizza un aspetto della vita dell'epoca: villaggio, capitale, giustizia, teatro, amore, morte, kami, guerra, yugen (bellezza), poesia.
La trama è congegnata ad incastro, e si svolge a Shimonoseki, un grande villaggio nel Sud dell'isola di Honshu, a Heiankyo (l'odierna Kyoto, all'epoca capitale del Giappone) e a Hokkaido.
Le storie dei vari personaggi si intersecano, si uniscono o si dividono a seconda delle circostanze, per poi ricongiungersi nel finale onnicomprensivo.
Un tempo, gli abitanti delle isole non erano ancora asserviti al dio del successo: ciascuno di essi perseguiva i propri scopi, oppure quelli del clan di appartenenza...
In quel tempo ormai remoto, le Vie di Shikishima erano quanto mai numerose, buie o luminose, ma invariabilmente intrise di poesia...
"Ho viaggiato con la mente e con la penna (simbolica, dal momento che ho scritto il romanzo al PC) in un mondo tanto diverso dal mio da sembrare lontano anni luce, e spero vivamente che anche il lettore riesca a percorrere, con la fantasia, lo stesso itinerario che io ho percorso. "
L'autrice
Indice
Prefazione
Prologo
I Villaggio
II Capitale
III Giustizia
IV Teatro
V Amore
VI Morte
VII Kami
VIII Guerra
IX Yugen
X Poesia
Epilogo
Note biografiche
Teresa Regna, nata a Casagiove (CE) il 23/4/1961, residente a Pietramelara (CE), laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne all'I.U.O. di Napoli, insegnante.
Premi letterari:
V posto al Premio Federico Garcìa Lorca (1985);
IV posto al Premio Natale di Pace (1985);
Premio Ultima Selezione al Trofeo delle Nazioni (1986);
IX posto al Premio Nazionale di Poesia del C.L.I. (1995);
Menzione di Merito al I Concorso Letterario Prosa e Versi (1997);
I posto al Premio La Voce del Cuore (1998);
I posto al III Premio Nazionale di Narrativa del Centro Studi Agorà (1999);
Finalista al XIII Concorso Letterario Internazionale Giovanni Gronchi , sez. silloge di poesia (1999);
Finalista al III Premio Nazionale Storie Fantastiche (1999);
Diploma d Onore al Premio Internazionale Una Poesia per la Vita (1999);
II posto al Premio Cercasi Autore 1999 , sez. racconto breve (1999);
II posto al Premio Città di Avellino, sez. narrativa inedita (2000);
Finalista al Premio Città di Cava, sez. poesia (2000);
II posto al Concorso Letterario Internazionale A.L.I.A.S. (2000);
Menzione Speciale al Premio Letterario Nazionale Tra le parole e l'infinito (2000);
III posto al I Premio Omero, sez. narrativa (2001);
Segnalazione al Premio Spiragli (2001);
Finalista al Trofeo Orso di Biella, sez. libro edito (2001);
V posto al Premio Città di Avellino, sez. narrativa inedita (2001);
II posto al premio Città delle Torri, sez. racconto (2001);
II posto al premio Anonima Gidierre (2001);
III posto al premio Le Agavi, sez. romanzo (2002);
III posto al premio Primavera Strianese, sez. racconto (2002);
Segnalazione al premio L'Iride, sez. opere edite (2002);
I posto al Premio I Cantastorie del 2000 (2002);
II posto al Premio Nazionale Histonium, sez. narrativa edita (2002);
III posto al Premio Nazionale Il Letterato, sez. romanzo inedito (2002);
III posto al Premio Nazionale Elsa Morante, sez. romanzo inedito (2002);
Segnalazione al concorso Future Shock (2002);
IV posto al Premio Internazionale Victor Hugo, sez. libro edito (2002);
Menzione speciale al Premio Nazionale di Poesia FITeL (2002);
V posto al premio È solo poesia, sez narrativa (2003)
Premio Speciale del Presidente al Premio Nazionale Histonium, sez. narrativa inedita (2003);
Menzione d Onore alla XII Edizione del Concorso Zaccaria Negroni, sez. 7 -10 anni (2003);
III posto al IV Premio Letterario Nazionale di Crispano (2004);
Menzione d'onore al VI Premio di Poesia Beato Gaetano Errico (2004);
Selezione per il Premio Triora terra di streghe (2005);
Selezione per il Premio La bomboniera del cuore (2005);
Selezione per il Premio Accademia dei gatti magici (2005);
Segnalazione al premio L'Iride, sez. romanzi inediti (2005);
Segnalazione al premio di poesia Termopili d'Italia (2005);
Menzione di merito al premio Prader Willi, sez. racconti inediti (2005);
Finalista al premio Il racconto del nonno (2005);
Finalista al premio Nuovi autori FS , sez. nuovi robot (2005);
I posto al IV concorso letterario È solo poesia , sez. narrativa inedita (2006);
Semifinalista al concorso Emozioni (2006);
Finalista al premio Utopia, Distopia, Ucronia (2006);
Finalista al premio Ducas per romanzi inediti (2006).
Pubblicazioni:
Yesterday , Cultura Duemila Editrice (1994);
Neve all'alba (poesie), Club Letterario Italiano (1995);
Imperativo categorico, Club Letterario Italiano (1996);
La congiura, Noialtri Edizioni (2000);
Briciole di poesia (silloge), Il Museo della Poesia (2000);
La torre della via Club Letterario Italiano (2000);
Il pettine e il flauto (romanzo), Serarcangeli Editore (2000);
Tempo senza tempo (romanzo), Il Grappolo (2001);
La regina delle illusioni (romanzo), NoialtriEdizioni (2001)
Ammazzare il tempo (racconti), Edizioni Il Foglio (2002);
Miticosmo (saggio), Edizioni Il Foglio (2002);
Tra cielo e terra (racconti E-book), CORBEC (2002);
Colori (poesie E-book), Imieicolori (2003);
Love and life (poesie in inglese), Nuovi Poeti (2003);
Amicio mio (racconto per ragazzi), Edizioni Il Foglio (2003);
Luceombra (racconti), Ghost Edizioni (2003);
All'ombra delle piramidi (racconti), NoialtriEdizioni (2004);
L'amazzone (racconto), Nuovi Poeti (2004);
Io scrivo... manuale essenziale di tecnica narrativa (saggio), Edizioni Il Foglio (2004);
La lacrima (racconti), Nuovi Poeti (2005);
Otto di picche (romanzo), Chimera Edizioni (2005);
La casa (racconti), Nuovi Poeti (2006);
Rapimenti (racconti), Nuovi Poeti (2006);
Animalìa (racconti), Ferrara Edizioni (2007);
6 poesie nell'antologia Prosa e Versi, 4Elle Edizioni (1997);
1 racconto nell'antologia Spiragli 42, Editrice Nuovi Autori (1998);
1 racconto nell'antologia del Premio Lido di Roma, Antonio Stango Editore (1998)
2 racconti nell'antologia del Premio La Voce del Cuore, Club Letterario Italiano (1998);
1 racconto nell'antologia del Premio Mondolibro, Il Silenzio Blu, Serarcangeli Editore (1999);
1 racconto nell'antologia del Premio Storie Fantastiche, Etruria Edizioni (2001);
1 racconto sul n° 29 di Futuro Europa , Perseo Libri (2001);
1 racconto nell'antologia Mondi possibili e impossibili, Edizioni Il Foglio (2002);
1 racconto nell'antologia Aigam, Autori Esclusi (2002);
1 racconto nell'antologia Oltre il reale, Malatempora Edizioni (2002);
1 racconto nell'antologia I Pionieri dell'anno 3000, Ghost Edizioni (2002);
1 racconto sul n° 32 di FuturoEuropa, Perseo Libri (2002);
1 racconto nell'antologia Almanacco del Foglio Letterario 2003 ;
1 racconto nell'antologia Gatti magici: amicizie particolari, Mursia (2005);
1 racconto nell'antologia Tributo a H.P. Lovecraft, Magnetica Edizioni (2006).
Altre poesie sono presenti in svariate antologie.
Collaboratrice di numerose riviste letterarie.
Già critico letterario e traduttrice per le Edizioni Universum.
Critico letterario per l'Associazione Culturale Nuovi Poeti.
Editor per Ditta Ferrara.
Estratto
La donna posò il pennello sul bordo del basso tavolino, evitando con cura di macchiarlo; la punta intrisa di colore nero poggiava su un sottile foglio di carta ripiegato in quattro che fungeva da riparo per il prezioso mobile e allo stesso tempo veniva utilizzato per liberare dall'eccesso di inchiostro il delicato strumento.
Una lacrima nacque sull'orlo dell'occhio, si dibatté per pochi istanti sulla guancia bianca come la neve, poi morì piombando sulla spalla ricamata in oro dell'elegantissimo kimono da cerimonia.
Quale cerimonia potesse alleviare la tristezza di Kyoko, però, non era affatto chiaro.
Forse la tristezza che le invadeva la mente e le stringeva il cuore in una morsa era nata con lei e con lei sarebbe spirata nell'ultimo istante della sua esistenza terrena, o forse aveva la sua dimora tra le mura del palazzo e il kami che la governava le impediva di uscirne fuori per abitare nel mondo della capitale, dei villaggi e delle campagne, del mare e delle isolette che costeggiavano le quattro isole maggiori.
Un'istitutrice aveva insegnato alla donna le poche nozioni di geografia e calligrafia che possedeva: Kyoko non aveva mai messo piede fuori dalla mura del palazzo imperiale, e non vi era ragione di ritenere che ciò sarebbe mai accaduto.
Sarebbe morta all'interno della sua dorata prigione, dopo una vita vissuta senza scopo e senza amore, senza aver mai potuto godere della vista di un braccio di mare o della cima di un monte.
Dalla sua finestra, oscurata da tenebrose tende di seta pesante, si scorgeva a malapena la sagoma azzurrata del sacro monte Hei, ma il solo avvicinarsi ad una qualsiasi feritoia che dava sul cortile interno delle mura era guardato con sospetto dal marito, dalle altre donne e persino dai servi.
Raramente lo sguardo della donna si posava oltre l'interno cupo delle stanze che occupava, in cui scorreva monotona e vuota la sua inutile vita.
Il Dogo, quindi, aveva ben cinque giorni di tempo per esplorare l'interno della cittadella imperiale, nonché per visitare la città, e li avrebbe impiegati per tentare di conoscere un po' meglio i costumi della nobiltà, che non mancavano quasi mai di sorprenderlo.
Accompagnato da Gosan, che si annoiava almeno quanto il suo padrone, cominciò a passeggiare per le vie frequentate soltanto da funzionari indaffarati e servi ancor più affaccendati, sbirciando con la coda dell'occhio dietro le finestre e le porte chiuse da paraventi variamente dipinti.
L'atmosfera vagamente cupa accentuava il senso di malinconia che si era insinuato nell'animo dell'uomo fin quasi dall'inizio del viaggio intrapreso per raggiungere la capitale, e la stravagante abitudine dei nobili di rimanere alzati fin dopo il tramonto, a conversare nella fumosa oscurità rischiarata da una lampada posta al centro della stanza, lo induceva a sbadigliare senza ritegno.
Non era naturale, a suo parere, svegliarsi quando il sole era già alto e coricarsi quando la luna e le stelle erano distese sull'immenso tatami del cielo notturno.
Il secondo giorno della sua permanenza a corte, Shimoku vide, per la prima volta, parte dell'interno di una residenza femminile.
Fu Gosan ad indicargli una bassa finestra priva del consueto paravento deputato a proteggere la camera dagli sguardi indiscreti dei rari passanti.
Si avvicinò con circospezione, tentando di mascherare la curiosità che gli divorava la mente con un'andatura rigida e lenta, e gettò un'occhiata fugace alla porzione di stanza che la luce del sole illuminava. Vide un tatami bordato di seta, la tenda che avrebbe dovuto coprire la finestra ripiegata in un angolo, e si avvicinò ancora di più.
La sua meraviglia fu grande quando incrociò lo sguardo obliquo di due occhi nocciola, truccati con cura, che si sollevavano verso la volta celeste, come se fossero in cerca di qualcosa.
La donna era seduta sul pavimento, presumibilmente su un cuscino che il Dogo non poteva scorgere, e teneva in mano un pennello sottile e molto lungo.
Sentendosi piuttosto sciocco ad aver violato l'intimità femminile, che pareva tanto preziosa agli occhi dei nobili, esibì un mezzo sorriso e chinò il capo in segno di saluto.
La risposta della nobildonna lo sconcertò: credeva che fossero tutti poco propensi a concedere un minimo di confidenza ad un povero ji-samurai.
Fino a quel momento non aveva visto nessuna donna, nemmeno la moglie di Anesaki, ma sia gli uomini che i bambini che aveva incontrato non avevano mostrato alcun interesse per lui o per Gosan, tirando dritto senza salutare, se li incrociavano per strada.
Avrebbe avuto bisogno di molto più coraggio di quello che possedeva, però, per rivolgere la parola alla donna intenta a scrivere, pertanto si allontanò senza indugio.
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Autore: Aristide Bellacicco
Editore: Prospettiva editrice
Prima edizione: --/2007
Edizione corrente: --/2007
EAN-ISBN: 9788874184040
Pagine: 194
Rilegatura: brossura
Dimensioni: 14x21 cm
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione
I racconti di questa raccolta riflettono un lavoro di circa due anni.
La forma scelta, con alcune eccezioni, è quella della short-story.
Molto spesso, la narrazione non ha un intreccio e si chiude senza un vero e proprio finale, secondo il consiglio che Anton Cechov dava al fratello (scrittore anche lui): "prendi qualcosa dalla vita, senza trama e senza finale".
La maggior parte dei brani sono di impronta realistica, ma non mancano aperture al fantastico e all'onirico, come il racconto "Espagna", che è una libera e impertinente rivisitazione del mito del Don Chisciotte.
I temi di carattere sociale e psicologico sono sciolti nella narrazione, ed emergono solo in rapporto alla situazione esistenziale dei personaggi.
Insomma, si parte dalla vita, dalle situazioni concrete, da un viaggio, da un litigio, da un equivoco, da una morte.
Attraverso tali spiragli si guarda il mondo e si guarda al mondo, ma senza nessuna visione ideologica o culturale precostituita.
L'obiettivo è quello di far entrare e uscire il lettore da ogni singolo racconto con leggerezza e passione, col minor sforzo possibile, portandosi dietro una parola, una riga di dialogo, un'emozione che forse può rimanere.
Questo spiega l'impronta stilisticamente minimalista di molti brani, che ha l'intento di far risaltare solo le parole che contano e di abbassare il registro verbale di tutto ciò che è secondario e che svolge la sola funzione di tessuto connettivo della narrazione, senza appesantire ciò che è veramente essenziale.
Si noterà l'assenza di una vera e propria omogeneità di stile.
È una scelta voluta ma anche imposta dal tentativo di trovare le parole giuste e il corretto andamento che diano ad ogni racconto la sua specifica impronta.
Come un'orchestra dove l'oboe, o il trombone o il flauto suonano al tempo giusto e solo quando è necessario ascoltare proprio quella voce lì.
Note biografiche
Aristide Bellacicco ha cinquant'anni e svolge la professione di medico.
Scrive da molto tempo soprattutto racconti brevi.
I suoi modelli letterari di riferimento sono Raymond Carver e, in generale, la short story di tradizione statunitense, il cinema neorealista e la commedia all italiana.
Ha avuto esperienze nel campo della comunicazione multimediale, collaborando alla realizzazione di audiovisivi e documentari di tipo amatoriale.
Fino ad oggi, ha pubblicato esclusivamente su siti letterari in Internet.
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An Heaven in Hell
Autore: Orf Rolak
Editore: Laruffa Editore
Prima edizione: 11/2008
Edizione corrente: 11/2008
EAN-ISBN: 9788872214114
Pagine: 251
Rilegatura: brossura
Prezzo di copertina: 15,00 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione
Un sorprendente romanzo di esordio sui temi senza tempo delle inquietudini generazionali, un racconto intimista che svela le verità dell'anima.
Tutto in undici giorni.
Un viaggio e un destino.
Un ragazzo intrappolato nelle sue paure e un amore che irrompe improvviso.
Undici giorni raccontati in un incastro di eventi scanditi dalle ore e dai minuti.
La casualità.
Undici giorni per capire cosa voglia dire davvero vivere.
"Se qualcuno legge sappia che cerco solo di trovare la madre o il padre o anche solo un parente alla lontana delle coincidenze che investono le vite" scrive il giovane autore celato dietro uno pseudonimo.
Nel solco dei migliori romanzi di formazione, Un paradiso all'inferno racconta lo smarrimento e il vuoto degli anni giovanili insieme alla straordinaria forza del caso, perché a volte succedono cose.
Note biografiche
Orf Rolak è lo pseudonimo dell'autore al suo esordio con questo romanzo.
Estratto
Avevo detto che vi avrei raccontato
la storia di come un ragazzo
abbia imparato a volare.
Questa storia, così assurda da essere vera,
comincerà tra nove ore e mezza.
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Autore: Judith Hermann
Editore: Edizioni Socrates
Prima edizione: 11/2008
Edizione corrente: 11/2008
EAN-ISBN: 9788872020371
Pagine: 214
Rilegatura: brossura
Dimensioni: 13,5x20,5 cm
Prezzo di copertina: 11,00 Euro
Argomento: Narrativa Straniera
Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione
Nient'altro che fantasmi è una raccolta di sette racconti, quasi tutti al femminile, in cui i confini tra amicizia, amore, sesso, lealtà finiscono per assumere contorni sfumati, sottili, all'insegna di una tensione emotiva che accompagna la narrazione sin dai primi passi.
I protagonisti (quasi sempre giovani nordeuropei) di questa raccolta si assomigliano: sempre in viaggio verso terre straniere, sono alla ricerca di se stessi e di un equilibrio che spesso si rivela inafferrabile.
Sono donne, amiche, amanti, genitori, figlie o semplici conoscenti che si muovono sullo sfondo di luoghi immersi in un atmosfera in bilico tra realtà e fantasia, luoghi che ne influenzano e segnano il comportamento e l'evoluzione personale.
Indice
Ruth (amiche)
Blu ghiaccio
Acqua alta
Uno sfruttatore
Nient'altro che fantasmi
Dove andiamo?
L'amore per Ari Oskarsson
Note biografiche
Judith Hermann è nata a Berlino nel 1970.
Ha studiato giornalismo e al termine della formazione è andata a New York dove ha vissuto e lavorato per sei mesi.
Tornata a Berlino con alcuni suoi racconti ha vinto il concorso per la borsa di studio Alfred Döblin.
Nel 1998 pubblica la sua prima raccolta di racconti "Casa estiva, più tardi" (pubblicato da e/o nel 2001) grazie alla quale riceve la borsa di studio Hugo-Ball nel 1999 e il premio Kleist nel 2002.
Nel 2003 pubblica Nient'altro che fantasmi che già dalle prime settimane, vende in Germania 250.000 copie raggiungendo la vetta delle classifiche dei libri più venduti.
Estratto
da Ruth (amiche)
Ruth disse: Promettimi che non avrai mai una storia con lui.
Me la ricordo mentre lo diceva.
Era seduta su una sedia vicino alla finestra, le gambe nude raccolte contro il petto, si era fatta la doccia e lavata i capelli, indossava solo la biancheria intima, un asciugamano avvolto attorno alla testa, il viso aperto, grande, mi guardava interessata, piuttosto divertita, non spaventata.
Disse: Me lo prometti? e io distolsi lo sguardo, guardai fuori dalla finestra, verso il parcheggio sull'altro lato della strada, pioveva e faceva già buio, l'insegna del parcheggio brillava di una bella luce blu, dissi: Senti, perché dovrei promettertelo?
È ovvio che non avrò mai una storia con lui.
Ruth disse: Lo so. Promettimelo lo stesso, e io dissi: Te lo prometto, e poi la guardai di nuovo, non avrebbe dovuto dirlo.
Conosco Ruth da una vita.
Lei conosceva Raoul da due o tre settimane.
Era venuto per uno spettacolo fuori cartellone nel teatro in cui lei aveva avuto una scrittura di due anni, non sarebbe rimasto a lungo, forse per questo lei aveva tanta fretta.
Mi telefonò a Berlino, avevamo vissuto insieme fino a quando non aveva dovuto trasferirsi a causa dell'ingaggio, non riuscivamo ad abituarci all'idea di vivere separate, mi telefonava tutte le sere.
Mi mancava.
Ero seduta nella cucina ormai vuota, a parte un tavolo e una sedia, mentre ero al telefono con lei fissavo la parete, sulla parete c'era un foglietto che aveva attaccato chissà quando, tonight, tonight it's gonna be the night, the night.
Pensavo sempre di strapparlo, ma poi non lo facevo mai.
Mi telefonò, come sempre, e disse subito e senza esitare: Sono innamorata, e poi mi raccontò di Raoul, e la sua voce sembrava così felice che sentii il bisogno di alzarmi e camminare su e giù per l'appartamento con il telefono in mano, mi rendeva inquieta, in un certo senso nervosa.
Non mi ero mai interessata dei suoi uomini, né lei dei miei.
Disse: È così alto.
Disse tutto quello che si dice sempre, e anche qualcosa di più, il suo innamoramento non sembrava per forza diverso da altri innamoramenti passati.
Si erano girati intorno per una settimana, si erano lanciati sguardi e avevano cercato l' una la vicinanza dell'altro, si erano baciati per la prima volta una sera, dopo una festa, ubriachi, nella galleria commerciale della cittadina, si baciavano dietro le quinte nelle pause tra una scena e l'altra e nella mensa, dopo che i colleghi erano andati via e quando la cuoca metteva le sedie sui tavoli.
Ruth disse che le sue mani erano così morbide, che aveva i capelli rasati, a volte portava gli occhiali, facevano uno strano effetto, una piccola montatura di metallo sagomato, non adatta al suo viso.
Disse: In realtà è piuttosto il tuo tipo, davvero, proprio il tuo tipo, se lo vedessi sverresti, dissi: Ma che significa, il mio tipo?
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