Autore: Judith Hermann
Editore: Edizioni Socrates
Prima edizione: 11/2008
Edizione corrente: 11/2008
EAN-ISBN: 9788872020371
Pagine: 214
Rilegatura: brossura
Dimensioni: 13,5x20,5 cm
Prezzo di copertina: 11,00 Euro
Argomento: Narrativa Straniera
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Descrizione
Nient'altro che fantasmi è una raccolta di sette racconti, quasi tutti al femminile, in cui i confini tra amicizia, amore, sesso, lealtà finiscono per assumere contorni sfumati, sottili, all'insegna di una tensione emotiva che accompagna la narrazione sin dai primi passi.
I protagonisti (quasi sempre giovani nordeuropei) di questa raccolta si assomigliano: sempre in viaggio verso terre straniere, sono alla ricerca di se stessi e di un equilibrio che spesso si rivela inafferrabile.
Sono donne, amiche, amanti, genitori, figlie o semplici conoscenti che si muovono sullo sfondo di luoghi immersi in un atmosfera in bilico tra realtà e fantasia, luoghi che ne influenzano e segnano il comportamento e l'evoluzione personale.
Indice
Ruth (amiche)
Blu ghiaccio
Acqua alta
Uno sfruttatore
Nient'altro che fantasmi
Dove andiamo?
L'amore per Ari Oskarsson
Note biografiche
Judith Hermann è nata a Berlino nel 1970.
Ha studiato giornalismo e al termine della formazione è andata a New York dove ha vissuto e lavorato per sei mesi.
Tornata a Berlino con alcuni suoi racconti ha vinto il concorso per la borsa di studio Alfred Döblin.
Nel 1998 pubblica la sua prima raccolta di racconti "Casa estiva, più tardi" (pubblicato da e/o nel 2001) grazie alla quale riceve la borsa di studio Hugo-Ball nel 1999 e il premio Kleist nel 2002.
Nel 2003 pubblica Nient'altro che fantasmi che già dalle prime settimane, vende in Germania 250.000 copie raggiungendo la vetta delle classifiche dei libri più venduti.
Estratto
da Ruth (amiche)
Ruth disse: Promettimi che non avrai mai una storia con lui.
Me la ricordo mentre lo diceva.
Era seduta su una sedia vicino alla finestra, le gambe nude raccolte contro il petto, si era fatta la doccia e lavata i capelli, indossava solo la biancheria intima, un asciugamano avvolto attorno alla testa, il viso aperto, grande, mi guardava interessata, piuttosto divertita, non spaventata.
Disse: Me lo prometti? e io distolsi lo sguardo, guardai fuori dalla finestra, verso il parcheggio sull'altro lato della strada, pioveva e faceva già buio, l'insegna del parcheggio brillava di una bella luce blu, dissi: Senti, perché dovrei promettertelo?
È ovvio che non avrò mai una storia con lui.
Ruth disse: Lo so. Promettimelo lo stesso, e io dissi: Te lo prometto, e poi la guardai di nuovo, non avrebbe dovuto dirlo.
Conosco Ruth da una vita.
Lei conosceva Raoul da due o tre settimane.
Era venuto per uno spettacolo fuori cartellone nel teatro in cui lei aveva avuto una scrittura di due anni, non sarebbe rimasto a lungo, forse per questo lei aveva tanta fretta.
Mi telefonò a Berlino, avevamo vissuto insieme fino a quando non aveva dovuto trasferirsi a causa dell'ingaggio, non riuscivamo ad abituarci all'idea di vivere separate, mi telefonava tutte le sere.
Mi mancava.
Ero seduta nella cucina ormai vuota, a parte un tavolo e una sedia, mentre ero al telefono con lei fissavo la parete, sulla parete c'era un foglietto che aveva attaccato chissà quando, tonight, tonight it's gonna be the night, the night.
Pensavo sempre di strapparlo, ma poi non lo facevo mai.
Mi telefonò, come sempre, e disse subito e senza esitare: Sono innamorata, e poi mi raccontò di Raoul, e la sua voce sembrava così felice che sentii il bisogno di alzarmi e camminare su e giù per l'appartamento con il telefono in mano, mi rendeva inquieta, in un certo senso nervosa.
Non mi ero mai interessata dei suoi uomini, né lei dei miei.
Disse: È così alto.
Disse tutto quello che si dice sempre, e anche qualcosa di più, il suo innamoramento non sembrava per forza diverso da altri innamoramenti passati.
Si erano girati intorno per una settimana, si erano lanciati sguardi e avevano cercato l' una la vicinanza dell'altro, si erano baciati per la prima volta una sera, dopo una festa, ubriachi, nella galleria commerciale della cittadina, si baciavano dietro le quinte nelle pause tra una scena e l'altra e nella mensa, dopo che i colleghi erano andati via e quando la cuoca metteva le sedie sui tavoli.
Ruth disse che le sue mani erano così morbide, che aveva i capelli rasati, a volte portava gli occhiali, facevano uno strano effetto, una piccola montatura di metallo sagomato, non adatta al suo viso.
Disse: In realtà è piuttosto il tuo tipo, davvero, proprio il tuo tipo, se lo vedessi sverresti, dissi: Ma che significa, il mio tipo?
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Lì dove nascono le favole
Autore: Antonietta Raimondo
Illustratore: Katia Lorenzini
Editore: Edizioni Miele
Prima edizione: 11/2008
Edizione corrente: 11/2008
EAN-ISBN: 9788863320060
Pagine: 60
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 12x20 cm
Prezzo di copertina: 7,30 Euro
Argomento: Libri per Bambini e Ragazzi
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Descrizione
Prefazione di Iole Sacchi Cisnetto.
Geremia avrebbe tanto voluto esaudire quei desideri, ma cosa poteva mai fare un tram come lui?
Non aveva una bacchetta magica come le fate, né conosceva le formule magiche che usano i grandi maghi come Merlino.
E allora il piccolo tram cercava di fare bene quello che già sapeva fare e che tanto piaceva ai suoi bambini: tante, tantissime scintille!
Indice
Il tram Geremia
Argentea
Scricchiolino
La scopa Guendalina
Note biografiche
Antonietta Raimondo è nata a Mistretta, un piccolo paese della Sicilia settentrionale, è laureata in Scienze politiche e vive a Roma.
Ha collaborato alla realizzazione di calendari di favole i cui contributi sono stati destinati a progetti volti ad aiutare i bambini dell'India e dell'Africa.
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La sua storia - Le sue tradizioni
Autore: Salvo Tondo
Editore: CMD Edizioni
Prima edizione: 05/2008
Edizione corrente: 05/2008
EAN-ISBN: 9878890227042
Pagine: 128
Rilegatura: brossura
Dimensioni: 17x24 cm
Prezzo di copertina: 18,50 Euro
Argomento: Storia e Saggistica
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Descrizione
L'opera ripercorre le varie tappe della storia della città dalle prime notizie come feudo, ritrovate nel Ruolo dei Feudatari dell'anno 1296, attraverso le varie investiture e all'atto con cui, nel 1827, Francesco I con un decreto lo costituisce come Comune di S. Paolo Solarino nella Valle di Siracusa, fino ai nostri giorni.
Lo scritto si sofferma, inoltre, sulla storia dello stemma della città, sulle sue tradizioni e sui suoi personaggi illustri.
L'Autore attinge in questa ricostruzione, oltre che a documenti editi, anche a fonti archivistiche quali l'Archivio del Comune, i Registri della Chiesa Madre S. Paolo Apostolo e della Parrocchia Madonna delle Lacrime, di Solarino.
La pubblicazione, realizzata con carta pregiata e con copertina plastificata a colori, è impreziosita da documenti e immagini d epoca
Note biografiche
Salvo Tondo nasce a Solarino e qui vive fino all'anno 1983.
Dopo questa data si trasferisce a Siracusa dove adesso lavora in qualità di pedagogista dirigente presso l'Ausl n. 8.
In particolare si occupa di integrazione scolastica degli alunni disabili, in seno all'unità multidisciplinare del servizio di Neuropsichiatria infantile di Siracusa, e di educazione alla salute, presso il relativo ufficio provinciale.
Già membro di probiviri dell'Associazione Nazionale Pedagogisti, negli anni novanta ha pubblicato alcuni articoli scientifici con le Edizioni Anpe.
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Dall'antichità ai nostri giorni
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Autore: Luigi Serra
Editore: RIREA
Prima edizione: --/2003
Edizione corrente: --/2003
EAN-ISBN: 9788885333451
Pagine: 255
Dimensioni: 17x24 cm
Prezzo di copertina: 28,00 Euro
Argomento: Economia, Marketing e Finanza, Storia e Saggistica
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Descrizione
Il debito pubblico è stato sempre una caratteristica di tutti gli Stati, come dimostra il fatto che nonostante i buoni propositi di ridurlo o addirittura di annullarlo questo è venuto sempre crescendo, fino a toccare cifre iperboliche.
Perciò lo studio del suo divenire nel tempo rappresenta un capitolo rilevante non solo per la Storia della Ragioneria, ma anche per la storia dei popoli, in quanto le vicende finanziarie sono sempre intimamente connesse con quelle politiche.
Pur non trascurando alcuni aspetti remoti e confronti internazionali, il volume è incentrato quasi tutto sulla storia del debito pubblico italiano a partire dalla proclamazione del Regno d'Italia fino ai nostri giorni.
È rivolto, pur evidenziando numerosi dati tecnici, non solo agli specialisti del settore bensì a chiunque voglia avere una visione più completa delle vicende che hanno accompagnato tutta la nostra storia nazionale.
Storia del Debito Pubblico Italiano è stato scritto nel 2003 dal Prof. Luigi Serra, recentemente scomparso, ma non ha mai smesso di essere un punto di riferimento fondamentale per quanti si sentano stimolati dagli argomenti trattati e dalla voglia di comprendere percorsi e strategie che ci hanno portato alla situazione odierna.
L'Autore ci ammonisce simpaticamente nelle prime pagine del libro, citando Giovanni Verga: << Bada a non fare debiti, ché si mangiano la casa>>.
Indice
I) L'azienda dello Stato ed il debito pubblico
II) Il debito pubblico nell'antichità e nel medioevo
III) Il debito pubblico nell'età moderna
IV) Gli Stati italiani prima del Regno d'Italia
V) Verso la proclamazione del Regno d'Italia
VI) Dalla proclamazione del Regno d'Italia alla presa di Roma
VII) Dalla presa di Roma alla fine del secolo
VIII Dalla conversione della rendita del 1906 alla prima guerra mondiale
IX) I debiti della prima guerra mondiale
X) L'eredità della prima guerra mondiale ed il Prestito del Littorio
XI) Tra le due guerre mondiali
XII) I debiti della seconda guerra mondiale
XIII) Dal prestito della Ricostruzione al ritorno di Trieste all'Italia
XIV) L'esplosione del debito pubblico nell'ultimo quarantennio
XV) La Cassa Depositi e Prestiti e gli altri enti del debito pubblico e degli enti locali
XVI) Appendice statistica
Note biografiche
Luigi Serra (1938-2006), diplomato ragioniere presso l'Istituto Tecnico Commerciale di Cassino, si laurea in Economia e Commercio presso l'Università di Roma.
Prima della fine degli studi ha lavorato nell'amministrazione del Ministero della Difesa, per tornare poi definitivamente nel "suo" istituto tecnico di Cassino ad insegnare Ragioneria.
Dal 1981, quando in Italia la Storia della Ragioneria era ancora in una fase di stallo, ha intrapreso le ricerche in questo settore, iniziando dal monaco benedettino Don Angelo Pietra e riservando particolare attenzione alle aziende degli enti religiosi ed all'Archivio di Montecassino.
Socio fin dalla fondazione della Società Italiana di Storia della Ragioneria, sue relazioni si trovano inserite negli atti di numerosi congressi nazionali e internazionali che si sono succeduti nell'ultimo ventennio.
Sempre presso l'Istituto Tecnico di Cassino ha allestito tre mostre di Storia della Ragioneria, curando anche i relativi cataloghi.
Ha pubblicato numerosi articoli sulla Rivista Italiana di Ragioneria e di Economia Aziendale e su "Summa", mensile del Consiglio Nazionale Ragionieri, per il quale ha pubblicato anche una Storia della Ragioneria Italiana.
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Autore: Alfred W. McCoy
Traduttore: Enrico Fletzer
Editore: Edizioni Socrates
Prima edizione: 09/2008
Edizione corrente: 09/2008
EAN-ISBN: 9788872020364
Pagine: 334
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 13,5x20,5 cm
Prezzo di copertina: 16,00 Euro
Argomento: Storia e Saggistica
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Descrizione breve
In un periodo di cinquant'anni, Alfred McCoy ripercorre la storia delle tecniche di tortura usate dalla CIA durante gli interrogatori dei detenuti.
Partendo dalla remota Guerra Fredda e arrivando fino all'attualissima guerra al terrorismo, l'autore sottolinea che i recenti scandali suscitati dalle foto disumane dei prigionieri di Abu Ghraib e Guantanamo sono direttamente legate agli anni Cinquanta quando la CIA scoprì i nuovi metodi di tortura psicologica tramite il controllo della mente.
McCoy, però, mette in evidenza che dietro questo orrore non ci sono solo i servizi segreti ma tutta la società americana: i politici, i professori universitari, gli psicologi e i normali cittadini.
Dopo circa vent' anni di assidue ricerche, iniziate nel 1986 analizzando le tremende conseguenze arrecate dalla tortura psicologica della CIA sui militari filippini, McCoy riesce a sintetizzare l'enorme mole di materiale raccolto e a dar vita a un libro fondamentale che è un monito ai cittadini a rispettare i principi di democrazia, base di ogni società civile.
Indice
Introduzione
1. Duemila anni di tortura
2. Il controllo della mente
3. La diffusione della tortura
4. La guerra al terrore
5. L'impunità dell'America
6. La questione della tortura
Postfazione: la legalizzazione della tortura
Acronimi
Ringraziamenti
Note biografiche
Alfred W. McCoy (1945) è docente di storia all'Università di Winsconsin-Madison e tra i maggiori esperti della storia segreta della CIA.
Nei primi anni Settanta McCoy fece un approfondita ricerca sul consumo e traffico di eroina in Vietnam che coinvolgeva, secondo alcune fonti, il 34% dei militari americani.
Nel corso delle ricerche, in Laos riuscì a sfuggire ad un assalto delle truppe Hmong affiliate all'esercito segreto della CIA.
La scoperta del coinvolgimento nel narco-traffico dell'Agenzia e il tentativo di assassinare l'autore ispirò il film "Air America" interpretato da Mel Gibson e Robert Downey Jr..
Ma l'avventura era ancora più sorprendente perché proprio mentre stava per uscire il suo "The Politics of Heroin" (La politica dell'eroina, Rizzoli 1973), il Presidente Nixon aveva appena annunciato la guerra alle droghe .
La CIA minacciò la casa editrice e cercò di impedirne la pubblicazione poiché il libro avrebbe costituito una minaccia per la sicurezza nazionale.
Solo una serie di articoli del giornalista Seymour Hersh del "New York Times" ne rese possibile la pubblicazione.
Il libro è diventato un classico pubblicato nelle principali lingue del mondo in oltre 35 edizioni.
Successivamente, l'interesse dell'autore si concentrò su un approfondita ricerca riguardante la struttura dell'esercito del dittatore filippino Marcos - un tema trattato nel libro "Closer Than Brothers. Manhood at Philippine Military Academy" (Yale University Press 1999).
Tutte queste ricerche hanno preparato il campo a quello che dopo l '1 settembre sarebbe divenuto il tema scottante della tortura moderna, accompagnato dalla giustificazione scontata del terrorista con la bomba innestata e che ha trovato spazio in questo libro.
Estratto
Questo libro è iniziato in un altro paese, in un altra epoca, in un altra vita.
Era l'estate del 1933, quando un imponente torpedone Pierce-Arrow superava a tutta velocità lo storico castello di Sciaffusa in Svizzera ed entrava in Germania.
Il potente motore cromato ad otto cilindri pompava al massimo i suoi 125 cavalli di potenza, mentre la berlina sfrecciava a nord, verso la città-mercato medievale di Norimberga. [...]
Al volante, spingendo la macchina al limite dei suoi 135 chilometri l'ora, sedeva Rudolf Piel, un mastro birraio tedesco-americano che si aggirava nella terra di suo padre in cerca degli ultimi ritrovati tecnologici da utilizzare nella rinomata fabbrica di birra di Brooklyn della sua famiglia.
Al posto del passeggero, sua moglie Margarita [...] e sul sedile posteriore, Peggy, la loro figlia di dieci anni [...].
Giunta a Norimberga, la berlina, grossa e pesante [...] si fermò, dopo un lungo girovagare, davanti al Rathaus, il municipio. [...]
Con quel suo modo meticoloso di pensare alle cose serie, importanti, il padre di Peggy insistette per andare a visitare le prigioni nei sotterranei, le Lochgefaengnisse (prigioni a forma di buco).
La famigliola quindi, con la bambina che trotterellava dietro, si mise al seguito di una guida turistica e scese verso le fondamenta di pietra del Rathaus giù per un angusta scala adiacente alle prigioni, tipiche della giustizia medievale.
Prima passarono per una serie di celle strettissime, stanzette di legno costruite nella roccia, ognuna provvista di una piccola panca per dormire e un soffitto basso che anche solo a starci un minuto faceva venire la claustrofobia.
All'interno di questo mondo oscuro, Peggy avvertì un sentimento nuovo, inquietante, simile alla disperazione.
La nera muratura sembrava ricoperta di una sporcizia di secoli, mai lavata.
Nessuna finestra, l'aria ferma e greve.
La totale oscurità, spaventosa, rotta solo da poche fioche lampadine.
Proseguendo il cammino entrarono in una camera con i soffitti più alti destinata agli interrogatori.
All'interno vi era un aggeggio munito di corde che serviva a tenere i prigionieri legati e sospesi per aria appena sotto una finestrella dalla quale all'epoca i magistrati si affacciavano per fare le loro domande, e accanto all'argano c'erano delle grosse pietre spaccate che venivano attaccate ai piedi per aumentare il dolore.
A Peggy bastò la sua fantasia da bambina per capire a cosa dovesse essere servito tutto quello, quella bambina era mia madre.
Note
"Un indispensabile e inchiodante rapporto sull'evoluzione dell'uso della tortura da parte della CIA, dalla Guerra fredda ad Abu Ghraib e oltre."
Naomi Klein, The Nation
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