Autore: Laura Mancinelli
Editore: Edizioni Angolo Manzoni
Prima edizione: 11/2008
Edizione corrente: 11/2008
EAN-ISBN: 9788862040327
Pagine: 192
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 15x21 cm
Formato: Testo a grandi caratteri, pubblicato in corpo 16.
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
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Descrizione
Gli occhi sono quelli dell'imperatore Federico II di Svevia, così azzurri e intensi da fare innamorare la contessa Bianca di Agliano, che dal Piemonte parte per la Puglia, dove finalmente sposerà l'amato.
Bianca, Federico II, il cavaliere Tannhäuser partecipano a un affascinante percorso di avventure e sentimenti, in cui passione e saggezza si intrecciano.
Scritto nel 1993, Gli occhi dell'imperatore vince nel 1994 il Premio Donna Scrittrice.
A grandi caratteri per gentile concessione dell'Autrice e di Giulio Einaudi Editore in Torino.
Note biografiche
Oltre che fecondissima scrittrice, Laura Mancinelli (Udine, 1933) è un'esperta della storia e della cultura del Medio Evo, soprattutto germanico.
Insegnante di filologia germanica nelle Università di Sassari, Venezia e infine Torino, dal 1994 si è dedicata completamente alla scrittura narrativa.
Il miracolo di santa Odilia e I dodici abati di Challant sono già stati pubblicati da Edizioni Angolo Manzoni.
Gli occhi dell'imperatore completa la trilogia.
Estratto
"Nessuno è più triste dell'uomo che non sa essere né felice né infelice.
Nessuno è più infelice dell'uomo a cui negato è con il riso anche il pianto.
Nessuno è più triste del musico a cui la musica è stata negata."
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Autore: George Oliver Green
Editore: Prospettiva editrice
Prima edizione: 07/2008
Edizione corrente: 07/2008
EAN-ISBN: 9788874185030
Pagine: 343
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 14x20 cm
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
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Descrizione
Nel 1988 un giovane ragazzo svedese vuole proteggere il suo professore d'ingegneria elettronica.
È in pensione e vuole partire, da solo, per le cime di Rock Springs nel Wyoming.
L'affetto profondo lo costringe a seguire l'insegnante che preferisce, come unica compagnia, il cucciolo di un pastore tedesco.
Giunti in cima, l'ex alunno e il professore sono rapiti da esseri misteriosi.
Il cane tenta di difendere il padrone ma senza risultato e, solo solo, ritorna alla città d'origine dove è accolto, con tristezza, dalla bella sorella del ragazzo svedese.
Note biografiche
George Oliver Green (pseudonimo) è nato a Firenze nel 1966.
Note
Recensione di Rosetta Elegibili
Le aquile del futura, nuova suspance fantascentifica di George Oliver Green.
Belle donne e guerre contro aliena, uno studente che tenta di proteggere il suo professore di università in pensione, un pizzico di FBI e scrivendo in un linguaggio pittorico zaffi sapienti di erotismo che qui non guasta.
Così George Oliver Green (questo è uno pseudonimo naturalmente) presenta il suo primo romanzo dal titolo Le aquile del futura.
George personaggio eclettico non disdegna il sogno di diventare sceneggiatore cinematografico e ha nel suo bagaglio in embrione l'idee di altri due successivi romanzi che avranno caratteristiche totalmente diverse da questo: uno avrà un'impronta sentimentale, l'altro sarà ambientato nel Medioevo.
George è sempre stato attratto dal genere fantascientifico con cui ha intessuto la sua prima opera letteraria.
Lui ritiene che gli occhi e i piedi delle donne hanno un potere magnetico, convinzione personale che esprime nelle protagoniste del romanzo, il cui tocco del piede, dalle unghie smaltate corredato da calzature con tacchi a spillo, sull'acceleratore degli automezzi ne provoca il blocco.
Suspance e tanta fantasia che George Oliver Green offre ai lettori.
Un genere nuovo frizzante piacevole e scorrevole che consiglio nei momenti di relax.
La vendita di Le aquile del futura sarà in percentuale devoluta al Terzo Mondo.
Un Natale anche per queste popolazioni che sia meno duro e ricco di amore.
Grazie all'iniziativa di questo scritto: che spero venga accolta con entusiasmo.
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Autore: Renzo Sicco, Fabio Arrivas
Editore: Edizioni Angolo Manzoni
Prima edizione: 09/2008
Edizione corrente: 09/2008
EAN-ISBN: 9788862040334
Pagine: 160
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 15x21 cm
Formato: Testo a grandi caratteri, pubblicato in corpo 16. Stampa "Double face/Due libri in uno"; un titolo da una faccia e, rivoltando il volume, uno dall'altra.
Prezzo di copertina: 11,00 Euro
Argomento: Libri per Bambini e Ragazzi, Musica, Cinema e Teatro, Consultazione
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Descrizione
Prima Faccia: La Costituzione in dieci colori
Il testo dello spettacolo di Assemblea Teatro La Costituzione in dieci colori, di Renzo Sicco e Fabio Arrivas .
Il palco del teatro come ponte ideale tra istituzioni e giovani cittadini: ragazzi e insegnanti, attori e rappresentanti delle istituzioni, insieme a parlare della Repubblica, della Costituzione, a formare una comunità condivisa.
Da qui ha inizio il nostro viaggio!
Assemblea Teatro, Teatro Stabile di Innovazione, ha raccolto l' invito del Comitato Resistenza e Costituzione e ha pensato a dieci colori, a dieci colpi di pennello per disegnare le tracce fondamentali, gli articoli che aprono la Carta.
I dieci colori parlano attraverso la voce di un ragazzo scanzonato, brillante, divertente come spesso accade a quell'età, ma altresì distratto negli studi, più attento al calcio e alla musica.
Si confronta con la madre che, non solo lo invita studiare, ma lo aiuta ad entrare nelle parole della Costituzione, nei suoi, ancora vivi, colori.
Seconda Faccia: La Costituzione della Repubblica italiana
Il testo completo della Costituzione con una nota introduttiva di Livio Pepino.
La Costituzione italiana: carta fondamentale di assoluta attualità e non fossile giuridico come alcuni vorrebbero
Si vuole raccontare ai ragazzi come la Costituzione sia uno strumento con cui si costituisce un progetto di vita in comune, sotto forma di patto tra tutte le forze in campo.
La Costituzione stabilisce come si decide insieme, sulla base di quali regole.
Essa rappresenta limiti e confini delle possibilità; indica vie e strade per percorrerle.
Dieci colori vogliono, a 60 anni da un momento fondamentale per noi italiani, lucidare quelle parole che ancora, come una lampada di Aladino, offrono indicazioni e coraggio di andare avanti facendo diventare realtà quotidiana articoli che sono patrimonio culturale e politico della Nazione.
La Costituzione in dieci colori è dunque un modo per riflettere e ripensare la storia di questi sessant'anni, ed è al tempo stesso un abc dei valori vitali della Repubblica.
Note biografiche
Non basta certo dire che Renzo Sicco è regista e autore, non solo teatrale.
Da trent'anni (1977) è in Assemblea Teatro.
Dal 1989 la dirige.
L'ha portata all'estero, prima in Europa poi oltre Oceano.
Con lui Assemblea è diventata (2005) Teatro Stabile di Innovazione.
Ha scritto e allestito oltre cinquanta spettacoli.
Ha inventato "Insolito" come sigla delle sue stagioni, inteso in senso artistico e spaziale, portando prepotentemente il teatro in luoghi splendidi, misconosciuti, impensati: miniere, castelli, forti.
Instancabile lettore e amante della conversazione, ha coltivato rapporti personali e amicali con grandi della narrativa, che spesso hanno "creato" per Assemblea Teatro.
Per Edizioni Angolo Manzoni, è autore di numerosi testi teatrali, di uno dei testi di Archeologia dell'assenza (oltre che della sua versione scenica), di Radici profonde e La Costituzione in dieci colori con Fabio Arrivas; di Nato per volare; dei racconti de" I cieli su Torino" e di Sotto i cieli del mondo.
Note
La costituzione italiana, pubblicata a grandi caratteri è finalmente leggibile da tutti, perché tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni
Senza se, senza ma, senza barriere.
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Autore: Cristiana Giuliani
Editore: Prospettiva editrice
Prima edizione: --/2007
Edizione corrente: --/2007
EAN-ISBN: 9788874184019
Pagine: 258
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 14x21 cm
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
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Descrizione
Sembra essere l'inizio di una giornata come tante altre, piena di rischi, di possibilità d'errore e di imprevisti da fronteggiare per portare a termine un incarico delicato.
Invece sarà quella che segnerà la fine di tutto.
Inspiegabilmente, qualcosa si è spezzato, rompendo il delicato equilibrio sull'orlo del baratro.
Ma quando la certezza della fine è ormai accettata, c'è ancora una speranza per capire, per fare qualcosa.
Inizia la fuga in cui cacciatori e prede si scambiano repentinamente i ruoli fino ad un epilogo imprevedibile.
Note biografiche
Nata a Roma, dopo il matrimonio mi sono trasferita nelle Marche per lavoro.
Appassionata di guida e viaggi, ho mantenuto vivo il rapporto con la mia città natale, dove sono sempre tornata per vivere momenti entusiasmanti come la nascita delle mie figlie.
Mi piace leggere, ascoltare, osservare e sperimentare.
Ho affrontato volentieri diverse esperienze lavorative cogliendo l'opportunità di conoscere persone e situazioni sempre diverse, finché ho incontrato il mouse, ed è maturato l'amore per l'espressione grafica.
Fin da giovanissima sono stata attratta dal sentiero del racconto, prima con brevi e acerbi tentativi sempre più intensi ed evoluti, fino a questo romanzo d'esordio.
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Audiolibro. CD Audio
Autore: Vari
Editore: Alfaudiobook Audiolibri
Prima edizione: 12/2008
Edizione corrente: 12/2008
EAN-ISBN: 9788890336638
Pagine: 4
Durata: 1h 13' 47"
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
Argomento: Libri per Bambini e Ragazzi
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Descrizione
Quattro fiabe classiche remixate con suoni elettronici, musiche originali che rendono attuali scritti antichi e intramontabili.
Quattro racconti da ascoltare in ogni momento della giornata per entrare in un mondo di favola.
Quattro grandi autori per regalare ai bambini il piacere della lingua italiana.
LA GATTA CENERENTOLA di Giambattista Basile
La fonte principale a cui si ispirò Charles Perrault per comporre la fiaba di Cenerentola.
Ed ecco per magia un gruppetto di damigelle che dopo averla fatta bella e splendente come la luna la fecero salire su una carrozza tirata da sei cavalli, accompagnata da staffieri e paggi in livrea.
L'UOMO SELVATICO di Gianfrancesco Straparola
Dal primo vero padre della fiaba europea.
Il re vide uscire da un fitto bosco un uomo selvatico grande e grosso, brutto e mostruoso, che mostrava una forza straordinaria, e tutti rimasero a guardarlo pieni di meraviglia.
TOPOLINO di Luigi Capuana
Dal grande pioniere e teorico del Verismo italiano.
Camminava su due gambe e vestiva come un uomo, alle zampine anteriori metteva sempre i guanti, si chiamava Beppe ma quando non c'era nessuno,la mamma, per tenerezza, lo chiamava Topolino.
NEVINA E FIORDAPRILE di Guido Gozzano
Una fiaba del grande poeta torinese.
Voglio toccare quella neve azzurra, verde, rossa, violetta che chiamate fiori, voglio immergere le mie dita in quel cielo capovolto che è il mare!
Note biografiche
Giambattista Basile (Giugliano in Campania, 1566 o 1575 - Giugliano in Campania, 1632)
È stato un letterato e scrittore italiano di epoca barocca, riconosciuto come il primo ad utilizzare la fiaba come forma di espressione popolare, fu detto anche il Boccaccio napoletano.
Da giovane fu soldato mercenario al servizio della Repubblica della Serenissima.
Nel 1608 pubblica il suo poemetto "Il Pianto della Vergine" mentre la massima espressione della sua creatività viene raggiunta nella opera più nota: "Il Pentamerone" ovvero Lo Cunto de li Cunti.
Gianfrancesco Straparola (Caravaggio, 1480 - 1557 o più tardi)
È considerato il primo vero padre della Fiaba europea.
Poeta, romanziere e novelliere, fu un autentico pioniere della narrativa fantastica, scriveva in lingua dialettale settentrionale e bergamasca in particolare.
Famosa è la sua raccolta di 75 racconti, conosciuta con il nome Le Piacevoli Notti, pubblicata per la prima volta nel 1550 a Venezia.
Luigi Capuana (Mineo, Catania 1839 - Catania 1915),
Lavorò come critico teatrale a Firenze e a Milano, dove collaborò al "Corriere della Sera" e come Giovanni Verga è considerato un pioniere del verismo.
Nel 1882 uscì il volume di fiabe C'era una volta, mentre risale al 1901 la pubblicazione del romanzo più famoso di Capuana Il marchese di Roccaverdina.
Per il teatro scrisse un adattamento di Giacinta, una sua novella e alcuni drammi in dialetto riuniti in cinque volumi dal titolo "Teatro dialettale siciliano".
Guido Gozzano (Torino 1883 - Torino 1916)
Nacque a Torino dove fondò insieme ad alcuni amici letterati il gruppo dei crepuscolari torinesi.
Di salute cagionevole, frequentò la vita culturale e mondana della Torino di inizio secolo.
Nel 1907 pubblicò la raccolta di poesie "La via del rifugio" con le originali: "Le due strade" e "L'amica di nonna Speranza".
È del 1911 il suo libro più famoso: I colloqui,, collaborò per tutta la vita con giornali e riviste scrivendo recensioni letterarie, fiabe per bambini e novelle.
Estratto
LA GATTA CENERENTOLA
E il giorno seguente, che allegra scorpacciata ci fu!
Da dove erano venute fuori tante paste e pastiere, torte e tortellini, pasticci e pasticcini?
C'era tanta abbondanza di cose buone che si sarebbe sfamato anche un esercito!
Vennero tutte le donne, nobili e popolane, ricche e povere, vecchie e giovani, belle e brutte, e dopo che ebbero fatto onore alla tavola sua maestà fece il brindisi e poi cominciò a provare la scarpina ad una ad una a tutte le invitate, per vedere a chi calzava a pennello.
Sperava di riconoscere attraverso la misura e la forma della scarpina la fanciulla che stava cercando, ma non trovando nemmeno un piede che ci stava bene si sentì disperato.
Ma non voleva rassegnarsi, e dopo aver ordinato che facessero silenzio disse:
"Tornate anche domani, farò preparare qualche cosuccia come oggi, ma mi raccomando, non lasciate a casa nessuna femmina, per nessuna ragione".
L'UOMO SELVATICO
"Oh!" disse Guerrino al suo compagno, "quando verrà il giorno in cui potrò ricambiare il bene che mi hai fatto?
Anche se vivessi mille anni, non potrei ricompensarti nemmeno in minima parte.
Che tu riceva tutto il bene che meriti dal grande Benefattore!".
Allora il cavaliere sconosciuto rispose:
"Guerrino, fratello mio, tu non hai bisogno di ricompensarmi per quello che ho fatto.
È tempo che ti sveli chi sono.
Tu mi hai salvato dalla morte, e anch'io ho voluto fare qualcosa per te: sappi che sono io l'uomo selvatico che liberasti con amore dalla prigione di tuo padre, e il mio nome è Rubino".
E gli raccontò come la fata alla quale aveva salvato la vita lo aveva reso bellissimo e dotato di poteri magici, regalandogli anche il destriero fatato col quale Guerrino aveva catturato i cavalli selvatici.
Il principe rimase stupefatto e senza dire una parola, col cuore colmo di dolcezza, lo abbracciò e lo baciò teneramente, proprio come un fratello.
Poi, siccome stava per finire il tempo concesso per la prova, se ne andarono insieme a palazzo, e il re diede ordine che le sue amate figlie velate di veli bianchissimi venissero alla presenza di Guerrino.
TOPOLINO
il bambino crebbe vegeto e vispo da quel topolino ch'egli era.
Camminava su due gambe, come un uomo; solamente la mamma lo vestiva in maniera, che del suo corpo non si potesse vedere altro che il volto.
Alle zampine anteriori gli metteva sempre i guanti.
Gli aveva posto nome Beppe, e così lo chiamavano tutti; ma quando non c'era nessuno, ella, per tenerezza, lo chiamava Topolino.
- Topolino, fa' questo; Topolino, fa' quest'altro!
E Topolino non le dava mai il minimo dispiacere, e faceva questo e faceva quello.
- Dio t'aiuterà, Topolino!
E un giorno Topolino disse: - Mamma, voglio fare il soldato.
La poveretta che gli voleva bene, piangendo rispose: - Ed io, rimango sola sola? Ora sono vecchia, e non posso più lavorare.
- Vi lascerò la mia coda. Quando avrete bisogno di qualcosa, direte: Codina, codina Servi la tua mammina!
Ed essa vi servirà, come se fossi io stesso in persona.
Se non v'ubbidirà, vorrà dire che in quel momento io corro un gran pericolo. Allora, lasciatevi guidare da essa e venite a trovarmi.
Così fece, e partì. Quella coda era fatata.
NEVINA E FIORDAPRILE
Quando il sughero pesava e la pietra era leggera come il ricciolo dell'ava c'era, allora, c'era... c'era...
... una principessa chiamata Nevina che viveva sola col padre Gennaio.
Lassù, nel candore perpetuo, abbagliante, inaccessibile agli uomini, il Re Gennaio preparava la neve con una chimica nota a lui solo; Nevina la modellava su piccole forme tolte dagli astri e dalle stelle alpine, poi, quando la cornucopia era piena, la vuotava secondo il comando del padre ai quattro punti dell'orizzonte.
E la neve si diffondeva sul mondo.
Nevina era pallida e diafana, bella come le dee che non sono più: le sue chiome erano appena bionde, d'un biondo imitato dalla Stella Polare, il suo volto, le sue mani avevano il candore della neve non ancora caduta, l'occhio era cerulo come l'azzurro dei ghiacciai.
Nevina era triste.
Nelle ore di tregua, quando la notte era serena e stellata e il padre Gennaio sospendeva l'opera per dormire nell'immensa barba fluente, Nevina s'appoggiava ai balaustri di ghiaccio, chiudeva il mento tra le mani e fissava l'orizzonte lontano, sognando.
Una rondine ferita che valicava le montagne, per recarsi nelle terre del sole, era caduta nelle sue mani, che avevano tentato invano di confortarla; nei brividi dell'agonia la rondine aveva delirato, sospirando il mare, i fiori, i palmizi, la primavera senza fine.
E Nevina da quel giorno sognava le terre non viste.
Una notte decise di partire.
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