Autore: Alice Kindl
Editore: Edizioni Miele
Prima edizione: 01/2009
Edizione corrente: 01/2009
EAN-ISBN: 9788863320084
Pagine: 240
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 17x24 cm
Prezzo di copertina: 18,50 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
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Descrizione
Amelia è giovane, timida, insicura, una ragazza comune.
Dal divorzio dei suoi genitori la vita è diventata grigia e lugubre, sembra che soltanto l'amore del suo ragazzo la sostenga.
Finché scopre di essere incinta e il mondo intorno a lei comincia a crollare, le certezze si sbriciolano, il tradimento la spezza.
Come può farcela da sola, con un bambino?
Amelia ne è certa: è troppo giovane, troppo debole, non può e non vuole diventare madre.
Ma una nuova e sconosciuta forza comincia a scorrere dentro di lei, trasformandola lentamente da incerto anatroccolo in coraggioso cigno.
Note biografiche
Alice Kindl è nata a Oggiono, in provincia di Lecco, nel 1983.
Laureata in biotecnologie, attualmente si dedica alla professione di mamma insperta ma volonterosa e felice.
Dalla sua passione per la letteratura (dai grandi classici ai libri di autori meno conosciuti) è scaturito l'amore per la scrittura, attività alla quale si dedica assiduamente.
Luna crescente è il suo primo romanzo.
Estratto
Sono le sei e dieci.
Staranno partendo.
Non è il momento giusto per chiamarlo.
E poi questo genere di notizie non si può dare per telefono.
Avrei dovuto impedirgli di partire.
In fondo però, un giorno o due in più che cosa cambia?
Ho già deciso.
Lunedì andrò in ospedale e metterò fine a questa tortura.
Nel profondo del mio cuore, tuttavia, alberga una strana emozione: ho ancora due giorni per stare con mio figlio.
Mi giro nervosamente nel letto.
Non è possibile, non sta succedendo a me.
Si parla di figli quando si è grandi, maturi, realizzati.
Io non mi sento niente di tutto ciò.
Il cuore mi rimbomba nelle orecchie.
Questo pensiero ossessivo mi tortura senza darmi tregua un istante.
Aspetto un bambino.
Io, Amelia Laici.
Cosa faccio?
Cosa faccio?
Le mie mani sfiorano il ventre.
È arrotondato.
Impercettibilmente, ma io conosco il mio corpo, so che c'è qualcosa di strano, di nuovo...
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La settima indagine del commissario Martini
Autore: Gianna Baltaro
Editore: Edizioni Angolo Manzoni
Prima edizione: 09/2008
Edizione corrente: 09/2008
EAN-ISBN: 9788862040228
Pagine: 224
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 14x22 cm
Prezzo di copertina: 14,00 Euro
Argomento: Gialli, Horror e Noir
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Descrizione
Torino.
Estate 1938.
Nel parco del Valentino, non lontano dal Borgo Medioevale, viene trovato ucciso uno scrittore, soggettista per la FERT.
Tra passioni e rancori, il commissario Andrea Martini investiga nel mondo del cinema e della moda, elegante e subdolo "salotto buono" della città.
Note biografiche
Gianna Baltaro, recentemente scomparsa, è stata spesso definita l'Agatha Christie piemontese oppure la Signora in Giallo sotto la Mole.
La scrittrice torinese ha inventato il personaggio di Andrea Martini, protagonista di ben 18 avventure.
Uomo affascinante di molta umanità e non poco anticonformismo, - l'ha descritto Giovanni Tesio, - che si divide tra Torino e Diano d'Alba, dove ama vestire i panni del gentiluomo di campagna coltivando il vino di un podere avuto in eredità da uno zio .
Martini è uno dei protagonisti più interessanti del giallo italiano, per citare Giuseppe Pederiali.
Anche se in realtà la vera protagonista delle storie di Gianna Baltaro è la Torino anni Trenta, avvolta dal suo fascino discreto e misterioso.
Una città in grande fermento, che, nelle indagini del commissario, vive di momenti curiosi, momenti storici di un passato descritto con grande coinvolgimento.
Di Gianna Baltaro sono usciti:
Nelle nebbie del Gambero d'Oro,
Ore 10 Porta Nuova,
Pensione Tersicore,
Due gocce di sangue blu,
Delitti di prima classe,
Una certa sera d'inverno,
L'altra riva del lago,
Ritorno dal passato,
Mentre scendeva il buio,
Segreti di famiglia,
Uno strano cliente,
I problemi della signora Pich,
Una donna chiamata Bonbon,
Quel maledetto giorno di Carnevale,
L'uomo dal soprabito grigio,
Il mistero di Linda,
Poker di donne
e la graphic novel Una certa sera d'inverno, disegnata da Marco D'Aponte.
Estratto
C'è stata troppa confusione nei movimenti di questa gente, commentò con amarezza Piperno.
Ognuno di loro avrebbe potuto allontanarsi dal teatro senza essere notato.
Per esempio, prima di entrare o durante l'intervallo.
In mezzo a tanta gente non è difficile dileguarsi, sospirò profondamente, e poi la complicità del buio, in quel parco pieno di viottoli, di piante
Sì, ammise Martini, comunque, qualcuno, a mezzanotte, è riuscito a piazzare una pallottola nel cuore di quel povero cristo.
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Autore: Maria Evelina Buffa
Editore: Edizioni Sabinae
Prima edizione: 10/2008
Edizione corrente: 10/2008
EAN-ISBN: 9788896105078
Pagine: 160
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 20,0x22,5 cm
Prezzo di copertina: 18,00 Euro
Argomento: Musica, Cinema e Teatro
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Descrizione
Diario fotografico dell'archivio di famiglia con la testimonianza della figlia Evelina che ricorda nel centenario della nascita e nei 30 anni dalla morte il grande divo italiano del cinema.
"Questo non è un libro di memorie.
E nemmeno la biografia di mio padre.
È proprio quello che sembra: un album di famiglia.
Disordinato come me.
Pensieri che accompagnano le foto.
Ricordi che affiorano dagli abissi dell'inconscio..."
E qualche scritto di Amedeo, o di persone a lui vicine, ripescato da vecchi scatoloni di passati
traslochi..."
Note biografiche
Maria Evelina Buffa, figlia di Amedeo Nazzari e Irene Genna, nasce a Roma.
Dopo aver frequentato la scuola francese e aver studiato recitazione allo studio Fersen, col nome d'arte di Evelina Nazzari, debutta giovanissima come attrice.
In teatro nel "Cirano" di Edmond Rostand, con la regia di Maurizio Scaparro, in televisione con "L'eredità della priora", con la regia di Anton Giulio Majano e in cinema con "Dove vai in vacanza?" per la regia di Alberto Sordi.
Seguiranno anni di attività prevalentemente teatrale e, in minor misura, televisiva, durante i quali cercherà di conciliare al meglio il lavoro con la vita privata.
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Autore: Diego Scarca
Editore: Edizioni Angolo Manzoni
Prima edizione: 11/2008
Edizione corrente: 11/2008
EAN-ISBN: 9788862040303
Pagine: 180
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 11,5x19,5 cm
Prezzo di copertina: 12,00 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
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Descrizione
Diego Scarca non è nuovo alle provocazioni di tipo letterario.
Dopo il romanzo Scherzo parigino e il volume di poesie Architetture del vuoto usciti per i tipi della Edizioni Angolo Manzoni, con Lettere a Mefistofele si sforza di reinterpretare in chiave moderna il romanzo epistolare, piegandolo alle esigenze di una complessa e a tratti sconcertante polifonia.
Undici mittenti per un solo destinatario.
Undici personaggi in cerca di una trama.
Scrivono tutti a Mefistofele e quest'ultimo quasi non risponde.
Dall'allieva insolente e arrogante che gli dà dell'inetto al collega che lo copre di elogi sperticati.
Dai parenti stretti agli amici di lunga data in vena di ricordi.
Dall'editore che gli pubblicherà un romanzo a una certa Madame de (il doppio di Mefistofele?) che si diverte a procurargli incubi di ogni genere
C'è chi fa il giro del mondo in questo romanzo e chi si isola dal mondo, soggiornando su un Appennino tosco-emiliano che ha ben poco di assolato.
Chi è prodigo di consigli quando Mefistofele è malato, chi vorrebbe assisterlo ma non può, chi non se la sente perché
Pura finzione.
Note biografiche
Diego Scarca, nato a Pinerolo (Torino) nel 1959, è docente di letteratura francese all'Università del Piemonte Orientale "A. Avogadro".
È autore di diversi studi critici tra cui "L albero della civiltà. Primitivismo e utopia in Francia tra Sette e Ottocento" (Ginevra, Slatkine, 1990) e "Agli antipodi dell'Occidente. Letteratura di viaggio e antropologia. 1789-1815" (Parigi, Champion, 1995).
Scherzo parigino (2006) è il suo primo romanzo.
In seguito Scarca ha pubblicato, nella collana Poesia, la silloge Architetture del vuoto e, nel 2008, il romanzo Lettere a Mefistofele.
Estratto
6 ottobre
In termini di economia erotica difficilmente gli uomini si ingannano.
Sanno qual è la schiena dalla quale trarranno una ricarica alle loro pile nervose esaurite.
Se gli uomini frequentano le donne, se si riducono a pagare le sgualdrine, se si abbassano a strisciare per terra e a imitare le posture di un cane pur di toccare un corpo femminile, lo fanno solo per interesse.
Perché sanno che dal contatto con quel corpo otterranno una ricarica che li aiuterà a vivere.
Perché così diventano baldanzosi.
Affrontano la giornata da schiavi, che devono condurre, a cuor leggero.
Sorridono persino al superiore che li ha mortificati il giorno prima.
Delle rimostranze delle mogli, di cui si erano scordati, se ne infischiano.
Vivrebbero dieci anni senza luce in casa pur di poter tornare a toccare quel corpo elettrico almeno una volta alla settimana.
Guido
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Saggi di storia contemporanea
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Autore: Marco Severini
Editore: Edizioni Codex
Prima edizione: 12/2008
Edizione corrente: 12/2008
EAN-ISBN: 9788890387500
Pagine: 156
Rilegatura: Filo refe
Dimensioni: 15x21 cm
Prezzo di copertina: 14,00 Euro
Argomento: Storia e Saggistica
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Descrizione
Il libro propone in chiave storiografica alcune recenti ricerche di storia contemporanea.
Sono affrontati temi e aspetti che rivelano un evidente legame con la modernità.
L'attualità di Mazzini e l'eredità di Romolo Murri.
L'importanza di Giolitti e il percorso politico e intellettuale di esponenti del primo Novecento.
Il ruolo dei notabili, di minoranze, istituzioni e dei partiti politici nell'Italia contemporanea.
I traumi delle guerre mondiali, i volti della Resistenza, l'affermazione degli ideali nonviolenti, antimilitaristi e pacifisti, la memoria del Sessantotto.
Itinerari e contesti diversi, analizzati e approfonditi per contribuire al vivace dibattito in corso nel settore contemporaneistico.
Indice
Introduzione
1. Lo sdoganamento di Mazzini
2. Il ritorno di Giolitti
3. L eredità di Romolo Murri
4. Minoranza operosa
5. Il ruolo dei fratelli
6. I notabili nella città
7. Guerre mondiali, contesti periferici
8. I volti della Resistenza
9. La modernità di Rodolfo Mondolfo
10. Socialismo mazziniano
11. La solitudine irenica dell'obiettore
12. Il cuore nel Sessantotto
13. La diaspora dei partiti
Nota a margine
Indice analitico
L'autore
Note biografiche
Marco Severini insegna discipline storiche dell'età contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Macerata.
Autore di numerose pubblicazioni di storia contemporanea, ha vinto nel 1999 il Premio Nazionale di Cultura Frontino-Montefeltro con il volume La rete dei notabili (1998).
Si è occupato in particolare, di Mazzini, Garibaldi e della Repubblica Romana del 1849, dell'età giolittiana, del primo dopoguerra in Italia e della storiografia italiana dell'età contemporanea.
Tra i suoi volumi
Armellini il moderato (Ist. Editoriali e Poligrafici, 1995),
Vita da deputato (Marsilio, 2000),
Protagonisti e controfigure (Affinità Elettive Edizioni, 2002),
Percorsi infranti (Affinità Elettive Edizioni, 2004, 2006),
Notabili e funzionari (Affinità Elettive Edizioni, 2006),
Nenni il sovversivo (Marsilio, 2007),
Girolamo Simoncelli (Affinità Elettive Edizioni, 2008).
Estratto
1. Lo sdoganamento di Mazzini
I bicentenari della nascita di Mazzini e Garibaldi hanno dato luogo ad una vasta produzione storiografica e pubblicistica, con lavori non di rado pregevoli e originali, ma a nessuna nuova biografia.
Tuttavia, il pensiero mazziniano è riuscito, dopo quasi un secolo in cui si sono avvicendati nei suoi confronti l'ostracismo dell'Italia liberale e la fascistizzazione ad opera di Gentile, a rilanciare i suoi principi e le attualissime idealità nell'Italia repubblicana e democratica, dovendo però fare i conti con le due nuove culture egemoni del Novecento, la marxista e la cattolica.
I duri ed inflessibili giudizi di Marx su Mazzini hanno purtroppo fatto scuola quanto gli stereotipi e le banalizzazioni degli ambienti cattolici intransigenti e solo grazie alle ultime generazioni di studiosi si sono aperti filoni di studio e di interpretazione chiari, filologicamente attenti e decisamente avvincenti sul piano interpretativo.
Per limitarci ad alcuni esempi, sull'europeismo di Mazzini e sulla sua idea-forza della partecipazione democratica, in palese antitesi con il programma marx-engelsiano, disponiamo di una serie di ricerche di Salvo Mastellone.
Dal canto suo, la collana "Studi Mazziniani" ha proposto agli inizi del 2008 due interessanti volumetti: il primo dei quali dedicato al Seminario svoltosi a Palermo (15 dicembre 2005), in margine alla presentazione dei due volumi Mazzini e gli scrittori politici europei, e alla raccolta di alcuni saggi di giovani studiosi siciliani sul rapporto tra il genovese e la dimensione politica e culturale isolana, mentre il secondo ha offerto un contributo importante allo studio della partecipazione di Mazzini al dibattito pre-quarantottesco sulla democrazia e sul rapporto tra quest'ultima e la religione, dibattito che si svolse tra i radicali e i riformatori in esilio a Londra tra 1845 e 1850 e trovò ospitalità soprattutto sulla "Northern Star".
Va anche menzionato il ruolo pedagogico e divulgativo svolto dall'Associazione Mazziniana Italiana e dal suo periodico "Il Pensiero Mazziniano", giunto al 63° anno di attività.
Inoltre è appena uscita una ricerca di Giovanna Angelini sugli scritti mazziniani comparsi su "La Roma del Popolo", ricerca che ha ricostruito l'itinerario più maturo del genovese ponendolo in relazione ad alcuni aspetti essenziali del suo impegno e pensiero: la difesa dell'ideale repubblicano e la delusione per l'unificazione monarchica del paese; la confutazione delle teorie contrattualistiche del liberalismo classico e dei principi classisti e marxisti; il solido disegno democratico e associazionistico; la riproposizione del binomio pensiero-azione come sintesi di aspetti teorici e impegno pratico e organizzativo; la collaborazione tra popoli e nazionalità; le critiche sulle formulazioni incerte e dottrinarie degli stessi padri dell'Illuminismo circa alcune questioni centrali quali la sovranità nazionale, la divisione dei poteri e il superamento dell'ancien regime.
Ma c'è un problema decisamente più rilevante.
Mazzini a scuola si legge e si studia pochissimo e la sua presenza nelle aule universitarie, fatte alcune eccezioni, è ancora più meteorica.
Le responsabilità di questo stato di cose, che si è prolungato lungo tutto l'intero secondo dopoguerra, sono da ascriversi a diversi soggetti, ma la scuola e l'università italiana, con i rispettivi paradossi e ritardi, le debite incongruenze e problematicità, rientrano senza dubbio tra questi.
La mancata metabolizzazione di Mazzini e del pensiero mazziniano da parte della cultura italiana dipende anche da questi ritardi.
In questa drammatica condizione la ricerca storiografica deve continuare a suggerire itinerari critici di riflessione e di confronto.
Lungi dal proporre una rassegna di studi mazziniani, interessa analizzare una delle ricerche più innovative che sono comparse nelle librerie italiane prima dell'inizio del bicentenario mazziniano, e cioè il lavoro di Michele Finelli, studioso toscano, che in un'opera seria e documentata ha scavato sull'origine e sulla fortuna dell'Edizione Nazionale degli scritti di Mazzini, primo italiano contemporaneo a ricevere simile onore.
Una lettura che può aiutare a comprendere le ragioni di un fenomeno tuttora in fieri, lo sdoganamento solo parziale del pensiero e dell'insegnamento mazziniano.
La storia dell'Edizione Nazionale degli scritti mazziniani è una parte non secondaria della vicenda storica italiana e la riprova viene offerta dall'autore con la ricostruzione attenta del ruolo dei personaggi che offrirono il proprio, differente, contributo all'impresa: Andrea Costa, firmatario e sostenitore della "Cooperativa Tipografico Editrice Paolo Galeati" (sorta ad Imola il 30 ottobre 1900 dalla fusione di quattro precedenti imprese tipografiche), deciso a legare il proprio nome alla figura di quel padre della patria che aveva profondamente influenzato la sua formazione politica; Vittorio Emanuele Orlando, ministro di spiccata sensibilità storica, e membro della Commissione suddetta che nel 1906 licenziò il primo dei 106 volumi che sarebbero stati pubblicati nell'arco di 37 anni; Giosue Carducci, Giovanni Gentile e Benedetto Croce, altro titolare della Minerva nel quinto ministero giolittiano, attento a non far perdere all'operazione mazziniana le sovvenzioni statali nella difficile transizione del primo dopoguerra.
Studioso di grande acribia e infaticabile lena, "mazziniano di stretta osservanza", Mario Menghini fu "lo scultore" del monumento di carta, che non avrebbe mai visto la luce senza la competenza e la passione del risorgimentista così come senza il prezioso rapporto di lavoro tra questi e Ugo Lambertini, direttore tecnico della tipografia Galeati di Imola.
Insieme ai personaggi, viene ricostruita l'immagine debole di Mazzini nel secondo Ottocento e la sfida "senza vincitori" tra pedagogia della memoria e pedagogia laica.
Nel primo quarantennio postunitario lo Stato liberale fece di tutto per far dimenticare la figura e l'opera di Mazzini e il 10 marzo 1872, pervenuta alla Camera la notizia della morte del genovese, il premier Lanza rimase ostentatamente seduto; il conseguente rifiuto di una commemorazione ufficiale a Montecitorio fu il primo atto di un prolungato ostracismo da parte dell'Italia ufficiale, ostracismo che venne confermato dall'esclusione dai programmi scolastici, dalle ricorrenze celebrative e dalla stessa prima grande ondata monumentale che attraversò il paese tra 1871 e 1911; alla politica monumentale dell'Italia sabauda cercò di dare una risposta significativa la pedagogia laica e repubblicana, prima con l'uscita de "I Doveri dell'Uomo" nel 1860 e poi, a partire dal 1861 e fino al 1904 dapprima con l'Edizione daelliana, cioè con la pubblicazione degli Scritti editi e inediti avvenuta, tra 1861 e 1864, per i primi sette volumi presso l'editore milanese Gino Daelli, poi con l'ottavo, nel 1871, ad opera del libraio meneghino Levino Robecchi, e con i successivi dodici editi a cura, fino al 1904, della Commissione Editrice degli Scritti di Giuseppe Mazzini.
Dal canto loro, gli stessi custodi dell'eredità mazziniana, disorientati senza dubbio dall'ostilità governativa, gestirono con difficoltà l'eredità del Maestro e consolidarono, indirettamente, la debolezza della sua immagine nell'Italia risorgimentale.
L'autore esamina accuratamente il passaggio dell'istituzionalizzazione di Mazzini nell'Italia giolittiana, che avvenne in un contesto nuovo in cui storici e studiosi chiedevano spazio, facendo transitare la storiografia mazziniana da una dimensione tendenziosa e agiografica verso un approccio propriamente scientifico.
Così, dall'adozione scolastica dei Doveri, non senza forti polemiche politiche, i socialisti paragonarono Mazzini ad un prete e lo tacciarono di dogmatismo, i cattolici scrissero senza mezzi termini "Fuori il regicida!" ed emendamenti snaturanti l'opera mazziniana (su tutti, l'alterazione della matrice profondamente repubblicana, come ebbe a sottolineare, tra gli altri, Napoleone Colajanni), si passò al regio decreto sopra ricordato: ma il monumento nazionale all'esule, proposto da Crispi e approvato dal Parlamento nel 1890, sarebbe stato inaugurato solo nel 1949.
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Le storie degli altri di Marco Severini, Edizioni Codex, 14,00 Euro
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